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martedì 22 marzo 2016

GiulioTarro: «La mia vita per la medicina» ospite dei “Martedì letterari” a Salerno

 
 
Fonte La Città
di Stefano Pignataro
 
La medicina al servizio della vita. Un precetto che è stato una costante in tutta la carriera di oltre cinquant’anni di Giulio Tarro, medico e virologo di fama internazionale, professore di Microbiologia e di immunologia applicata all’Università di Napoli, direttore del National Cancer Institute dal 1971 al 1975 e presidente a vita della Fondazione T. & L. de Beaumont Bonelli, per le ricerche sul cancro, Giulio Tarro ha sempre trasmesso nella sua professione i veri valori dell’arte della medicina (come lui stesso definisce il suo mestiere), valori quali la serietà, la massima dedizione ed il rispetto per il paziente. Un anno fa è stato candidato al premio Nobel per la medicina per le sue ricerche. Il professore interverrà a Salerno domani alle ore 17 in Comune ospite dei “Martedì letterari”, associazione guidata da Giovanna Scarsi. Nell’occasione sarà presentato il volume di Giulio Tarro “La medicina è la vita” (Roma, pp.123, euro 12). Il libro dello scienziato si pone l’obbiettivo di approfondire, in una società in cui la professione medica ormai molto spesso si presenta priva di quei valori fondamentali che la devono caratterizzare, quali siano i doveri stessi di ogni medico e quale sia il limite da seguire di ogni professionista che si trova, talvolta, costretto a districarsi tra il progresso della Medicina, la tutela e la salute del paziente. Un altro aspetto del libro su cui Tarro si sofferma è la schematizzazione della scienza come una macchina feroce e cinica finalizzata al solo cieco progresso, ignara di un suo “umanesimo”, che, secondo il professore “ha sempre costituito un punto cardine nella ricerca e nella sua innovazione”.
Professor Tarro, come nasce il suo libro e quali sono i punti salienti su cui si sofferma?
Nasce da una presa di posizione molto precisa e determinata. Il messaggio che ho cercato di trasmettere ai colleghi ed al grande pubblico è che la medicina deve essere finalizzata a rompere le catene che ci rendono schiavi delle malattie indirizzando la ricerca specifica verso i valori sociali con il traguardo di lenire la miseria della gente sulla terra e non di conoscere il sesso degli angeli.
La medicina è la vita. Secondo lei, la medic. ina come si è posta, finora, al servizio dell'umanità? Cosa correggerebbe,(individuandone i problemi) e cosa invece promuove della sua professione?
Le scoperte della medicina non possono essere fine a se stesse, ma debbono essere intese come un patrimonio di conoscenza per tutti noi nel senso di migliorare la qualità della vita, aggiungendo non anni a questa, ma qualità agli anni. Il rapporto medico - paziente non può essere quello di adattare l’offerta come operatore di servizi, ma di ridurre la distanza ed aprire alla gente i laboratori ed i segreti del sapere medico per potere tutti insieme decidere cosa fare ed a quale prezzo.
Esiste un umanesimo della scienza?
L’uomo nel suo eterno peregrinare nella ricerca del sapere, nello svelare i misteri reconditi dell’universo, ha messo in risalto la cultura come l’attributo fondamentale per una vera democrazia e per una reale libertà: la vita è un concetto intuitivo, prima di definirla è necessario definire gli organismi viventi con tutti i loro caratteri essenziali che permettono il raggiungimento della verità. Oggi la medicina è in grado di manipolare la vita con immense responsabilità per futuri gravidi di scenari radiosi, ma anche di catastrofi! Il desiderio di conoscere come nella mitologia di Esiodo con Zeus, Prometeo, Pandora ha portato Bacone a sostenere che “scientia est potentia”. Pertanto la necessità della stesura di una normativa con le sue regole che debbono tenere conto della bioetica, termine coniato da Von Potter nel 1970 con il suo libro “Bridge to the future”, che deve essere intesa come patrimonio di conoscenza e dibattito per tutti noi.
Ha sostenuto tante battaglie contro la vivisezione degli animali, la tutela dell'ambiente. Quali valori vanno messi in campo contro queste ardue battaglie al di là di ogni retorica a maggior ragione oggi che la figura del medico vive una crisi esistenziale molto grave?
Un esempio pratico è fornito dalla oncologia e dall'accanimento terapeutico della chemioterapia. Bisogna avere una visione positiva della scienza medica, sommatoria del sapere biologico, filosofico, etico, giuridico ed anche teologico. Non più l’economia o la politica, ma è la scienza il vero motore della storia.
Da medico e da scienziato, come si pone rispetto ad una delle più scottanti questioni
dell'Italia di oggi, la questione dell'utero in affitto?

