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giovedì 13 ottobre 2016

Studente morto in un incidente Il liceo statale Regina Margherita di Salerno gli ha intitolato il laboratorio di fisica


Fonte: Il Mattino.it
di Vita Salerno

 Il liceo statale Regina Margherita di Salerno ha intitolato il laboratorio di fisica a Gerardo Farella, che nel luglio del 2015, appena diplomato, morì in un incidente d’auto insieme al suo amico Simone Rocco. Ieri mattina alle 10 la cerimonia. Presenti la preside, i compagni di classe, i professori, alcuni studenti dell’ultimo anno, il parroco che lo conosceva, la mamma ed il papà di Gerardo ed anche i genitori di Simone. Discorsi, ricordi, poi è stata scoperta la targa di dedica, con su una frase di Isabel Allende: «Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo». Sinceramente commossa la preside Virginia Loddo: «Un momento di raccoglimento nel quale io per prima ho espresso l’orgoglio di aver avuto Gerardo nella nostra scuola, ricordando che ha rappresentato una delle eccellenze del nostro istituto. Un ottimo studente ed un ragazzo perbene, forte dei valori trasmessi dalla famiglia e consolidati nella scuola. Gerardo rappresenta per tutti i nostri ragazzi un esempio da percorrere». Il sentito ringraziamento dei genitori di Gerardo si accompagna ad un desiderio: «La scelta di intitolargli il laboratorio di fisica, materia che amava molto, significa tanto per noi - spiega  Angelo Farella, il papà - Vorrei riuscire a creare una fondazione che dia borse di studio per i ragazzi che scelgono materie scientifiche».
 
 

Addio Dario Fo, Premio Nobel della letteratura. Innovatore e uomo libero, dal teatro alla politica



Fonte: -Il fatto Quotidiano
            - Wikipedia
 
L'artista e intellettuale si è spento all'ospedale Sacco di Milano dove era ricoverato da circa due settimane. Nelle ultime ore i familiari erano stati avvisati dell'aggravarsi delle condizioni di salute. Renzi: "L'Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese". I parlamentari M5s: "Compagno di viaggio e punto di riferimento del Movimento"
 
Il primo a commentare è stato il presidente del Consiglio Matteo Renzi, da sempre al centro dei suoi attacchi satirici: “L’Italia”, ha detto il premier, “perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese. La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l’eredità di un grande italiano nel mondo. Ai suoi familiari il cordoglio mio personale e del governo italiano”. Commossi i parlamentari M5s che in una nota hanno salutato “la guida morale del Movimento” (così lo ha definito su Twitter la deputata grillina Carla Ruocco): “La morte di Dario Fo”, si legge nella nota, “priva il Paese di una grande voce critica, una guida civile e spirituale. Ma priva pure il M5s di un punto di riferimento fondamentale, un compagno di viaggio allegro, geniale e profondo. Esprimiamo il nostro cordoglio più sentito per la scomparsa del premio Nobel e la nostra vicinanza al figlio Jacopo e a tutti coloro che, come noi, volevano tanto bene al grande maestro”. Così anche il sindaco di Milano Beppe Sala: “E’ stato uno dei migliori interpreti della storia del nostro tempo. Milano non dimenticherà i suoi insegnamenti. La scomparsa di Dario Fo ci colpisce nel profondo. Perdiamo uno dei più grandi rappresentanti della letteratura, del teatro e della cultura milanese e italiana”.
 
 
 Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi. »
(Motivazione del Premio Nobel per la letteratura 1997)
 
Dario Fo (Sangiano, 24 marzo 1926Milano, 13 ottobre 2016[1]) è stato un drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo e attivista italiano.
Firma
Vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1997 (già candidato nel 1975.I suoi lavori teatrali fanno uso degli stilemi comici propri della Commedia dell'arte italiana e sono rappresentati con successo in tutto il mondo. In quanto attore, regista, scrittore, scenografo, costumista e impresario della sua stessa compagnia, Fo è uomo di teatro a tutto tondo.
È famoso per i suoi testi teatrali di satira politica e sociale e per l'impegno politico di sinistra. Con la moglie Franca Rame fu tra gli esponenti del Soccorso Rosso Militante.

