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giovedì 3 luglio 2014

E’ Paolo Piccirillo il super vincitore di “Salerno Libro d’Europa” a Salerno Letteratura


Fonte :www.lapilli.eu
di Maria Serritiello



E’ Paolo Piccirillo, classe 1987, di Santa Maria Capua Vetere, con il libro “La terra del Sacerdote”, candidato al Premio Strega, il Super Vincitore tra la cinquina dei giovani autori, narratori europei under 40, indicati per l’assegnazione del Premio “Salerno Libro d’Europa”, all’interno della manifestazione, più importante, del Sud “Salerno letteratura”, tenutosi nella città per un ‘intera settimana. Gli altri quattro, vincitori sono:
Jenni Fagan Panopticon, ISBN (Regno Unito)
Romain Puértolas L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea, Einaudi (Francia)

Bernard Quiriny La biblioteca di Gould, L’Orma (Belgio)

Noémi SzécsiLa vampira snob, Baldini & Castoldi (Ungheria).
 
Il Sole 24 Ore indica Paolo Piccirillo tra i cinquanta scrittori italiani, under quaranta, più promettenti, niente male se si pensa alla sua giovane età, vive e lavora a Roma e pubblica con Neri Pozza.
Il 28 giugno scorso, è lo storico Salone dei Marmi del Palazzo di Città, a fare da cornice allo spoglio in diretta dei voti e alla proclamazione del vincitore. A Paolo Piccirillo, tra gli applausi scroscianti del pubblico presente, è stato assegnato, l’ambito premio. Il ventiseienne giovane autore ha riportato di nuovo in Italia, il Premio libro d’Europa, lo scorso anno, infatti, fu assegnato al portoghese José Luis Peixoto, autore di "Libro" della casa editrice Einaudi. Francesco Durante , direttore artistico della kermesse letteraria, affaticato e felice per come si è svolta tutta la manifestazione, ringrazia tutti: volontari, ragazzi, pubblico, Amministrazione Comunale, sponsor, in particolar modo Orazio Boccia Arti grafiche, l’infaticabile Ines Mainieri, direttore organizzativo e tutta la città di Salerno, con il suo incantevole centro storico, ancora poco conosciuto dagli italiani e stranieri in tour, ma senza il quale non si sarebbero vissute emozioni così intense.
 
Maria Serritiello
 
 
 

Musica, poesia ed arte al Museo Archeologico Provinciale di Salerno, per celebrare la “Festa della Musica







