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mercoledì 2 marzo 2011

Le donne di Steve Hanks. Sensualità in formato acquarello




STEVE HANKS

FONTE 100 BLOG


Steve Hanks è riconosciuto come uno dei più bravi artisti di acquerello. Il dettaglio, il colore e il realismo della pittura di Steve rasentano la perfezione. Ogni particolare ha un suo perché, il gioco della luce che gioca in trasparenza sul velo o le ombre sul corpo di una donna sono perfetti realismi di pura seduzione. Hanks riesce a catturare e reinterpretare la realtà come pochi altri riescono a fare.

Nato in una famiglia di militari a San Diego nel 1949, è cresciuto giocando a tennis e andando sul surf lungo le spiagge della California meridionale.

L'oceano è stato un elemento importantissimo nel mio modo di vedere le cose. E 'stato positivo per l'anima entrare in contatto con il suo potere misterioso".

Dopo il liceo Steve frequenterà l'Accademia di Belle Arti a San Francisco, ottenendo buoni voti in grafica pubblicitaria e in figura.
Successivamente frequenterà il California College of Arts and Crafts.


Finiti gli studi Steve Hanks troverà un lavoro come custode a Campfire. Sebbene la paga sia stata minima, gli fu data una casa gratuitamente per tutto l'anno. Il lavoro stagionale (solo estate) gli permise nei mesi invernali di sviluppare maniacalmente le sue doti artistiche. Per i successivi quattro anni e mezzo Hanks sperimenterà moltissimo: oli, matita, acquerello, acrilici.


"Se non avessi speso tanto tempo a perfezionare le mie capacità di disegno, non sarei il pittore che sono oggi."

La sua prima opera romantica "Margherite e pizzo", è stato l'inizio del suo genere e la nascita del suo stile inconfondibile.




Hanks definità il suo stile 'realismo emotivo'. Lo studio delle luci è la sua inconfondibile firma.


"La luce del sole è diventato uno dei miei soggetti preferiti. Sono affascinato da come si filtra attraverso le cose, come inonda corpi, stanze, oggetti. Tutto ruota attorno alla luce solare. E con esso deriva tutta l'espressività artistica".

Stupendi i suoi nudi di donna.

8 marzo: quest'anno si celebra il centenario



8 MARZO 1911-2011

FONTE:ANSA.IT
DI ANGELA ABBRESCIA

Non tutti concordano sulla scelta del 1911. Molti hanno già festeggiato nel 2008

L'8 marzo prossimo non è una data qualunque nella storia delle donne: è il centesimo anniversario dell'istituzione della Giornata internazionale. Lo celebrerà il Parlamento europeo, che ha organizzato per quella data a Strasburgo un seminario dedicato alla leadership femminile. E anche la storica associazione Unione delle donne in Italia (Udi), che in occasione del centenario ha organizzato una premiazione e una tavola rotonda a Roma. Non tutti però concordano sulla scelta del 1911 come anno di inizio delle celebrazioni. Molti hanno già festeggiato il centenario nel 2008, perché prendono come riferimento quanto avvenne in una fabbrica tessile di New York, dove un numero rimasto incerto di operaie (tra le 29 e le 129) rimase ucciso in un incendio, in conseguenza del fatto che i proprietari avevano sigillato le porte per impedire agli operai, in maggioranza donne, di allontanarsi dal lavoro.

Secondo alcune fonti, comunque, anche quel famoso episodio passato alla storia non si verificò nel 1908 bensì nel 1911. In ogni caso, nel 1910, durante il congresso dell'Internazionale socialista a Copenaghen, Clara Zetkin, figura di prestigio del Partito Socialista Tedesco, direttrice della rivista L'Uguaglianza e grande mediatrice politica, accoglie il progetto della delegazione americana per ricordare la morte delle operaie nell'incendio e propone di lanciare un'unica grande giornata internazionale incentrata sul voto alle donne. Fino a quel momento la Giornata della donna aveva già una sua storia almeno negli Stati Uniti, anche se esperienze frammentarie erano state fatte in alcuni paesi d'Europa. Non si trattava dunque di inventare la Giornata, ma di ratificarne l'esistenza elevandola a livello internazionale. Sulla questione del voto però i socialisti sono ancora divisi: la proposta non passa, e bisogna aspettare l'anno seguente, appunto il 1911, per vedere nascere la "prova generale" della Giornata della donna.

