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giovedì 3 gennaio 2013

Nel vento del Sud. Festival delle sonate tradizionali per zampogna e ciaramella




Festival delle sonate tradizionali per zampogna e ciaramella
Il concerto di chiusura della stagiona natalizia della Compagnia Daltrocanto, che per consuetudine da anni il gruppo tiene a Marina di Vietri sul Mare, si trasforma in festival per inaugurare al meglio il nuovo anno guardando al futuro ma senza dimenticare le proprie radici.
Prende così il via
la prima edizione di "Nel vento del Sud" festival delle sonate tradizionali per zampogna e ciaramella.
Questi strumenti, antichissimi e fortemente legati alle tradizioni e all’immaginario collettivo del Natale, sono sempre più rari e sconosciuti e diventa sempre meno frequente incontrare o ascoltare zampognari.
Il festival nasce appunto con l’obiettivo di creare un’occasione di incontro periodico e fisso che possa diventare atteso appuntamento di ritrovo e scambio tra suonatori, cultori o semplici appassionati, e porsi come attrattore e moltiplicatore di interesse verso questi affascinanti strumenti.
Prenderanno parte all’evento diversi gruppi musicali e suonatori provenienti da differenti zone: da Salerno la Compagnia Daltrocanto; dal Lazio gli Zampognari Arcesi; da Montemarano Agostino Catarinella e Simone Faia; dalla Costiera Amalfitana il Quartetto Symphònia e gli zampognari di Dragonea; dal Cilento Il quintetto di zampogne di Caggiano e dal napoletano le Zampogne del Vesuvio.
Particolarità della serata sarà la sonata conclusiva per organo, zampogne e ciaramelle che coinvolgerà tutti i suonatori ospiti.
A promuovere e organizzare l’evento l’Associazione Daltrocanto, da anni impegnata nello studio, nella ricerca e nella tutela degli strumenti musicali tradizionali, delle sonate e delle storie del popolo del Sud.
Il festival sarà ospitato dalla suggestiva cornice della Chiesa di S. Antonio da Padova a Marina di Vietri sul Mare, giovedì 3 gennaio 2013 a partire dalle ore 20:00
Giovedì 3 gennaio 2013
CHIESA DI S. ANTONIO DA PADOVA - MARINA DI VIETRI SUL MARE – SA
ore 20:00
.
Per informazioni:
direzione: 328 72 548 31
comunicazione: 328 85 967 78
www.daltrocantoweb.org
info@daltrocantoweb.org

COMUNICATO STAMPA

IL FILMATO E' DI REPERTORIO

mercoledì 2 gennaio 2013

Archiviando le festività natalizie 2012 alcune poesie sul periodo più bello dell'anno


fonte: tiscali socialnews
di Marco Lodoli

Le poesie scritte dai grandi autori della letteratura italiana e straniera per augurare a tutti Buon Natale

Per il giorno di Natale, ecco alcune poesie scritte da grandi autori della letteratura italiana e straniera. E’ bello leggere queste parole a volte un po’ retoriche, ma d’altronde il Natale prevede una spruzzata di buoni sentimenti e di zucchero a velo. Cominciamo con “Preghiera natalizia” di Robert Louis Stevenson, che ha almeno un paio di versi indimenticabili:

"Padre amorevole,
aiutaci a ricordare la nascita di Gesù,
per unirci alla canzone degli angeli,
e alla gioia dei pastori,
e all’adorazione dei Magi.

Chiudi la porta dell’odio
E in tutto il mondo apri quella dell’amore.
Fa’ che ogni dono porti gentilezza
e ogni augurio buona volontà.
Liberaci dal male con la benedizione
che reca Cristo,
e insegnaci a essere lieti con un cuore terso.

Che il mattino di Natale
ci renda felici di essere tuoi figli,
che la sera di Natale ci affidi ai nostri letti
con pensieri grati,
perdonati e perdonanti,
per grazia di Gesù.
Amen"

Anche "Natale" di Salvatore Quasimodo ha una musica antica, forse perduta nella lontananza degli endecasillabi e del tempo che fu, ma di sicuro ha alcuni passaggi commoventi:

"Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno; ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.