Fonte:www.lapilli.eu
di Anna Ciufo

In occasione della “Festa della musica”, il 21 giugno, al Museo Archeologico Provinciale di Salerno, via San Benedetto 28, una nuova iniziativa è stata promossa dall’Associazione Fonderie Culturali in collaborazione con la Provincia di Salerno e con l’Associazione Salerno Attiva - Activa Civitas, per ospitare l’evento che da vent’anni riempie piazze e strade delle città di tutta Europa e che anche quest’anno ha permesso a salernitani e turisti di visitare gratuitamente il Museo Archeologico che, per l’occasione, è rimasto aperto eccezionalmente dalle ore 19.00 alle 22.00.
La serata ha avuto inizio con la presentazione in anteprima del nuovo video musicale di Salvatore Venturini, figlio di Bruno, grande interprete della musica napoletana ; un giovane di talento, già definito il Bublè italiano, che ha preferito lasciare il suo posto di bancario per seguire le orme paterne, spinto dalla grande passione per la musica.
Ospite d’onore il designer olandese Ton Pret, famosissimo, tra l’altro, per aver dipinto a mano, con pennelli di piccole dimensioni, una Ferrari 355 GTS su richiesta del proprietario, incontrato alla fiera milionaire di Amsterdam nel 2009. La realizzazione è avvenuta sotto la supervisione di una carrozzeria autorizzata Ferrari in Olanda.
Molto interessante l’intervento di Antonio Perotti, artista notissimo nel salernitano per le numerose vetrate realizzate per chiese e cappelle e per la fontana dedicata a Falcone e Borsellino sul trincerone di Salerno, ma che, con i fratelli Guido e Paolo, è riuscito a collocarsi in una posizione di primo piano sia nazionale che internazionale: il campo di ricerca e di sperimentazione artistica dei suoi due laboratori (siti in via Fabio e sulla strada nazionale costiera di Vietri) si estende dal polo del figurativismo sacro e dell’art nouveau-tyffaniano sino al postmodernismo ed al geometrismo puro.
A seguire si è potuto apprezzare un intenso e coinvolgente momento dedicato alla poesia di Maria Serritiello: alcune delle sue più belle liriche sono state lette dall’attrice Brunella Caputo ad un pubblico numeroso ed attento che ha vissuto quei preziosi momenti in religioso silenzio.
Poesie di grande spessore, caratterizzate da incalzanti memorie e ricorrenti sinestesie, da vibrazioni e pathos, dall’impennarsi di climax che subito cedono e si appianano come onde acquietate sulla battigia.
Maria Serritiello, è nata e vive a Salerno. Laureata in Pedagogia, ha insegnato Materie Letterarie agli allievi delle scuole medie. Ha esordito nel campo della poesia nel 1994 ed ha al suo attivo sei raccolte di versi. La sua poesia verte su temi classici: gli affetti familiari, i luoghi della memoria, la città natia, la natura, la costiera, il mare, le emozioni, la guerra, la donna, il sociale, l’amore: temi universali ma trattati con semplicità e con un linguaggio che risulta comprensibile a tutti quelli che la leggono. Stila due blog giornalieri, ha collaborato con il quotidiano “Cronache del Mezzogiorno” e attualmente collabora con il giornale online “lapilli” (www.lapilli.eu) con articoli di cultura, recensioni, opinioni e memoria.
Ma anche gli appassionati di mitologia sono stati accontentati: la musa Euterpe, interpretata da Lucia Avino e diretta da Antonello Aprea, ha raccontato storie e leggende della musica al cospetto del Dio Apollo, simbolo del Museo.
Una serata, dunque, di grandi emozioni e di cultura: un giorno, questo 21 giugno, che ha dato il via all’estate dispensando musica, poesia, arte, mitologia, con disinvoltura, con un tocco di magia, soffiando lievemente sulla polvere che l’inverno ha deposto sugli occhi e sul cuore. Parole, sguardi, versi, voci, colori, suoni, immersi e shakerati nei colori sbiadenti di un’affascinante sera.
Anna Ciufo
 
 

Premio Charlot XXVI Edizione a Salerno dal 19 al 27 luglio 2014


 
 
 
Il programma completo
 
Dal tre luglio al due agosto la XXVI esima edizione al Teatro Delle Arti, Arena del Mare e Teatro dei Barbuti
3-14 Luglio CINEMA SOTTO LA STELLA (teatro delle arti)

19Luglio prima parte CHARLOT GIOVANI ospite ANGELO DI GENNARO seconda parte spettacolo ANDREA PERRONI da colorado INGRESSO GRATUITO
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20Luglio MAURIZIO BATTISTA in"combinati per le feste"INGRESSO GRATUITO

21Luglio GIGI VIGLIANI INGRESSO GRATUITO

22Luglio GRANDE ORCHESTRA con:premio Oscar LUIS BACALOV,SERENA AUTIERI,ALBERTO PIZZO,MARCO DENTICE,CARLO CRIVELLI INGRESSO GRATUITO

23-24 Luglio IL MONELLO ospiti i vincitori di TI LASCIO UNA CANZONE,ZECCHINO D'ORO,CASTROCARO,IO CANTO,ITALIA'S GOT TALENT e tanti altri INGRESSO GRATUITO

25 Luglio GRAN GALA' con CATHERINE SPAAK,CORINNE CLERY,GIUSEPPE ZENO,GIORGIO ALBERTAZZI,ANTONELLO COSTA,BARBARA FORIA,DINO PARADISO,VERONICA PIVETTI E.........presenta MAX GIUSTI.

