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sabato 24 gennaio 2026

La conoscenza ci fa essere cittadini consapevoli

 


Fonte: Il Web: La legge spiegata ai bambini

 

Raccolta e scelta: Prof.ssa Maria Serritiello

 

Questo post di sapore scolastico vuole essere un ripasso veloce, ma utile per sgombrare la mente da input negativi o non rispondenti alla realtà. Se si usa il metodo della conoscenza si possono acquisire informazioni, poi ognuno le utilizza secondo coscienza.

ANCORA UNA VOLTA PROVO A FAR LEZIONE, COME HO FATTO IN CLASSE. QUESTA RICERCA (acquisita nelle parti legislative da: La legge Spiegata ai bambini e ringrazio per chiarezza) È DEDICATA A TUTTI IMIEI CARI ALUNNI, ORMAI UOMINI, DONNE E CITTADINI CONSAPEVOLI, PERCHE’ LA SCELTA DI OGNI COSA PASSI ATTRAVERSO LA CONOSCENZA E SOLO DOPO LA PREFERENZA.

 

I Poteri dello Stato

 

I poteri sono 3: legislativo, esecutivo e giudiziario.

 

Il potere legislativo è il potere di fare le leggi e compete al PARLAMENTO.

Il potere esecutivo consiste nel fare applicare le leggi ed è affidato al GOVERNO.

Il potere giudiziario consiste nel giudicare chi non rispetta le norme ed è compito della MAGISTRATURA, cioè dei giudici.

 

Questi tre poteri sono SEPARATI, per evitare che i tre poteri si concentrino in una sola persona. Sostanziale differenza tra Democrazia e Dittatura.

 

 

La nostra Repubblica è PARLAMENTARE

 

Cosa fa il Parlamento e da chi è composto?

Il Parlamento è formato dai rappresentanti politici scelti dal popolo

Il popolo sceglie attraverso il voto chi deve andare al Parlamento.

Il Parlamento discute e approva le leggi

Il Parlamento è composto da DUE CAMERE: la CAMERA DEI DEPUTATI e il SENATO DELLA REPUBBLICA.

 

Entrambe le Camere restano in carica, cioè esercitano i loro compiti per 5 anni. Le due Camere hanno le stesse funzioni e gli stessi poteri.

Perché sono due se i loro compiti sono uguali? Perché è un’ulteriore garanzia per la democrazia.

Le proposte di legge, infatti, vengono analizzate prima da una Camera e poi dall’altra. Ognuna ha una composizione diversa, si può essere eletti deputati dai 25 anni compiuti in poi e senatori dai 40 anni in poi. I cittadini che eleggono i deputati devono avere 18 anni compiuti, mentre per eleggere i senatori devono averne 25.

 

Le Camere si riuniscono separatamente, ognuna guidata dal suo Presidente: come ho scritto prima, i deputati si riuniscono a MONTECITORIO e i senatori a PALAZZO MADAMA, entrambi a Roma. Alcune volte, però, si riuniscono insieme. Questi casi sono elencati dall’art. 55 della Costituzione. Le Camere si riuniscono in “seduta comune” per esempio per eleggere il Presidente della Repubblica e per assistere al suo giuramento di fedeltà alla Repubblica.

 

Chi può proporre le leggi?

• Il Governo

• Ciascun deputato e senatori

• I Consigli Regionali

• 50.000 cittadini

• il CNEL (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro)

 

Da chi è composto il Governo e quali sono i suoi compiti?

Il Governo è formato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Ministri. Ogni Ministro ha un suo compito: Istruzione, Salute, Lavoro e politiche sociali, Interno, Difesa, Economia e Finanze, Giustizia, Beni, attività culturali e turismo, Infrastrutture e Trasporti, Ambiente, Politiche agricole, alimentari e forestali, Sviluppo economico, Affari esteri e cooperazione internazionale.

Il Presidente coordina l’attività di tutti i Ministri, non può imporre la sua volontà e non può sostituirsi ad essi e assicura un indirizzo unitario all’attività svolta dal Governo. Il Consiglio del Ministri, elabora il programma di Governo, cioè gli obiettivi da raggiungere. Il Governo ha sede a Palazzo Chigi, a Roma.

 

Il Governo può proporre leggi al Parlamento, fa applicare le leggi, amministra denaro pubblico e prepara il bilancio dello Stato.