Siamo di fronte ad una nuova rivoluzione copernicana. In maniera dettagliata l’utero in affitto rappresenta una questione risolta biologicamente, ovviamente non sul piano bioetico e religioso.
 

Il Delle Arti si apre alla musica sinfonica con l'Orchestra Sinfonica di Salerno “Claudio Abbado”



Fonte :Comune di Salerno


Una nuova realtà musicale formata da 55 giovani orchestranti. Dal 7 aprile al Teatro delle Arti la prima stagione

È formata da cinquantacinque giovani musicisti, tutti del territorio salernitano, l’Orchestra Sinfonica di Salerno Claudio Abbado. A dirigerla è un musicista altrettanto giovane, Ivan Antonio, ventinove anni, laureato con lode in Musica applicata ai contesti multimediali ed in Composizione presso il Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno.

Il suo curriculum riporta diverse ed importanti collaborazioni non solo nella direzione d’orchestra (nel 2001 ha debuttato dirigendo l’opera di G. Puccini “Madama Butterfly a Roma per per l’Associazione “Corelli Chamber Orchestra” e l’Orchestra Sinfonica Ensemble Contemporaneo per un ciclo di concerti su musiche di W. A. Mozart e L. Van Beethoven, giusto per citare la prima esperienza) ma anche nella composizione (ha composto ed eseguito per il “Festival Viviani d’impiego civile” le musiche per l’opera cinematografica di E. Guazzoni “Un amore selvaggio” film muto del 1912 con Raffaele e Luisella Viviani). Il segretario artistico è il M° Fabio Marone, laureato in Fagotto con il massimo dei voti al Conservatorio di Musica Giuseppe Martucci di Salerno e per il quale ha rivestito il ruolo di presidente della Consulta degli Studenti.

A volere fortemente la nascita dell’orchestra è stato il dott. Giovanni Di Lisa, imprenditore salernitano originario di Padula, che sin da ragazzo ha coltivato la passione per la musica. Un legame così forte che l’ha portato anche ad essere autore di una composizione sinfonica. Sarà proprio il suo ultimo lavoro allo spartito, “Il segreto – fantasia per orchestra in re min. op.7”, a far da battesimo il prossimo 7 aprile alla nascente Orchestra Sinfonica di Salerno Claudio Abbado. Ad ospitare i concerti della formazione orchestrale, diretta dal M° Ivan Antonio, sarà il Teatro delle Arti di Salerno che diventerà così la casa della prima stagione artistica dal titolo “musica… eterna bellezza”. Il tema scelto per la sera del 7 aprile è “soave tormento”; in programma oltre alla composizione di Giovanni Di Lisa ci saranno anche di G. Rossini il “Guglielmo Tell – sinfonia” e di L. van Beethoven la “Sinfonia n. 5 in do min op. 67”.

Il secondo appuntamento in cartellone ci sarà il 5 maggio, “ l’opera… assoluta meraviglia”, con la partecipazione di Annalisa D’Agosto (soprano), Beatrice Amato (mezzosoprano), Alessandro Fortunato (tenore) e Luigi Cirillo (baritono). Il programma, ancora da definire, si articolerà su celebri arie e sinfonie d’opera. D’estate l’Orchestra Sinfonica di Salerno farà tappa in quello che è lo scrigno culturale del Vallo di Diano, la Certosa di San Lorenzo a Padula. Il concerto rientrerà nel cartellone degli eventi estivi che avrà come location d’eccezione il sito riconosciuto Patrimonio dell’Unesco. Il 14 ottobre, sempre al Teatro delle Arti, con “terramia” l’Orchestra sarà protagonista di un evento in omaggio a Pino Daniele ed il 18 novembre 2016, si chiuderà la stagione con “#l’immenso suona”, il Concerto Sinfonico per il quale ci sarà l’esecuzione del “concerto per violoncello ed orchestra n. 2 in si min. op. 104” e la sinfonia n.9 “Dal Nuovo Mondo” in mi min. op. 95 di A. Dvorak. A salire sul palco del Teatro Delle Arti da solista sarà Raffaella Cardaropoli, la giovane violoncellista di talento che ha conquistato il podio del Premio Claudio Abbado 2015. Tutti i concerti hanno inizio alle ore 21. Info e prenotazioni su www.orchestrasinfonicasalerno.it | www.ossca.it

