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domenica 15 maggio 2011

La denuncia: nonostante la legge i taxi si rifiutano di far salire i cani guida che accompagnano i non vedenti


LA SOLIDARIETA' CIVILE


FONTE:TISCALI.IT
DI OSCAR GRAZIOLI

Ci sono voluti ben cinque taxi, prima che la legge fosse rispettata. Ma, ancor prima della legge, qui si tratta di buon senso e di solidarietà. Alessandro Forlani, giornalista della Rai, ha inviato al Messaggero una lettera che così inizia . “Cari amici, volevo solo raccontare un episodio di quotidiana inciviltà avvenuto nella nostra amata Roma. In sostanza domenica sera mi è capitato che quattro taxi su cinque, pronti alla stazione Termini abbiano rifiutato di farmi salire con il mio cane guida per ciechi.”.Forlani racconta che, arrivato alle 21, 30 in stazione a Roma (Termini), ha dovuto prendere un taxi per recarsi in un luogo dove già in qualunque altra grande città civile si arriva comodamente in metropolitana. Ma tutti i romani sanno le condizioni dei lavori della Metro A. Comunque, il giornalista non si lamenta più di tanto per questo, ma per l’atteggiamento dei quattro tassinari che, uno dopo l’altro, gli hanno negato l’accesso alla macchina. Forlani, nella sua lettera, ci tiene a sottolineare che aveva il bastone bianco, mentre il cane portava il pettorale della croce rossa che contraddistingue i cani che hanno compiuto un percorso di addestramento per aiutare i disabili.Il primo tassinaro gli dice chiaramente che lui non fa trasporto di animali e, di fronte alle sue lamentele, in sostanza gli ribadisce che di cani non ne carica. Al quarto taxi che si oppone a una legge dello stato, quella che obbliga i mezzi di trasporto ad accogliere i cani di ausilio ai disabili, il giornalista si spazientisce e ricorda al conducente che se non ha un certificato che attesti particolari allergie al pelo di cane, è obbligato a caricarlo. “ Denunciami pure; io il trasporto animali non lo faccio"! Questa la disarmante risposta. Per fortuna il quinto tassista non ha nessuna difficoltà a far salire il cane. Anche lui non conosce quella legge, ma gli dice “quando ho fatto il corso al 3570, mi hanno chiesto se accettavo di fare il trasporto animali o no; e io ho detto di sì'".Ora, al di là della normativa, viene da chiedersi in quale mondo di grezzi buzzurri viviamo. Già essere ciechi, o “non vedenti” come si usa chiamarli oggi, è una gravissima menomazione capace di rendere la vita molto difficoltosa. Se poi ci si mettono anche degli ignoranti, maleducati e strafottenti a peggiorarla, allora questo è il segno che dobbiamo farne ancora di strada, per poterci definire un paese appena civile. Altro che G8.A chi, dalla nascita o peggio per condizione acquisita, ha subìto questa menomazione, non frega niente di essere chiamato “non vedente” anziché cieco. A lui frega di non trovare i marciapiedi regolarmente pieni di moto, bici e macchine parcheggiate, di avere i semafori con il “beep” sonoro (visti personalmente a Oslo nel 1980), di avere libri in braille (o i moderni e book) nelle biblioteche e soprattutto di trovare persone che, non solo conoscano le leggi, ma abbiano quel minimo di solidarietà (non di pietà, loro non ne hanno bisogno) nei confronti di persone che il destino cinico e baro lo hanno conosciuto davvero.

Tremonti: "E’ il Sud il nostro problema, l'Italia cresce a due velocità e questo frena lo sviluppo


LA POLITICA


Il problema dell'Italia "resta la grande questione meridionale". Il fatto che l'Italia sia un "paese duale" che cresce a due velocità ne frena lo sviluppo. Dal palco del convegno dell'Osservatorio dei giovani editori a Bagnaia il ministro dell'Economia Giulio Tremonti torna a sollevare il problema del Mezzogiorno e in particolare punta il dito contro lo spreco che viene fatto dei fondi europei. "Quest'anno - ha ribadito - stiamo rischiando di perdere 6 miliardi". "Il Nord - ha osservato il ministro - è la regione più ricca d'Europa, mentre il Sud è una realtà che arretra e non avanza”.

