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mercoledì 9 settembre 2026

26-27 Settembre 2026 tornano le Giornate Europee del Patrimonio . A Salerno recital pianistico di Alessandro Amendola

 


Fonte curata da: Maria Serritiello

Le Giornate Europee del Patrimonio sono iniziative culturale promosse dal Consiglio d' Europa e dalla Commissione Europea. 
Nelle giornate dell'evento i partecipanti possono visitare gratuitamente o con ingressi agevolati monumenti, musei e siti storici che di solito non sono aperti al pubblico

Le Giornate Europee del Patrimonio (GEP), spesso associate all'idea di festa o celebrazione del patrimonio culturale, si terranno a settembre 2026 in tutta Italia, con iniziative anche a Salerno e nei suoi musei. Il tema ufficiale dell'edizione 2026 è "Proteggere il patrimonio".

All'interno di queste giornate si terrà Domenica, 27 settembre, alle ore 11-00, presso il salone Bilotti dell'Archivio di Stato di Salerno

          Recital pianistico di Alessandro Amendola






lunedì 7 settembre 2026

Terza Edizione "La Terrazza Nel Verde". Incontro a tema: Il Viaggio

 






di Maria Serritiello

 

Il 2 Settembre 2026 si è tenuta la 3°Edizione, "La terrazza nel verde", presso lo splendido spazio giardino di casa Serlenga. L'invito è stato rivolto all'artista che è in ognuno di noi, usando un unico tema: Il Viaggio. Gli artisti, tanti ad affollare la serata, hanno espresso la loro creatività in: fotografia, poesia, pittura, musica, cucina, lettura, danza, canto, scultura, video, narrativa, recitazione, arti applicate. Un ventaglio di espressività possibile ed accessibile per essere protagonista e per conoscere il percorso artistico ed umano degli altri.

 

Una serata incantevole per il refrigerio all'afa, per il panorama che si è goduto dall'alto, per l'insieme di tante sapienze espresse e per le sfizioserie gustate in cordialità. Non è mancato il festeggiamento speciale e particolare con il taglio della torta per i "50 anni di matrimonio" di Franco Bruno Vitolo e della sua dolce metà.

 

Amor  vincit omnia et nos cedamus amori, lunga e serena vita ai festeggiati ed a quanti, come i presenti, cedano ogni volta alla passione artistica, che è alimento non deperibile per l'anima.

 

L'appuntamento è per la 4°Edizione 2027


Per la prima volta abbiamo partecipato io e mio marito il Dott.re Ferdinando Bianco, di seguito i nostri due interventi

A tutti gli artisti, ognuno per la propria competenza, il nostro grazie




Per chi non mi conosce, sono Maria Serritiello, scrivo da sempre e sono solita aggiungere che compongo un po’ per celia e un po’ per non morir, per fare il verso a Madama Butterfly. Stabilmente ho iniziato a dedicarmi alla poesia dal 1992, producendo 6 raccolte dai temi classici:

Gli affetti familiari, i luoghi della memoria, la città natia, la natura, la costiera, il mare, le emozioni, la guerra, la donna, il sociale, l’amore.

Per questa serata, ho scelto per voi un ‘unica poesia che descrive l’idea del “viaggio a cui io m’ispiro e non il viaggio in sé.

 

In viaggio con me

                                      di Maria Serritiello

 

 

 

In viaggio con me,

 

bagaglio carico sulle spalle

 

e per mano

 

tutto quanto posso trascinare.

 

Cerco strade nuove

 

ma è alle vecchie

 

che torno volentieri.

 

Come guerriero

 

sono al mio fianco,

 

e a passo spedito

 

m’avvio.

 

Amo la mia compagnia,

 

i vecchi pensieri,

 

il futuro che mi sovrasta

 

e la penna che in fretta striscia

 

sulla Moleskine nera.

 

Nel vario cammino,

 

brandelli d’amicizia

 

tronchi di conversazione

 

e fauci spalancate ai bisogni

 

incontro.

