Il 9 maggio in tutti i 28 Paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Rep. Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria) dell’Unione Europea si festeggia il “Giorno dell’Europa”.
La decisione di celebrare la Festa dell’Europa il 9 maggio, venne deliberata in un incontro tenutosi a Milano il 9 ...maggio 1985 dai vertici della Comunità Economica Europea, per ricordare la proposta che Robert Schuman fece il 9 maggio 1950 per la creazione di un nucleo economico europeo, per la messa in comune delle riserve di carbone e acciaio, come primo passo verso una futura Europa federale necessaria per il mantenimento della pace. Anche a Torre del Greco si festeggia la “Giornata europea” con un evento promosso dall’associazione culturale Prometeo e dal Comune di Torre del Greco. L’iniziativa, che ha ottenuto il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, si tiene nella Città del corallo, venerdì 9 maggio 2014 alle ore 10:00, presso la Sala Teatro dell’I.C.S. “Giampietro-Romano” in Via A. de Curtis (già Viale Lombardia), 7
Ciò
che ha preceduto, il 25 aprile scorso, alla festa della Madonna delle Galline
di Pagani, celebrata all’ottava di Pasqua di ogni anno, ( per questa volta,
eccezionalmente, causa mal tempo, giovedì 1° maggio), è già da ascrivere negli
avvenimenti eccezionali. Infatti, nella Basilica dedicata alla Madonna del
Carmelo, si sono incontrati, a sera inoltrata, circa alle 22,00, due eccezionali artisti, il maestro Antonio
Giordano, della Compagnia Daltrocanto e Vincenzo Romano, voce popolare ed erede
del compianto Franco Tiano, il massimo esponente della tradizione e del folklore.
Le
porte della Basilica si sono aperte al
pubblico alle 18, 00, ad indicare che i solenni festeggiamenti in onore della “Mammeddio”,
potevano avere inizio. La folla è già
davanti alla chiesa, ha impazienza di trovarsi dinanzi alla statua a cui sono
tanto devoti. Fino alle 22, 0, è un via vai di persone, le preghiere si
susseguono, intanto prendono posto per assistere alla quarta edizione di
“Mistica” la rassegna di Canti Sacri Antichi, di e con Vincenzo Romano,
accompagnati dalla zampogna del Maestro Antonio Giordano, della Compagnia
Daltrocanto, dalle percussioni di Guglielmo Esposito e dalla voce del piccolo
cantore Giovanni De Simone. Un concerto di rara musicalità per il suono della
zampogna unito a quello delle tammorre. Il maestro Antonio Giordano, virtuoso in senso assoluto, è uno dei
maggiori suonatori del magico strumento, con cui ha accompagnato i canti sacri
salmodiati da Vincenzo Romano ed abbelliti ancor più dall’inusuale suono. Ogni
anno, infatti, sono i tamburi, le tammorre e le castagnette a sottolineare il
canto devozionale, quest’anno è stata la zampogna, fiatata con grande energia e
tutta la passione possibile da Antonio
Giordano. Lo strumento, il cui nome deriva, probabilmente dal greco “symphonia”
è realizzato con la pelle di capra o pecora e obbliga ad una impegnativa
coordinazione mano - corpo - orecchio e sensibilità percettiva.
Poco
prima delle 23,00, i suonatori, terminato il concerto sacro, si spostano dalla
chiesa per andare tutti insieme a rendere omaggio al Tosello
di Mimmo Carrara (dedicato a Gioacchino Moscariello), lo storico custode della
tradizione popolare paganese, scomparso nell’ottobre del 2013. Qui la festa
lascia la pura spiritualità per poter
nutrire il corpo ed esaltare il gusto, con l’offerta della pasta e fagioli del
“Bodeguero” (il bus-cucina del locale di
Fisciano, che ha sostato in Piazza ). I canti profani di Vincenzo Romano, la
zampogna di Antonio Giordano e le tammorriate ballate dai presenti, hanno acceso
la notte, cosicché il sacro ed il profano della festa si è compiuto in egual misura.
Nella
piccola chiesa sconsacrata di Sant’Apollonia, edificata fra il XVI e XVII secolo e collocata nel cuore della
vecchia Salerno, il 17 aprile scorso, Vincenzo Romano, artista, ha anticipato alcuni canti che il 27 aprile a Pagani (per il mal tempo spostata
a giovedì 1 maggio) si canteranno per la
solenne celebrazione della Madonna delle Galline. La serata, organizzata da
Antonio Daltrocanto Giordano, nell’atmosfera cupa dei Sepolcri del Giovedì
Santo, ha avuto come sfondo la meravigliosa “Crocifissione Dipinta”, il
nuovissimo capolavoro del Maestro Carotenuto, che va ad aggiungersi al noto suo
presepe miniato. Oltre ai canti devozionali, particolari quelli in dialetto
scritti da Sant’Alfonso dei Liguori, è stato
presentato al pubblico dallo stesso Antonio Giordano e commentato
dall’antropologo Vincenzo Esposito, il libro di Gerardo Sinatore “I riti della
Madonna delle Galline”, un interessante studio condotto sulla festa più
particolare della città di Pagani e della Campania tutta.