26 Luglio MADE IN SUD TOUR 2014 INGRESSO A PAGAMENTO

27Luglio C'ERA UNA VOLTA 60 commedia musicale INGRESSO GRATUITO

29-30-31 Luglio(TEATRO DEI BARBUTI)FIABE MUSICALI "C'ERA UNA VOLTA" INGRESSO GRATUITO

2 Agosto KARIMA canta BACHARACH INGRESSO GRATUITO

“Making a living”, questo il titolo originale, che tradotto significa “Per guadagnarsi la vita”, ma in Italia è conosciuto anche con il titolo di “Charlot giornalista, è il primo film interpretato da Charlie Chaplin, dove interpreta un aspirante giornalista a caccia di scoop, proiettato per la prima volta il 2 febbraio del 1914, cento anni fa.

E a cento anni di distanza e con un’altra coincidenza (il 2 febbraio del 2004, dieci anni fa, viene inaugurato il Teatro delle Arti di Salerno), Claudio Tortora, ideatore e direttore artistico del Premio Charlot e direttore artistico del Delle Arti non poteva, non rendere omaggio a questa opera cinematografica nella XXVI edizione del Premio Charlot. Edizione che si svolgerà a Salerno, dal 3 luglio al 2 agosto in ben tre location, il Teatro Delle Arti, l’Arena del Mare e il Teatro dei Barbuti (che ospitò la prima edizione della kermesse dedicata al Vagabondo).Una 26° edizione spalmata in tre punti della città e che durerà ben un mese con tantissimi appuntamenti che coinvolgeranno non solo gli adulti ed i ragazzi, ma anche i più piccoli. Infatti, i bambini e i giovani (dai 5 ai 25 anni) che hanno voglia di tentare un’esperienza artistica rivolta al canto e alla recitazione potranno già dal prossimo 11 maggio, alle ore 18,30, recarsi al Teatro Delle Arti di Salerno, dove un’importante agenzia nazionale effettuerà delle selezioni (gratuite) per un’importante progetto targato Premio Charlot. Tutto questo con il contributo della Regione Campania che ha fatto rientrare il Premio Charlot nel “Po Fesr Campania 2007-2013 La scoperta della Campania), del Comune di Salerno, della Camera di Commercio di Salerno, dell’Autorità Portuale di Salerno e con il patrocinio dell’Agis.

Dunque un mese di Premio Charlot, dove non mancherà la gara dei giovani cabarettisti emergenti, e poi ci saranno spettacoli di cabaret con i maggiori protagonisti del momento, serate musicali, proiezioni cinematografiche e ben due serate di gala, nelle quali saranno consegnati gli ambiti Premi Charlot per le sezioni cinema, teatro, televisione, radio, spot pubblicitario, fiction, assegnati dalla giuria della kermesse presieduta dal giornalista Nino Petrone, che proprio in questi giorni sta lavorando sulle nomination per ogni categoria. Il tutto con due doverosi omaggi a due grandi artisti del mondo dello spettacolo.
 
 
 

martedì 1 luglio 2014

L’arcivescovo Luigi Moretti incontrerà i giornalisti per illustrare le novità operative riguardanti la prossima festa patronale di S. Matteo apostolo.

 
 
 
Vorrei dire all'arcivescovo Moretti che la Processione di San Matteo è  tradizione dei salernitani. Ciò che gli può sembrare, a lui non nato in questa città,  pagano, è solo sentimento popolare e per questo passionale, oserei dire carnale. Che non si rovini la festa dei salernitani , i quali hanno un rapporto speciale con il Santo. "San Matteo è Salerno e Salerno è San Matteo" Non tutti possono avere la cultura gesuitica e vivere ogni manifestazione in punta di fioretto. I punti di ristoro, Arcivescovo Moretti, non sono banchetti improvvisati   servono alle paranze per trovare sollievo alla fatica e al caldo, vorrei ricordare la lunghezza del percorso e la pesantezza delle statue , in special modo quella di San Giuseppe. Ci provi lei a stare sotto le statue, con tutto il rispetto che le devo...I Romani e questo non glielo devo insegnare io, furono grandi perché lasciarono gli  usi ed i costumi ai  popoli conquistati. Se poi si riferisce agli applausi tributati al Santo  non mi pare che ci siano solo a Salerno , se solo si sposta a Napoli per San Gennaro, vede l'ardore di un popolo verso il proprio Santo. Certo non è  religioso in senso stretto, lo comprendo ma le persone vanno educate alla spiritualità con buoni esempi e non con le restrizioni. Si, gli applausi a De Luca l'infastidiscono, ma è un modo per appartenere tutti alla stessa devozione, diamine non è che un peccato veniale dei salernitani, null'altro . E poi il panino con la milza...perché anche il panino con la milza la disturba Arcivescovo Moretti ? Tutte le feste si portano dietro il buon sapore di qualcosa a cui avvicinare da adulto il ricordo. Chi non è salernitano, a volte, non comprende fino in fondo lo spirito della festa e ciò e capitato anche a lei. Con il rispetto che devo al suo ruolo di pastore di anime.
 