 

Con me la libertà,

 

quel poco che resta

 

assaggio

 

ed al ritorno,

 

del giardino m’invade il profumo,

 

il letto di nuovo culla

 

e Kora nell’attesa, uguale Argo


Salerno, 12 maggio 2012 






martedì 1 settembre 2026

Un mese fa Iole La Porta Fanelli ci lasciava. Il mio ricordo

 




Di Maria Serritiello


Cara Iole, non so da dove iniziare per dire di te, intanto pensavo non dovesse capitarmi mai. Tu e Ninì siete stati due figure affettive ed accudenti per me, più di ogni altro parente e così a distanza di un anno mi private del vostro affetto.

Voglio ricordarti, Iole, come persona completa, per come riuscivi ad accudire la famiglia, ad impegnarti nel lavoro d’insegnante, ad essere una donna manager dopo aver raggiunto la pensione, a reinventarti ogni volta per partecipare in modo attivo alla vita, che hai amato fino alla fine.

E poi una passione unica, totale, esclusiva per l’amato Ninì, tuo marito, servito con devozione, come prete all’altare e non per retrograda sottomissione, ma per attaccamento e per il piacere di rendergli la casa accogliente e gradevole, proprio come era stato abituato nella casa padronale di Mottola.

Da te, cara Iole, ho imparato tanti rituali di casa, a me che manco di cultura femminile, per aver perso mia madre presto, molto presto. Tu, però, sei stata un ottimo surrogato e te ne sono grata, se nei consessi i più svariati, sono alla pari per chi vorrebbe saperne di più. Scusami, comunque, se non ho voluto imparare e di conseguenza sperimentare le buone ricette che riuscivi a preparare, anche in poco tempo, tanto, poi, le mangiavo da te.

Come non ricordare quanta buona compagnia tu e la tua famiglia mi avete offerto negli anni, i tuoi figli Tommaso e Checco, come due fratelli per me, con loro accantonavo le mie tristezze e m’improvvisavo spensierata.

Ora che te ne sei andata si susseguono i tanti ricordi di un’amicizia leale e sincera, durata senza nessuna interruzione. Ricordi? Tu mi consideravi la figlia femmina che tanto ti mancava ed io ero contenta di sopperire a qualche assenza.

Quante serate in giro per vivere l’allegria della comitiva e dopo le giornate trascorse al Lido; l’estate aveva il sapore della tua “piperlizia” o di ogni altra leccornia che tu, da mamma chioccia, dispensavi a questa gioventù affamata e sopraffatta dal dolce far nulla.   

Né potrò mai dimenticare le tue tagliate di frutta fresca racchiuse nel thermos che mi mandavi in ospedale e che Ninì con preciso impegno mi consegnava, era agosto e anche vent’anni fa faceva caldo.

Ora la tua casa resta sola, le tue mani non toccano più ciò che hai conservato con amorevolezza per tutti questi lunghi anni e ninnoli, centrini argenteria lustra, piatti di Cerreto, quadri, oggetti, libri, foto, cd, conservati con amore, terminano il loro compito, se non ci sarai più tu.

Il tuo sguardo, Iole, si è chiuso ma non il ricordo che ognuno di noi ha di te e della tua casa.  Le tue piante in fiore, per esempio, adesso, chi le curerà?  E già manchi, per tutto quello che sapevi fare e dispensare.

I tuoi adorati figli, Tommaso e Checco, inconsolabili, sopraffatti dal dolore, i nipoti Everton e Wellington, le nuore Ornella ed Ivana, che non troveranno più la sicurezza, la tua sicurezza che dispensavi, quella stessa iniziata da bambina, cresciuta con la nonna in Cilento, la saggezza ti derivava di là, unita alla capacità di sopravvivenza, così in pace come in guerra. Più tardi anche la frequenza a scuola in semplici pluriclassi ti hanno dato la spinta per il futuro, di essere tu stessa, un’amorevole maestra elementare.

