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sabato 13 maggio 2017

La Compagnia dell’Eclissi si esibisce nell’ultima serata del Festival Nazionale del Teatro XS edizione 2017

Sonia


Fonte: www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

A conclusione del Festival Nazionale del Teatro XS di Salerno, la Compagnia dell’Eclissi, organizzatrice di una delle più prestigiose selezioni teatrali in concorso, ha voluto regalare una deliziosa performance, composta da giovani attori e non, degni di apprezzamento incondizionato. Lo spettacolo, semplice nella sua struttura, ma non nella scelta dei testi, ha catapultato gli spettatori verso la prossima edizione del decennale, presentando, a mo’ di staffetta, le sue giovani leve ben unite e amalgamate con quelli che con la loro passione e la loro dedizione, piantarono in loro, il seme dello spettacolo, tanto che ancora oggi ne traggono vitale linfa. E migliore continuum non potevano testimoniare, alternando pezzi di bravura di autentiche querce teatranti, come Sonia D’Ambrosi, Roberto Lombardi, Marianna Esposito e Marcello Andria, a fresche esibizioni di promettenti talenti, consumati amateurs del palco a desiderosi innamorati della scena, Mario De Caro, Annalaura Mauriello, e, alla chitarra, Marco De Simone. I pezzi scelti per l’intrattenimento umoristico sono di Aldo Nicolaj, Giorgio Gaber, Maurizio Jurgens, Patrick Queneau, brani di meritato successo, gag originali e garbate. Tutti meritano il plauso per aver interpretato, come meglio non si può, la parte loro assegnata, parliamo dei divertentissimi Eleuterio e Sempre tua (Marianna Esposito e Marcello Andria), del virtuosismo interpretativo con  Esercizi di stile di Patrick Queneau di Roberto Lombardi, continuando con Giorgio Gaber “Io mi chiamo G”, “Le Palline” “Secondo me la donna” “La cosa”( Mario De Caro, Annalaura Mauriello e Marco De Simone), ma chi stupisce per la sicura presenza scenica e rende vitale il teatro per la verve, la memoria e la bravura di consumata attrice è Sonia D’Ambrosi, nel “L’incidente” di Aldo Nicolaj e che il teatro trasforma in una dolce fanciulla, nonostante i suoi anni, portati splendidamente. Applausi a Lei, per la sua voglia di esserci e di essere custode di una sana passione, mai esauritasi nei tanti anni vissuti. In attesa di tuffarsi nel totoscommesse della premiazione, volesse solo per aver un riscontro, alle proprie scelte, fatte di volta in volta alla fine degli spettacoli, si ascolta la presentazione di Concita De Luca, impeccabile e signorile presenza, familiare ormai, che con la gentilezza e la grazia che da tutti le è riconosciuta, ha saputo annunciare ed intrattenere i vincitori delle varie categorie, non lesinando mai sorrisi e leggiadria. Con grazia nostalgica, poi, ricorda Ileana Petretta Pecoraro Scanio, socia del Soroptimist International di Salerno, appassionata sostenitrice e spettatrice assidua del Festival XS fin dalla prima edizione. La famiglia, per espressa volontà della signora Petretta Pecoraro Scanio, ha voluto, a partire dall’edizione 2014, sostenere la manifestazione con un contributo tangibile.
In segno di affettuoso ricordo, la Compagnia dell’Eclissi ha deciso di intitolare il Premio conferito dalla Giuria dei Giovani alla memoria di Ileana Pecoraro Scanio.
Maria Serritiello

 

I vincitori e le motivazioni della nona edizione del Festival Nazionale Teatro XS città di Salerno

