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giovedì 3 marzo 2016

A Salerno si è conclusa la seconda edizione de “Le Notti di Barliario”





                                                ( Selfie con Margherita Oggero)

Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Sostenuta dalla fondazione Carisal, si è tenuta a Salerno il 26 e 27 febbraio, la seconda edizione de "Le notti di Barliario", la rassegna di giallo e di noir, ideata dal "Porto delle nebbie", Presidente Piera Carlomagno, giornalista e scrittrice e vice Presidente Brunella Caputo, attrice e regista. A pieno titolo la rassegna salernitana si colloca tra le più importanti manifestazioni che riguardano un genere letterario che, sempre più, ottiene consensi su di un vasto pubblico. Eventi similari li troviamo in Garfagnana, a Latina, a Pistoia e sparsi in altre parti della penisola. Ad essere presenti in città, giunti da Londra, Torino, Pistoia, Roma, Reggio Calabria sei scrittori e due critici. Gli incontri si sono svolti coinvolgendo anche gli allievi dei due istituti scolastici cittadini: il liceo classico " TorquatoTasso" ed il liceo classico " Francesco De Sanctis". Un programma serrato di conferenze, di conversazioni, approfondimenti, un percorso guidato sulle tracce di Baliario e redding teatralizzati, che riesce ad interessare ed a coinvolgere tutti anche in maniera conviviale attraverso aperitivi con gli stessi scrittori.


Interessante l'incontro di venerdì 26 febbraio, tenutosi al Piccolo Teatro del Giullare, di Via Incagliati, dove gli scrittori: Luca Martinelli, Margherita Oggero, Enrico Pandiani, Piergiorgio Pulixi hanno seguito un redding teatralizzato, tratto dai loro testi, con Brunella Caputo, Teresa Di Florio e Concita De Luca. La voce di Davide Curzio, bellissima, giunta a noi dal Brasile ne ha letto i titoli, mentre Virna Prescenzo ha avvolto le parole, nella sua selezione musicale. Gli autori intervistati da un simpaticissimo Luca Crovi, in affanno per il ritardo accumulato da Napoli fino a Salerno, ma lucido e competente nel tenere il filo della discussione, hanno svelato cosa sta dietro alla loro creatività.

Perché la rassegna abbia il nome di Barliario è presto detto e si riferisce alla figura leggendaria, nata a Salerno, del medico e alchimista e studioso di testi di magia della tradizione araba. Di lui si racconta che, in breve tempo e grazie ad un patto col diavolo, divenne un potente stregone, tanto da far innamorare di sé le donne più belle, grazie a degli speciali filtri magici. L’opera più celebre di Barliario, però, fu la costruzione, in una sola notte di tempesta e con l'aiuto dei demoni, dell'acquedotto romano, tutt’ora esistente, detto appunto il “Ponte dei diavoli”.

Maria Serritiello
 
 

 

Popolo e Tammurriata 2016 al Mumble-Rumble di Salerno




Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello


Popolo e Tammurriata 2016 al  Mumble-Rum di Salerno

 L'ottava edizione della rassegna di musica popolare, Popolo e Tammurriata, quest'anno si è svolta presso il circolo ARCI Mumble-Rumble nella zona orientale della città, nei giorni 26-27-28 febbraio. Antonio Giordano della Compagnia Daltrocanto è il fautore e l’animatore di questa grande kermesse di musica che affonda le sue radici nella tradizione popolare e che raccoglie artisti, di grande talento, provenienti da ogni parte d'Italia. La serata del 26 ha inizio con le Zampogne di Ricigliano ed un’esibizione di grande caratura di Dario Sansone dei Foja. I Foja, insieme dal 2006, sono un gruppo di quattro musicisti napoletani, Ennio Frongillo (chitarra), Gianni Schiattarella (batteria) e Giuliano Falcone (basso) che già dal nome lasciano intuire il loro spirito, la foja, infatti, in italiano foga, è qualcosa che brucia dentro, che infervora l’anima. 

