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giovedì 11 novembre 2021

Arte al Delle Arti di Salerno

 



Fonte www.lapilli.eu

di MariaSerritiello


 Comunicato Stampa.

Giovedì 11 novembre ore 19,00 al Teatro delle Arti si inaugura la stagione delle mostre d'arte 21-22 che accompagnerà anche il cartellone degli spettacoli. Voluto fortemente dal direttore artistico del Teatro delle Arti Claudio Tortora. Ora siamo al 5° anno. Si inizia con artisti di spessore provenienti da esperienze artistiche diverse che accompagneranno i visitatori per 30 GG. Nei loro linguaggi espressivi.

Il titolo della mostra è: UNEUGUAL che in italiano significa Diseguali e gioca bene tra Diseguali e Uguali. Uguali nel linguaggio diseguali nelle tecniche espressive artistiche del nostro contemporaneo.

Elenco degli artisti presenti

Pier Tancredi De-Coll torinese già illustratore de " La Stampa " di Torino. Il suo stile Espressionista si distingue per l'originalità del tratto e del colore. Il suo mercato è italiano ed estero presente permanentemente in varie gallerie d'arte.

Giorgio Della Monica pittore ceramista salernitano si è distinto molto all'estero con le sue mostre personali o collettive. Si distingue per la sua ricerca pittorica che spazia dall'iperrealismo all'astrattismo.

Antonio Perotti scultore, pittore, designer maestro vetraio curatore d'arte salernitano. Opera dal 1980 nel suo atelier di Vietri sul mare. Le sue opere sono presenti in circa 200 chiese nei musei e collezioni private in Europa, Usa, Libano, Arabia Saudita. Negli ultimi anni affianca alla sua produzione anche la pittura che rappresentano oggetti di design principalmente in cristallo e vetro che ha progettato negli ultimi 50 anni. A luglio si è inaugurata un istallazione in collaborazione con l'architetto Santiago Calatrava nella cappella San Gennaro del museo di Capodimonte.

Rita Perotti scultrice pittrice salernitana opera da più di 25 anni sui mercati esteri europei e americani il suo stile è prevalentemente astratto.

Eugenio Siniscalchi, pittore salernitano. Docente del Liceo Artistico di Salerno Sabatini Menna il suo stile spazia tra il realismo accademico al paesaggio.

Giancarlo D'Angelo, salernitano architetto pittore metafisico riesce con il suo tratto a creare scene fantastiche surreali oniriche. Il suo mercato di prevalenza è italiano europeo

Maria Serritiello

www.lapilli.eu




venerdì 5 novembre 2021

Vesuvio live e le sue notizie false

 

GENTILE VESUVIO LIVE E GENTILE E' UN EUFEMISMO, SE DOVETE FARE INFORMAZIONE, CHE INFORMAZIONE SIA E NON QUATTRO PAROLE GETTATE SENZA ATTENERSI ALLE FONTI. LE FONTI DICONO CHE SERGIO SERRITIELLO, TRA L'ALTRO MIO CUGINO CARISSIMO, NON AVEVA 38 ANNI, BENSI' 57, CHE NON E ''MORTO MENTRE LAVORAVA E DINANZI AI FIGLI. VI PREGHEREI DI CORREGGERE IL PEZZO CHE DI SENSAZIONALE HA SOLO LE CORBELLERIE DETTE DA VOI. LA FONTE A CUI DOVRESTE FARE RIFERIMENTO, PER PRECISIONE DI NOTIZIE E PER SENSIBILITA' AFFETTIVA E' NEL MIO BLOG E SICCOME SMANETTATE BENE VE LO CERCATE. TUTTI I COMMENTI CHE SEGUONO AL VOSTRO POST SONO DI UNA SOTTOCULTURA SPAVENTOSA, TRA L'ALTRO VOI A QUELLA MIRATE. DARE IL VIA AD UNA DIATRIBA NO VAX NON VI FA ONORE, SERGIO SERRITIELLO E' MORTO E LA VACCINAZIONE NON HA NULLA A CHE FARE CON LUI. AD IMPRONTARE UNA CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE GIA' CI PENSA ENRICO MONTESANO, NON AGGIUNGIAMO INESATTEZZE SCIENTIFICHE. VERGOGNA PER QUEGLI AVVOLTOI CHE SPECULANO LA MORTE DI MIO CUGINO PER APPARIRE. VESUVIO LIVE PER LE PROSSIME VOLTE CERCATE LE FONTI I TEMI DI FANTASIA NEANCHE A SCUOLA SI SVOLGONO PIU'. SE SIETE GIORNALISTI SERI ABBIATE, COME OBBIETTIVO, LA DEONTOLOGIA PROFESSIONALE.