L’ASSOCIAZIONE. Per seguire, passo dopo passo, le azioni dell’Orchestra è stata istituita un’apposita associazione, presieduta dal dott. Giovanni Di Lisa. Ogni componente del direttivo ha una funzione ben precisa: il M° Ivan Antonio è il direttore artistico e musicale; il M° Fabio Marone è il segretario artistico ed il direttore di produzione; l’arch. Tiziana Bove Ferrigno, assessore alla Cultura Turismo e Spettacolo del Comune di Padula, è la delegata agli affari istituzionali ed alle pubbliche relazioni; Gaetano Basile è il direttore marketing; il M° Giovanni Liguori è l’ispettore d’orchestra; il dott. Maurizio De Biase, il consulente fiscale e l’avv. Domenico Di Donato è il consulente legale. A Mirko Torre è stato affidato
 
 
 

In tutte le piazze d'Italia il 21 marzo dal 1996 l'elencazione delle vittime di mafia






Fonti varie in rete

Dal 1996 ogni 21 marzo, giorno d'inizio di primavera e simbolo di rinascita, si celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie, promossa da Libera e da altre associazioni.
La Giornata vuole tenere viva la memoria delle oltre 900 vittime innocenti delle mafie: cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, politici e amministratori locali morti per mano della criminalità organizzata solo perché hanno compiuto il loro dovere.

A Salerno

Tanti studenti, giovani, prof e associazioni, sindacati e movimenti: tutti in piazza a Salerno per ricordare le vittime innocenti delle mafie. Nutrita la partecipazione alla XXI giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia, con striscioni affissi in tante scuole e poi il corteo colorato e composto che ha attraversato il centro della città, dalla stazione a piazza Portanova. La manifestazione “ponti di memoria luoghi di impegno”, promossa da Libera e Avviso Pubblico, si è svolta in contemporanea in tutte le piazze d’Italia con il patrocinio del Comune e sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. Al termine del corteo che ha sfilato lungo corso Vittorio Emanuele, il collegamento in diretta con don Luigi Ciotti dalla Sicilia, dopo il lungo elenco dei nomi delle vittime di mafia sillabati dal palco.

                          
                               
                   

lunedì 21 marzo 2016

Giornata Mondiale dell Poesia 2016


La Giornata mondiale della poesia cade ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera (anche se la data dell’equinozio non è così precisa come vuole la tradizione). Tale Giornata è stata istituita dall’UNESCO per riconoscere alla poesia un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo tra le culture, della comunicazione e della pace.
Nel celebrare questa Giornata mondiale della poesia 2016 Irina Bokova, direttore generale dell’UNESCO, si ricollega a William Shakespeare, di cui quest’anno ricorrono i quattrocento anni dalla nascita, e lo fa citando un passo di Sogno di una notte di mezza estate: «L’occhio del poeta, rapito dal suo bel delirio, dirige lo sguardo dal paradiso alla terra: e, come la fantasia riesce a dar corpo alle cose sconosciute, la penna del poeta le traduce in forme e concede a un nulla fatto d’aria un luogo dove vivere e un nome». Per Bokova, «l’Unesco riconosce il valore della poesia come simbolo della creatività della mente umana. La poesia contribuisce all’espansione della nostra comune umanità e aiuta a rafforzarla, a renderla più solidale e più cosciente di se stessa». Inoltre, «le voci che trasmettono la poesia contribuiscono a valorizzare la diversità linguistica e la libertà d’espressione. Collaborano nello sforzo mondiale a favore dell’educazione artistica e alla diffusione della cultura».
«A volte – continua Irina Bokova nel suo messaggio per la Giornata mondiale della poesia 2016 – la prima parola di una poesia è sufficiente per recuperare fiducia dinanzi le avversità e trovare il cammino della speranza dinanzi alla barbarie. Nell’epoca dei robot e dell’immediatezza estrema, la poesia apre uno spazio di libertà e avventura nei confronti della dignità umana. Ogni cultura ha la propria arte poetica e la utilizza per trasmettere conoscenze, valori socioculturali e una memoria collettiva che rafforza il mutuo rispetto, la coesione sociale e la ricerca della pace».
 
 
Infine, sostiene Bokova «la poesia ha la capacità di unirci, indipendentemente dalle origini o dal nostro credo, per mezzo di quello che di più profondo ha l’umanità».


                         
                       




domenica 20 marzo 2016

Al Centro sociale di Pastena (Sa) “Homologia” Premio scenario 2015



Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello


Continuano le rappresentazioni teatrali “Mutaverso”, ideazione e direzione artistica di Vincenzo Albano, presso l’Auditorium del Centro Sociale di Salerno, stagione che ha avuto inizio il 3 febbraio scorso al Piccolo Teatro del Giullare. Il 17 marzo, la compagnia parmense “Dispensa Barzotti” ha portato in scena una prima assoluta per la Campania, dal titolo “Homologia”, scritta da Rocco Manfredi, Riccardo Reina, che ne sono anche gli interpreti ed Alessandra Ventrella, a cui va la regia. Lo spettacolo, selezione speciale “Premio scenario 2015” è uno studio sull’uomo e sulle sue azioni che si ripetono alla stessa maniera, giunta l’età avanzata. Un ‘esperienza non verbale e surreale molto suggestiva.