concita ed enzo


Fonte :www.lapilli.eu
di Maria Serritiello
A conclusione del Festival Teatro XS, facendo incetta di premi, vince il IX Festival Nazionale di Teatro XS Città di Salerno – Edizione 2017 lo spettacolo La strana storia del Dr. Jekyll e Mr. Hyde Di Benoit Roland e Roberto Zamengo da R.L. Stevenson Regia di Benoit Roland Rappresentato dalla Compagnia Teatroimmagine di Salzano (VE). Motivazione Per aver esibito una prova complessa, contaminando con disinvoltura generi e linguaggi espressivi nel dipanarsi di una narrazione frizzante, arruffata e surreale; per aver ironicamente tradotto l’ambivalenza della vicenda nel disegno antinomico dei personaggi e nell’alternanza chiaroscurale delle inflessioni; per aver utilizzato con lieve e intelligente disimpegno un classico della letteratura, traendone pretesto per clowneries a ripetizione, incorniciate da un incisivo impianto scenico e impreziosite da costumi fantasiosi e strampalate invenzioni. Premio per la migliore regia del IX Festival Nazionale di Teatro XS Città di Salerno va a Benoit Roland per La strana storia del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Benoit Rolande Roberto Zamengo da Robert Louis Stevenson rappresentato dalla Compagnia Teatroimmagine di Salzano (VE).Motivazione Per aver saputo imprimere varietà e ritmo alla rappresentazione, portando al centro della scena corpo e voce, battuta e situazione, riuscendo a comporre con abilità ed equilibrio la versatile espressività di interpreti solidi e affiatati in un abile crescendo di stralunata comicità; per aver rivelato in controluce, con grazia e ironia, l’ingranaggio e l’artificio della macchina teatrale, in una fantasiosa girandola di gag – esilaranti e mai grevi – rinnovando l’antica e nobile tradizione della Commedia dell’Arte. Il premio per la migliore attrice del IX Festival Nazionale di Teatro XS Città di Salerno va a Dalila Cozzolino nel ruolo di Carla nel monologo L'Italia s'è desta. Un piccolo [falso] mistero italiano di Rosario Mastrota rappresentato dalla Compagnia Ragli di Roma. Motivazione Per la sua capacità di rendere partecipe ed attivo il pubblico catturandolo dall'inizio alla fine. Ritmo, sentimento, trasferimento emotivo, piena consapevolezza, grande presenza scenica, ampia gestione degli spazi e dei tempi, ne fanno interprete persuasiva ed avvincente di un personaggio ‘ai limiti’, esaltato da una caratterizzazione fisica, vocale spontanea, diretta, che ne tratteggia le varie sfumature ed arricchisce il testo di pathos, tenerezza, ironia, profondità. Il premio per il migliore attore del IX Festival Nazionale di Teatro XS Città di Salerno va Daniele Baron Toaldo, nel ruolo di Ottone/Tellurio nello spettacolo La strana storia del Dr. Jekyll e Mr. Hydedi Benoit Roland e Roberto Zamengo da Robert Louis Stevenson rappresentato dalla Compagnia Teatroimmagine di Salzano (VE). Motivazione per la versatilità interpretativa che spazia dal registro comico a quello drammatico, mostrando piena aderenza al testo ed al doppio ruolo sostenuto. Con una interpretazione brillante, surreale, venata da sprazzi sentimentali, grazie alla straripante forza ritmica e all'esuberanza recitativa, è riuscito efficacemente nell'intento di rendere gli stati emotivi del personaggio e del suo opposto, cogliendone a pieno la dimensione psicologica. Per l’autenticità dell’ispirazione che sostiene l’idea e la messinscena; per aver riportato alla luce un episodio oscuro e doloroso della nostra storia recente nell’ottica scomoda e dialetticamente sofferta di un protagonista negativo; per aver saputo raccontare la trama di uno dei più singolari delitti di mafia con sobrietà, rigore e originalità stilistica, in una riuscita commistione di sentimenti civili e umani; infine, per la personalità e l’incisiva presenza scenica dei due interpreti Il premio U.I.L.T. (Unione Italiana Libero Teatro) del IX Festival Nazionale di Teatro XS Città di Salerno va allo spettacolo Sono le storie che fanno ancora paura ai mafiosi di Franco Bruno rappresentato dalla Compagnia TeatrOltre di Sciacca (AG). La Giuria dei giovani, non riuscendo a stabilire un vincitore unico, per la validità ed eterogeneità dei due spettacoli in questione, assegna il premio a: L’Italia s’è desta.Un piccolo [falso] mistero italiano di Rosario Mastrota rappresentato dalla Compagnia Ragli di Roma e, ex aequo, a La strana storia del dottor Jekyll e Mister Hyde di Benoit Roland e Roberto Zamengo rappresentato dalla Compagnia Teatroimmagine di Salzano (VE) Le motivazioni. L’Italia s’è desta. Un piccolo (falso) mistero italiano Per aver scritto e messo in scena un testo che affronta un tema delicato senza retorica, con il risultato di rovesciare dei banali cliché e produrre un notevole impatto emotivo. L’eccellente interprete, Dalila Cozzolino, costruisce un personaggio coerente con se stesso dalla prima all’ultima battuta, fortemente caratterizzato eppure mai caricaturale, arricchito da una spiazzante carica espressiva che l’attrice trasmette grazie a una mimica facciale e gestuale studiata nel dettaglio. La Cozzolino riesce, altresì, a soddisfare la volontà dell’autore-regista di condurre una narrazione semplice e ironica la quale, pur nella sua leggerezza, non distrae lo spettatore dalla denuncia sociale che pervade il testo (sull’emarginazione, prima che sulla malavita). Completano il quadro i pochi oggetti di scena pregni di significato, così come la scelta musicale assolutamente centrata. La strana storia del dottor Jekyll e Mister Hyde Per aver dato vita ad una messinscena precisa e brillante, sorprendente nei repentini cambi di ambiente, ideati da una sapiente regia e realizzati dalla grande versatilità degli attori, i quali padroneggiano una tecnica sopraffina e riempiono lo spazio scenico con disinvoltura ed eleganza. La scenografia richiama in maniera efficace e non banale l’ambientazione veneziana del romanzo inglese, evocando il colore opaco della nebbia come comune denominatore. Gli effetti sonori, prodotti dal vivo dagli attori stessi, impreziosiscono la scena, stupiscono e coinvolgono lo spettatore, come nella grande tradizione della Commedia dell’Arte, di cui la Compagnia è brillante testimone.
 
