il mio giornale
PERIODICO DI ATTUALITA' E CULTURA.
mercoledì 9 settembre 2026
26-27 Settembre 2026 tornano le Giornate Europee del Patrimonio . A Salerno recital pianistico di Alessandro Amendola
lunedì 7 settembre 2026
Terza Edizione "La Terrazza Nel Verde". Incontro a tema: Il Viaggio
di Maria Serritiello
Il 2 Settembre 2026 si è tenuta la 3°Edizione,
"La terrazza nel verde", presso lo splendido spazio giardino di casa
Serlenga. L'invito è stato rivolto all'artista che è in ognuno di noi, usando
un unico tema: Il Viaggio. Gli artisti, tanti ad affollare la serata, hanno
espresso la loro creatività in: fotografia, poesia, pittura, musica, cucina,
lettura, danza, canto, scultura, video, narrativa, recitazione, arti applicate.
Un ventaglio di espressività possibile ed accessibile per essere protagonista e
per conoscere il percorso artistico ed umano degli altri.
Una serata incantevole per il refrigerio all'afa, per
il panorama che si è goduto dall'alto, per l'insieme di tante sapienze espresse
e per le sfizioserie gustate in cordialità. Non è mancato il festeggiamento
speciale e particolare con il taglio della torta per i "50 anni di
matrimonio" di Franco Bruno Vitolo e della sua dolce metà.
Amor vincit
omnia et nos cedamus amori, lunga e serena vita ai festeggiati ed a quanti,
come i presenti, cedano ogni volta alla passione artistica, che è alimento non
deperibile per l'anima.
L'appuntamento è per la 4°Edizione 2027
Per la prima volta abbiamo partecipato io e mio marito il Dott.re Ferdinando Bianco, di seguito i nostri due interventi
A tutti gli artisti, ognuno per la propria competenza, il nostro grazie
Per chi non mi conosce, sono Maria Serritiello,
scrivo da sempre e sono solita aggiungere che compongo un po’ per celia e un
po’ per non morir, per fare il verso a Madama Butterfly. Stabilmente ho
iniziato a dedicarmi alla poesia dal 1992, producendo 6 raccolte dai temi
classici:
Gli affetti familiari, i luoghi della memoria, la
città natia, la natura, la costiera, il mare, le emozioni, la guerra, la donna,
il sociale, l’amore.
Per questa serata, ho scelto per voi un ‘unica poesia
che descrive l’idea del “viaggio a cui io m’ispiro e non il viaggio in sé.
In viaggio con me
di Maria
Serritiello
In viaggio con me,
bagaglio carico sulle spalle
e per mano
tutto quanto posso trascinare.
Cerco strade nuove
ma è alle vecchie
che torno volentieri.
Come guerriero
sono al mio fianco,
e a passo spedito
m’avvio.
Amo la mia compagnia,
i vecchi pensieri,
il futuro che mi sovrasta
e la penna che in fretta striscia
sulla Moleskine nera.
Nel vario cammino,
brandelli d’amicizia
tronchi di conversazione
e fauci spalancate ai bisogni
incontro.
Con me la libertà,
quel poco che resta
assaggio
ed al ritorno,
del giardino m’invade il profumo,
il letto di nuovo culla
e Kora nell’attesa, uguale Argo
Salerno, 12 maggio 2012
martedì 1 settembre 2026
Un mese fa Iole La Porta Fanelli ci lasciava. Il mio ricordo
Di Maria Serritiello
Cara Iole, non so da dove
iniziare per dire di te, intanto pensavo non dovesse capitarmi mai. Tu e Ninì
siete stati due figure affettive ed accudenti per me, più di ogni altro parente
e così a distanza di un anno mi private del vostro affetto.
Voglio ricordarti, Iole,
come persona completa, per come riuscivi ad accudire la famiglia, ad impegnarti
nel lavoro d’insegnante, ad essere una donna manager dopo aver raggiunto la
pensione, a reinventarti ogni volta per partecipare in modo attivo alla vita,
che hai amato fino alla fine.
E poi una passione unica,
totale, esclusiva per l’amato Ninì, tuo marito, servito con devozione, come
prete all’altare e non per retrograda sottomissione, ma per attaccamento e per
il piacere di rendergli la casa accogliente e gradevole, proprio come era stato
abituato nella casa padronale di Mottola.
Da te, cara Iole, ho
imparato tanti rituali di casa, a me che manco di cultura femminile, per aver
perso mia madre presto, molto presto. Tu, però, sei stata un ottimo surrogato e
te ne sono grata, se nei consessi i più svariati, sono alla pari per chi
vorrebbe saperne di più. Scusami, comunque, se non ho voluto imparare e di
conseguenza sperimentare le buone ricette che riuscivi a preparare, anche in
poco tempo, tanto, poi, le mangiavo da te.