Vincenzo
Romano, cantore, ballerino e percussionista di tamburi a cornice mediterranei,
dà inizio, nell’oscurità della piccola chiesa sconsacrata, ai canti devozionali.
Risuona intorno, nel mistero sacrale della sepoltura di Cristo, la sua voce
limpida, chiara ed estesa, carezza per l’animo
di chi l’ascolta e dolcezza che giunge da vie ancestrali, quelle della terra,
entro la quale la Madonna
delle Galline fu trovata. Abili scorrono le mani sulla tammorra e sui tamburi, a volte piano e a volte con un‘energia
incredibile, un suono ritmato, un tutt’uno con le invocazioni. Alla religiosità
che si diffonde con santità, la
Madonna è presente, è tra noi, ci ascolta, Vincenzo aggiunge,
come in un dipinto del Maestro Carotenuto, la sua postura un po’ incurvata, pari
ad una genuflessione, mentre sostiene lo
strumento circolare, fatto di pelle d’animale e perciò vivo. Ieratico,
ispirato, un personale fine, unito indissolubilmente alla tammorra, dalla quale
sembra essere risucchiato e con la sua approvazione. Ha iniziato sin da
piccolo, otto anni, a seguire nei cortili, i movimenti delle mani esperte sugli
strumenti, è un’autodidatta che non si è fermato al solo suo talento naturale,
ma studia, ricerca e rintraccia i canti che si allacciano profondamente tra
passione e religiosità. E’ giovane, 24 anni, ed ha seguito, fino a quando non
se n’è andato, il maggiore artista della
tradizione popolare, l’assoluto Franco Tiano, detto l’Africano. Il suo “Tosello”,
un altare elevato nel cortile di via Matteotti, dov’era nato, ogni anno, era
inimmaginabile per come fosse ricco di simboli della terra e legati alla
devozione della Madonna del Carmelo, che a Pagani è detta delle Galline, per
via del ritrovamento della sua effige, in un pollaio. Le parole per invocare la Madonna sono quelle di uso
comune, mescolate alla vita di tutti i giorni, al duro lavoro della terra, alla
possibilità di sopravvivenza, ai pericoli evitati, alla malattia, alla morte
scongiurata e al ringraziamento per ciò che Lei, ha donato. Un modo di pregare
a tu per tu, viscerale, eppure così pregno di devozione che non può non
coinvolgere. La “Mammeddio” è una di loro, è la “Figliola” dal viso scuro
e saprà capire i bisogni dei figli suoi.
Così intonava Sant’Alfonso dei Liguori, la fonte santifica di alcuni dei più
bei canti della cultura popolare paganese, divenuto patrimonio per tutti e così
Vincenzo Romano, nella chiesa di Sant’Apollonia:
“Curri curri mamma mia, curri priesto e
nun tardà
Ca lu serpe arrassusia, già me vole
muzzecà.
“Curri curri mamma mia, curri priesto e
nun tardà
Ca lu serpe arrassusia, già me vole
muzzecà
E manche l’agge viste
E già me fa tremmà…(continua)
(Trad:
Accorri, Madre mia , fai presto e non tardare, perché il serpe, Dio non voglia,
già mi vuole mordere.
La
strofa si ripete uguale.
Neanche
l’ho scorto
e
già m’incute paura…)
Il
canto continua
La
voce è limpida nell’eco della chiesa, la mano che batte, più non si vede tant’è
veloce il movimento, il tamburo risuona
accompagnato dai cimbali, i sonaglini metallici che alimentano il ritmo dello
strumento. All’improvviso i riti della festività solenne di Pagani sono
trasportati fin qui, nella vecchia chiesa silenziosa, lontana dai rumori della
città, sì che il filo della memoria, naturalmente si srotola sul rullio
roboante delle tammorre e delle
castagnole, ora vicino, ora lontano, una colonna sonora che si ascolta
frenetica in tutti i cortili, le strade,
i vicoli accompagnato dai canti a “Figliola” e dove l’odore dei carciofi arrostiti
nelle case diventa il profumo tipico della festa, come l’incenso per la chiesa.
Anche il fumo dei carboni accesi, una
nube che si solleva alta verso il cielo, connota il sapore della giornata. Il
calore della fede, poi, è anche vampa umana, tanta è la gente al seguito della
processione, si cammina tutti insieme, si parla anche se non ci si conosce e si
invoca la Madre
Celeste.
“Mamme r’è galline miettece ‘a mano
toia”…
….esce e nove e s’arretire ch’è calata
l’ora..
Lei, incredibile, circondata da galline e
bianche colombe, sistemate tutt’intorno alla statua, sostenuta dai portatori, è
seguita dai tammorrari che per tutto il
percorso suonano senza fermarsi, senza stancarsi, fino a quando non si ritira
in chiesa, per depositare ai suoi piedi
le tammorre, come simbolico dono.