Graduatoria e Premio del pubblico
 
6°) Compagnia Gli amici di Jachy di Genova Questa immensa notte di Chloe Moss, regia di Paolo Pignero 7,56
5°) Teatro Instabile di Meano Terra di nessuno da Eraldo Baldini, regia di Sergio Bortolotti 7,85
4°) Compagnia La Terra Smossa di Gravina in Puglia Porta chiusa di Jean Paul Sartre, regia di Gianni Ricciardelli 7,90
3°) Compagnia TeatrOltre di Sciacca Sono le storie che fanno ancora paura ai mafiosi di Franco Bruno, regia di Franco Bruno 8,05
 
2°) Compagnia Ragli di Roma L’Italia s’è desta. Un piccolo (falso) mistero italiano di Rosario Mastrota, regia di Rosario Mastrota
9,23
si aggiudica il Premio del pubblico del IX Festival Nazionale di Teatro XS Città di Salerno, con il punteggio di 9,54, lo spettacolo
La strana storia del Dr. Jekyll e Mr. Hydedi Benoit Roland e Roberto Zamengo da Robert Louis Stevenson
Rappresentato dalla Compagnia Teatroimmagine di Salzano (VE)

Maria Serritiello

www.lapilli.eu

E’ calato il sipario sulla nona edizione del Festival Nazionale di Teatro XS città di Salerno

locandina teatro XS 2017
 
 

Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Il 23 aprile si è conclusa la nona edizione del Festival Nazionale di Teatro XS città di Salerno, organizzata dalla Compagnia dell’Eclissi. Un appuntamento fisso lungo nove anni, che vede triplicare l’interesse intorno alla kermesse che non manca di nulla, ad iniziare dalle compagnie partecipanti, la scelta dei testi, la passione, la messa in opera, sempre originale, il sacrificio, l’alto livello di bravura interpretativa, che scegliere il vincitore del premio è sempre difficile, per finire, come in tutte le feste che rispettano, al buffet finale, accomunando in un gioioso finale, organizzatori, spettatori ed attori. Sì, sulla nona edizione è calato il sipario, ma già si pensa alla prossima, che festeggerà il decennale con l’interessante formula, annunciata dallo stesso Presidente del Festival Vincenzo Tota, a partecipare saranno tutte le compagnie vincitrici delle passate edizioni e, più precisamente:
1) Il Teatro Impiria di Verona vincitrice con "Il ponte sugli oceani" e "Sognavamo di vivere nell'assoluto" (prima e seconda edizione).
2) Il Teatroimmagine di Venezia vincitrice con "I promessi sposi" (terza edizione).
3) I Cattivi di Cuore di Imperia vincitrici con "From Medea", "Le serve" e "Twentyone" (quarta, quinta e ottava edizione).
4) La Compagnia Ronzinante di Merate (Lecco) con "Aspettando Godot" (sesta edizione)
5) La Corte dei Folli di Fossano (Cuneo) con "Piccoli crimini coniugali" (settima edizione).
6)Teatro Immagine di Salzano (Venezia) La strana storia del Dr. Jekill & Mr.Hyde (nona edizione).
Sarà una vera festa a cui spettatori ed organizzatori, con certezza scaramantica, si augurano di ritrovarsi tutti quanti.
Da vero uomo di teatro, Vincenzo Tota ha presentato il resumé tecnico della rassegna infiorandolo di battute umoristiche appropriate ed intelligenti per cui la resistenza di quest'anno, perché di vera è propria resistenza si tratta, ribadisce il presidente, è stata possibile grazie
-ai 74 abbonati.  
-ai 100 spettatori non abbonati ma assidui.
-al club Salerno del Soroptimist International d'Italia. Il club affianca fin dalla prima edizione con convinzione, entusiasmo e larga partecipazione   ed è parte integrante del progetto con l'assegnazione del premio alla migliore interprete femminile.
-alla famiglia Pecoraro Scanio che, in memoria di Ileana Petretta Pecoraro Scanio a cui è dedicato il premio assegnato dalla Giuria dei giovani, sostiene tangibilmente la manifestazione.
-ai sostenitori "dal basso" di quest'anno:
Mariella Santorufo, Giancarlo Coppola, Carmine D'Auria e le famiglie Guglielmi e Reale di Lecce.
-all'Istituto Superiore statale Genovesi-Da Vinci ed, in particolare, al Dirigente Scolastico Nicola Annunziata, al Presidente del Consiglio d'Istituto Eduardo Scotti e a tutti quegli insegnanti che sono stati vicini all'iniziativa.
-alla UILT (Unione Italiana Libero Teatro sezione Campania) che supporta e che questa sera è rappresentata dal suo Presidente Orazio Picella.
A tutti un sentito ringraziamento.
“Ringrazio, ancora”, continua Vincenzo Tota, “il Comune di Salerno, i mezzi di comunicazione che hanno dato risalto alla manifestazione e in particolare il quotidiano la Città che ha pubblicato, di volta in volta, i pareri degli spettatori raccolti da Alfonsina Caputano.