(Maria Serritiello)
 
 
Fonte:SalernoNotizie.net
 
Tenuto conto del documento della Conferenza episcopale campana “Evangelizzare la pietà popolare. Norme per le feste religiose”, e recepito nell’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno con apposito Decreto arcivescovile del 4 ottobre 2013 entrato in vigore il 1 gennaio 2014, l’arcivescovo Luigi Moretti incontrerà i giornalisti per illustrare le novità operative riguardanti la prossima festa patronale di S. Matteo apostolo.
Cambia dunque la processione di San Matteo. Una modifica dettata, probabilmente “dagli sconci episodi di servilismo” come ebbe a dire il massimo esponente della curia di Salerno dopo l’ultima festa patronale invocando “più spirito religioso”.
«Ho sentito tanti applausi, mi auguro ci siano state tante preghiere altrimenti siamo davanti a un grande equivoco». Le parole con cui l’arcivescovo di Salerno, monsignor Luigi Moretti, chiuse la processione di San Matteo dello scorso anno. Fu quella la traccia su cui la Curia di via Roberto il Guiscardo ha lavorato e preparato l’appuntamento del 2014.
Cambia anche la processione. Vietati gli inchini in corrispondenza di luoghi che non hanno alcun richiamo religioso né, tanto meno, storico-culturale. In passato ci sono stati inchini per omaggiare personaggi defunti, qualche locale pubblico e così via. Da qui l’invito a Moretti di «dare le dovute disposizioni, affinché in futuro non si ripetano gli sconci episodi di servilismo verso chi non rappresenta la santità del principale evento cittadino».
A dettare il cambio di rotta della festa patronale quanto accaduto lo scorso anno con la processione che ha ospitato una serie di segni esteriori che non sono andati nella direzione della spiritualità: gli applausi (e i fischi) alle autorità presenti, i banchetti improvvisati lungo il tragitto per la vendita dei panini con la milza e poi le soste e gli «inchini» delle statue. Troppi e spesso fuori luogo.

 




 

 

La poesia perde Maria Luisa Spaziani







Fonte :La Stampa


Addio a Maria Luisa Spaziani custode dell’eredità di Montale

La scrittrice e poetessa aveva 91 anni. Fondatrice del Premio
dedicato al Nobel, non ha mai smesso di scrivere versi


Una poesia elegante, spesso tendente al tono alto, quella di Maria Luisa Spaziani, scomparsa a Roma all’età di 91 anni, caratterizzata da una tensione lirico-autobiografica che, col tempo, acquista sempre più venature ironiche e una più ampia visione cosmica oltre che un andamento, negli ultimi anni, più disteso e quasi narrativo, attraversando tutto il secondo Novecento, sempre tenendosi equidistante dalla varie tendenze, da inquietudini e fermenti sperimentali, in una dimensione personale che Maurizio Cucchi definì quasi atemporale
 
Nata Torino il 7 dicembre 1922, a 19 anni dirige una piccola rivista, «Il dado» con firme anche illustri ma su cui lei non scriverà mai una riga. Il suo debutto editoriale avviene nel 1954 con la raccolta «Le acque del sabato», aprendo un discorso che andrà ampliando con i tanti volumi di versi successivi, da «Luna lombarda» (1959) a «L’occhio del ciclone» (1970), «Transito con catene» (1977), «Geometria del disordine» ( 1981 - Premio Viareggio), «I fasti dell’ortica» (1996), «La luna è già alta» (2006), per citare i titoli principali, cui vanno aggiunti il poema teatrale «Giovanna d’Arco» del 1990, testi drammaturgici, molti saggi di letteratura francese, dedicati tra l’altro a Proust, Ronsard e Racine, tante traduzioni dal francese, di classici, ma soprattutto di letteratura contemporanea, da Toulet alla Yourcenar, da Gide a Tournier. 
 