Crescita della Germania - In questa fase la Germania sta crescendo più dell'Italia ma la posizione può ribaltarsi. Lo ha detto Tremonti. "Per cinque anni siamo stati davanti alla Germania, poi la Germania ha fatto di più ed è avvenuto un cambiamento. Però non è detto che tra qualche anno non ci troviamo in una posizione ribaltata". Il ministro ha poi ricordato che la Germania ha superato l'Italia nella classifica dei paesi con il più alto debito. "Welcome Germania", ha detto ironicamente Tremonti, che adesso "ha il terzo debito pubblico del mondo e noi siamo passati alla quarta posizione".

No allo sviluppo con la spesa – “Lo sviluppo non si può più fare con la spesa pubblica: è finita la medicina del debito pubblico. Non ci si può sognare di fare sviluppo con la spesa pubblica come è stato fatto per decenni, l'unico sviluppo fatto con la spesa pubblica è la spesa pubblica. La medicina del debito pubblico è finita". Tuttavia, ha aggiunto Tremonti, "non c'è sviluppo che si può fare in un giorno, con un decreto, e con un solo uomo". Sulla crisi ha precisato: “I fattori che hanno causato la crisi globale sono tutti ancora in essere. Tra questi fattori il ministro ha citato la deviazione della finanza”.

Italia paese fortissimo - "Io credo che l'Italia è un paese fortissimo e continua a essere un paese fortissimo". Parlando di quanto fatto dal governo per lo sviluppo, Tremonti ha detto: "Tutte le idee sono benvenute, soprattutto se non sono costose. Non avviene tutto in un giorno, tutto in un governo. Io credo che l'Italia è un paese fortissimo e continua a essere un paese fortissimo".

Dl sviluppo e nodo spiagge - "Adesso lo posso dire, non mi frega un tubo: le spiagge non c'entrano nulla, c'è stato un atteggiamento pittoresco". Si sfoga così il ministro dell'Economia spiegando che la norma sul diritto di superficie dei litorali contenuta nel dl sviluppo e che ha sollevato un fiume di polemiche "non c'entra nulla con le spiagge" "ma sono i distretti turistici con burocrazia zero".

Vendola: "Pensano solo alle esigenze del premier, questa classe dirigente ha avvelenato i pozzi della politica"


POLITICA

FONTE:TISCALI.IT
di Ignazio Dessì

Mentre la lobby del nucleare cerca di nascondere la verità sui fatti di Fukushima, di Chernobyl e Three Miles Island il governo si cura di rimandare la discussione sulla scelta energetica vanificando il referendum. Mentre Lampedusa è presa d'assalto dai profughi c’è chi vorrebbe sparare ai barconi per risolvere il problema degli sbarchi. Che razza di sensibilità politica è questa? La verità è che alla maggioranza interessano solo le grane di Berlusconi. Davanti all’incombenza delle necessità gigantesche del Paese questa classe dirigente ha deteriorato il significato stesso della politica. Un disastro che non ha risparmiato neppure chi sta all'opposizione. Per questo l’Italia ha bisogno di una nuova classe dirigente e di una nuova sinistra.A dirlo è Nichi Vendola

Basta fannulloni, ecco la proposta Carlucci per i prof... professionisti


VIVA LA SCUOLA PUBBLICA


FONTE:ORIZZONTE SCUOLA.IT

Dopo i docenti di sinistra e i libri 'comunisti', ecco l'albo professionale: "Niente carriera e 'taglio' dello stipendio se non superano la valutazione"

Dopo i 'prof' di sinistra e i libri 'comunisti', nel mirino del Pdl anche gli insegnanti 'fannulloni'. Una nuova proposta di legge, a prima firma Gabriella Carlucci, già autrice del progetto di un commissione d'inchiesta sui testi scolastici, propone di 'professionalizzare' i docenti attraverso l'iscrizione a un Albo nazionale, e di sottoporli peridiodicamente alla valutazione di una Commissione scolastica, presieduta dai presidi, che ne determinerà la 'carriera', penalizzando, anche attraverso un 'taglio' dello stipendio, chi non sarà 'efficiente'.