-Ringrazio di cuore Dadago, Marisa Paladino e Maria Serritiello per le loro preziose, puntuali e significative recensioni, pubblicate dai Periodici di Informazione, Spettacolo e Cultura, Oltrecultura e Lapilli on line.
-Ringrazio lo scultore Don Qi che ha realizzato, con la solita genialità, i premi per i vincitori e tutti i componenti le Giurie, coordinate da Marcello Andria.
-Grazie al sempre disponibile Maurizio Mansi per le foto.
-Ringrazio l'Istituto Alberghiero Roberto Virtuoso e il suo Dirigente Scolastico Gianfranco Casaburi per la preparazione del tradizionale quanto gustoso buffet di fine serata.
-Un ringraziamento particolare ad Enzo D'Arco, autore, regista, attore e Responsabile della Cooperativa Culturale "La Cantina delle Arti" di Sala Consilina, nonché ideatore e Direttore artistico del Festival MonoDrama il cui vincitore partecipa di diritto al Festival XS portando in dote anche un contributo economico.  
-Ringrazio l'Ensemble musicale Malvarosa e l'ensemble vocale Blue Champagne per aver dato vita al progetto "La musica finanzia la prosa" che ci ha consentito, attraverso due straordinarie serate di musica, di raccogliere fondi per il il festival di quest'anno.
-Ringrazio Concita De Luca, nostro infaticabile addetto stampa e amabile conduttrice della serata.
Ringrazio Angela e Valeria, perfette padrone di casa e Carmine D'Auria per la sua insostituibile presenza.
Ringrazio, infine, le Compagnie, vere protagoniste di questa nona edizione del Festival XS.
 
Maria Serritiello
                                                            
 

All’Archivio Storico di Salerno il concerto di Enrico Vigorito per ricordare Sonia Nardiello

sonia
 

Fonte :www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

A Sonia Nardiello, funzionaria dell’Archivio di Stato di Salerno, anche quest’anno è stato dedicato il concerto di commemorazione, in occasione del suo cinquantaduesimo compleanno. La giovane Sonia, prima che la malattia interrompesse il suo percorso di vita, era un’assidua frequentatrice degli eventi musicali, tutti di ottima esecuzione, che si susseguono, grazie all’Associazione Culturale Cypraea di Salerno, Presidente Prof.ssa Giuseppina Gallozzi, essa stessa valente pianista di livello internazionale ed alla Provincia di Salerno che li promuove. La sua immagine proiettata su di uno schermo gigante, troneggiante la Sala Bilotti, una corbeille di bianchi fiori, depositato sul lungo tavolo dell’Archivio, stanno a significare che gli anni passano ma non attenuano il ricordo, anzi si vivifica, sì da raccogliere a testimonianza, un folto pubblico intorno all’indicibile dolore dei suoi familiari.
Ad Enrico Vigorito, giovane e talentuoso pianista di appena 23 anni, è toccato quest’anno, offrire il tocco magico delle sue mani, sui tasti bianchi e neri del pianoforte, colori che mai come questa volta indicano di per sé il nero del lutto ed il bianco della purezza giovanile.
L'interprete, è stato seguito nel suo percorso pianistico dall'Associazione Culturale Cypraea. Giovanissimo è stato inserito prima nelle rassegne dei talenti e poi nei concerti all'archivio numerose volte. Da evidenziare la vasta gamma di sfumature e di tocco sia in Liszt che in Debussy e la sicurezza di stampo orchestrale in Prokofiev. Ha inoltre dimostrato sicurezza tecnica e memoria consapevole dei brani, dovuta anche alla sua preparazione in composizione.
Questo il programma eseguito nella serata
Liszt - Im Rhein im schonen strome (Alla bella corrente del reno)
 