Dove la pratica di una giornata c'era già, continuò e si consolidò seguendo date scelte autonomamente; dove non c'era si affermò. Nel 1917, a Pietrogrado, fame, freddo e sofferenze della guerra spingono operaie e contadine in piazza contro lo zar a chiedere pace e pane: è l'inizio della Rivoluzione di Febbraio: 23 Febbraio secondo il calendario Giuliano, 8 marzo per quello riformato in vigore in Occidente. Nel 1921 a Mosca, alla seconda Conferenza delle donne comuniste, partecipano 82 delegate da 20 paesi: le dirigenti, tra cui Clara Zetkin, adottano il 23 febbraio/8 marzo come Giornata dell'operaia, in ricordo della manifestazione delle operaie di Pietrogrado. Quando le donne russe riuscirono a sintonizzarsi con le americane, fu 8 Marzo per tutte: da Oriente a Occidente da allora sarà Giornata internazionale della donna.









Targhe alterne per Santoro e Floris


LA TELEVISIONE


MICHELE SANTORO E GIOVANNI FLORIS

FONTE:ANSA.IT

Rai, par condicio a settimane alterne
Il nuovo testo del Pdl sul pluralismo prevede l'alternanza tra conduttori di talk show

L'alternanza di settimana in settimana tra conduttori di talk show, con diversa formazione culturale, che vanno in onda nelle fasce migliori del palinsesto e' prevista nel nuovo testo di atto di indirizzo sul pluralismo presentato dal Pdl. Il relatore di maggioranza Alessio Butti, nell'illustrare in Vigilanza la bozza rielaborata, ha spiegato che l'occupare sempre le serate di martedi' e il giovedi' ''e' diventata una rendita a vantaggio di alcuni conduttori''.

''Tenuto conto dell'attuale distribuzione, durante la settimana, delle diverse tipologie di trasmissioni - si legge nel testo depositato da Butti -, che concentrano nella prima serata del martedi' e del giovedi' i programmi piu' importanti di approfondimento politico, onde evitare il determinarsi di una evidente posizione dominante da parte di alcuni operatori dell'informazione rispetto ad altri, la Rai valuti l'opportunita' di sperimentare l'apertura di altri spazi informativi e/o di approfondimento affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni (martedi' e giovedi'), alla stessa ora (prima serata), sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti secondo una equilibrata alternanza settimanale''.

DONADI, PDL VUOLE PAR CONDICIO ALTERNATA, E' BAVAGLIO - "Se la par condicio è alternata la sciocchezza è continua. E' imbarazzante il tentativo del Pdl di mettere il bavaglio (continuo) all'informazione e di impedire alle reti Rai di parlare dei guai giudiziari di Berlusconi e dei problemi del Paese". Lo afferma il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. "L'opinione pubblica - aggiunge Donadi - ha il diritto di essere informata ed il servizio pubblico ha il dovere di informare, checché ne pensi il premier. Gli scagnozzi del padrone del Pdl hanno ormai perso ogni freno inibitorio e sono pronti anche a coprirsi di ridicolo pur di assecondare i desideri illiberali del capo. In democrazia, però, non funziona così". "La battaglia per la libertà d'informazione ed il pluralismo - conclude il capogruppo Idv alla Camera - è fondamentale per la difesa della democrazia, nonostante Berlusconi abbia militarizzato l'informazione televisiva, pubblica e privata. Le fandonie di regime, però, si scontrano con la realtà e gli italiani non sono sciocchi".