Pace nel cuore di Cristo in eterno:
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristoe sono venti secoli
Il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
Che morirà poi in croce tra due ladri?”

Se invece nel Natale cerchiamo conferme della miseria umana, della nostra infinita imperfezione, l’unica cosa che ci riguardi veramente, ecco allora questa poesia di Carlo Batocchi, di lancinante bellezza:

“Io non mi sento più, non più, di vivere
accanto a questo lungo stuol dei giorni
trascorsi, se non vieni e mi consoli,
Bambino, col Tuo nascermi nel cuore.

E come allora, quando non avevi
altro che nuda stalla e non compagni,
vuoi Tu dormire, Bambino, o vegliarmi,
accanto a me che non son più nessuno?

Come allora e poi sempre desterai
pianto d’armenti ed il pianto dell’uomo,
Tu desterai per sempre al loro volo
le stelle, o mio Gesù, e non dormirai,
Gesù non dormirai, Tu, ma la neve
largamente cadrà e saranno i mali
invocati, Gesù, saranno i mali,
dammi i miei mali ch’io sia ancora un uomo".

E per concludere, pochi versi di mistico nichilismo di Pessoa, la negazione del Dio ma l’affermazione smarrita del mistero perenne e inspiegabile della vita.

“Nasce un dio. Altri muoiono. La verità
non è venuta né fuggita: è cambiato l’Errore.
Abbiamo ora un’altra eternità,
e quello che è passato era sempre migliore.

Cieca, la scienza ara la gleba inutile.
Folle, la Fede vive il sogno del suo culto.
Un nuovo dio è solo una parola.
Non cercare e non credere: tutto è occulto".

E intanto a tutti quanti voi che leggete questa rubrichetta settimanale, tanti auguri di un buon Natale poetico e generoso: sia un giorno d’amore, il primo giorno di un tempo nuovo.


Gli sciacallaggi degli sciocchi non avrebbero intaccato la fierezza di Rita Levi Montalcini

Fonte:Tiscali social news
di Mariano Sabatini

MI PIACE POSTARE QUESTO BRILLANTE ARTICOLO, OGGI QUESTA SPLENDIDA DONNA SARA' CENERE TRA I SUOI CARI CHE L'HANNO PRECEDUTA 


Non è stata solo una scienziata, per quanto il ruolo possa essere carico di significati e rilievo, Rita Levi Montalcini dall’assegnazione del Nobel per la scoperta del Ngf nel 1986 si è prestata ad una formidabile ancorché occasionale opera di divulgazione culturale anche in televisione. Un mezzo che la professoressa, sebbene avesse trascorso un’intera esistenza china sul microscopio, frequentava rivelando un'attitudine non comune. Dall’alto degli studi, delle pubblicazioni firmate, delle esperienze di vita e degli obiettivi raggiunti, riusciva infatti a parlare con semplicità di concetti alti, coinvolgendo in tal modo le grandi platee del piccolo schermo. Non paia irriverente se insinuo l’ipotesi che potesse anche piacerle accettare molti dei frequentissimi inviti che le rivolgevano i vari conduttori di talk show. Posso dirlo per esperienza diretta, considerato che negli anni Novanta, già molto anziana, frequentava sovente i divani bianchi del Tappeto volante su Tmc.

E durante un “nero”, come in tv si denominano le pause pubblicitarie, confessò per la prima volta a Luciano Rispoli di essere diventata quasi cieca; cosa che non le impedì di proseguire l’infaticabile attività scientifica, in pratica fino alla fine. Arrivava abbigliata di tutto punto, in raffinati abiti Capucci, che non voleva danneggiare con l’applicazione del microfono, perciò preferiva quello da tenere tra le mani. Non chiedeva di essere truccata o pettinata, di maquillage non faceva uso e i capelli erano già a posto, ma non rinunciava a vezzi e piccole vanità… come quella di cambiarsi i collant prima della diretta, magari con l’aiuto di una volenterosa, come fu la mia amica e collega Laura Lombardi.