Docente di Letteratura francese all’Università di Messina, era laureata a Torino con una tesi su Proust, e aveva fatto diversi soggiorni a Parigi, prima di vivere a Milano e poi stabilirsi a Roma. Nel gennaio del 1949 conobbe Eugenio Montale, durante una sua conferenza a Torino, e fra i due nacque un sodalizio intellettuale caratterizzato anche da un’affettuosa amicizia, testimoniata da 360 lettere del poeta e dal volume di scritti autobiografici della stessa Spaziani «Montale e la Volpe» uscito nel 2011. Nel 1958 invece, dopo dieci anni di fidanzamento, sposò lo studioso Ele’mire Zolla, ma il lungo legame si incrino’ quasi subito e il matrimonio viene sciolto nel 1960. Sono infine del 2002 le sue poesie d’amore «La traversata dell’oasi» in cui, con una vivacità senza età, ripropone versi vecchi e nuovi legati alle sue esperienze sentimentali in anni vicini e lontani. 
Presenza attiva della vita culturale romana e italiana, dal 1982 era presiedente, dopo averlo fondato nel 1978 per onorarne la memoria, del Centro Internazionale Eugenio Montale, ora Universitas Montaliana, e del Premio Montale di poesia. 
 
Nel 2012 è uscito il Meridano Mondadori che raccogli tutte le sue opere a cura di Paolo Lagazzi, che era stato preceduto nel 1979 da una prima raccolta con introduzione di Luigi Baldacci, che parlava di «una poesia con la coscienza di dire cose brucianti e private e di poterle dire solo attraverso un materiale di riporto, attraverso cioè il recupero di un linguaggio che, mentre dà compiuta espressione al sentimento, lo proietta come riverbero su un cielo lontano: quello di una classicita’ godibile di per se stessa, prima che per il messaggio». Un’opera che si confronta col quotidiano, ma appunto creando un filo tra radici antiche e di tono alto con uno più colloquiale in una dimensione quasi diaristica di affetti, figure, impressioni, ricordi personali, arrivando a riflettere sulla figura del poeta e il senso della poesia, quale ricatto dall’ordinarietà dell’esistenza e vero momento di libertà e bellezza. 
 

 

lunedì 30 giugno 2014

Raffele La Capria a Salerno nel Salone dei Marmi per la prolusione alla Seconda Edizione del Festival della Letteratura (23- 29 Giugno 2014)





Fonte www.lapilli.eu
di Maria Serritiello


Meglio non poteva iniziare il Festival della Letteratura di Salerno, alla sua seconda edizione, terzo, per importanza, in Italia, dopo quello di Mantova e Pordenone, ma primo dell’Italia meridionale. A tagliare simbolicamente il nastro, è stato Raffele La Capria, scrittore, mito vivente della letteratura italiana, con una prolusione ricca di spunti, chiara, logica e magica per come ha tratteggiato gli inizi della sua scrittura, Una vera e propria “Lectio Magistralis” dall’alto dei suoi 92 anni, portati, nella mente, con baldanza giovanile, di chi ha compreso tutto e conosce il valore della vita da poter trasmettere. Quando è apparso nel Salone dei Marmi del Palazzo di Città, lo stesso che accolse nel 1944, per sei mesi, dall’11 febbraio al 15 luglio, il primo governo Badoglio, per Salerno Capitale, in compagnia di Diego De Silva, scrittore, che l’ha aiutato a salire lo scalino, un po’ alto, in verità per chiunque, e sistemarsi sul “seggiolone”, come ha subito definito, con  grande senso dell’humor partenopeo, lo scrittore, il posto d’onore, è stato accolto da uno scrosciante applauso. Una vera ovazione che non finiva più e poi tutti in piedi per omaggiare il suo intelletto, sempre vivace, che da più di mezzo secolo tiene banco nel panorama culturale italiano.