 

Al Governo è affidato il potere esecutivo ed è espressione della maggioranza parlamentare, cioè rimane in carica fino a quando ha la fiducia della maggioranza delle Camere. Il Parlamento, poiché è eletto dal popolo, ha il potere di sostenere il Governo, mantenerlo in vita e anche eventualmente cambiarlo. Se infatti le Camere non manifestano più la loro fiducia verso il Governo, possono farlo cadere. La nostra Repubblica è parlamentare perché al centro c’è appunto il Parlamento, e si distingue da quella presidenziale dove il Presidente è sia Capo dello Stato che capo del Governo.



Seguite il prossimo post che organizzerò nei giorni seguenti


Continua... 





























Anno 2026 di Maria Serritiello



 

di Maria Serritiello

Anno 2026

Un anno in più

sul conto finale,

più che aggiungere, sottrae.

L’età procede e per suo conto,

non le si addice cura, né rinunzia.

 

Malinconia invade,

botti, mortaretti

e distesi fuochi nel cor…


1 -1 2026          Maria Serritiello



mercoledì 21 gennaio 2026

Al Ridotto di Salerno è “Tutto fuori controllo” con Mariano Grillo, quarto appuntamento di Che Comico 2025/2026

 

Fonte:www.lapilli.eu

di Maria Serritiello

Tutto fuori controllo” segue lo spettacolo “Tutto sotto controllo” dello scorso anno, che Mariano Grillo ha scritto assieme a Lello Marangio, un prodotto ben congegnato, dove il comico fa entrare tutti, o quasi, i comportamenti che ci contraddistinguono. L’ironia fa da padrona e pressoché tutti si riconoscono e ciò gli tributa successo  

Entra in scena con una battuta accattivante, perché, dice, il suo cognome non è rassicurante per come sono andate le cose in politica. L’allusione è palese, il pubblico intuisce ed il contatto è stabilito. Così non gli resta che sciorinare, per quasi due ore, senza sosta e senza risparmiarsi tutto il suo sapere sui temi essenziali della vita: la politica, la famiglia, divisa da quella di origine per cui i nonni ed i genitori sono i diversi protagonisti dalla famiglia formata, moglie suocera e figli. Tra l’altro a fine spettacolo a prendere gli applausi, assieme al padre, sono apparsi i suoi due pargoli, bellissimi e per niente imbarazzati, un quadretto familiare piacevolissimo (N.D.R).

Cadono nella rete della sua comicità i social, i rapporti di coppia, gli avvenimenti particolari, il conflitto generazionale, in una sola parola, la vita quotidiana.

Vincitore del Premio Troisi 2022 e del Premio Charlot nel 2021, con uno sketch sul lockdown, Mariano Grillo ha tutta la capacità e la presenza scenica per essere tra i comici più affermati del momento.

Interloquisce con accattivante sicurezza con il pubblico e lo considera suo partner, tanto da trasformarli da spettatori in attori improvvisati. Quelli del sabato sera, al debutto, Mariano sarà sul palco anche la domenica, sono stati molto bravi a reggere lo spettacolo e lui con un colpo di teatro li manda a posto, non prima di aver regalato un fascio di fiori alla signora. Una carineria da vero gentlemen e Mariano è anche questo e noi l’abbiamo apprezzato molto. Se tutto è fuori controllo così, c’è da sperare… per come si va evolvendo la società.

Maria Serritiello

www.lapilli.eu



 



martedì 20 gennaio 2026

Che Comico 2025/2026 al Ridotto di Salerno con Marco Lanzuise in “Non solo Mast"

 





Fonte:www.lapilli.eu

di Maria Serritiello

Due serate, alla ripresa dalle festività natalizie, con Marco Lanzuise in “Non solo Mast”, scritto e diretto dallo stesso, con la presenza di due giovani comici emergenti: Francesco De Cenzo e Daniele Fiorentino.

Marco Lanzuise è alla sua prima volta nell’attuale sede del Teatro Ridotto, ma già era venuto a Salerno nella vecchia ubicazione con i Teandria, un trio di cabaret con Lello Musella e Rosario Verde, attivo negli anni’90. 

Nel 1995 partecipa al Premio Charlot, ma è nel 1996 che viene premiato da Nino Mnfredi, all’interno del famoso Premio di Claudio Tortora. Molto noto come attore, per film e produzioni teatrali, è anche conosciuto per aver recitato in diverse commedie.

In “Non solo Mast”, Marco Lanzuise ha raccolto tutti o quasi  i personaggi che gli hanno dato visibilità e successo, partendo dal Mast , una figura grottesca di un capo d’azienda per continuare con il ring master del circo, lo stuntman per scene mortali nei film, agente funerario, impiegato del banco dei pegni e poi il vecchio, il famoso luminare, il podcast Castagna, l’onorevole Tracchia e Tony Servillo, quando interpreta la famosa: sciavica, un condensato d’imprecazioni liberatorie che alleggeriscono le avversità che colpiscono.