PROCACCI(PD),ALTERNANZA VALGA ANCHE PER VESPA E FERRARA - "Se si vuole l'alternanza dei conduttori io la voto, ma che valga per tutti. Non si capisce perché nell'atto di indirizzo viene citato solo il martedì e il giovedì. Lo si preveda anche per Bruno Vespa e per Giuliano Ferrara". Lo ha detto nel corso della commissione di Vigilanza Rai, il senatore del Pd, Giovanni Procacci.

martedì 1 marzo 2011

Jane Russel e Annie Grardot ci hanno detto addio


CINEMA

Jane Russell, nome d'arte di Ernestine Jane Geraldine Russell (Bemidji, 21 giugno 1921 – Santa Maria, 28 febbraio 2011), è stata un'attrice statunitense. È stata attiva soprattutto negli anni quaranta e cinquanta ed è considerata una delle più famose sex symbol del cinema hollywoodiano










Annie Girardot (Parigi, 25 ottobre 1931 – Parigi, 28 febbraio 2011) è stata un'attrice francese.E' stata la moglie di Renato Salvatore, il povero ma bello degli anni'50






Bomba in Afganistan, ferito soldato salernitano


LA CRONACA

FONTE: WWW.SALERNONOTIZIE.IT


E’ di Roccapiemonte uno dei 4 militari rimasti feriti nell’attentato in Afghanistan che è costato la vita al tenente Massimo Ranzani, 37 anni, originario di Ferrara, e che è stato rivendicato dai talebani. I cinque, appartenenti al V Reggimento Alpini di stanza a Vipiteno, erano a bordo di un mezzo lince quando s’è verificata l’esplosione di una bomba a Shindand, nell’ovest del Paese.

Come dicevamo, tra i quattro soldati rimasti feriti gravemente, ma non in pericolo di vita, c’è anche il 28enne Giovanni Califano di Roccapiemonte. Il militare salernitano nell’esplosione dell’ordigno ha riportato un trauma alla rachide cervicale.

Il primo caporal maggiore scelto (nella foto Salernonotizie) è stato condotto in ospedale per gli accertamenti del caso: gli esami ai quali è stato sottoposto, in particolare alla schiena, hanno dato esito negativo. Proprio dall’Ospedale Giovanni Califano ha avuto la possibilità di parlare con i familiari. Ha rassicurato la madre, la signora Antonietta, la moglie Loredana e poi ha tranquillizzato il papà Nicola e i fratelli, Vincenzo e Roberto.

Fin dalle prime ore della mattina nell’abitazione della famiglia Califano in corso Pagano a Roccapiemonte, i militari del Comando esercito Campania sono stati accanto alla famiglia tenendola costantemente aggiornata sulle condizioni del loro caro. Califano potrebbe rientrare in Italia già la prossima settimana, se sarà in condizione di affrontare il viaggio in aereo.

“E’ stato mio figlio, il mio Gianni ad avvertirmi di essere rimasto ferito a seguito di un’esplosione”. Ha detto all’Adnkronos Antonietta Fariezzo, madre del primo caporal maggiore scelto Giovanni Califano.

Nella casa dove vivono i Califano a Roccapiemonte, nel salernitano, si è riunita tutta la famiglia. Papà Nicola, impiegato ai beni culturali, la moglie del primo caporal maggiore scelto Loredana Vitobello e i fratelli del militare. Avere sentito mio figlio al telefono mi ha tranquillizzata molto – ha detto la madre del giovane soldato”.

Intanto il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha spiegato che il blindato stava effettuando un trasferimento insieme ad altri mezzi e a un’ambulanza e si trovava a 25 chilometri a nord di Shindand, nella zona ovest del Paese. «Il mezzo era dotato di un sistema dissuasore elettronico – ha spiegato il ministro – che impedisce l’accensione dell’ordigno a distanza.

Ma evidentemente è stato azionato a mano o con una frequenza non coperta. Ancora una volta i nostri ragazzi pagano un tributo altissimo di sangue al loro impegno per liberare l’Afghanistan e consegnarlo alle legittime autorità. Pagano un prezzo tremendo alla volontà della comunità internazionale di contrastare con ogni mezzo il terrorismo per consentire alle nostre nazioni di essere più serene e tranquille».

I talebani hanno subito rivendicato l’attacco con un comunicato di due righe, pubblicato sulla loro pagina web, nel quale gli insorti hanno reso noto che «una mina terrestre collocata da un mujaheddin nell’area di Company del distretto di Adar Sang ha sventrato un automezzo in pattugliamento dell’Isaf», la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza sotto comando Nato.