 “Non è vera la vita che vivi, è vera la vita che scrivi” questo il titolo di ciò che ci ha regalato, in più di un’ora ed ininterrottamente il grande intellettuale napoletano, che ha vissuto la sua giovinezza nel Palazzo Monumentale Donn’ Anna, del XVII secolo, all’inizio di Via Posillipo a Napoli, di quanto più bello al mondo ci sia. Così lo descrive Matilde Serao nelle sue leggende napoletane “Il bigio palazzo si erge nel mare. Non è diroccato, ma non fu mai finito; non cade, non cadrà, poiché la forte brezza marina solidifica ed imbruna le muraglie…”

Vivendo, La Capria, nella bellezza assoluta, la tesi della “Bella Giornata”, descritta in “Ferito a morte”, un romanzo del 1961, che vinse il Premio Strega, è venuta quasi di conseguenza e si riferisce all’attesa della felicità, a quella contentezza, chiara metafora, che prende all’inizio di un nuovo giorno, non sapendo come esso si svolgerà fino alla sera, ma quest’ultima è quasi sempre attraversata da un’ombra, dice lo scrittore, perché non c’è vita senza che non vi sia dolore. Tanti i concetti in bell’ordine esposti e che lo scrittore e sceneggiatore espone con chiarezza serena e con voce ferma ma addolcita nel fondo, una voce che scava dentro, induce al pensiero, alla riflessione e ad essere consenziente in modo totale. Ciò che dice è la tradizione, è la cultura fattasi vita, altro non siamo che quelli descritti dal cammino della letteratura, cosicché, Ettore, Andromaca, Achille, Romeo, Giulietta, Otello, gli avari, i prodighi, il canto del dolce Stil Nnovo, Laura , Beatrice, Il Cantico delle Creature ci somigliano…oh si, il cammino è lungo per giungere fino  a noi, ma è solo attraverso i passi, che ci hanno preceduto, sappiamo conoscere chi siamo.  Ed ancora: “i concetti” dice “creano idoli, solo lo stupore conosce la meraviglia dei poeti, la realtà è creazione divina, le parole sono a creazione umana”. Di parole, come ce le ha dette Lui, ne vorremmo sentire sempre, ma per fortuna, le troveremo tutte, ad una ad una, nel prossimo Meridiano in uscita, curato da Silvio Perrella. Grazie Maestro!

Foto (Maria Serritiello)

Maria Serritiello
 
 

Salerno Festival della Letteratura, dal 23 al 29 giugno 2014, il terzo in Italia ma il primo nel Sud


 
 
Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello
 
Salerno Festival della Letteratura, dal 23 al 29 giugno 2014,  alla sua 2° edizione, è stato promosso dal Comune di Salerno, con la direzione artistica di Francesco Durante.  Un’intera settimana in cui la cultura fa da padrona, individuando nel centro storico gli angoli più suggestivi per far da cornice ed impreziosire l’evento. Una settimana, questa di fine giugno, in cui la letteratura renderà visibile se stessa ma anche i luoghi più significativi della città, come: l’Arco Catalano di Palazzo Pinto, Largo San Pietro a Corte, Museo Diocesano, Palazzo Fruscione, Salone dei Marmi del Palazzo di Città, Palazzo degli stemmi del Palazzo Arcivescovile, Tempio di Pomona.

Ed ancora, lungo l’asse viario, dalla Stazione, fino a Largo Campo, passando per Via dei Mercanti, “Il percorso dei poeti ”, sei palchi montati, sui quali si recitano poesie , un doveroso omaggio al genere più praticato dal  grande  poeta del secolo scorso, Alfonso Gatto, nella  città che gli ha dato i natali.

 

150 autori, i partecipanti, dai quali uscirà, tra cinque, già preselezionati il premiato, con “Salerno libro d’Europa”. Gli autori, tra cui solo un italiano sono: 

Jenni Fagan Panopticon, ISBN (Regno Unito)
Paolo Piccirillo La terra del sacerdote, Neri Pozza (Italia)
Romain Puértolas L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea, Einaudi (Francia)
Bernard Quiriny La biblioteca di Gould, L’Orma (Belgio)
Noémi SzécsiLa vampira snob, Baldini & Castoldi (Ungheria).
Il premio ,“Salerno Libro d’Europa”,  è riservato a narratori europei under 40 ed una  giuria popolare formata dai soci del Circolo dei Lettori di Salerno, affiancata da una piccola giuria di critici, sceglierà il super vincitore che sarà proclamato a Salerno il 28 giugno.
 