La presenza scenica, la voce possente, l’interpretazione adeguata dei personaggi e la capacità linguistica, da intendersi come spaziosità dei lemmi fino dargli significato altro, nella ricerca dell’effetto risata, sono la caratteristica più ricercata di Marco Lanzuise e del suo piacevole spettacolo.

Un buon inizio per affrontare il cammino dell’anno nuovo, con la letizia e la spensieratezza che tanto ci aiuta.

Maria Serritiello

www.lapilli.eu

 



sabato 10 gennaio 2026

Al Piccolo Teatro del Giullare di Salerno si rappresenta “La Morte di Carnevale” di Raffele Viviani per la regia di Roberto Nisivoccia

 

Fonte: www.lapilli.eu

di Maria Serritiello

10 Repliche, 4 a dicembre e 6 in gennaio, per rappresentare un classico di Raffele Viviani “La Morte di Carnevale” dove per Carnevale sta il cognome del protagonista e non per la festa godereccia a cui tutti sono portati a pensare. Una carrellata di personaggi, 15 per l’esattezza diretti in maniera egregia da Roberto Nisivoccia. E qui è d’obbligo soffermarsi sul cognome di Roberto, erede talentuoso di Sandro Nisivoccia, che è stato e lo sarà per sempre “Il Teatro a Salerno”. Il San Genesio, il luogo di culto per i tanti attori della città formatisi alla severa scuola di Sandro e Regina Senatore, sua moglie, la migliore interprete di tutti i tempi (N.D.S.) di Filumena Marturano. Insomma, la Storia!

E così, 38 anni fa, fu messa in scena, La morte di Carnevale, con un cast, tra l’altro, di attrici virtuose, che partite dal teatro amatoriale, si sono affermate professionalmente e con successo, come Beatrice Fazi e Autilia Ranieri.

La nuova edizione, presentata al Piccolo Teatro del Giullare è già diventata un cult, perché ad interpretare ‘Ndunetta è la gemella di Roberto, i figli unici di Alessandro e Regina, Pasquale Capuozzi, detto Carnevale per via della sua mole, è affidata a Tonino Peluso, più noto, almeno per me (N.D.R.) come commentatore della Salernitana ed a Giovanni Caputo, il nipote Rafele, bontà del tempo, come 38 anni fa, ha mantenuto il fisico giusto, il viso giovane e la caratterizzazione performante dei 38 anni passati. Una chicca tutta da ascoltare, è il commento musicale che per volere del regista, in questa sua ricerca del tempo perduto e rielaborato il più fedele possibile, è inviato al pubblico da un nastro, lo stesso degli anni trascorsi, per fare arrivare agli spettatori, la fedeltà del suono. Roberto, all’epoca era proprio il tecnico del suono e questa sciccheria se l’è voluta concedere.

“La morte di Carnevale di Raffaele Viviani è una commedia napoletana che narra la storia di Pasquale Capuozzi, detto "Carnevale", un vecchio e avaro usuraio che, sentendosi morire, si gode i preparativi per la sua morte e il conseguente sperpero di denaro da parte del nipote Raffaele e del vicinato, solo per scoprire, nel finale esilarante, che era solo una morte apparente La trama si sviluppa tra equivoci comici, funerali finti, pettegolezzi e lamenti, mostrando la miseria e i vizi di un quartiere popolare napoletano”

Un impegno corale che ha dato la sua pregevolezza a tutta l’opera rappresentata e che è risultata legata dal filo sottile della bravura di ognuno, infatti tutti hanno dato una caratterizzazione esemplare al personaggio assegnato, non solo per il recitato ma anche per la fisicità.

Mi piace elencarli tutti:

Anna Scarpetta, Giovanna Cicalese, Francesco Petti, Giovanni Lopardo, Renato Del Mastro, Maurizio Barbuto, Fortunata Russo, Rosa Ricciardelli, Ludovica Pecoraro Scanio, Armando Incolingo, Cristiana Piraino, Mariella Pontrandolfi.