PROF.SSA MARIA SERRITIELLO



 

giovedì 4 novembre 2021

CIAO SERGIO E NON ADDIO DI MARIA SERRITIELLO

 





Di Maria Serritiello

Ciao Sergio e non addio, difficile il commiato definitivo, non ti si addice, hai solo 57 anni e sei il più piccolo della seconda generazione Serritello. I nostri genitori ci hanno lasciati da un bel po’, fiduciosi che avremmo avuto anni da vivere nella felicità e nella fratellanza. Ed invece tu sei già il secondo che se ne va, dopo Antonio, lasciando i tuoi fratelli Alfredo e Alberto, attoniti e noi tutti. Loro più grandi di te non si danno pace. Alberto, nell’abbraccio scambiato mi ha detto: < non è giusto, non è giusto…> Si, è vero, nell’immaginario di ognuno c’è un’ordinata sequenza che vede allontanarsi prima i maggiori e poi i minori. Intanto a piangerti c’è anche tua madre, genitrice superstite, che vive in un mondo tutto suo, e meno male, la malattia l’ha risparmiata dal dolore innaturale di sopravvivere alla propria creatura.

Per dire di te come figlio e fratello è bastato andare indietro   nel tempo per ritrovarti fanciullo riccioluto, cotto dal sole a giocare interminabili partite di pallone sulla spiaggia. Il mare l’avevi di fronte ed io ti, vi, venivo a trovare per fare i bagni con voi. Vi ho sempre accumunati, te e i tuoi fratelli, al mare e ancora oggi è così.

Per un lungo periodo non ci siamo frequentati, la parte centrale della nostra vita l’abbiamo trascorsa a svolgere le attività lavorative che assorbivano tutto il tempo, ma con zio Alfredo, mio padre, eri in contatto, il lungo filo della parentela era salvo. Così sapevo di te, del tuo lavoro, bar tabacchi 138, della tua vita affettiva, dei tuoi figli, tre, Danilo, Syria e Samyra, del tuo cane lupo, della tua sensibilità per gli animali, per i disabili, per tua madre che non ti riconosce. Un uomo, eri diventato, un uomo buono e pieno d’amore per tutti, soprattutto per i tuoi figli e così in Danilo calibravi la solidità e le capacità, il bastone della tua vecchiaia, pensavi e nelle tue principesse, come le chiamavi tu, Syria e Samyra, la leggiadria tutta al femminile che ti scaldava il cuore, quello stesso che si è spaccato in due, prima che ti accorgessi del brutto scherzo. A volte lasciavi tutto dietro alle tue spalle e diventavi di nuovo un ragazzino spensierato, uscivi con i tuoi nipoti, Livia e Giuseppe e la loro comitiva, quante risate e che divertimento. Mi viene da dire meno male, visto come sono andate le cose.

Ora tu sei nella pace eterna, il tuo tempo terreno si è concluso, consumatosi in fretta, da restare increduli, da pensare che da domani tutto ricominci d’accapo, come sempre, ovvero, apri la saracinesca del tabacchi 138, ti rammaricherai del cattivo tempo, una giornata di sole è sempre meglio, chiami al cell tuo fratello Alfredo e progetti il fine settimana, in fondo la vita è bella se non viene colpita dalla morte. Sei ancora immerso nella realtà, mentre te ne vai, nessuno se ne accorge, una giornata come le altre e dietro alla porta chiusa, metafora della morte, provi a dividerti da noi.


Dietro la porta

Dietro la porta

chiusa,

il moto della vita

s’infrange

come onda

allo scoglio.

Notte, il tuo giorno,

compiuto celere,

senza pensieri soliti,

senza parole nuove

e senza battiti d’amore.

Dal cuore impazzito, lo schianto!

Or ora, noi,  i ricordi

ci raccontiamo   

                                                            

 Non ti dimenticheremo, Sergio e tu, fai altrettanto!




 

martedì 2 novembre 2021

Musica per Te , voi...


















 Gli aquiloni li abbiamo visti volare,

ora i rapaci gabbiani , nel volo affamato,

minacciano l'orizzonte ristretto.

 Ancora ti tendo la mano...


  1 Novembre 2021                           Maria Serritiello

lunedì 1 novembre 2021

L'AIA DI ROSA


 




                                    L’AIA DI ROSA

 

L’aria ristagna

come l’acqua della pozza

nei solchi della terra.

La gatta accovacciata e senza curiosità,

si guarda intorno.

Fermentano gli odori del prossimo novembre

e fiori mescolati  raggiano.

Un gallo tardivo lancia stridente il verso

dal pollaio, che non vedo

e la gallina si allontana senza alcun permesso.

I colombi si amano lassù,

nella vasta colombaia,

il cielo è disponibile per loro…

Mosche e zanzare sono in affanno

tra un po’ la loro fine.

Verzura dai campi   ed uva ed ulivi

stendendo la mano.

Tra cianfrusaglie confuse

 i ricordi precisi di chi memoria non ha più.

 

1Novembre 2021                        Maria Serritiello







Tra le carte ho trovato...