Come non ricordare quanta
buona compagnia tu e la tua famiglia mi avete offerto negli anni, i tuoi figli
Tommaso e Checco, come due fratelli per me, con loro accantonavo le mie
tristezze e m’improvvisavo spensierata.
Ora che te ne sei andata
si susseguono i tanti ricordi di un’amicizia leale e sincera, durata senza
nessuna interruzione. Ricordi? Tu mi consideravi la figlia femmina che tanto ti
mancava ed io ero contenta di sopperire a qualche assenza.
Quante serate in giro per
vivere l’allegria della comitiva e dopo le giornate trascorse al Lido; l’estate
aveva il sapore della tua “piperlizia” o di ogni altra leccornia che tu, da
mamma chioccia, dispensavi a questa gioventù affamata e sopraffatta dal dolce
far nulla.
Né potrò mai dimenticare
le tue tagliate di frutta fresca racchiuse nel thermos che mi mandavi in
ospedale e che Ninì con preciso impegno mi consegnava, era agosto e anche
vent’anni fa faceva caldo.
Ora la tua casa resta
sola, le tue mani non toccano più ciò che hai conservato con amorevolezza per
tutti questi lunghi anni e ninnoli, centrini argenteria lustra, piatti di
Cerreto, quadri, oggetti, libri, foto, cd, conservati con amore, terminano il
loro compito, se non ci sarai più tu.
Il tuo sguardo, Iole, si
è chiuso ma non il ricordo che ognuno di noi ha di te e della tua casa. Le tue piante in fiore, per esempio, adesso,
chi le curerà? E già manchi, per tutto
quello che sapevi fare e dispensare.
I tuoi adorati figli,
Tommaso e Checco, inconsolabili, sopraffatti dal dolore, i nipoti Everton e Wellington,
le nuore Ornella ed Ivana, che non troveranno più la sicurezza, la tua
sicurezza che dispensavi, quella stessa iniziata da bambina, cresciuta con la
nonna in Cilento, la saggezza ti derivava di là, unita alla capacità di sopravvivenza,
così in pace come in guerra. Più tardi anche la frequenza a scuola in semplici
pluriclassi ti hanno dato la spinta per il futuro, di essere tu stessa, un’amorevole
maestra elementare.
L’ultima volta che ti ho
vista in vita è stata nel mese di aprile, tu eri già allettata e qualche traccia della tua cura
personale era ancora presente, sicché la camicia con merletti i capelli senza
un filo di bianco ed il viso privo di rughe, erano il segno di distinzione, per
quello che eri sempre stata, una signora curata, senza eccessi. Così hai
spalancato gli occhi e mi hai chiamata per nome, riconoscendomi. Il tuo sorriso
e la gioia di vedermi me li porterò nel cuore, come dono scambievole di
assoluta amicizia, oltre il tempo terreno.
Sulla mia scrivania, da
qualche tempo, ci sono piccoli oggetti in argento che ti, vi sono appartenuti e
che io ho voluto in regalo per il mio matrimonio, passato, ormai, da un pezzo.
Il mio desiderio era di una consegna del ricordo, un qualcosa che vi fosse
appartenuto, non un oggetto senza storia e così è stato.
Ed oggi te ne vai Iole,
senza guardare indietro, sicura del tuo percorso umano, svolto diligentemente e
che ti ha contraddistinta tra le tante.
Ti allontani, ma lasci
un’eredità di affetto preziosa per tutti. Noi non ti dimenticheremo ma tu fai
altrettanto!
Maria Serritiello
venerdì 28 agosto 2026
Quel che mi rimane di Maria Serritiello
Quel che mi rimane
Eccola la mia famiglia,
fissata per sempre,
nel riquadro in bianco e nero di una foto.
Quel che mi rimane,
non mi compensa, né mi equilibra,
la solitudine è l’unico dono
riuscito bene,
forse non voluto, ma è successo
e senza che mai ne abbia visto la fine…
Maria Serritiello
Salerno, 28-8-2026 ore 17,30
mercoledì 26 agosto 2026
1936 di Maria Serritiello
1936
di Maria Serritiello
Era questo del tempo,
l’ozio,
sotto il grande
albero dell’ombra.
Difesi dal sole,
l’aria avvolgeva i vari pensieri al confronto
e nessun danno
giungeva,
se non gli anni,
la conta
e priva del
rammarico di questo giorno!!
Maria Serritiello
Salerno 25 agosto 2026
giovedì 20 agosto 2026
Quando la passione della vita di Domenico Teofilo si chiama "Salernitana"
Il distinto signore, mio
vicino di ombrellone, al Miramare di Salerno è stato un giocatore della
Salernitana. Il suo nome è scritto negli annali della squadra ad iniziare dall’’67-’68
e risponde a quello di Domenico Teofilo. Nella sua vita non ha fatto
altro che vivere di Salernitana e ancora oggi ne parla con amore, come di chi
le ha dedicato tutta la vita. Domenico
Teofilo ha 77 anni, da tempo in pensione da ormeggiatore del porto di
Salerno, diplomato in ragioneria, è sposato con la sig.ra Anna Maria, ha due
figli, un maschio ed una femmina e 4 nipoti. Nessun hobby, nel tempo, se non
l’amata Bersagliera come viene chiamata dai tifosi viscerali e lui lo è più di
tutti.