Mi è capitato anche di intervistarla per il settimanale Gioia. Andai a trovarla nella sede romana della Treccani, all’epoca ne era presidente, e mi colpì la deferenza con cui i collaboratori la trattavano. Regina senza corona né sangue nobile, seduta sul trono dell’autorevolezza conquistata in anni e anni di studi. Finì che era lei a fare domande a me, assecondando l’onnivora curiosità. La salutai, consapevole di aver conversato con una delle menti più brillanti che erano esistite; vero privilegio di questo lavoro spesso inutile. La scienziata e senatrice a vita seppe modulare la sua popolarità applicandola anche alla comunicazione pubblicitaria, per Telecom e Sky, con spirito e divertimento, e sempre con finalità benefiche. La sua presenza, naturalmente carismatica, ha servito la causa della cultura in contesti dove trionfavano tradizionalmente attori o divi della canzone.

Le due ultime interviste sul piccolo schermo le ha concesse a Fabio Fazio e a Pippo Baudo, brillantissima, al compimento dei cento anni. Traguardo che ha festeggiato, al solito, senza prendersi troppo sul serio. Ad aprile sarebbero stati centoquattro, traguardo che ha mancato di poco. A chi volesse davvero conoscerla consiglierei di leggere Elogio dell’imperfezione (ed. Dalai), la sua autobiografia, ma soprattutto Cantico di una vita (Ed. Cortina), in cui sono raccolte le missive ai famigliari negli anni di permanenza negli Usa, al tempo delle sue ricerche più proficue. Grazie a quel volumetto, godibilissimo perché tra i talenti aveva anche quello di un italiano elegante, apprendiamo che dopo una giornata di abnegazione, tra alambicchi e appunti, amava prendere la sua Buik e andarsene tutta sola a passeggiare nel deserto. Donna indipendente e fiera fin dagli anni Quaranta o Cinquanta dello scorso secolo, in totale controtendenza rispetto alla stagione di ingiustificata prevalenza del maschio. Non la toccherebbero le insinuazioni degli sciacalli invidiosi che si scatenano in queste ore sui social network, come non la sfiorarono le rozzissime insolenze di Francesco Storace nei giorni di indefesso sostegno al governo Prodi. Volava alto, da ora ancora di più.  

31 dicembre 2012
 
 




C'è poco da festeggiare a San Silvestro per loro

FONTE: GATTIVITY
DI EMANUELA ZERBINATTI

Tempo di tristi bilanci per la notte più folle dell'anno. Smaltita la sbornia di San Silvestro cominciano infatti ad uscire le prime cifre ufficiali dei morti e dei feriti tra uomini e animali . E se per tra i primi scopriamo che i botti si sono portati via due vite e lasciato dietro di sé centinaia di feriti, alcuni anche in modo grave, ad informarci sulla sorte dei secondi interviene AIDAA.

Alle ore 16 del primo gennaio - fa sapere l'associazione difesa animali e ambiente - le segnalazioni arrivate via e-mail ed al telefono amico di Aidaa parlano di 132 cani uccisi, 450 fuggiti, mentre sono 105 i gatti morti e oltre 500 i felini fuggiti».

LE ZONE. La maggior parte delle segnalazioni di cani rinvenuti morti arrivano dalle regioni del sud Italia, in particolare Campania, Puglia e Sicilia, mentre per quanto riguarda gli animali fuggiti, sia cani che gatti a sorpresa il maggior numero di segnalazioni arriva da Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. «Solo nei prossimi giorni comunque - evidenzia l'Aidaa- sarà possibile fare il quadro completo della situazione in relazione anche alle altre specie di animali (specialmente piccoli animali domestici e del bosco) rimasti uccisi o fuggiti e quando si conoscerà anche il numero di cani e gatti fuggiti che effettivamente hanno fatto ritorno alle proprie abitazioni».