L’ultima volta che ti ho vista in vita è stata nel mese di aprile, tu eri già     allettata e qualche traccia della tua cura personale era ancora presente, sicché la camicia con merletti i capelli senza un filo di bianco ed il viso privo di rughe, erano il segno di distinzione, per quello che eri sempre stata, una signora curata, senza eccessi. Così hai spalancato gli occhi e mi hai chiamata per nome, riconoscendomi. Il tuo sorriso e la gioia di vedermi me li porterò nel cuore, come dono scambievole di assoluta amicizia, oltre il tempo terreno.

Sulla mia scrivania, da qualche tempo, ci sono piccoli oggetti in argento che ti, vi sono appartenuti e che io ho voluto in regalo per il mio matrimonio, passato, ormai, da un pezzo. Il mio desiderio era di una consegna del ricordo, un qualcosa che vi fosse appartenuto, non un oggetto senza storia e così è stato.

Ed oggi te ne vai Iole, senza guardare indietro, sicura del tuo percorso umano, svolto diligentemente e che ti ha contraddistinta tra le tante.

Ti allontani, ma lasci un’eredità di affetto preziosa per tutti. Noi non ti dimenticheremo ma tu fai altrettanto!  

Maria Serritiello






venerdì 28 agosto 2026

Quel che mi rimane di Maria Serritiello

 







di Maria Serritiello


Quel che mi rimane

 

Eccola la mia famiglia,

fissata per sempre,

nel riquadro in bianco e nero di una foto.

 

Quel che mi rimane,

non mi compensa, né mi equilibra,

la solitudine è l’unico dono

riuscito bene,

forse non voluto, ma è successo

e senza che mai ne abbia visto la fine…


                                         Maria Serritiello

Salerno, 28-8-2026  ore 17,30





mercoledì 26 agosto 2026

26 agosto giornata del cane, dei miei cani

 


Kora



Jace




Lolita


                                                                        Bella


I miei quattro grandi amori, nella giornata che li celebra




1936 di Maria Serritiello

 




Foto di Maria Serritiello


1936

                          di Maria Serritiello

Era questo del tempo,

l’ozio,

sotto il grande

albero dell’ombra.

Difesi dal sole,

l’aria avvolgeva i vari pensieri al confronto

e nessun danno

 giungeva,

se non gli anni,

la conta

e priva del

rammarico di questo giorno!!

 

Maria Serritiello

Salerno 25 agosto 2026




giovedì 20 agosto 2026

Quando la passione della vita di Domenico Teofilo si chiama "Salernitana"

 


di  Maria Serritiello

Domenico Teofilo  nel riquadro fotografico, il secondo in piedi da sinistra verso destra 

Il distinto signore, mio vicino di ombrellone, al Miramare di Salerno è stato un giocatore della Salernitana. Il suo nome è scritto negli annali della squadra ad iniziare dall’’67-’68 e risponde a quello di Domenico Teofilo. Nella sua vita non ha fatto altro che vivere di Salernitana e ancora oggi ne parla con amore, come di chi le ha dedicato tutta la vita.  Domenico Teofilo ha 77 anni, da tempo in pensione da ormeggiatore del porto di Salerno, diplomato in ragioneria, è sposato con la sig.ra Anna Maria, ha due figli, un maschio ed una femmina e 4 nipoti. Nessun hobby, nel tempo, se non l’amata Bersagliera come viene chiamata dai tifosi viscerali e lui lo è più di tutti.

La chiamata l’ebbe a 16 anni e da quel giorno fu un tutt’uno con la Salernitana e né mai la lascerebbe, soprattutto in quest’ultimo periodo di amare sconfitte.

È naturale per lui andare con la mente al percorso costruito nel tempo, che va da raccattapalle, per poter vedere giocare i suoi beniamini al Vestuti, all’attaccante fantasista che tutti ricordiamo.