 
 

12 le sezioni   nelle quali si spazia e dove si proporranno presentazioni, reading, anteprime, conversazioni, anteprime con gli autori, ma anche spettacoli teatrali, concerti e performance “site specific” che animeranno in modo accattivante il centro storico della città e quanti lo attraversano.

 Una piacevole novità per questa edizione è rappresentata da Largo al Giallo, organizzato dall'associazione culturale “Porto delle Nebbie”, presidente Piera Carlomagno, giornalista e scrittrice. Nello splendido sito di Largo San Pietro a Corte: si alterneranno autori come Maurizio De Giovanni (che presenterà in anteprima nazionale il suo nuovo romanzo, In fondo al tuo cuore. L’inferno del commissario Ricciardi) ed ancora Bruno Arpaia e Diego De Silva, con un divertente “dialogo” tra i rispettivi, omonimi protagonisti dei loro romanzi (Alfredo e Vincenzo Malinconico).

Le letture sono tutte a carico della bravissima attrice Brunella Caputo, che, nella maratona festivaliera, interpreta, con la sensibilità adatta e la bravura di mestiere i tanti personaggi proposti dai libri, regalandogli una straordinaria fisicità. In alcune serate, per tirare un respiro di sollievo, è coadiuvata dalla bravissima e giovane attrice Teresa Di Florio, un alter ego di voce.

Mini diario di due serate  del Festival

Proprio a Largo San Pietro a Corte, dove tra l’altro sono ambientati i racconti dei quattro autori salernitani e precisamente: Tina Cacciaglia Piera Carlomagno,  Paolo D’Amato e Rocco Papa, il 25 giugno è stata presentata e con successo, la loro fatica comune dal titolo: Corte Nera Runa Editore. Le particolarità di questa pregevole raccolta sono molteplici, una è che è ambientata a Salerno, sicché la corte nera del titolo è proprio Largo San Pietro a Corte, un luogo magico, storico e di una bellezza incomparabile, dove il libro viene presentato. Una seconda ragione per leggerli è che gli autori, dei veri talenti della scrittura, pur mantenendo la loro individualità creativa, si sono intrecciati talmente bene nel raccontare la storia da risultare un corpo unico.

Sempre nella serata del 25 giugno, dalle 21 in poi, si è assistito ad un divertente dialogo tra due grandi scrittori: Bruno Aprea e Diego De Silva, il cui humor dell’ultimo, è stata una piacevole sorpresa(n.d.r.). In comune i due hanno il cognome del loro personaggio, Malinconico, per l’appunto.

 

Il 26 Giugno alle 19,00 è la serata di Maurizio de Giovanni, molto amato dai salernitani ed infatti Largo San Pietro a Corte è straripante di folla. Lo presenta la dolcissima Cristina Marra, una globetrotter della cultura italiana che precisa, pacata, diligente e professionale, gli pone domande. Maurizio, risponde ben volentieri, senza risparmiarsi, sapendo di fare la felicità dei presenti, tutti suoi fans, venuti apposta per lui e non per caso là. Il titolo del nuovo romanzo” In fondo al tuo cuore. L’inferno del commissario Ricciardi”  uscirà in libreria il 2 luglio prossimo. La lettura di “Rosinè” che in anteprima, lui stesso ha letto, mostrando capacità interpretative di un’intensità stravolgente, è la più bella pagina lirica ed intensamente appassionata che da tempo non si ascoltava in un romanzo e per lo più giallo. Viva il Festival della Letteratura di Salerno se ci dà queste emozioni e ci fa scendere lacrime non perché siamo emozionalmente facili ma perché “de Giovanni” ci ha fatto vivere, sia pur per breve, la vita del suo personaggio come nostra.

A seguire, alle 21, 00, un altro scrittore di livello internazionale Roberto Costantini  con “ Alle radici del male” il secondo di una trilogia che avrà termine il prossimo settembre  e presentato  da Massimiliano Amato

Maria Serritiello