Il Quirinale, in una nota, scrive: «Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa con profonda commozione la notizia del gravissimo attentato il cui ha perso la vita il tenente Massimo Ranzani, mentre assolveva il proprio compito nell’ambito della missione ISAF in Afghanistan, ha inviato alla famiglia un messaggio in cui, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese, esprime i sentimenti della sua affettuosa vicinanza e della più sincera partecipazione al loro grande dolore. Nella triste circostanza – continua il comunicato – il Capo dello Stato ha altresì chiesto al Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. Biagio Abrate, di rendersi interprete presso le Forze Armate e l’Esercito in particolare, dei suoi sentimenti di cordoglio, di commossa solidarietà e di intensa partecipazione al dolore provocato da questo luttuoso evento. Il Presidente Napolitano ha anche chiesto di far pervenire il suo incoraggiamento e un affettuoso augurio ai militari rimasti feriti nell’attacco».

Fonte www.salernonotizie.it

Il Sud differente



Salerno. Uno sguardo curioso sulla tua città

FONTE:IL BLOG SI SALERNO SU VIRGILIO
DI MASSIMO VECCHIO

La segnalazione di oggi è un interessantissimo articolo di Marco Boschini, che vi propongo, pubblicato nella sezione "Ambiente & Veleni" de "Il Fatto Quotidiano". Nell'articolo di Boschini, pubblicato domenica 27 febbraio, si parla di un Sud differente, quel Sud che vede la Provincia di Salerno e, nello specifico Giffoni Sei Casali, eccellenza assoluta in materia di ambiente e Comuni virtuosi.

"Il Sud differente
Se da domani capiterete dalle parti di Giffoni Sei Casali, comune di circa 6.000 abitanti nella provincia di Salerno, non troverete più in circolazione buste di plastica. Il Comune infatti ha deciso di supportare il divieto, entrato finalmente in vigore anche nel nostro Paese, di utilizzare borse usa e getta per la spesa, distribuendo gratuitamente una sporta riutilizzabile per ogni nucleo familiare del territorio.
Questa scelta non stupisce, se consideriamo che Giffoni Sei Casali già nel 2010 salì agli onori delle cronache per l’ottima percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti (la media si aggirava intorno all’85%). All’inizio di quest’anno, è poi risultato tra i primi Comuni in Italia e in assoluto il primo del centro-sud dopo aver raggiunto, nell’ultimo mese dell’anno, la cifra record del 94%, un vero primato nazionale.
Grazie alla collaborazione di tutti i cittadini, il comune è diventato un modello da emulare. In un territorio apparentemente ostile, dove da 16 anni si racconta di una costante e irrisolvibile emergenza rifiuti, ecco accadere il miracolo. E’ bastata una classe dirigente sobria e capace, una strategia lungimirante che ha affiancato al no per la costruzione di un nuovo inceneritore un sì progettuale, concreto e chiaro.
Dunque il cambiamento è possibile, si può anche qui fare un’ottima raccolta differenziata, ridurre a monte la produzione inutile dei rifiuti, attivare progetti che modificano gli stili di vita quotidiani delle comunità locali, mettendo in moto un circolo virtuoso del buonsenso. In questo modo, però, viene meno ciò che giustifica le politiche di emergenza infinita, il ricorso agli inceneritori, ai commissari, agli eserciti per sedare la protesta dei cittadini…
'Si tratta realmente di un evento straordinario - ha affermato il sindaco Gerardo Marotta – Avevamo preso un impegno: entro il 2010 il 90%. Evidentemente a Giffoni Sei Casali i rifiuti non si bruciano, bensì si riciclano. Noi ‘bruciamo’ solo i tempi nel produrre qualità della vita e vivibilità sociale. Stiamo rendendo evidente - ha proseguito il sindaco – che è possibile raggiungere percentuali altissime di differenziata, rendendo i cittadini protagonisti delle scelte fondamentali della loro stessa vita.”
Parole sante, di un ottimo amministratore locale. Per la cronaca, Giffoni Sei Casali (Salerno) è uno dei 51 comuni iscritti all’Associazione Comuni Virtuosi.'" (Fonte: ilfattoquotidiano.it articolo a firma di Marco Boschini)