La proposta, depositata di recente alla Camera, è stata sottoscritta da un corposo 'drappello' di colleghi di Carlucci, tra cui il capogruppo Pdl in commissione Cultura, Emerenzio Barbieri: 12 sono co-firmatari, altri 12 stannno aderendo alla proposta proprio in questi giorni. Il testo reca il titolo 'Norme generali sullo stato giuridico degli insegnanti delle istituzioni scolastiche e formative' e, in pratica, ridisegna totalmente l'accesso alla scuola. Diventeranno maestri e professori, idonei cioè all'"esercizio della professione", coloro che avranno superato un esame di Stato e saranno iscritti a un 'Albo nazionale dei docenti', dopo specifica formazione di livello universitario. Il reclutamento nelle scuole statali avverrà per concorsi a titoli riservati solo agli iscritti all'Albo. "Le prestazioni dei docenti", è scritto nel testo all'articolo 2, saranno "valutate e verificate ai fini della progressione economica e di carriera".

All'articolo 3 si sancisce che la professione docente si articola su tre livelli, con trattamento economico differenziato: docente 'iniziale', 'ordinario' ed 'esperto', "che costituiscono riconoscimento giuridico ed economico della professionalità maturata" senza "sovrardinazione gerarchica". Di fatto pero', il docente 'esperto' avrà un ruolo 'privilegiato', visto che si occuperà anche della formazione iniziale e dell'aggiornamento dei colleghi, del coordinamento di dipartimenti o gruppi di progetto. Farà poi parte della Commissione di valutazione e collaborerà con il dirigente scolastico. All'interno di ciascun livello professionale ci sarà una "progressione economica automatica per anzianità". I docenti dei primi due livelli saranno soggetti alla valutazione periodica della Comissione sui risultati raggiunti in base all'efficacia dell'azione didattica e all'impegno professionale.

La Commissione 'ad hoc' per gli insegnanti, prevista dalla proposta di legge Carlucci già assegnata alla commissione Cultura della Camera e sottoscritta da altri 24 deputati Pdl, valuterà: 1) l'efficacia dell’azione didattica e formativa; 2) "l'impegno professionale nella progettazione e attuazione del piano dell’offerta formativa; 3) il contributo fornito all’attività complessiva dell’istituzione scolastica o formativa; 4) i titoli professionali acquisiti in servizio.

La valutazione, precisa il testo all'articolo 3, "non ha carattere sanzionatorio", pero' in "caso di esito gravemente negativo e adeguatamente documentato" sui i primi due punti verrà sospeso "temporaneamente" (non si specifica per quanto) "la progressione economica per anzianità". In pratica, quindi, ci sarà una sanzione per i docenti che, a giudizio della Commissione, non si si impegneranno.

E c'è di piu'. La 'cattiva valutazione', non solo taglierà una parte dello stipendio, ma inciderà anche sulla progressione di carriera (ossia il passaggio da livello all'altro) perchè "le valutazioni periodiche" costituiranno "credito professionale documentato" e saranno raccolte nel "fascicolo personale del docente". Insomma, faranno curriculum. La Commissione sarà presieduta dal preside e composta da tre docenti esperti, interni alla scuola, e da un rappresentante designato a livello regionale dall’organismo tecnico rappresentativo della categoria. La Commissione verrà rinnovata ogni cinque anni.