“…noi
non siamo niente non siamo nessuno però crediamo in Te, beatissima Vergine del
Carmelo, detta delle Galline, siamo dei semplici musicisti conosciuti come
tammorrari…”
E’questa
la preghiera che suonatori della tammorra ogni anno recitano salutandola
all’anno prossimo.
La data della celebrazione solenne non è fissa perché segue, l’ottava in albis di
Pasqua, festività anch’essa mobile ma è imperdibile, per il suo folklore popolare,
devoto e carico di simbologie, antiche radici del nostro passato. Un patrimonio
di inestimabile valore e bene ha fatto Gerardo Sinatore, paganese, a
raccogliere, in uno studio approfondito e cronologico, tutto ciò che
riguarda la festa così particolare del popolo
di Pagani. Il libro è fonte preziosa per chiunque voglia approfondire e
conoscere, ma è soprattutto documento storico da conservare, per mantenere vivo
presso i giovani un così immenso patrimonio. Perpetuando la ricorrenza nel
tempo c’è speranza, in un mondo sempre più, selvaggiamente, omologato, che non
si disperdano la tradizione, i riti, i canti e i luoghi della Madonna delle
Galline.
,
Quando
la Santissima
ha finito il suo percorso e si è ritirata in chiesa, ovunque, fino all’alba si
odono risuonare battiti di tammorre, tamburi,
castagnole e cimbali, mentre nella Villa Comunale volteggiano, così come
nei vicoli più stretti, in interminabili tammorriate, giovani, figliole e
coppie attempate.
PALAZZO PINTO ARCOCATALANO SALERNO Lunedì 5 maggio ore 19,30 Enzo Bianco "Segni di Confine" Presentazione del Catalogo della Mostra con i testi di Pasquale Persico Gabriella Taddeo
Decine di espositori saranno presenti al Parco Pinocchio
Esposizione di piante da orto e da frutto, corsi di giardinaggio, laboratori per le scuole: al Parco Pinocchio di Salerno si inaugura “Salerno in Flora” la kermesse di Coldiretti Salerno, in programma dal 30 aprile al 4 maggio. La manifestazione è promossa in collaborazione con Comune di Salerno, Salerno Solidale e Camera di Commercio. L’apertura della kermesse è in programma mercoledì 30 aprile alle ore 11.30, con il taglio del nastro del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, e del presidente di Coldiretti Salerno, Vittorio Sangiorgio. Decine di espositori saranno presenti fino a domenica 4 maggio per accompagnare i visitatori in un insolito percorso in cui si potranno osservare, apprezzare ed acquistare piante da orto e da frutto.
Non mancheranno proposte di sementi, bulbi, attrezzature per il giardinaggio, vasellame, arredo da giardino e artigianato. In esposizione e vendita, pregiate qualità di frutta e ortaggi, con particolare attenzione a quelli antichi appartenenti alla tradizione: prodotti, espressione dell’identità territoriale salernitana, sinonimi di eccellenza - dall’ asparago selvatico allo sciuscillone, dalle piante spontanee del Cilento alle erbe aromatiche. Un evento sarà dedicato, venerdì 2 maggio, alle ore 10.30, alla Rosa di Paestum, cantate da Virgilio e da altri poeti latini. Fiori, frutta, sculture di arte topiaria coloreranno i cinque giorni al ritmo antico della natura. Diversi momenti delle giornate saranno dedicati agli incontri con gli esperti, che illustreranno particolari tecniche di coltivazione. Come sempre una particolare attenzione verrà riservata ai visitatori più giovani con attività ludico-didattico-creative adatte a sensibilizzare e coinvolgere direttamente i bambini nell'opera di protezione e tutela del verde e dell'ambiente. Corsi, inoltre, saranno dedicati alla preparazione dell’orto, della semina, per imparare semplici e utili tecniche per la cura delle colture.
Programma
Mercoledì 30 aprile alle ore 11.30, taglio del nastro con il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ed il presidente di Coldiretti Salerno,Vittorio Sangiorgio. A seguire, si terrà un incontro sulla biodiversità orticola. Nel pomeriggio, dalle 17.30, spazio al corso di “giardinaggio da balcone”. Giovedì 1 maggio, alle ore10.30 e alle 17,30, in programma il corso “Orto in casa”; in serata, concerto dei Musicastorie. Venerdì 2 maggio, alle 9.30, appuntamento con “Le piante coloranti del parco Nazionale del Cilento” e, a seguire, convegno con esperti sulla Rosa di Paestum. Alle ore 11.30, incontro su “La potenzialità delle piante aromatiche”. Sabato 3 maggio, alle ore 10.00, corso dedicato alle famiglie sul compostaggio domestico e alle 10.30 laboratori dedicati alle scuole, in collaborazione con il CRA di Pontecagnano. Infine, domenica 4 maggio, corsi di giardinaggio alle ore 10.30, 17.30 e 20.00.