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giovedì 6 ottobre 2016

Con i Blue Champagne inizia l’anno sociale del Caffè dell’Artista di Salerno




Fonte: www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Il 3 ottobre scorso, presso la prestigiosa “Sala Moka”, sita nel centro della città, in Corso Vittorio Emanuele 104 di Salerno, si è inaugurato l’anno sociale, 2016/2017, del “Caffè dell’Artista”, associazione culturale aderente all’U.N.I.A.C. Il Caffè dell’Artista è uno dei maggiori contesti culturali della città, per la mole d’incontri svolti nei vent’anni di attività, e proprio quest’anno ne ricorre il ventennale. In un giorno del 1996 e precisamente il 23 luglio, Florinda Battiloro, Maria Luisa Bergamasco, Anna Cipriani, Lucio Ronca, Edda D'Acunto, Rosetta Fruttu, Anella Vitolo, sentirono l’esigenza di vivere un’esperienza artistica- letteraria, di frequentarla, di produrla e di sperimentarla assieme a tante altre persone che con loro condividessero tale desiderio. Per nome fu scelto quello che ricordava gli antichi Caffè letterari, dove ad incontrarsi furono poeti, pittori, filosofi, artisti di ogni genere per parlare d'arte, e non solo.
Così, da quel giorno, ogni settimana, precisamente il lunedì, da ottobre a giugno, al Caffè dell’Artista si è parlato e si parla di letteratura, poesia, musica, arte, filosofia, religione, neuroscienza ed attualità sociale. Un bell’impegno a mantenere il tempo degli incontri, ma il pubblico è sempre tanto interessato da rendere lieve l’organizzazione del tutto.
A rallegrare l’incontro della prima serata ci hanno pensato loro i “Blue Champagne” una simpatica ensemble vocale, che ha per repertorio i successi del “Quartetto Cetra”.  “Quando nel mio jukebox c’è un disco dei Platters” cantano Giampiero Pierro, Marida Niceforo, Andrea Iannone, Marco De Simone, Edoardo Attanasio ed ecco venirci incontro i tanti altri successi del famoso quartetto degli anni ‘40 di Felice Chiusano, Lucia Mannucci, Tata Giacobetti e Virgilio Savona. I testi di molte canzoni, cantate dalle Blue Champagne, sono ironici ma sempre garbati, mai fuori dalle righe e impiantati su di una vocale polifonica, finemente arrangiata. Le voci sincroniche, nei vari toni, rendono un buon effetto ed il risultato finale è ottimo. A volte le canzoni si prestano anche ad un accenno di teatralità che le Blue Champagne non si lasciano sfuggire come ad esempio nel brano “Sola me ne vo per la città”, innestata con l’arrangiamento di fondo del famoso brano di Paolo Conte “It’s wonderful”, sicché il ripetere< via, via> diventa un contro canto divertente. Le canzoni si susseguono < <Aveva un bavero Il Visconte di Castelfombrone, Un disco dei Platters, Che centrattacco!!!, Nella vecchia fattoria, Vecchia America, Un bacio a mezzanotte, Concertino, I ricordi della sera>>per citarne alcune e un'Italia in bianco e nero si materializza nella sala, vecchi ricordi e colonna sonora di tante sere trascorse ad ascoltare la radio, prima e successivamente a guardare tutt’insieme la tv, l’unico canale. La vita era semplice allora, solo l’essenziale, il superfluo si sognava ad occhi aperti. E sguardi sognanti si sono visti in sala, nostalgia di un tempo giovanile, aiutata dal canto dei bravi interpreti, le cui voci, limpide è modulate, ricreano nell’ascoltarle.
La loro formazione, per tracciarne in breve la storia, prende corpo da un sogno nel cassetto di due persone, che un giorno s'incontrano e scoprono di essere accomunate dalla stessa passione: la musica di un genere, nobile qual si voglia, ma desueta. Volerla far rivivere, anche come memoria di costume presso i giovani che tutto consumano senza conservarne traccia, fu tutt’uno e nel maggio del 2013, danno vita ai Blue Champagne. La scelta dello stile propende per un accompagnamento strumentale acustico, con chitarra e pianoforte, e una sezione vocale polifonica.  Oltre ai brani dei Cetra, il repertorio ingloba pezzi dello swing americano ed italiano degli anni ‘40-‘50 e tutti gli arrangiamenti sono curati dagli stessi componenti del gruppo. Nel finale e dopo aver allietato il pubblico per ben due ore, i Blue Champagne si congedono con un motivo di Perry Como, cantante melodioso americano e “Caterina”, questo il titolo del brano, arrangiata dal gruppo, è diventata frizzante, divertente e perfino trascinante, così come conviene in un finale allegro.
 