Liszt -  Légendes 
  • St. Francois d'Assise: La prédication aux oiseaux 
  • St. Francois de Paule: marchant sur les flots 
 
Prokofiev - Sarcasms op. 17
 
Debussy - Estampes 
  • Pagodes 
  • La soirée dans Grenade 
  • Jardins sous la pluie Il giovane musicista, già proiettato verso lusinghieri successi e non solo come interprete, ma anche come promettente compositore di musica per melomani dal palato finissimo, privilegia il repertorio menzionato esclusivamente classico, dove concilia in modo felice e piacevole tecnica prelibata e pregiata emozionalità personale, in modo da deliziare la folta ed esperta platea con i suoi passaggi dal fluido energetico. Nella breve intervista informale, seguita al concerto, il giovane musicista ha confermato la sua predilezione per una musica classica a tutto tondo e poco incline a contaminazioni pop o rock che, se gratifica orecchie incolte e facili alle tentazioni ammaliatrici di semplici melodie, non entusiasma i musicomani di più profonda e consolidata cultura musicale.
  1.  
  2. Ad Enrico Vigorito, pianista di pregio, meritevolmente, è stata consegnata la prima targa “Sonia Nardiello”, che da quest’anno verrà assegnata in suo ricordo
  3.   Maria Serritiello  
  4. www.lapilli.eu 

Al Palazzo Fruscione di Salerno la retrospettiva dell’artista folignate Antonietta Innocenti

innocenti
 
 

Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Il 21 aprile scorso, nella magica location del Palazzo Fruscione di Salerno, incantevole gemma architettonica, regalata alla città dalla civiltà longobarda, che tante traccia lascia di sé, intessute nel costrutto cittadino, si è inaugurata, un’affollata retrospettiva, spalmata sui tre piani della fabbrica, dell’artista folignate Antonietta Innocenti, classe 1937. Il vernissage già di per sé eccezionale, è stato nobilitato dalla presenza del famoso critico d'arte Philippe Daverio, le cui profondità critiche ed analitiche, oltre che quelle comunicazionali, si affacciano dagli schermi televisivi nazionali ed internazionali. La mostra, una retrospettiva di ampio e notevole contributo di opere, se ne contano oltre 250, consente di fruire ed ammirare il percorso artistico personale della pittrice, ma anche di scorgere in esso il riflesso degli influssi del processo pittorico italiano europeo e mondiale, che via, via ha lasciato e caratterizzato sulla sua vasta produzione. Si parte dai segni lasciati da Mimmo Rotella a quelli di Felice Casorati, da Renato Guttuso a Tamara de Lempicka, dal fauvismo all'astrattismo, per approdare là dove la grande facilità di mano la portava, cioè alla scenografia e al realismo interpretativo della condizione umana, della donna in particolare, un tema ossessivamente monotematico. Ed in tal senso il palazzo Fruscione, con i suoi vari piani in altezza, ben si presta alla lettura cronologica dei vari periodi artistici che l’hanno caratterizzato. Dopo i cerimoniosi saluti di Rita Rocconi, organizzatrice del progetto espositivo, della Vice Sindaco Eva Avossa, in rappresentanza del Comune di Salerno, della Presidentessa del Club Soroptimist International, sezione di Salerno e della Presidentessa dell' Ordine degli Architetti di Salerno, conoscendo la naturale ritrosia dell'artista, ha preso la parola Philippe Daverio che ha preso spunto dalla condizione di unico maschio, tra le quattro donne sedute alla presidenza del tavolo, incantando il pubblico, nel rivendicare al gentil sesso la capacità di fare arte, oltre alle tante mansioni che il maschio le ha rifilato strada facendo. Esse impastando e manipolando, quasi senza pennello, tanto caro e metaforico strumento, per l'artista maschio, le materie prime e non solo quelle essenziali e fisiologiche, quoad vitam, ma anche quelle più propriamente pittoriche, divenute un lusso per i molteplici impegni donneschi, sono riuscite a farsi valere comunque. Antonietta Innocenti ne rappresenta uno spaccato e ne incarna un esempio forte e significativo. Momento emozionante della manifestazione, vuoi perché imprevisto, vuoi perché autentico e sincero, è stato l’omaggio floreale all’artista, da parte della nipotina, che all’ultimo momento, per la ritrosia capricciosa dei più piccoli, si è vergognata di consegnarglielo. Ha provveduto con tempismo e amorevolezza, sua madre, flessuosa e filiforme figura, che non ha lesinato alla genitrice, l’artista, un affettuosa testimonianza di amore filiale, inviandole con le dita affusolate un bacio dolce e gentile, al quale l’artista ha reagito con commozione fino alle lacrime.
Il percorso artistico dell’Innocenti in esposizione, viene ad iniziarsi negli anni ’60, con i manifesti per il cinema, locandine che pubblicizzavano i film del locale del padre a Foligno, per proseguire in quelli successivi, ’70, ’80, ’90, con disegni in bianco e nero, con la ceramica, con gli acquarelli, con disegni umoristici e con bozzetti di vetrate. Un’opera omnia e completa, la sua, tanto da non risparmiare del suo umorismo e della sua ironia graffiante, la classe borghese, presa sotto tiro. Umorismo, che le valse il primo premio al Concorso Nazionale dell’Umorismo. Negli anni ‘2000, l’artista continua la sua produzione e fa il punto sulla donna, per altro da sempre vista dalla storia dell’arte: angelo, madonna, femme fatale, incantatrice, madre, mentre le sue sono donne sensuali, eleganti, misteriose, fragili eppure sicure di sé, dolci ma mai ingenue. Alla domanda se le fosse pesato allontanarsi progressivamente dal colore, per privilegiare la mano felice nel disegno, con onestà e coraggio, ha confessato che il colore è stato per lei sempre un problema fastidioso.
La mostra è stata promossa dal Comune di Salerno in collaborazione con il Club Soroptimist International Salerno, con il Patrocinio dell’Ordine degli Architetti e della Provincia di Salerno ed il sostegno dell’azienda Elève
 