 

 

 
 

giovedì 6 ottobre 2016

Con i Blue Champagne inizia l’anno sociale del Caffè dell’Artista di Salerno




Fonte: www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Il 3 ottobre scorso, presso la prestigiosa “Sala Moka”, sita nel centro della città, in Corso Vittorio Emanuele 104 di Salerno, si è inaugurato l’anno sociale, 2016/2017, del “Caffè dell’Artista”, associazione culturale aderente all’U.N.I.A.C. Il Caffè dell’Artista è uno dei maggiori contesti culturali della città, per la mole d’incontri svolti nei vent’anni di attività, e proprio quest’anno ne ricorre il ventennale. In un giorno del 1996 e precisamente il 23 luglio, Florinda Battiloro, Maria Luisa Bergamasco, Anna Cipriani, Lucio Ronca, Edda D'Acunto, Rosetta Fruttu, Anella Vitolo, sentirono l’esigenza di vivere un’esperienza artistica- letteraria, di frequentarla, di produrla e di sperimentarla assieme a tante altre persone che con loro condividessero tale desiderio. Per nome fu scelto quello che ricordava gli antichi Caffè letterari, dove ad incontrarsi furono poeti, pittori, filosofi, artisti di ogni genere per parlare d'arte, e non solo.
Così, da quel giorno, ogni settimana, precisamente il lunedì, da ottobre a giugno, al Caffè dell’Artista si è parlato e si parla di letteratura, poesia, musica, arte, filosofia, religione, neuroscienza ed attualità sociale. Un bell’impegno a mantenere il tempo degli incontri, ma il pubblico è sempre tanto interessato da rendere lieve l’organizzazione del tutto.
A rallegrare l’incontro della prima serata ci hanno pensato loro i “Blue Champagne” una simpatica ensemble vocale, che ha per repertorio i successi del “Quartetto Cetra”.  “Quando nel mio jukebox c’è un disco dei Platters” cantano Giampiero Pierro, Marida Niceforo, Andrea Iannone, Marco De Simone, Edoardo Attanasio ed ecco venirci incontro i tanti altri successi del famoso quartetto degli anni ‘40 di Felice Chiusano, Lucia Mannucci, Tata Giacobetti e Virgilio Savona. I testi di molte canzoni, cantate dalle Blue Champagne, sono ironici ma sempre garbati, mai fuori dalle righe e impiantati su di una vocale polifonica, finemente arrangiata. Le voci sincroniche, nei vari toni, rendono un buon effetto ed il risultato finale è ottimo. A volte le canzoni si prestano anche ad un accenno di teatralità che le Blue Champagne non si lasciano sfuggire come ad esempio nel brano “Sola me ne vo per la città”, innestata con l’arrangiamento di fondo del famoso brano di Paolo Conte “It’s wonderful”, sicché il ripetere< via, via> diventa un contro canto divertente. Le canzoni si susseguono < <Aveva un bavero Il Visconte di Castelfombrone, Un disco dei Platters, Che centrattacco!!!, Nella vecchia fattoria, Vecchia America, Un bacio a mezzanotte, Concertino, I ricordi della sera>>per citarne alcune e un'Italia in bianco e nero si materializza nella sala, vecchi ricordi e colonna sonora di tante sere trascorse ad ascoltare la radio, prima e successivamente a guardare tutt’insieme la tv, l’unico canale. La vita era semplice allora, solo l’essenziale, il superfluo si sognava ad occhi aperti. E sguardi sognanti si sono visti in sala, nostalgia di un tempo giovanile, aiutata dal canto dei bravi interpreti, le cui voci, limpide è modulate, ricreano nell’ascoltarle.
La loro formazione, per tracciarne in breve la storia, prende corpo da un sogno nel cassetto di due persone, che un giorno s'incontrano e scoprono di essere accomunate dalla stessa passione: la musica di un genere, nobile qual si voglia, ma desueta. Volerla far rivivere, anche come memoria di costume presso i giovani che tutto consumano senza conservarne traccia, fu tutt’uno e nel maggio del 2013, danno vita ai Blue Champagne. La scelta dello stile propende per un accompagnamento strumentale acustico, con chitarra e pianoforte, e una sezione vocale polifonica.  Oltre ai brani dei Cetra, il repertorio ingloba pezzi dello swing americano ed italiano degli anni ‘40-‘50 e tutti gli arrangiamenti sono curati dagli stessi componenti del gruppo. Nel finale e dopo aver allietato il pubblico per ben due ore, i Blue Champagne si congedono con un motivo di Perry Como, cantante melodioso americano e “Caterina”, questo il titolo del brano, arrangiata dal gruppo, è diventata frizzante, divertente e perfino trascinante, così come conviene in un finale allegro.
 