Celebrato a Torre del Greco, Giovanni Palatucci



GIOVANNI PALATUCCI
DI MARIA SERRITIELLO

Per non dimenticare Giovanni Palatucci, il Questore Santo della città di Fiume, che aiutò gli ebrei a sfuggire alla morte, ma che egli stesso fu deportato nei campi nazisti e morì a 36 anni, domenica 27 febbraio alle ore 18, si è tenuto, nella sala “Don Luigi Acampora”,della parrocchia di S. Maria di Portosalvo, di Torre del Greco, un incontro di riflessione e di preghiera. Presente il vice sindaco: Rosario Rivieccio, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale ed ha anticipato al pubblico in sala l’apertura, nella città, il 30 maggio, di un parco urbano, dedicato al grande personaggio. Sono intervenuti : Pietro De Rosa, presidente dell’associazione nazionale “Amici dell’Arte” Onlus-sez Campania, Antonio Borriello, attore e regista, Angela Furkas, membro dell’associazione Ebraico- Cristiana di Napoli, Francesco Manca, presidente associazione culturale “Prometeo” e don Francesco Rivieccio, parroco della chiesa di S. Maria di Portosalvo. Ha presentato la serata: Mada Arrivo. L’Ensable vocale, “Salerno classica”, diretta dal M° Luciano D’Elia ha eseguito brani di musica sacra, di straordinaria bellezza. Sul podio a dirigere, per la prima volta, è salito il M°Santoro, un giovane e talentuoso direttore di appena 22 anni. Laura Bruno, la brava pittrice, che appartiene all’associazione nazionale “Amici dell’Arte, ha esposto dei ritratti dipinti del funzionario di polizia Giovanni Palatucci.



Note.

Giovanni Palatucci (Montella 31 maggio 1909,– Dachau 10 febbraio 1945) è stato un poliziotto italiano, commissario di pubblica sicurezza. Medaglia d’oro al merito civile per aver salvato la vita ad ebrei durante la Secondo guerra mondiale e, per questo, anche nominato Giusto tra le nazioni. È venerato col titolo di Servo di Dio dalla Chiesa cattolica



Svolto nel 1930 il servizio militare a Moncalieri, come allievo ufficiale di complemento iscritto al Partito Nazionale Fascista, nel 1932 consegue la laurea in giurisprudenza a Torino. Nel 1936 giura come volontario vice commissario di pubblica sicurezza. Nel 1937 viene trasferito alla questura di Fiume come responsabile dell'ufficio stranieri e poi come commissario e questore reggente.

Nella sua posizione ha modo di conoscere l'impatto che le leggi razziali hanno avuto sulla popolazione ebraica. In quel contesto, cerca di fare quello che la sua posizione gli permette e in una lettera ai genitori scrive: «Ho la possibilità di fare un po' di bene, e i beneficiati da me sono assai riconoscenti. Nel complesso riscontro molte simpatie. Di me non ho altro di speciale da comunicare. Sono Poliziotto!».

Potendo aiutare gli ebrei a salvarsi dalle persecuzioni, si rifiutò di lasciare il proprio posto anche di fronte a quella che sarebbe stata una promozione a Caserta. Nel marzo del 1939 un primo contingente di 800 ebrei, che sarebbe dovuto essere consegnato alla Gestapo, venne fatto rifugiare nel vescovado di Abbazia grazie alla tempestività con cui Palatucci avvisò il gruppo del pericolo che lo minacciava.

Un calcolo approssimativo ha stimato in circa 5.000 il numero di persone che Giovanni Palatucci aiutò a salvarsi durante tutta la sua permanenza a Fiume.

Nel novembre 1943 Fiume, pur facente parte della Repubblica Sociale Italiana, di fatto entrò a far parte della cosiddetta Adriatisches Küstenland, ossia il "Territorio d'operazioni del litorale Adriatico", controllato direttamente dai nazisti per ragioni d'importanza strategica ed il comando militare della città passò al capitano delle SS Hoepener. Pur avvisato del pericolo che correva personalmente, decise di rimanere al suo posto, far scomparire gli archivi contenenti informazioni sugli ebrei fiumani e salvare più persone possibili

Il 13 settembre 1944 Palatucci viene arrestato da Herbert Kappler, tenente colonnello delle SS, e tradotto nel carcere di Trieste. Il 22 ottobre viene trasferito nel campo di sterminio di Dachau dove morì pochi giorni prima della Liberazione, a soli 36 anni

Maria Serritiello
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