L'avanzamento dal livello di docente 'iniziale' a quello 'ordinario' avviene con selezione per titoli, tenendo conto delle valutazioni della Commissione e dei crediti formativi. Si diventa 'senior', ossia docente 'esperto', mediante formazione e concorso, espletato a livello di reti di scuole, per verificare il possesso dei "requisiti culturali e professionali" richiesti.

E poi, il ministro dell'Istruzione avrà voce in capitolo sui criteri che le istituzioni scolastiche adotteranno per la progressione di carriera dei loro docenti. Con un regolamento apposito si stabiliranno, infatti, le modalità di composizione delle commissioni per gli avanzamenti di carriera, le procedure di valutazione, i tempi per l’espletamento delle funzioni e le eventuali competenze amministrative ad esse delegate.

In base alla proposta Carlucci (Pdl), che ridefinisce lo stato giuridico degli insegnanti, cambiando le modalità di reclutamento e introducento progressioni di carriera ed economiche per livelli, il ministro dell'Istruzione deciderà inoltre, tramite decreto, i 'flussi' di ingresso annuali dei docenti per i livelli di ordinario ed esperto, determinando il contingente massimo di personale. Il decreto stabilirà poi le modalità per il coordinamento delle procedure 'selettive' che svolgeranno le singole scuole a cui potranno partecipare sia i docenti interni sia quelli esterni.

Viene anche istituita la figura del 'vicedirigente delle istituzioni scolastiche e formative', che svolgerà attività di collaborazione "diretta" col preside e viene "esonerato" dal servizio scolastico. In caso di assenza o impedimento del dirigente, il vice lo sostituisce a tutti gli effetti. Il vicedirigente è "sovraordinato gerarchicamente" ai docenti. All'incarico si accede per concorso riservato agli insegnanti 'ordinari' ed 'esperti' laureati. Ci saranno graduatorie di idoneità permanenti di livello provinciale per ogni ordine e grado di istituzioni scolastiche e formative.

Con la proposta Carlucci, infine, poichè gli insegnanti diventano una categoria di professionisti, si crea un'area contrattuale autonoma e un'organismo di rappresentanza nazionale, con diramazioni territoriali, che redigerà il Codice deontologico e potrà comminare sanzioni agli iscritti all'Albo. Nell’ambito di ogni organismo sono istituite distinte commissioni disciplinari per la scuola dell’infanzia, per la scuola primaria, per la scuola secondaria di primo grado, per la scuola secondaria di secondo grado e per l’istruzione e formazione professionale. I prof. avranno, infine, una loro rappresentanza sindacale 'autonoma', composta esclusivamente da docenti, che definirà, spiega la deputata Pdl nella premessa, di "un contratto piu' snello che intervenga sulle materie che gli sono proprie e quindi sui punti che non incidono sulle competenze professionali e sulla organizzazione della carriera. In particolare: orario, retribuzione, mobilità, nonché riconoscimento dell’autonomia contrattuale di una categoria di professionisti".

www.dire.it

venerdì 13 maggio 2011

Presentato ad Eboli “Al di là del mare”, il nuovo romanzo di Francesco Agresti



AL DI LA' DEL MARE

“All’inizio dà l’idea di un diario, poi diventa narrazione fluida e accattivante di un amore e di un’idea dell’amore: in questo romanzo Francesco Agresti si muove con passo Felpato e con grazia. E sia il protagonista sia Assunta e gli altri personaggi danno l’impressione di essere creature vive e non invenzione romanzesca”. Così scrive Dante Maffia, poeta, romanziere e saggista, nella prefazione del libro “Al di là del mare” di Francesco Agresti, Edizione Lepisma.