 





   LE GUERRE SONO TUTTE INFAMI

                                      In guerra io sono

Nella lunga fila

dai volti uccisi;

nel pianto vecchio,

insostenibile al cammino;

nel sorriso breve

di una speranza fanciulla;

nel fango macero

che la pioggia ingrassa;

senza pane

dalle spighe raccolto

e senza latte,

asciutto il petto;

con l’ammalato stanco,

con gli arti

senza più sostegno;

tra pietre

ora solo pietre

e terra che racimola la terra;

livida tra le gambe,

sradicato il figlio,

colpita al cuore,

in guerra io sono.

18-4-’99                         Maria Serritiello












lunedì 18 ottobre 2021

Ciao Licia di Maria Serritiello

 



 LICIA  DI STASIO    * 14 MAGGIO 1935- + 17 OTTOBRE 2021


Ciao Licia, a dirti addio non ci penso nemmeno, perciò siediti accanto a me ed ascolta che cosa ho da dirti.

Madre

Sei stata la madre amorevole che tutti vorrebbero avere.

Ben lo sanno Piero e Paola, tuoi adorati figlioli, accuditi affettivamente fino a poco tempo prima che tu decidessi di andare. Il telefono squillava nelle loro case, abbattendo, così, l’inevitabile distanza.

Nonna

Licia piccola, puntella della grande, Osvaldo e Ludovica, teneri nipoti dolcemente cullati dall’amore, erano per te il futuro.

Moglie

Fedele sposa all’antica, ma moderna Penelope, nel sostenere in tutto e per tutto, negli anni maritali e fino alla fine, il proprio uomo, padre dei tuoi figli.

 

Figlia

Anche come figlia, sei stata rispettosa, ubbidiente da piccola e riguardosa da grande. Tua madre, ben fortunata, l’hai accudita fino alla fine e tuo padre amato come l’unico uomo del quale hai avuto sempre il grosso rimpianto.  Ricordo che il violino te lo rammentava, da bambina, infatti, ti aveva avviata al suono dello strumento, poi la sua morte prematura e la tua vita che cambia di colpo.

Gli studi

Sei stata allieva del liceo Tasso, quando la cultura valeva ed era difficoltosa, ma tu appassionata degli studi hai mantenuto, fino all’ultimo, il desiderio della conoscenza. All’interno dell’associazione culturale il “Caffè dell’artista”, presidente Flora Battiloro, conducevi la rubrica “l’ora della narrativa”, nella quale presentavi e recensivi libri di autori vari. Non dimenticavi mai di leggere il quotidiano, che oltre ad informarti ti teneva compagnia fino alla sera.

Amicizia

Tutti ricordiamo, sei appena andata via e già dobbiamo rammentare che cos’eri con tutti noi. Una vera amica, mai uno sgarbo, mai il tono di voce alterato, sempre sorridente, sempre generosa e sempre disponibile ad offrire il tuo contributo per la riuscita di ogni attività intrapresa.  Un bel momento condiviso, fu quando volesti ricordare tuo padre con un concorso, ricordo la tua commozione, ma anche la felicità nel ricordare la sua figura presso di noi. L’amicizia ha riempito spesso la tua vita, ma adesso sai che ha colmato anche la nostra. Il caffè dell’Artista ha cementato le nostre esistenze in viaggi, incontri ed esperienze culturali. Ricordi l’ultimo viaggio in Croazia, ad Opatija? Come stemmo bene.

La tua persona

L’eleganza, sì, quel tocco di classe che facevano di te una donna distinta e che si lasciava ricordare piacevolmente. Manicure, capelli in ordine e rossetto, una costante per la tua persona. Una vera Signora, nei modi, dunque.

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Ed infine solo qualche mio ricordo, 30 anni di amicizia non si liquidano così, nemmeno la morte può ed ecco tornare alla mente le telefonate di sera per raccontarci la giornata, i consigli materni e l’invito ad essere calma, essendo io irruente, le raccomandazioni a vestirmi non sempre casual, a calzare scarpe col tacco, mi dicevi: hai dei bei piedi, perché ti ostini ad usare queste scarpacce,” S’interessava con premura della mia produzione poetica e m’incoraggiava a che io riprendessi, la pandemia ha colpito inesorabilmente i miei versi. Il viaggio in Andalusia, come giovanette alla loro prima uscita, ricordi? Si che lo rammenti ne abbiamo parlato proprio nella chiusura del covid.

Ora devo chiudere, l’arrivederci è d’obbligo. Ti ricorderò, come fissa immagine, così: Tu che apri la borsa, cerchi l’astuccio del rossetto e te lo passi sulle labbra, per rinnovare il trucco, ma anche per lasciarci uno splendido tuo sorriso, per sempre.

Maria Serritiello


                                     


Succede che tu,

di Maria Serritiello

    per Licia


Succede che tu

senza volerlo,

te ne vai.

Lampo in cielo

e cirri acquosi solleciti

bagnano il bucato

Tempesta improvvisa s’ingrossa

e rantolo d’estate si ascolta fino alla fine.

 

Ecco, non vedrai l’inverno,

e la tua estate,

dal mare privata,

rifugia l’autunno.

 

Ora, senza luci,

 senza amore

e senza la festività della vita,

rimani.

Fermo è il tempo

e tu che corri ancora.

Maria Serritiello