 Maria Serritiello
 


 

Irno Etno Folk Festival

 


           Percorsi naturalistici e Tanta bella musica







lunedì 3 ottobre 2016

Il Teatro In-Stabile di Salerno presenta "La cantatrice calva"l



Presso il Teatro In- Stabile
IC San Tommaso D'Aquino
Via Nicola Buonservizi 21 (Fratte) Salerno
Sabato 29 Ottobre 2016
alle ore 21,00
Domenica 30 Ottobre
alle ore 19,00


                     La Cantatrice Calva
                        di Eugenio  Ionesco

                 Regia di  Emanuela Tondini

"Questa maledetta vita" di Raffaele Urraro









Fonte:  Invito- evento

Domenica 9 ottobre 2016
alle ore 10,00
presso Villa delle Ginestre
di Torre del Geco


                                                         Raffaele Urraro

                                "   Questa Maledetta Vita"

                                       Olschki     Editore


Cura l'incontro: Prof.re Armando Maglione 

Raffaele Urraro

Raffaele Urraro è nato a San Giuseppe Vesuviano dove tuttora vive e opera. Dopo aver insegnato italiano e latino nei Licei, ora si dedica esclusivamente al lavoro letterario. Giornalista pubblicista, collabora come redattore alla rivista di letteratura e arte «Secondo Tempo» diretta da Alessandro Carandente, ma suoi interventi critici, con saggi e recensioni, sono presenti anche su molte altre riviste. Ha pubblicato numerose raccolte di poesie, saggi di poetologia e di critica letteraria, ha condotto varie ricerche nel campo della cultura popolare vesuviana e, relativamente alla letteratura latina, insieme a Giuseppe Casillo ha prodotto varie collane di classici e una storia della letteratura. Presso l’editore Olschki ha pubblicato, nel 2008, Giacomo Leopardi: le donne, gli amori.


 
 
 
 
 
 
 




La Madonna delle Grazie di Piazza Portanova




A  questa  capellina tengo molto. Da bambina ci passavo con la mamma, ogni volta che c'incamminavamo per Via Mercanti. Il ricordo, però,  più vivo,  è legato alla pratica pasquale dei sepolcri. Il giorno dopo del giovedì, il Venerdì Santo, io e la mamma facevamo l'ultimo sepolcro sempre là. La cappellina era inondata di profumo di viole, la viola ciocca, di colore bianco e violaceo, che fiorisce proprio in questo periodo. Il sepolcro era preparato, con tantissime piantine di grano,  dinanzi ad una bellissima deposizione pittorica, conservata al di sotto della Cappella, appena scesi due gradini. Il sole filtrava una lama di luce nell'oscurità del luogo, mentre sostavamo in preghiera, poi la luminosità piena del giorno di Piazza Portanova ci portava altrove. Ancora oggi, quando sono di passaggio, sempre mi fermo, per invocare l'aiuto divino, ma anche per ritrovare me bambina dinanzi al bel dipinto e ricordare spaccati di vita, trascorsi con la mia dolce mamma
Maria Serritiello


Fonte: SalernoToday
di Francesco Bove

Salerno: il miracolo della Madonna delle Grazie in piazza Portanova
Nel 1895 un miracolo salvò il quadro della Madonna delle Grazie che fu commissionato, nel '700, da alcuni cittadini salernitani per alleviare le pene dei condannati a morte.
 
A molti salernitani è ben nota la cappellina della Madonna delle Grazie che si trova in piazza Portanova, all'ingresso del centro storico di Salerno. Ma non da tutti è conosciuto l'evento miracoloso che ha salvato il quadro della Madonna nel 1895. Il dipinto ad olio presente nella cappella, infatti, era stato commissionato, nel '700, da alcuni cittadini per dare conforto ai condannati a morte che si recavano al patibolo sito proprio in piazza Portanova. Nel 1895, però, i proprietari del palazzo, vedendo il dipinto rovinato dal tempo, decisero di far costruire un muro di fronte l'immagine sacra per adibire quello spazio a  deposito. Secondo quanto si legge in una copia conforme di un documento, redatto in quell'occasione da Andrea Conforti, curato della parrocchia di Sant'Agostino, quando già i muratori avevano iniziato a costruire il muretto che avrebbe coperto la vista della Madonna ai salernitani, il quadro da quasi nero che era diventato negli anni, iniziò a schiarirsi fino a diventare completamente bianco. Inizialmente si pensò ad un atto vandalico, ma anche a seguito di tentativi di lavaggio del quadro il colore bianco non veniva via. Molti salernitani, quindi, iniziarono a gridare al miracolo affollando, in poco tempo, la piazza tanto da far intervenire i carabinieri per controllare la folla.
Salerno: il miracolo della Madonna delle Grazie in piazza Portanova
La porzione di muro costruita venne prontamente abbattuta e vennero accese candele e lumi sotto il quadro, ormai bianco, della Madonna delle Grazie. Solo in serata, quando gran parte della folla si era dispersa ed erano rimasti solo alcuni fedeli ed i carabinieri, il quadro tornò all'originale splendore
 
 


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