 Maria Serritiello
 


 

Irno Etno Folk Festival

 


           Percorsi naturalistici e Tanta bella musica







lunedì 3 ottobre 2016

Il Teatro In-Stabile di Salerno presenta "La cantatrice calva"l



Presso il Teatro In- Stabile
IC San Tommaso D'Aquino
Via Nicola Buonservizi 21 (Fratte) Salerno
Sabato 29 Ottobre 2016
alle ore 21,00
Domenica 30 Ottobre
alle ore 19,00


                     La Cantatrice Calva
                        di Eugenio  Ionesco

                 Regia di  Emanuela Tondini

"Questa maledetta vita" di Raffaele Urraro









Fonte:  Invito- evento

Domenica 9 ottobre 2016
alle ore 10,00
presso Villa delle Ginestre
di Torre del Geco


                                                         Raffaele Urraro

                                "   Questa Maledetta Vita"

                                       Olschki     Editore


Cura l'incontro: Prof.re Armando Maglione 

Raffaele Urraro

Raffaele Urraro è nato a San Giuseppe Vesuviano dove tuttora vive e opera. Dopo aver insegnato italiano e latino nei Licei, ora si dedica esclusivamente al lavoro letterario. Giornalista pubblicista, collabora come redattore alla rivista di letteratura e arte «Secondo Tempo» diretta da Alessandro Carandente, ma suoi interventi critici, con saggi e recensioni, sono presenti anche su molte altre riviste. Ha pubblicato numerose raccolte di poesie, saggi di poetologia e di critica letteraria, ha condotto varie ricerche nel campo della cultura popolare vesuviana e, relativamente alla letteratura latina, insieme a Giuseppe Casillo ha prodotto varie collane di classici e una storia della letteratura. Presso l’editore Olschki ha pubblicato, nel 2008, Giacomo Leopardi: le donne, gli amori.


 
 
 
 
 
 
 




La Madonna delle Grazie di Piazza Portanova




A  questa  capellina tengo molto. Da bambina ci passavo con la mamma, ogni volta che c'incamminavamo per Via Mercanti. Il ricordo, però,  più vivo,  è legato alla pratica pasquale dei sepolcri. Il giorno dopo del giovedì, il Venerdì Santo, io e la mamma facevamo l'ultimo sepolcro sempre là. La cappellina era inondata di profumo di viole, la viola ciocca, di colore bianco e violaceo, che fiorisce proprio in questo periodo. Il sepolcro era preparato, con tantissime piantine di grano,  dinanzi ad una bellissima deposizione pittorica, conservata al di sotto della Cappella, appena scesi due gradini. Il sole filtrava una lama di luce nell'oscurità del luogo, mentre sostavamo in preghiera, poi la luminosità piena del giorno di Piazza Portanova ci portava altrove. Ancora oggi, quando sono di passaggio, sempre mi fermo, per invocare l'aiuto divino, ma anche per ritrovare me bambina dinanzi al bel dipinto e ricordare spaccati di vita, trascorsi con la mia dolce mamma
Maria Serritiello


Fonte: SalernoToday
di Francesco Bove

Salerno: il miracolo della Madonna delle Grazie in piazza Portanova
Nel 1895 un miracolo salvò il quadro della Madonna delle Grazie che fu commissionato, nel '700, da alcuni cittadini salernitani per alleviare le pene dei condannati a morte.
 