QUELLO CHE I DATI NON DICONO. I dati sono quindi ancora provvisori e potrebbero peggiorare perché non sia è ancora riusciti ad essere certi di aver registrato tutti i casi di incidenti da botti riguardanti gli animali e perché non si può escludere del tutto la possibilità che ne accadano di nuovi. Le città sono ancora invase, infatti, dai residui di questi barbari festeggiamenti e non è escluso che qualcuno sia inesploso e quindi molto pericoloso per chi incautamente dovesse avvicinarsi e toccarlo.Una maggiore attenzione quando si esce con i cani per le passeggiate quotidiane e tenere in casa i  gatti il più possibile finché strade e giardini non siano ripuliti o la pioggia non renda innocui questi piccoli ordigni urbani.




TG1 ore 13:30 del 1° gennaio 2013

TG1 ore 13:30 del 1° gennaio 2013

martedì 1 gennaio 2013

Il sacrificio del " Dio Botta "di fine anno



SONO CINQUEMILA, OGNI ANNO, LE VITTIME DEI BOTTI, TRA GLI ANIMALI
POSSIAMO FAR CESSARE QUESTO OLOCAUSTO INUTILE ?
POSSIAMO SVEGLIARCI IL 1° GIORNO DELL'ANNO SENZA CONTARE VITIME TRA LE PERSONE UMANE?



QUESTO IL BOLLETTINO DI GUERRA

FONTE :TG COM

Oltre a 361 feriti in tutta Italia, i botti di Capodanno hanno fatto anche due morti: un uomo è rimasto ucciso nel Casertano, e un altro ha perso la vita nel Beneventano. Il primo dei due, il 51enne ristoratore Pasquale Zacchia, di Pontelatone, è morto per le gravi ferite al capo procurategli dall'esplosione di un botto. La seconda vittima è Antonio Serino, imprenditore edile 49enne di San Martino Sannita, colpito al volto da un razzo.
Il bollettino di sangue della notte di San Silvestro resta dunque pesante, anche se il numero dei feriti risulta in sensibile calo rispetto all'anno scorso quando durante i festeggiamenti di Capodanno, si registrarono ben 561 feriti.

In Campania due morti e 107 feriti
E' di due morti e 107 feriti il bilancio campano dei festeggiamenti per l'arrivo del nuovo anno. In base ai dati forniti dalle questure dei capoluoghi di provincia, l'annuale bollettino delle vittime dei botti contempla 82 feriti tra Napoli e provincia, 12 nel Salernitano, 9 feriti e un morto nel Casertano, 3 feriti ad Avellino e provincia, un morto e un ferito nella provincia di Benevento.

Ristoratore morto nel CasertanoPasquale Zacchia, il ristoratore morto a Pontelatone, nel Casertano, stava testando in compagnia del figlio un fuoco di tipo professionale in vista del veglione e dei successivi festeggiamenti per il Capodanno. La tragedia e' avvenuta all'esterno del ristorante "Il Cacciatore", di proprietà dell'imprenditore, nella frazione di Barignano.

E' stato il figlio della vittima a raccontare alla polizia gli ultimi istanti di vita del padre; il giovane, 29 anni, ha riferito di essere uscito assieme al genitore nel piazzale esterno del ristorante mentre la madre e i camerieri erano intenti a ultimare i preparativi per il cenone serale. "Dovevamo provare i fuochi per la mezzanotte; più tardi il fuochista doveva portarcene altri - ha raccontato il giovane - A un certo punto, mentre mio padre accendeva un mortaio mi sono allontanato per andare a prendere un giubbino in macchina a causa del freddo e ho sentito uno scoppio fortissimo, mi sono girato e l'ho visto a terra con la faccia in una pozza di sangue".

Secondo quanto accertato dalla polizia, potrebbe essere stata una miccia difettosa a far esplodere velocemente la bomba che ha colpito in pieno volto Zacchia, che non ha avuto, sembra, neanche il tempo di allontanarsi. Sulla salma del ristoratore il pm di turno della procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha disposto l'esame autoptico che sarà effettuato all'istituto di medicina legale di Caserta.