E’ visitabile fino al 14 Maggio
 
Maria Serritiello
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Elena o il sogno del doppio” di Euripide presentato al Circolo Canottieri di Salerno

elena
Fonte :www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Lo scorso Mercoledì Santo, quando la scuola ha già fatto il bagaglio per le sospirate vacanze pasquali, al Circolo Canottieri Irno, un’ex scolaresca del Liceo classico De Sanctis, appassionata di teatro antico, per averlo più volte interpretato, negli anni passati, sotto la sapiente regia della Prof.ssa Anna Rotunno, ha portato in scena: “Elena o il sogno del doppio”. Opportunamente, dato il valore della rappresentazione, il gruppo è stato invitato ad esibirsi, dinanzi ad un folto pubblico, dalla Presidente del Parco Schelgaita, Clotilde Baccari Cioffi.
La tragedia scritta da Euripide ha una trama che vuole riabilitare l’onorabilità di Elena, persa definitivamente nell’Iliade di Omero, per cui Paride, a Troia avrebbe condotto un “eidolon”, plasmato dagli dei, al posto della donna più bella del mondo. Trascorsi i dieci anni di guerra e Troia finalmente espugnata, Menelao riprende sua moglie, ovvero quella che crede fosse la sua donna e alza le vele per Sparta. Trascorrono sette anni di spericolate peregrinazioni, senza arrivare a destinazione, anzi Menelao naufraga sulle coste dell’Egitto. Qui 17 anni prima, Ermete aveva trasportato in volo e messa sotto protezione di Proteo la vera Elena, che non ha perso mai la speranza di dimostrare la sua innocenza. I due s’incontrano, alfine, ma non è facile ricongiungersi definitivamente, uno perché Menelao sa di aver lasciato l’altra Elena, l’eidolon, in una grotta e solo la venuta del nunzio ristabilirà la verità, due, il nuovo re dell’Egitto, Teoclimeno intende sposare la bella spartana. Per avere un finale rassicurante, non in linea con quelli tragici, Euripide fa ricorso al deus ex machina, i Dioscuri che assicureranno il successo in questo del piano di fuga degli sposi ricongiunti. Il loro intervento capovolgerà il finale tragico della tragedia antica in commedia, annunciando quella che si chiamerà “commedia nuova” anche se conserverà l’impianto classico. La struttura della tragedia euripidea, infatti, è molto più punteggiata e ricca di novità rispetto al passato, soprattutto nelle tragedie più tarde, e per la progressiva svalutazione del ruolo drammatico del coro. Anche lo stile della ricerca euripidea rompe con la tradizione, mediante l'alternanza delle modalità narrative.
Il libero adattamento del dramma euripideo è stato realizzato dalla bravissima Prof.ssa Anna Rotunno, e, come lei stessa ci dice, ha aggiunto molto opportunamente gli sconfinamenti del comico, facendo passare tutta la vicenda come un'invenzione di Elena, che per sfuggire ai sensi di colpa si abbandona al sogno del doppio, rifacendosi così la pura facciata della fedeltà coniugale. Nello sdoppiamento si possono cogliere tutte le battute sfacciate lanciate contro la bella Elena dal coro delle “comari”, le uniche ad essere esterne al sogno e per questo consapevoli della realtà. Elena, infine, ritrovando se stessa, si allontanerà dai vuoti fantocci della sua immaginazione.
Un team bene affiatato di giovani, provvisti di sana passione per l’arte ed encomiabili per essere degli ex: Francesca Credentini (Elena), Davide Giudice (Menelao), Carmine Nastri (Teucro), Nunzio Brancaccio (Teoclimeno), Chiara Salzano (Teonoe), Rocco di Muro (Messaggero), Francesco Paolo Volpe (Messaggero Rap), Gaia Rocco (Vecchia Comare), Andrea Bonfrisco (Eco, Alfabeta, Comare) Benedetta Moresca, Marta Genovese (Scenografia), Davide Caravano (Aiuto Regia). I ragazzi hanno saputo ben caratterizzare i vari personaggi, tutti bravissimi nel recitare e nel ricordare il copione, che in più punti ha molto divertito per l’inserimento di battute attuali. Che dire, poi, del testo e della regia della Prof.ssa Anna Rotunno, per altro nota per il suo rigore stilistico tutto classico in cui emergono, sfortunatamente per noi in modo raro, perle di leggiadria comico-satirico-umoristico, impensabili e godibilissime. Una lettura apparentemente superficiale consente all'autrice di operare traslati situazionali moderni, contemporanei, realistici, mettendo in atto così una pièce teatrale leggera, piacevole, allegra ma non per questo meno aderente al testo originale e perfettamente in linea con la realtà odierna. Bella l’atmosfera creatasi tra i giovani che interamente l’hanno trasferita al pubblico, divertito da tanta ingenua giovialità e splendida leggerezza. Curati i costumi, sebbene siano usciti solamente dall’abilità creativa dei giovani e non da designer. Buona la scelta delle musiche a far da sottofondo: Renee Aubry (Lungomare , Salento), Requiem di Berio.
Maria Serritiello

“La strana storia del dottor Jekyll e Mr Hyde” ultimo lavoro in gara al Festival Teatro XS di Salerno.