Una menzione a parte va ad Anna Nisivoccia che si accolla i personaggi e li fa tutt’uno con i movimenti, la voce, l’espressività e la capacità di dare la sua impronta ad ogni interpretazione, lei è ‘Ntunetta e nessuna sarà come lei, neppure ad imitarla. Bravo, bravissimo a Tonino Peluso, mi chiedo da dove l’ha cacciata quella voce così graffiante, raspante l’orecchio, facendolo apparire un cupido avaro? E’ pur vero che la voce possente da commentatore davano avvisaglie…

E poi che dire di Giovanni Caputo, perfetto, diligente, meticoloso, accurato, scrupoloso per ogni ruolo assegnatogli, in questo, oltre alla caratterizzazione precisa, è comprensiva di commozione, anche 38 anni fa il ruolo fu suo. Tanti anni e non sentirli è solo suo merito per la versione fresca, giovanile e di convincente innamorato. Ha reso credibile, oltre gli anni, un ruolo che solo un giovane, con energia vitale può interpretare. Chapeau Giovanni!

Lunga vita teatrale al Teatro Popolare Salernitano ed Il Sipario di Sandro e Regina

Maria Serritiello

www,lapilli.eu

 

 



lunedì 29 dicembre 2025

"Se tu tornassi da me" di Maria Serritiello


 

Se tu tornassi da me

 

di Maria Serritiello

 

Se tu tornassi da me,

ora,

mi troveresti

appannata e stanca

senza la forza della guerra,

né quella della pace.

 

Lacrime nascoste e

viso sorridente

a che di me si abbia

l’immagine che si è voluto

 

Tu mi conosci e sai,

tu mi conosci e sai, come io so di te…

 

Chiusi siamo e per sempre

nella casa dove siamo nati,

là dove arieggia il canto della mamma

le ninne nanne cullate, le favole di Andersen, il presepe di carta

ed il Natale con l’albero colmo di cioccolata

 

C’è freddo

eppure il sole riscalda intorno!

28-10-2025

                                                        Per mio fratello  Antonio ( + 29/ 12/ 2016)

                                              

                                             



giovedì 18 dicembre 2025

Gennaro De Rosa al Teatro Ridotto di Salerno in replica per due sere

 

Fonte: www.lapilli.eu

di Maria Serritiello

Prima d’iniziare la comicità, nel piccolo Teatro Ridotto, dove l’imperativo è ridere, un passaggio d’obbligo con l’attrice Cinzia Ugatti che, con la sua bravura interpretativa, ci fa ben riflettere su di un pezzo che ha come soggetto la Violenza Sulla Donna. Il Ridotto, come altri teatri della città, ha aderito alla campagna di sensibilizzazione indetta dalla Prefettura di Salerno per l’emergenza violenza - donna, un triste fenomeno sempre più in ascesa.

Avverto il bisogno (N.D.R.) di riportare il monologo per intero, scritto da Beppe Stoppa, in occasione del lancio del progetto Libellula, primo network di aziende unite contro la violenza sulle donne, partendo dalla diffusione della cultura della bellezza nei luoghi di lavoro.

Beppe Stoppa, professionista nell'ambito della comunicazione e dei sistemi per lo sviluppo delle risorse umane

“Io sono una donna fortunata, ho imparato ad usare il trucco da piccola, prima con le bambole, poi su di me. Piano piano, sono diventata una vera esperta. Non ne uso mai tanto, non voglio apparire, non voglio che mi guardino, non mi piace avere gli occhi addosso. Mi fanno paura. Ma se capita voglio che il trucco mi nasconda, nasconda prima me e poi, insieme, i segni che mi porto addosso. Non voglio che la gente pensi, immagini, si faccia delle domande. Ma la gente non pensa, non sa, non immagina.

 

Io sono chiusa nel mio tailleur su questa metro. Ho gli occhi fissi sul pavimento. Mi sento protetta in mezzo alla gente, non mi disturba nemmeno essere spinta, toccata, qui è lecito, qui lo accetto, so che è la ressa e non la volontà. Però non alzo gli occhi, non voglio incrociare altri sguardi.

 

Non voglio incrociare gli occhi di un’altra donna e chiedermi se anche lei si è truccata come me questa mattina o se è davvero felice. Non voglio scoprire la sua felicità, quella aggiungerebbe del male alla mia vita. Non voglio che lei mi guardi e riconosca nel mio trucco il suo e pensi, siamo uguali. No non siamo uguali. Magari lei se l’è cercata, se l’è meritata. Io no. Non siamo uguali.

 

Non alzo gli occhi per non incrociare lo sguardo di un uomo. Anche lui mi guardava sempre, prima. Poi mi parlava, poi mi baciava. Quegli occhi che ti guardano, adesso mi fanno paura perché adesso conosco la storia, so come va, come funziona questo rito.