Oltre la musica anche le parole sono state protagoniste nella prima serata, significative e piene di contenuti quelle di Piervito Grisu, cantastorie Raggamuffin, già noto al grande pubblico, come leader della storica band underground dei “Paranza Vibes”, sull'uso del dialetto non solo nella musica popolare. La conclusione a cui si perviene è che il dialetto per la sua sonorità ancestrale arriva dritto al cuore delle persone. Ma Popolo e Tammurriata è musica che tocca le corde più emozionali, è suono di strumenti particolari come organetti, ciaramelle, zampogne e tammorre che coinvolgono la folla che è là per ascoltare coloro che a turno si esibiscono, ma anche per ballare sulle note popolari ed è per questo che la manifestazione ha un particolare calore che non si trova in altre parti.

Tanti, in tre sere, i concerti, spettacolare quello di Sancto Ianne, gruppo di neo-folk d'autore, nato nel 1992 a San Giovanni di Ceppaloni e la jam session degli ‎Amarimai, provenienti da Viggiano, per citarne alcuni. Da sottolineare la bella esibizione di Vincenzo Romano, erede, a pieno titolo, del compianto Franco Tiano, il principe della tradizione della Madonna delle Galline di Pagani. Una tre giorni di Popolo e Tammurriata per mantenere viva la tradizione e per incontrare suoni, colori, profumi e sapori, in un unico coinvolgimento, quello della tammurriata collettiva a conclusione delle tre serate. Sono appena spenti i suoni e già si avverte la nostalgia del calore di queste tre belle serate, all’insegna sì della musica ma anche della fratellanza e l’amicizia. Bisognerà attendere un anno e poi di nuovo il suono popolare avvolgerà tutti coloro che amano questo genere, che è la nostra radice.

Maria Serritiello
 

martedì 1 marzo 2016

Prima Guida Turistica di Salerno In English di Mario Papa







Fonte: F.B.

Giovedì 3 marzo alle 10 conferenza stampa di presentazione nella Sala del Gonfalone del Comune
Sarà presentata giovedì 3 marzo alle 10, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, la prima guida turistica in lingua inglese di Salerno: “A Guide In English”, ideata e realizzata dal professor Mario Papa, edita dalla casa editrice EdiSud. L’opera, composta da otto itinerari diversi, guiderà i turis...ti stranieri alla scoperta delle bellezze della città. La grafica è curata con immagini ed arricchita da un’utile mappa del capoluogo campano.
“Ormai Salerno – commenta l’Autore - è parte di una rete turistica internazionale. Ho deciso di scrivere questa guida per essere di supporto ai tanti visitatori provenienti da tutto il mondo. Perché, prima di questa, non esisteva alcuna guida della città, che non fosse in lingua italiana”.
Alla conferenza stampa, oltre all’Autore Mario Papa, interverranno il Sindaco f.f. di Salerno, Vincenzo Napoli, l'Assessore alla Cultura, Ermanno Guerra, il Presidente del Consiglio Comunale, Antonio D'Alessio ed il giornalista Nico Casale.
 
 

lunedì 29 febbraio 2016

Rossella Gregorio campionessa europea di sciabola femminile



E' salernitana, Rossella Gregorio, la  campionessa europea di sciabola femminile ed oggi ricevuta dal Sindaco Vincenzo Napoli al comune di Salerno.

                                                       BRAVA


Oscar a Morricone, mia vita avventurosa



Fonte:Ansa.it

Dedica premio a Maria, poi a letto con qualche rimpianto

LOS ANGELES, 29 FEB - Oscar ad Ennio Morricone per la colonna sonora di The Hateful Eight di Tarantino. Dopo la standing ovation il maestro si è ritirato in albergo senza partecipare ai festeggiamenti. A 87 anni il modo migliore per celebrare è una notte di riposo stando accanto agli affetti: la moglie e il figlio Giovanni che l'ha accompagnato sul palco e ha tradotto per lui il discorso di accettazione. Ennio Morricone ha dedicato una vita alla musica e al cinema, e questa dedizione ha comportato qualche rinuncia a livello personale. ''Ho avuto - ha detto - una bella vita, avventurosa, ma avevo l'impressione di perdermi qualcosa. Mia moglie però c'era, c'era sempre, e per questo dedico l'Oscar a lei. Per la sua pazienza". L'Oscar per la colonna sonora di The Hateful Height di Tarantino è arrivato alla sesta nomination. La prima candidatura era arrivata nel 1979 per I giorni del cielo
 
 