Al di là del mare è stato presentato il 7 maggio scorso, nell’Aula Consiliare di Eboli, città natale dello scrittore, alla presenza dell’Assessore alla Cultura, Antonio Conte e del Presidente del consiglio del Comune di Eboli, Luca Sgroia . Con l’autore sono intervenuti: Sabino Caronia, Giorgio Linguaglossa e Dante Maffia , critici letterari ed Antonio Manzo, giornalista ebolitano, inviato speciale del quotidiano “Il Mattino” A rendere vive e a portar per mano i presenti, tra le pagine del racconto, ci hanno pensato le voci narranti, dense di fascino di: Brunella Caputo e Davide Curzio, attori.

“La trama del libro è esile e senza complicazioni di intrecci e parte da una gita ad Eboli richiesta al protagonista da un professore che ha conosciuto Quasimodo e che desidera visitare i luoghi della cittadina nominata nel titolo del suo libro da Carlo Levi. Il protagonista ed il professore camminano per Eboli carichi nato proprio a Eboli, il secondo rincorrendo ricordi letterari. Una bella esperienza che assume una dimensione particolare quando entra in gioco Assunta, la bellissima ragazza sensibile e aerea, quasi un mito…. ". ( Dante Maffia).

Per il forte attaccamento alla città d’origine, essendosi l’autore da tempo trasferito a Roma e ai luoghi della sua infanzia, il comune di Eboli ha deciso di adottare l’opera, per distribuirla in tutte le scuole della città, affinché i giovani studenti conoscano il valore delle radici che non si sradicano nemmeno quando ci si allontana da esse.

Francesco Agresti, poeta, scrittore, giornalista e critico letterario, ha pubblicato diverse raccolte di versi. "Al di là del mare" è il suo terzo romanzo. Nel 1998, a Sabaudia, nella casa di Alberto Moravia con Dacia Maraini fonda il premio internazionale di letteratura “La cultura del mare”. Sempre con Dacia Maraini e con Martha Canfield, nel 2005 , fonda il premio internazionale di poesia “Pier Paolo Pasolini”. Nativo di Eboli, attualmente vive a Roma ed è coordinatore e curatore della rassegna "Gli Ambasciatori della poesia".

L’evento (segreteria e organizzazione) è stato curato da Vincenzo Martucciello, con il contributo del Ristorante “Porta Dogana”(Eboli –Borgoantico)

Maria Serritiello
www.lapilli.eu

Il discorso del re



LA RECENSIONE
DI MARIA SERRITIELLO

Suo malgrado, Bertie, sarà re d’Inghilterra, alla morte di re Giorgio V, suo padre. E’il destino a decidere per lui, anzi, no, è suo fratello, Edoardo VIII, che per amore di Willy Simpson, spregiudicata, americana e due divorzi alle spalle, abdica in suo favore. Bertie, ovvero Giorgio VI, come si chiamerà per dare continuità alla dinastia, è affetto da una penosa balbuzie, che lo rende timido ed inadeguato al ruolo di ovvia rappresentanza, oltre che di capacità di leader. Sua moglie, la futura regina madre, gli organizza un incontro con un eccentrico logopedista, affinché possa superare l’handicap. Dopo un inizio burrascoso i due s’intendono tanto che……



Commento



E’ innegabile che la balbuzie sia un grosso ostacolo alla comunicazione corrente dell’uomo qualunque, ma se a sopportarla è un re, il disagio si moltiplica, fino a diventare un “affaire” di stato. Tutto il film rincorre la soluzione del problema, basandosi sulla vera storia di re Giorgio VI, affetto dall’uso complicato della parola. Un film gradevolmente “english”, formale e compito, come ci hanno abituato i reali inglesi da varie generazioni. Gli ambienti, nei quali si muovono con compassata disinvoltura i personaggi, sono un valore aggiunto ed anche la balbuzie del re, trattata con misurata sensibilità, non viene recepita, come un impedimento alla sua funzione di governante. Così il fragile e complessato duca di York, futuro re d’Inghilterra, è delineato con doveroso rispetto ed anche la sua inadeguatezza viene affrontata senza mai renderlo colpevole. Ogni interprete, che sia principale o secondario, ha brillantemente interpretato e personificato importanti personalità della storia, largamente noti al pubblico. Tutti gli sforzi del re, non senza “défaillance” e ribellioni lo ripagano ed anche il pubblico, che per 118 minuti l’ha seguito, con apprensione ed indulgenza, ne è sollevato. E così le parole che Giorgio VI riuscirà a pronunziare dinanzi al mondo, in un momento così importante, escono non solo dalla sua bocca ma da tutti i presenti in sala. Candidato al David di Donatello 2011, come migliore film dell’Unione Europea, la pellicola ha già vinto l’Oscar 2011 per: migliore film, regia, attore protagonista e sceneggiatura originale.