Tra Napoli e provincia 82 feritiSono 82 tra Napoli e provincia le persone rimaste ferite a causa dell'esplosione dei botti di Capodanno. Nessuno di loro rischia la vita. Sono dodici i minorenni: il caso più significativo è quello di una bimba di Napoli di 6 anni dimessa con una prognosi di venticinque giorni per ferite da scoppio e ustioni multiple, anche agli occhi. Il ferito più piccolo in assoluto è un bambino di 5 anni che ha riportato ustioni al volto per l'esplosione di un petardo. Anche lui è stato dimesso.

Numerosi i feriti che hanno riportato ustioni alle mani e agli occhi ma tutti giudicati guaribili nel giro di pochi giorni. Il numero dei feriti è di poco superiore a quello dell'anno scorso: 82 rispetto ai 73 del Capodanno 2012, quando però ad aggravare il bilancio ci fu anche un morto nel Napoletano. Non si registrano quest'anno feriti da arma da fuoco.

Nel Salernitano 12 feritiSono in tutto dodici (tra cui due minori) le persone rimaste ferite nel Salernitano a causa dei botti. Ad Eboli un bimbo di 2 anni ha subito una lieve ustione ad una mano provocata da una girandola natalizia, mentre a Mercato San Severino un ragazzino di 9 anni si è lievemente ferito al padiglione auricolare. La maggiore concentrazione di feriti si è registrata nell'Agro sarnese nocerino (dove sono cinque in tutto i feriti). Due le persone che hanno fatto ricorso alle cure mediche a Salerno, mentre all'ospedale di Sarno sono giunti anche due feriti provenienti da altrettanti comuni dell'hinterland vesuviano.

Un ferito grave in CalabriaUn 26enne romeno è rimasto ferito gravemente da un colpo di fucile vagante durante i festeggiamenti di Capodanno a San Costantino Calabro, nel Vibonese. L'uomo, poco dopo la mezzanotte, è stato raggiunto al fianco sinistro dal colpo di fucile sparato da alcune persone che stavano festeggiando l'arrivo del nuovo anno. La vittima è stata soccorsa ed accompagnata nell'ospedale di Vibo Valentia dove i medici si sono riservati la prognosi.

In Calabria sono rimaste ferite in totale altre 9 persone; la provincia di Catanzaro è l'unica rimasta immune. La provincia con il maggior numero di feriti è Crotone, dove quattro persone che si sono dovute recare in ospedale ed hanno riportato prognosi dai 20 ai 30 giorni. Ad un ragazzo di 20 anni è stato amputato un dito della mano sinistra.

In provincia di Vibo Valentia, oltre al romeno ferito da una fucilata, due ragazzini (uno di 8 e uno di 13 anni) hanno riportato ferite giudicate guaribili in quindici giorni.

In provincia di Reggio Calabria sono rimaste ferite due persone che hanno riportato escoriazioni alle mani ed alle gambe e sono state giudicate guaribili con una prognosi inferiore ai 15 giorni. A Praia a Mare, nel Cosentino, un ragazzo di 14 anni ha subito l'amputazione del dito di una mano.

Due feriti in BasilicataDue le persone ferite lievemente dallo scoppio di petardi in Basilicata: una, di Avigliano (Potenza), ha riportato una ferita al pollice; l'altra, di Genzano di Lucania (Potenza), a un occhio. Le loro condizioni non destano però preoccupazione. Durante la notte i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere un incendio divampato a Latronico (Potenza), dove sono in corso accertamenti sull'agibilità di un cavalcavia. I pompieri hanno spento anche alcuni incendi di cassonetti in diversi Comuni della regione.

Uomo perde una mano nel Foggiano
In totale sono una decina i feriti in provincia di Foggia, mentre nel capoluogo dauno i vigili del fuoco sono intervenuti in diverse zone perché, a causa dello scoppio di petardi, avevano preso fuoco cumuli di rifiuti che giacciono in strada da giorni per l'emergenza determinata dal fallimento della società di raccolta.