Un Galà al Delle Arti di Salerno per i 50 anni teatrali di Claudio Tortora


Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello
Avere 50 anni di teatro e non mostrarli, è una certezza di gioventù anche per noi che lo seguiamo da altrettanti anni. Il lui, che così bene porta l’età, è Claudio Tortora che, il giorno 24 febbraio, ha festeggiato il mezzo secolo di vita teatrale al "Delle Arti", ormai sua fortezza. Nessun timore, quindi, sbirciare il vortice degli anni trascorsi nei filmati proiettati su di un grande schermo, immagini che ce li restituiscono belli e gagliardi. Ed eccolo il baffuto e giovane Claudio, al tempo di "Domenica in" RAI 1 con Pippo Baudo, poi in "Sereno variabile", in "Fantastico" come autore e talent scout, in "Mi Raccomando" e in,"Splash". Sono anni giovanili e pure così importanti per la sua carriera, voluta fortemente fin dall’infanzia, quando presso il ristorante “La Casina Rossa” di Torre del Greco, a soli 4 anni, cantava Maruzzella, il repertorio di Sanremo e Carosone, senza sbagliare né i motivi né le parole. All'epoca però, la vita di spettacolo non era ben vista dai genitori, i quali sognavano, nel futuro del proprio figlio, un posto sicuro, dopo aver compiuto i necessari studi. Ma tant'è la passione di Claudio è stata più forte, e meno male, molte delle meravigliose manifestazioni non ci sarebbero state.
Claudio Tortora è un vero uomo di spettacolo, sa cantare, e anche bene, famose sono le sue serate all'insegna della musica anni ‘60, sa far ridere, oltre che con "La Rotonda", un trio che si è imposto nella storia del teatro comico salernitano e in quello italiano, con il personaggio di "Spalletta", il guappo di cartone dell'Agro, sa scrivere testi teatrali, ma anche per spettacoli televisivi, tra cui il Festival di Sanremo, sa elaborare pagine a contenuto sociale, storie, favole e poesie,  sa creare eventi di grande caratura, come il Premio Charlot, l'importante format della comicità italiana dal quale sono passati i più significativi comici nazionali. Da ben 12 anni è il Direttore artistico del "Delle Arti" di Salerno, spazio ricavato dall'ex seminario regionale, l'unico in Italia ad avere, al suo interno, una sala cinematografica e una per rappresentazioni teatrali, oltre che uno spazioso foyer. Qui le arti dello spettacolo ci sono tutte, non si tralascia nulla, ognuno trova il suo spazio di svago e di divertimento. Con sagacia mette su ogni anno pregevoli stagioni teatrali per un pubblico che lo segue fedelissimo.
E così nel teatro affollato fino all'inverosimile, nessuno è voluto mancare, per tributargli l'affetto e la stima per le sue doti artistiche ed umane, è apparso visibilmente commosso. In effetti Claudio è un uomo schivo, la sua è la natura della timidezza, malgrado il piglio disinvolto con il quale approccia il pubblico dal palcoscenico.
La serata ha inizio, le luci calano e lui solo, abito scuro, dinanzi al leggio, ad alta voce ci esprime i suoi pensieri, le sue passioni, cosicché racconta, parla, canta e guarda ballare i bravi ballerini di Pina Testa. Tutto il suo mondo interiore, di cose sentite, vissute sofferte o anche in allegria, passano dinanzi ai nostri occhi. Momenti magici e sentimentali, come quelli della commedia su Chaplin e sull'uomo medio, da lui scritte, ma ancor più dalla lettera che Renata Tafuri, sua moglie, legge non senza emozionarsi ed emozionarlo.
Si cambia registro, come succede spesso, repentinamente, in teatro e la manifestazione tocca punte di autentica comicità, quando a salire sul palco, in aiuto a Claudio, sono Gaetano Stella e Giuliano Avallone, ricomponendosi, sia solo per una sera, nel trio "La Rotonda". Eppure a distanza di tanti anni, il pezzo sul teatro classico, fatto da loro, fa ancora ridere e tanto! Sulle note di It's wonderful di Paolo Conte, Claudio sciorina con una serie di "Che", con voce forte e vibrante, che altro non sono che la sua vivace protesta per le storture del mondo da cui è circondato, una chiara denuncia che trova d’accordo tutti in sala.
Infine ci saluta dandoci appuntamento per altri anni ancora, da spendere per un spettacolo di contenuto, di sentimento e di esempio per le generazioni che premono. Auguri maestro! Il più bel compleanno teatrale che si potesse avere.
 