 

Ieri sera non mi guardava, era di spalle, poi non so, non ricordo, ha detto qualcosa, ricordo solo che ha ripetuto più volte la stessa cosa, ma cosa non so, e ad ogni passaggio il tono era più alto. Poi si è girato e l’ho visto in faccia. Non era la sua faccia, non poteva essere la sua, lui non ha quella smorfia cattiva, non ha gli occhi così stretti, lui assomiglia a nostro figlio, è bello. Ricordo che il piccolo piangeva forte, faceva rumore. Ricordo solo il rumore. Poi un dolore, uno schiaffo forte che mi butta a terra. Mi fanno male i capelli. Li sta tirando e mi butta indietro il collo. Poi mi spinge la testa in avanti, sento un calcio sulla gamba, poi uno nel costato e ancora due pugni in testa, non rapidi. Prima uno, poi, con calma, arriva un secondo colpo. Ma non urlo. Poi nulla. Il piccolo continua a piangere, sempre più forte, ma lui se ne è andato. Mi alzo e vado a calmare il piccolo. Lui è uscito.

 

Quando è rientrato non aveva più gli occhi stretti. Il piccolo dormiva. In casa c’era silenzio. Non mi ha detto nulla, si è versato un bicchiere d’acqua poi, mi ha guardato. Non aveva gli occhi cattivi. Mi ha guardato a lungo, poi mi ha parlato, poi mi ha baciato, poi mi ha accarezzato il livido sotto gli occhi, mi ha baciato il livido, poi mi ha slacciato la camicetta e il reggiseno, mi ha slacciato i jeans, poi mi ha portato in camera. Il piccolo no, continua a dormire tranquillo.

 

Arrivo finalmente in ufficio. Saluto la collega e abbasso la testa verso la tastiera del pc facendo cadere i capelli sulla faccia. No, non vado a bere il caffè. Non voglio stare con la gente, non voglio che mi facciano domande, che mi chiedano cosa hai fatto di bello ieri sera, sempre ammesso che qualche collega uomo non mi chieda dove sono andata a sbattere la faccia e mi dica stai attenta quando fai i mestieri, l’ho sempre detto che non sei una donna di casa, che lui saprebbe come occuparmi il tempo…  

 

Accendo subito il computer e mi metto al lavoro. Apro la mail. La solita fila infinita di messaggi a cui dare una risposta. C’è la mail di buongiorno piena di cuoricini del ragazzo dell’ufficio acquisti. Ma non sorrido, come al solito non rispondo, la cancello, poi svuoto subito la casella di posta eliminata. Guardo l’iPhone. Un messaggio su WhatsApp. È lui. Mi dice scusa per ieri sera, perdonami, però poi è stato bellissimo, torna presto stasera, ti aspetto, ho voglia di vederti, mi manchi… Non rispondo, mi alzo, vado in bagno. Devo vomitare”.

Con la sua magistrale interpretazione, Cinzia Ugatti ha calato un velo di tristezza su ogni donna presente e di palese ribellione alle parole che raccontano la vita infelice di tante, troppe, ormai, dell’altra metà del cielo. Quasi si fa fatica a riprendere la spensieratezza, la ragione per cui ci si trova al Ridotto, ma è solo all’inizio, perché The show must go on e dietro le quinte c’è Gennaro De Rosa, che scalpita, pronto a farci ripigliare e a godere dello spettacolo che Gianluca Tortora ha voluto regalare ai suoi abbonati. GRAZIE!

Gennaro De Rosa, vincitore del Premio Charlot 2015, è una cara conoscenza, per chi l’ha lanciato nel mondo del cabaret: il Patron Claudio Tortora e nel segno della continuità del figlio Gianluca. È affezionato, si vede, si sente, al pubblico Salernitano e non si risparmia sul palco. Con una spontaneità che ammalia, inizia con il cantare un pezzo di Carosone che lancia a mille l’adrenalina di chi lo ascolta e l’accompagna con lo schiocchio delle mani. Il suo spettacolo è un turbinio di battute, spontanee, semplici, ma tanto divertenti, porte con garbo, con il sorriso, con educazione e rispetto. Il pubblico lo applaude, ride, apprezza il suo spettacolo che alterna non solo canzoni di pregio “Tu si na cosa grande” “A tazze e caffè”, ma anche quelle conosciute, quale repertorio, della canzone macchiettistica napoletana. Gi autori rispondono al nome di Raffele Viviani “O guappe nammurate”, di Armando Gill “Allora “e di Pisano e Cioffi “Fatte Pittà”.

Uno spettacolo, dosato, calibrato in maniera piacevole, dove la battuta inizia e completa la voce limpida di Gennaro, un napoletano appassionato, che non può non concludere il suo spettacolo con il Principe della risata “Malafemmene: Totò.

Maria Serritiello