Buio in sala e buio pesto in scena, poi una flebile luce illumina un anziano signore, avvolto in una vestaglia da camera, seduto in poltrona. Con movimenti lenti, che scandiscono il tempo, si porta nella parte opposta della scena per la sua vestizione. Il volto è coperto da una pesante maschera di gomma, naso adunco, rughe marcate, ciglia, capelli folti e canuti, una fisionomia che richiama gli archetipi sardi e praghesi. I gesti si ripetono automatici nel silenzio scandito dal ticchettio amplificato di un orologio. Il vecchio è solo, immerso nel vuoto, in un costante dormiveglia, rotto a tratti da un invisibile ronzio di un insetto che tenta di schiacciare sulla fronte per liberarsene. Apre il giornale, sfoglia le pagine e ne segue le notizie, ma esse prendono il volo per la stanza, sono già consumate. Tutte le azioni mimate, data la spettacolarizzazione non verbale, sono compiute con la lentezza che la vecchiaia impone, un lavorio di gesti trattenuti, che gli attori manifestano con precisione. E’ il giorno del suo compleanno ma la festa non c’è, anzi intorno a sé ha solo l’ingrato silenzio che lo rimanda a sognati ricordi, materializzati grazie a sapienti giochi di luci. Ed ecco la torta, palloncini gonfiati, ed il pacco regalo, che scartoccia con rilassata curiosità. Si gingilla con la radio, cercando una rete stabile oltre ai frammenti che emana. Nella trasfigurazione onirica, prima dell’ultimo viaggio, incontra il suo doppio ed il suo sé giovane e con lui intreccia una pantomima, in un ultimo anelito incantato.

Uno spettacolo “Homologia”, attraente e sognante, per le creazioni magiche e di mimo plasmate. A parlare e a dare senso al tutto rappresentato, sono le immagini in movimento e l’angoscioso silenzio, reso ancora più opprimente dal buio pece, nel quale ognuno può versare il suo stato d’animo, al di là di ciò che si vede. I giochi delle maschere, i chiaroscuri e gli occasionali scoppi, che interrompono la tensione, rendono il tutto più attraente. Tutto lo spettacolo è imperniato su movimenti calibrati e sincronici e cambi veloci, agevolati dall’oscurità in cui due attori si sono mossi all’unisono. Bravi Rocco Manfredi e Riccardo Reina, guidati dalla sapiente regia di Alessandra Ventrella, a riprendere spettacoli che si ben caratterizzano nel teatro buio praghese. Aleggia infatti, nella rappresentazione, il teatro di Pintor, Kantor e lo stesso Beckett, ben comprendendo che il percorso iniziato dai i giovani attori è solo all’inizio.

Vincenzo Albano Direttore Artistico Mutaverso Teatro

È dottore in Lettere Moderne e fa parte del gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Antonia Lezza, docente di Letteratura Italiana e Letteratura Teatrale Italiana dell’Università di Salerno. Orienta i suoi studi post-laurea verso gli aspetti organizzativi del teatro. Presso l'Università Statale di Milano-Bicocca frequenta il Master annuale in Cultura d’impresa dello spettacolo dal vivo e partecipa, nello stesso periodo, alla sessione open di Organizzazione teatrale internazionale presso la Scuola Civica Paolo Grassi.

Vince successivamente una borsa di studio per il corso di produzione teatrale tenuto da Mauro Carbonoli, nell’ambito del progetto FormArt diretto da Ruggero Cappuccio.

 Nel triennio 2010-2013 ha lavorato al fianco di Maurizio Scaparro come assistente di produzione e alla regia, in particolare presso la Compagnia Italiana - Centro Europeo di Teatro d’Arte e la Fondazione Teatro della Pergola di Firenze.

Agli inizi di settembre 2012 fonda l'associazione culturale Erre Teatro con sede a Salerno

Maria Serritiello
 
 
 
 

sabato 19 marzo 2016

Festa del papà Jace


                                          Auguri piccolo Jace anche tu sei papà...

A mio padre






Giorno Festivo
 

Sei quello

dei giorni tutti uguali,

lavorativi e poco rischiarati.

Festivo

un solo giorno!

Fu con mia madre

quando,

sfuggita da una  camicia

di bianco raso,

ti sorrise.
 
Maria Serritiello
 
Dalla raccolta "Solo a Metà"