dottor jekill

Fonte: www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Ultimo spettacolo, il sesto in gara, al Festival Teatro XS di Salerno, con il titolo “La strana storia del dottor Jekyll e Mr Hyde” è stata una divertente storia, tratta dal famoso libro dell’800, dal titolo originale: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, dello scrittore scozzese R.L. Stevenson, rielaborata dal regista Benoit Roland e portato in scena dalla Compagnia Teatroimmagine di Salzano (Ve).
La scelta del pezzo ce la motiva lo stesso regista che, nel rileggere il noto libro, si è lasciato avvolgere dall’atmosfera nebbiosa di Londra, tanto da sentirne il rumori dei passi lungo il Tamigi, l’acqua scorrere e le ombre muoversi nell’oscurità. Il clima inglese del romanzo ha tante affinità con quello veneziano, perfetto per trasferire i personaggi nella città italiana, così particolare e così adatta a prestarsi ad usare la Commedia dell’Arte. Una chiave di lettura inusuale, per la trama in sé, data dal regista, e per come si muovono i quattro interpreti, avendo posto l’accento sull’ antinomia e sull’opposto che è in loro, piuttosto che sul perverso. Così i quattro attori sono di volta in volta il D.R. Jacopo e Miss Heidy (Ruggero Fiorese), Pantalone, Fontego servo del dottore (Roberto Zamengo), Lucilla figlia di Pantalone , Teodolinda governante del dottore (Claudia Leonardi), Ottone figlio del dottore, Tellurio (Daniele Baron Toaldo) e in un’ora e mezza di rappresentazione si muovono in maniera giocosa come solo la commedia dell’arte e le sue maschere possono fare, il resto lo aggiunge il recitato gustosamente dialettale.
Il D.R Jacopo ha un figlio di nome Ottone, che umilia ogni volta che può. Lo ritiene un buono a nulla e lo mantiene in un vero stato di soggezione a cui Ottone non sa sottrarsi, in verità lo fa solo quando diventa il feroce Tellurio. Il dottor Jacopo è convinto di avere inventato una pozione, quasi magica, una panacea per tutti i mali, la “ Jacopina” di cui si vanta. Ed ecco che il romanzo dello scrittore scozzese diventa solo uno spunto, per imbastire, in una Venezia dei nostri tempi, una rivisitazione delle antinomie che ognuno di noi si porta dentro e delle quali solo raramente e in modo talvolta, molto occasionale, si riesce ad averne piena consapevolezza. Prendono corpo sulla scena, i doppi e cioè il dottore e la sua alter ego, Miss Heidy, Balanzone e il servo Fontego, la fidanzata Lucilla e la paciosa Teodolinda, il geniale Ottone ed il mascalzone Tellurio. Il primo, il D.R. Jacopo, tutto, boria e cieca presunzione, che non si risparmia di gettare rancore in faccia al figlio Ottone, si scopre che lo fa per allontanare da sé, la sua femminilità ingenua e repressa, ma tanto ben espressa da miss Haidi e preannunciata dalla notizia scandalosa del giornale lagunare, del Cristo in chiesa, vestito da donna. La genialità di Ottone, invece, sempre repressa, non trova di meglio che trasformarsi in violenza per veder affermata la sua personalità, mentre il carattere forte, deciso e liberale di Lucilla si riduce nell’osservante serva paciosa, Teodolinda. Tanto furbo e scaltro Pantalone per mutarsi, nel suo doppio, remissivo, tonto e sciocco servitore Fontego. Con i ruoli ben precisi e il viso ricoperto da maschere solide ed anche espressive, nella loro fissità, tutte le coppie provano a parlare dei difetti della società che li circonda e delle problematiche eterne e fastidiose che animano l’esistenza. Ognuno dopo aver scoperto il proprio doppio e averci fatto i conti, si ritrovano nel finale che giunge chiarificatore e risolutivo, mettendo d’accordo tutte le parti, tanto da goderne la felice conclusione.
La piacevolezza dello spettacolo è l’aver spolverato il genere Commedia dell’Arte, un tipo di rappresentazione nato in Italia nel XVI secolo e rimasto popolare fino alla metà del XVIII secolo, anni della riforma goldoniana della commedia. Le rappresentazioni non erano basate su testi scritti ma dei canovacci, detti anche scenari, che inizialmente erano tenute all'aperto, con una scenografia fatta di pochi oggetti. Le compagnie erano composte da dieci persone: otto uomini e due donne e all’estero era conosciuta come "Commedia italiana”. La commedia dell’arte si trasforma con Goldoni in vero e proprio teatro con la dignità dei testi scritti ed anche l’uso del dialetto. Fino agli anni ‘60 e parte dei ’70, famose erano le compagnie dialettali che non avevano nulla di popolare, per avere nei capi comici attori di elevata bravura e noti per le loro eccellenti interpretazioni nel mondo: Cesco Baseggio, Gilberto Govi, Checco Durante, Turi Ferro, per non parlare dei fratelli De Filippo
Un fondale iperrealistico del ponte di Rialto e quattro pannelli, con lo stesso stile, rimandano ad altri luoghi tipici di Venezia, uno sgabello bianco, a piramide tronca, che cede il posto, nel secondo atto, ad una panca più lunga, anch’ essa bianca e a base rettangolare. La scenografia semplice e funzionale per i tanti colpi di scena, contrasta molto bene con gli abiti e le maschere proprie di Venezia, così come le musiche iniziali riproducono verosimilmente quelli della città lagunare. Tutti gli attori: Ruggero Fiorese, Roberto Zamengo, Claudia Leonardi hanno caratterizzato bene i personaggi e a loro va il plauso convinto di tutti, ma a Daniele Baron Toaldo, che ha personalizzato, in maniera eccellente, sia il personaggio di Ottone che quello di Tellurio, dando a quest’ultimo, anche la voce in un friulano strettissimo ed incomprensibile, un meritato “bravissimo” Assolutamente interessante la regia di Benoit Roland, Mel Brooks si fa sentire, per aver dato allo spettacolo un suo delicato equilibrio, mai volgare, con intervalli inattesi di canto corale, accennati passi di danza e leggere pantomime.
Hanno collaborato: Lara Tonello (assistente alla regia), Matteo Destro (pantomime), Paolo Coin (musiche), Antonia Munaretti (costumi), Lorenzo Riello e Francesco Bertolini (Luci) Ilenia Pellizzaro (ideazione scenografica), PalcoBase e Paolo Librato (realizzazione scenografica), Chiara Andreetta (grafica).
Maria Serritiello