A molti salernitani è ben nota la cappellina della Madonna delle Grazie che si trova in piazza Portanova, all'ingresso del centro storico di Salerno. Ma non da tutti è conosciuto l'evento miracoloso che ha salvato il quadro della Madonna nel 1895. Il dipinto ad olio presente nella cappella, infatti, era stato commissionato, nel '700, da alcuni cittadini per dare conforto ai condannati a morte che si recavano al patibolo sito proprio in piazza Portanova. Nel 1895, però, i proprietari del palazzo, vedendo il dipinto rovinato dal tempo, decisero di far costruire un muro di fronte l'immagine sacra per adibire quello spazio a  deposito. Secondo quanto si legge in una copia conforme di un documento, redatto in quell'occasione da Andrea Conforti, curato della parrocchia di Sant'Agostino, quando già i muratori avevano iniziato a costruire il muretto che avrebbe coperto la vista della Madonna ai salernitani, il quadro da quasi nero che era diventato negli anni, iniziò a schiarirsi fino a diventare completamente bianco. Inizialmente si pensò ad un atto vandalico, ma anche a seguito di tentativi di lavaggio del quadro il colore bianco non veniva via. Molti salernitani, quindi, iniziarono a gridare al miracolo affollando, in poco tempo, la piazza tanto da far intervenire i carabinieri per controllare la folla.
Salerno: il miracolo della Madonna delle Grazie in piazza Portanova
La porzione di muro costruita venne prontamente abbattuta e vennero accese candele e lumi sotto il quadro, ormai bianco, della Madonna delle Grazie. Solo in serata, quando gran parte della folla si era dispersa ed erano rimasti solo alcuni fedeli ed i carabinieri, il quadro tornò all'originale splendore
 
 


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"La Mia Natura" mostra personale di Mena D'Antonio



Fonte: Evento in FB

Venerdì 7 ottobre 2016
dalle ore 18,30 alle ore 20,00
presso la sede del FAI
Via Portacatena 50 Salerno

                                                       Mostra personale di


                                                        Mena D'Antonio
                                     "La Mia Natura"

Le opere di Mena D'Antonio presentate da Magrina Di Mauro resteranno esposte, unicamente in mostra, ogni mercoledì e venerdi dalle 18,00 alle 20,00 per tutto il mese di ottobre





 
 

Il Museo Egizio di Torino raccontato dal suo direttore


Fonte : Eventi in FB
di Giuseppe Ariano

Giovedì dalle ore 20,30 alle ore 22,30
Museo Archeologico Provinciale Salerno
Via San Benedetto 28. Salerno

In esclusiva il direttore Christian Greco sarà a Salerno per raccontarci le meraviglie del Museo Egizio di Torino

 Il Museo Egizio di #Torino è, come quello del Cairo, dedicato esclusivamente all’arte e alla cultura dell’Egitto antico. Molti studiosi di fama internazionale, a partire dal decifratore dei geroglifici egizi, Jean-François Champollion, che giunse a Torino nel 1824, si dedicano da allora allo studio delle sue collezioni, confermando così quanto scrisse Champollion: «La strada per Menfi e Tebe passa da Torino».
Il Museo Egizio (propriamente Museo delle Antichità Egizie) è costituito da un insieme di collezioni che si sono sovrapposte nel tempo, alle quali si devono aggiungere i ritrovamenti effettuati a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935. In quell’epoca vigeva il criterio secondo cui i reperti archeologici erano ripartiti fra l’Egitto e le missioni archeologiche. Il criterio attuale prevede che i reperti rimangano all’Egitto.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA - POSTI LIMITATI
TEL. 089 231135 SMS/WHATSAPP 3277559783
Evento ideato e organizzato da Fonderie Culturali