Maria Serritiello
 
 
 

domenica 28 febbraio 2016

Toledo Suite di Enzo Moscato al Teatro Diana di Salerno



Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Il mondo emozionale di parole e canzoni di Enzo Moscato, è dentro lo spettacolo “Toledo Suite”, presentato in due serate, 19 e 21 febbraio, al Teatro Diana, sala che si apre sulla parte nuova e più bella del Lungomare di Salerno. L’attore-chansonnier, 67 anni il prossimo 20 aprile, attraverso brani di Brecht, Duras, Viviani, Weill, Lou Reed e Taranto, compie un raffinato percorso musicale, aiutato dalla musica di Pasquale Scialò e da Mimmo Palladino per i disegni realizzati.
La scena è volutamente scarna, cupa, senza nessun arredo, se non una sedia al centro, ricoperta da un drappo rosso, con a lato un leggio, interamente addobbato da tondi e scenografici pomodorini. Il fondale è nero, intorno un velario su cui s’imprimono, di volta in volta, scritte ossute di un bianco iridescente. Circonda il tutto, una serie di lucine colorate, intermittenti, a mo’ di luminarie, per trasferirci repentinamente nei vicoli della Via Toledo, addobbata per i suoi santi, indistintamente, laici e religiosi. Quando entra in scena Enzo Moscato, con l’aria dimessa, in punta di piedi, sistemandosi in un angolo, si comprende che vuole mantenere l’attenzione, non su di lui, ma su ciò che si vede, si sente e si evoca. Così tra canzoni, scritti, brani musicali ed immagini visive si snoda l’intero spettacolo di quasi due ore. Accompagnato da un violino, Paolo Sasso, a volte struggente, da una chitarra, Claudio Romano, a segnare il ritmo e dalle percussioni, Paolo Cimino, sapientemente calibrate, tanto da essere l’alter ego di Enzo, si ascoltano canzoni, che hanno fatto il volto pittoresco di una città, tanto bella e tanto maltrattata. Accanto a “Palomma”, la notissima di Armando Gill, a “Romanzetta”, a “Cerasella”, a “Che m’hè ‘mparate a fa?”a “Na voce e na chitarra e’ o poco ‘e  luna”, ad “Anema e core” a “Lusingame” ed a “Scalinatella”, il fior fiore di una produzione che ha accompagnato intere generazioni, troviamo brani composti dallo stesso Moscato, musica di Pasquale Scialò, come: “Toledo suite”, “Diva”, “Il porto di Toledo” che modernamente ci spingono all’indietro. Enzo Moscato dal raffinato intellettuale qual è, ha inserito nella scelta dei brani, perfino un pezzo in lingua giapponese, che senza sforzo linguistico viene cantato amabilmente e con dolcezza, come geisha suggerirebbe. I brani letti fanno affiorare i vicoli, il popolo e tutta quella gente che si affida alla musica per librarsi, per evadere dalla complicata realtà in cui sono costretti a vivere il quotidiano. E non è bello il concreto che si para, prostitute, spacciatori, protettori, micro criminalità, accanto e senza alcuna differenza sociale, a persone oneste, lavoratori e timorati. Questo il volto di Via Toledo, il quartiere della sua infanzia, nello spettacolo affettivamente omaggiato.  E poi c’è il linguaggio che Enzo Moscato usa, una sorta di cantilena che si rifà all’infanzia, quando le parole hanno magia per i suoni arcaici che si tirano dietro, quei suoni che mescola sapientemente a francesismi, a latino, a greco per farne un solo impasto. Per “Scalinatella longa, longa, strettulella, strettulella…” è bastato il movimento del drappo rosso, ondulato dalle sue mani, per entrare nella tormentata passione di un innamorato deluso, il resto lo fa la sua voce, morbida, confidenziale, dai toni che si ascoltano nel passaggio da un vicolo all’altro. Un recital solo come formula scenica, ma per le suggestioni e le emozioni che trasmette è un vero pezzo di magistrale teatro. “Toledo fa paura, ma no è anima pura, non è l’oscurità, o munne cheste sa…” canta Enzo Moscato ed è quello che pensano tutti mentre si allontanano, canticchiandone il motivo
 Maria Serritiello