In totale sono una decina i feriti in provincia di Foggia, mentre nel capoluogo dauno i vigili del fuoco sono intervenuti in diverse zone perché, a causa dello scoppio di petardi, avevano preso fuoco cumuli di rifiuti che giacciono in strada da giorni per l'emergenza determinata dal fallimento della società di raccolta.

Nove feriti a CataniaSono nove, tre delle quali con la prognosi riservata, le persone medicate negli ospedali di Catania per ferite da botti per i festeggiamenti del Capodanno. I più gravi sono ricoverati nel reparto di Oculistica del Policlinico per schegge negli occhi. Altri due feriti sono stati medicati al pronto soccorso dell'ospedale Vittorio Emanuele e quattro a quello del Garibaldi.

Tre feriti nel MIlaneseUn bambino di 11 anni, di origine nomade, ha perso tre dita ed è rimasto ferito ad altre due, per aver raccolto un petardo inizialmente inesploso a Milano. Insieme a un uomo colpito da una fucilata a una gamba a Cinisello Balsamo, sono i due feriti più gravi di cui si ha notizia in provincia di Milano. A Paderno Dugnano (Milano), inoltre, un uomo è rimasto ferito al volto per un petardo che gli è esploso in faccia. Le sue condizioni al momento non sono note ma non si troverebbe in pericolo di vita. Il 118 ha eseguito circa 880 interventi nel turno tra le 21 e le 7: un numero leggermente superiore a quello dell'anno passato.

Uomo rischia un occhio nel PisanoUn 49enne rischia di perdere un occhio dopo aver acceso un petardo che gli è esploso in volto. L'incidente è accaduto poco dopo la mezzanotte nelle campagne di Riparbella, nel Pisano. Il 49enne è stato prima trasportato d'urgenza all'ospedale di Cecina (Livorno) con un'ambulanza del 118 e poi, dopo aver subito un arresto cardiocircolatorio, i medici hanno deciso il suo trasferimento nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Livorno.

Otto feriti nel BareseSono otto le persone rimaste ferite nelle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani a causa dello scoppio di petardi, cifra in calo rispetto ai 19 dello scorso anno. Il più grave è un uomo di Acquaviva delle Fonti (Bari), ricoverato nel locale ospedale con una prognosi superiore a 40 giorni: lo scoppio di un petardo che stava maneggiando lo ha investito al volto. Gli altri feriti si registrano a Bari (4), ad Andria (2) e a Corato (1), con prognosi che varia da sette a 20 giorni.

Cinque feriti nel LazioSorte simile per due persone rimaste ferite in due diversi episodi a Roma, sempre dopo aver raccolto dei petardi inesplosi. Questo pomeriggio una donna di 78 anni ha subito l'amputazione di due dita dopo aver raccolto un botto inesploso nel cortile di un palazzo in viale Alessandrino, mentre stava facendo le pulizie e spazzando a terra.

La donna, poi trasportata all'ospedale Sant'Eugenio, aveva raccolto il petardo per gettarlo quando le è esploso fra le mani. Sul posto sono giunto per i rilievi i carabinieri della Stazione Alessandrino. Un episodio analogo, sul quale indagano i vigili, è accaduto nel quartiere della Garbatella.

Sempre a Roma, un romeno è stato soccorso in ospedale con gravissime ferite alla mano per un petardo esploso in via della Serenissima. A Bagni di Tivoli, alle porte della Capitale, un padre con il figlio di 12 anni sono stati soccorsi in codice rosso e portati in ospedale a Tivoli per lesioni alle mani e al volto.

In ospedale, sempre a Roma, anche due ragazzine, questa volta però non per i botti: reduci da una serata in discoteca, una è in coma etilico e l'altra ha avuto un malore. 
 
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Salerno in Cornice il giorno 24 dicembre 2012