Gli interpreti



Una prova magistrale, quella dell’attore inglese Colin Firth, viso e bocca tremolante sulle parole che non vogliono proprio uscire. La recitazione della balbuzie, un piccolo capolavoro che all’attore ha fruttato e giustamente l’Oscar. Un perfetto Giorgio VI, ripiegato su se stesso e sui guasti che si trascina dall’infanzia e bene fa la moglie Elisabetta, una compita, quanto amorevole partner, Helena Bonham Carter, a cercare un guru scontroso ed eccentrico, Geoffrey Rush, piuttosto che un logopedista in più di quelli già consultati. I tre sono perfetti nei loro ruoli, anzi la regina madre riesce perfino a somigliarle, ma anche il disinvolto Edoardo VIII, Guy Pearce, la spregiudicata Wallis Simpson e lui, Winston Churchill, Timothy Spall non ci hanno fatto dimenticare le figure originali. Un cast di tutto rispetto che ha dato vita ad un film confezionato apposta per raccogliere statuette nella ormai celebre notte degli Oscar.



Regista



Thomas George Hooper, o semplicemente Tom Hooper (Londra 1972), è un giovane regista britannico. Ha frequentato la scuola preparatoria di Highate e successivamente ha studiato alla Westminster School. Ha frequentato la Oxford University dove si laurea in inglese. Durante il periodo degli studi approccia alla regia, dirigendo un cortometraggio, “Painted Faces”, che viene proiettato al London Film Festival. Grazie all'aiuto del padre Richard, direttore della United News & Media, conosce il produttore della CBBC, Matthew Robinson, che gli dà l'opportunità di dirigere alcuni episodi per la serie televisiva per ragazzi Byker Grove

Fa altre significative esperienze fino ad arrivare a dirigere nel 2011 “ Il discorso del re



Curiosità



A dar voce nell'edizione italiana a Colin Firth è un meraviglioso Luca Biagini ), raffinato attore doppiatore e voce italiana, tra gli altri, di John Malkovich, Ed Harris e Kevin Kline.



Spunti di riflessione

Molto spesso è l’animo che va curato…..



La Frase del film:

“Avete pensato a come vi chiamereste? Certamente non Albert Sir, troppo germanico. Che ve ne pare Giorgio? Come vostro padre, Giorgio VI, dà un gradevole senso di continuità alla cosa, non trovate? ”



Regia: Tom Hooper

Gli attori : Colin Firth, Helena Bonham Carter, Geoffrey Rush, Guy Pearce, Timothy Spall



Dialoghi italiani e direzione del doppiaggio: Francesco Vairano



Giudizio



Ottimo



Maria Serritiello
www.lapilli.eu

mercoledì 11 maggio 2011

Test Invalsi alle superiori, scatta il boicottaggio in tutta Italia


VIVA LA SCUOLA PUBBLICA

FONTE:LA REPUBBLICA.IT
di SALVO INTRAVAIA


Docenti e studenti protestano contro i quiz di valutazione dell'apprendimento. In alcuni istituti le buste non sono state neanche aperte. Il ministero: "Percentuale bassissima