Un’ immagine viva, la sua, non sfocata dal tempo ma rinforzata dall’amore, è raccolta nelle figurine Panini, che dal 1961, in poi sono state la gioia e ancora lo sono, di grandi e piccoli. Riempire l’album per annate, con tutte le figurine dei calciatori è tutt’ora uno sport (si fa per dire) dei bambini e degli adulti amatori. Tra queste immagini c’è il nostro Teofilo, fiero di essere entrato nella narrazione della Salernitana

La serie C della Salernitana l’ha vissuta tutta, con un idolo nella testa Omar Sivori, l’uomo dal dribbling irritante, il calciatore suo modello insuperabile. Il vizio del calcio lo portò ad allontanarsi dalla casa senza rimpianto, risucchiato da trasferte ed allenamenti. La sua è tutta gioventù di corsa, dietro alla sfera tonda, senza mai un rimpianto, mai un’insubordinazione, mai il fastidio di saltare qualche incontro piacevole. Eh sì che si era giovani! Niente alcol, niente fumo, niente stravizi a tavola e a letto presto, una vita claustrale per essere un cadetto dell'amata squadra. Tutte queste rinunce non l’hanno mai toccato, la Salernitana prima di tutto. Quanti i km macinati per raggiungere i campi da gioco, molti dei quali disastrati, con un compenso minimo, ma chi se ne importava, i piedi seguivano il pallone più che la tasca. Ancora descrive l’invasione di campo a Trani per un calcio di rigore a favore della Salernitana, poi, sospesa a tavolino, come se fosse ora, guardando il mare di fronte con nostalgia.

A 28 anni ha detto basta al calcio giocato, ma l’attrazione per il rettangolo verde non gli era passato e così con il prof Severino e Nando Nobile passò a fare scuola di calcio, intestandola al nome glorioso di "Rinaldo Settembrino". Gli allievi furono in numero di 500 e l’esperienza fu fattiva. Da quella scuola sono usciti due giocatori di livello nazionale: Giuseppe Galderisi e Francesco Della Monica. Due fuori classe che hanno dato lustro alla città di Salerno Giuseppe Galderisi, detto Nanu per l'altezza e a Vietri sul Mare Francesco Della Monica. Galderisi,  oltre a squadre di club, ha giocato nell'U-20,U-21,Italia con il ruolo di attaccante

Pur restando sempre nell’orbita della Salernitana, ha concluso la sua esperienza del calcio giocato e di quello allenato, con l’orgoglio di essere il più giovane giocatore della Salernitana di tutti tempi, una realtà ancora oggi imbattuta

Dei suoi quattro nipoti, di cui solo uno è maschietto, ma questo non vuol dire, nessuno di loro pratica il calcio, né ne hanno simpatia, alcun erede, perciò a raccogliere ciò che ha seminato così amorevolmente.

A Domenico Teofilo, invariata e come potrebbe essere diversamente, resta  intatta la passione, il cuore granata di orgoglio ed il cavalluccio marino, stampato in ogni suo pensiero della giornata.

Maria Serritiello

 

Per saperne di più

***Rinaldo Settembrino (Salerno, 12 novembre 1927 – Salerno, 14 febbraio 1979) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano di ruolo difensore, protagonista dello scandalo, passato alla storia come Confessione di Settembrino, che portò alla retrocessione in Serie B dell'Udinese nel 1955.

Cominciò nella Salernitana dove, dal 1947 al 1951, giocò 4 campionati totalizzando 90 presenze e 7 gol, tutte in Serie B.

 

***Collezione Panini

E una serie di album di figurine dedicata al calcio, pubblicata dalla Panini a partire dal 1961. La prima raccolta, relativa alla stagione 1961-1962, segnò l'avvio della produzione autonoma di figurine da parte della famiglia Panini e diede origine a una serie pubblicata ininterrottamente negli anni successivi

 

***Famiglia Panini

La famiglia Panini è la storica dinastia di Modena fondatrice dell'omonima azienda di figurine, celebre in tutto il mondo per gli album di calciatori