La chiamata l’ebbe a 16
anni e da quel giorno fu un tutt’uno con la Salernitana e né mai la lascerebbe,
soprattutto in quest’ultimo periodo di amare sconfitte.
È naturale per lui andare
con la mente al percorso costruito nel tempo, che va da raccattapalle, per
poter vedere giocare i suoi beniamini al Vestuti, all’attaccante fantasista che
tutti ricordiamo.
Un’ immagine viva, la
sua, non sfocata dal tempo ma rinforzata dall’amore, è raccolta nelle figurine
Panini, che dal 1961, in poi sono state la gioia e ancora lo sono, di grandi e
piccoli. Riempire l’album per annate, con tutte le figurine dei calciatori è
tutt’ora uno sport (si fa per dire) dei bambini e degli adulti amatori. Tra
queste immagini c’è il nostro Teofilo, fiero di essere entrato nella narrazione
della Salernitana
La serie C della
Salernitana l’ha vissuta tutta, con un idolo nella testa Omar Sivori, l’uomo
dal dribbling irritante, il calciatore suo modello insuperabile. Il vizio del
calcio lo portò ad allontanarsi dalla casa senza rimpianto, risucchiato da
trasferte ed allenamenti. La sua è tutta gioventù di corsa, dietro alla sfera
tonda, senza mai un rimpianto, mai un’insubordinazione, mai il fastidio di
saltare qualche incontro piacevole. Eh sì che si era giovani! Niente alcol,
niente fumo, niente stravizi a tavola e a letto presto, una vita claustrale per
essere un cadetto dell'amata squadra. Tutte queste rinunce non l’hanno mai toccato,
la Salernitana prima di tutto. Quanti i km macinati per raggiungere i campi da
gioco, molti dei quali disastrati, con un compenso minimo, ma chi se ne
importava, i piedi seguivano il pallone più che la tasca. Ancora descrive
l’invasione di campo a Trani per un calcio di rigore a favore della
Salernitana, poi, sospesa a tavolino, come se fosse ora, guardando il mare di
fronte con nostalgia.
A 28 anni ha detto basta
al calcio giocato, ma l’attrazione per il rettangolo verde non gli era passato
e così con il prof Severino e Nando Nobile passò a fare scuola di calcio, intestandola al nome glorioso di "Rinaldo Settembrino". Gli allievi furono in numero di 500 e
l’esperienza fu fattiva. Da quella scuola sono usciti due giocatori di livello nazionale: Giuseppe Galderisi e Francesco Della Monica. Due fuori classe che hanno dato lustro alla città di Salerno Giuseppe Galderisi, detto Nanu per l'altezza e a Vietri sul Mare Francesco Della Monica. Galderisi, oltre a squadre di club, ha giocato nell'U-20,U-21,Italia con il ruolo di attaccante
Pur restando sempre
nell’orbita della Salernitana, ha concluso la sua esperienza del calcio giocato
e di quello allenato, con l’orgoglio di essere il più giovane giocatore
della Salernitana di tutti tempi, una realtà ancora oggi imbattuta
Dei suoi quattro nipoti,
di cui solo uno è maschietto, ma questo non vuol dire, nessuno di loro pratica
il calcio, né ne hanno simpatia, alcun erede, perciò a raccogliere ciò che ha
seminato così amorevolmente.
A Domenico Teofilo,
invariata e come potrebbe essere diversamente, resta intatta la passione, il cuore
granata di orgoglio ed il cavalluccio marino, stampato in ogni suo pensiero della giornata.
Maria Serritiello
Per saperne di più
***Rinaldo Settembrino
(Salerno, 12 novembre 1927 – Salerno, 14 febbraio 1979) è stato un allenatore
di calcio e calciatore italiano di ruolo difensore, protagonista dello
scandalo, passato alla storia come Confessione di Settembrino, che portò alla
retrocessione in Serie B dell'Udinese nel 1955.
Cominciò nella
Salernitana dove, dal 1947 al 1951, giocò 4 campionati totalizzando 90 presenze
e 7 gol, tutte in Serie B.
***Collezione Panini
E una serie di album di
figurine dedicata al calcio, pubblicata dalla Panini a partire dal 1961. La
prima raccolta, relativa alla stagione 1961-1962, segnò l'avvio della
produzione autonoma di figurine da parte della famiglia Panini e diede origine
a una serie pubblicata ininterrottamente negli anni successivi
***Famiglia Panini
La famiglia Panini è la
storica dinastia di Modena fondatrice dell'omonima azienda di figurine, celebre
in tutto il mondo per gli album di calciatori