I test Invalsi sono approdati questa mattina alle scuole superiori, con i nervi a fior di pelle. In alcuni casi, per boicottare le prove di Matematica e Lettura in seconda sono intervenuti gli stessi studenti, ma la protesta più significativa contro i quiz dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e di formazione - utilizzati per la rilevazione dell'apprendimento degli studenti e che quest'anno riguarderanno in forma sperimentale anche le seconde classi delle superiori - è stata quella dei docenti che si sono rifiutati in massa di condurre le prove. Ma il ministero della Pubblica Istruzione minimizza. Secondo viale Trastevere, "su un campione di 2 e 300 classi, solo 3 non hanno svolto il test Invalsi. Quindi - proseguono dal ministero - la percentuale di classi che non hanno eseguito il test è pari allo 0,13 per cento". Ma i Cobas, che un paio di mesi fa hanno lanciato la protesta, parlano di adesione, sotto varie forme, al 20 per cento. In alcuni licei le prove non sono state somministrate a nessuna classe seconda.



"L'indignazione contro gli ignobili quiz Invalsi - dice Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas - è esplosa oggi in massa nelle scuole superiori di quasi tutte le città. In centinaia di istituti i plichi dell'Invalsi non sono stati nemmeno aperti e scaricati nelle segreterie e da stasera, probabilmente, finiranno nell'immondizia". Le forme di protesta messe in atto dai comitati di base sono diverse:



rifiuto di somministrare le prove, rifiuto di correggerle, mentre alcuni studenti hanno lasciato in bianco i fascicoli o non sono entrati a scuola. "Le minacce - continua Bernocchi - a docenti e studenti sono state le più assurde e inqualificabili: a tanti docenti è stato impedito fisicamente di entrare nelle proprie classi, come alla nostra responsabile di Trieste, Daniela Antoni, il cui preside si è piazzato sulla porta impedendole l'accesso e provocandole un collasso; altri sono stati incredibilmente sostituiti da bidelli ed addetti di segreteria come in alcune scuole di Torino 1".



A Palermo, in alcuni licei i plichi non sono stati neppure aperti: i docenti si sono rifiutati in massa. Secondo il collettivo studentesco romano, Senza tregua, "al liceo classico Orazio il boicottaggio ha toccato la percentuale più alta di Roma 2, circa l'83 per cento: su 130 studenti presenti nelle classi dell'istituto, 108 hanno consegnato in bianco. E alcuni hanno strappato i codici di riconoscimento". In altri licei romani 3 - come al Machiavelli, al Visconti, all'Albertelli, all'Augusto, al Giordano, dove sono stati gli stessi commissari a decidere di non fare svolgere le prove - la percentuale di adesione alla protesta è stata alta. E in alcuni casi a dare manforte alla protesta sono stati anche i genitori. La protesta ha avuto un discreto consenso in quasi tutte le città 4. "Il ministro Gelmini non sfugga a un serio confronto col Parlamento", dichiara il capogruppo Pd in commissione Cultura al Senato, Antonio Rusconi, che aggiunge: "Sono almeno due mesi che tutti capigruppo, compresi i suoi, della Commissione Istruzione del Senato, le hanno chiesto di venire in Parlamento e di relazionare rispetto ai temi più importanti, come quello dei test Invalsi, anziché di rilasciare le sue impressioni e sensazioni solo alla stampa. I risultati però non cambiano". La più forte presa di posizione contro i test Invalsi - che domani continuano alle elementari e fino al 13 maggio alle medie - è stata quella dell'assessore regionale all'Istruzione siciliano. "Suscita più di una perplessità la somministrazione ad oltre due milioni di alunni delle varie classi, di questionari di Lettura e Matematica predisposti dall'Invalsi", ha detto ieri Mario Centorrino, che ha sottolineato: "'Non risulta ancora ben chiara l'utilizzazione dei risultati, spesso invocati per improbabili analisi su presunti divari nella preparazione dei docenti. Risultati - ha sottolineato Centorrino - che sono discutibili sul piano della scientificità e della validità statistica".