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lunedì 5 maggio 2014

A Torre del Greco il 9 maggio si festeggia la “Giornata europea”

 
 
 
 
 

Fonte :Francesco Manca

Il 9 maggio in tutti i 28 Paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Rep. Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria) dell’Unione Europea si festeggia il “Giorno dell’Europa”.
La decisione di celebrare la Festa dell’Europa il 9 maggio, venne deliberata in un incontro tenutosi a Milano il 9 ...maggio 1985 dai vertici della Comunità Economica Europea, per ricordare la proposta che Robert Schuman fece il 9 maggio 1950 per la creazione di un nucleo economico europeo, per la messa in comune delle riserve di carbone e acciaio, come primo passo verso una futura Europa federale necessaria per il mantenimento della pace.
Anche a Torre del Greco si festeggia la “Giornata europea” con un evento promosso dall’associazione culturale Prometeo e dal Comune di Torre del Greco. L’iniziativa, che ha ottenuto il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, si tiene nella Città del corallo, venerdì 9 maggio 2014 alle ore 10:00, presso la Sala Teatro dell’I.C.S. “Giampietro-Romano” in Via A. de Curtis (già Viale Lombardia), 7



Il programma di maggio al Carpe diem di Salerno

 
Carpe diem
Via Dogana Vecchia , 34
Salerno
 

venerdì 2 maggio 2014

A Pagani la zampogna di Antonio Giordano per la quarta edizione di “Mistica” di e con Vincenzo Romano


Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Ciò che ha preceduto, il 25 aprile scorso, alla festa della Madonna delle Galline di Pagani, celebrata all’ottava di Pasqua di ogni anno, ( per questa volta, eccezionalmente, causa mal tempo, giovedì 1° maggio), è già da ascrivere negli avvenimenti eccezionali. Infatti, nella Basilica dedicata alla Madonna del Carmelo, si sono incontrati, a sera inoltrata, circa alle 22,00,  due eccezionali artisti, il maestro Antonio Giordano, della Compagnia Daltrocanto e Vincenzo Romano, voce popolare ed erede del compianto Franco Tiano, il massimo esponente  della tradizione e del folklore.

Le porte della Basilica si sono  aperte al pubblico alle 18, 00, ad indicare che i solenni festeggiamenti in onore della “Mammeddio”,  potevano avere inizio. La folla è già davanti alla chiesa, ha impazienza di trovarsi dinanzi alla statua a cui sono tanto devoti. Fino alle 22, 0, è un via vai di persone, le preghiere si susseguono, intanto prendono posto per assistere alla quarta edizione di “Mistica” la rassegna di Canti Sacri Antichi, di e con Vincenzo Romano, accompagnati dalla zampogna del Maestro Antonio Giordano, della Compagnia Daltrocanto, dalle percussioni di Guglielmo Esposito e dalla voce del piccolo cantore Giovanni De Simone. Un concerto di rara musicalità per il suono della zampogna unito a quello delle tammorre. Il maestro Antonio Giordano,  virtuoso in senso assoluto, è uno dei maggiori suonatori del magico strumento, con cui ha accompagnato i canti sacri salmodiati da Vincenzo Romano ed abbelliti ancor più dall’inusuale suono. Ogni anno, infatti, sono i tamburi, le tammorre e le castagnette a sottolineare il canto devozionale, quest’anno è stata la zampogna, fiatata con grande energia e tutta la passione possibile  da Antonio Giordano. Lo strumento, il cui nome deriva, probabilmente dal greco “symphonia” è  realizzato con la pelle di capra o pecora e obbliga ad una impegnativa coordinazione mano - corpo - orecchio e sensibilità percettiva.

Poco prima delle 23,00, i suonatori, terminato il concerto sacro, si spostano dalla chiesa per andare  tutti insieme a  rendere omaggio al  Tosello di Mimmo Carrara (dedicato a Gioacchino Moscariello), lo storico custode della tradizione popolare paganese, scomparso nell’ottobre del 2013. Qui la festa lascia la pura spiritualità  per poter nutrire il corpo ed esaltare il gusto, con l’offerta della pasta e fagioli del “Bodeguero” (il bus-cucina del  locale di Fisciano, che ha sostato in Piazza ). I canti profani di Vincenzo Romano, la zampogna di Antonio Giordano e le tammorriate ballate dai presenti, hanno acceso la notte, cosicché il sacro ed il profano della festa si è compiuto  in egual misura.

Maria Serritiello
www.lapilli.eu







Gerardo Sinatore e Vincenzo Romano a Sant’Apollonia di Salerno, con i riti e i canti della Madonna delle Galline.


Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello


Nella piccola chiesa sconsacrata di Sant’Apollonia, edificata fra il  XVI e XVII secolo e collocata nel cuore della vecchia Salerno, il 17 aprile scorso, Vincenzo Romano, artista,  ha anticipato alcuni canti che il  27 aprile a Pagani (per il mal tempo spostata a giovedì 1 maggio)  si canteranno per la solenne celebrazione della Madonna delle Galline. La serata, organizzata da Antonio Daltrocanto Giordano, nell’atmosfera cupa dei Sepolcri del Giovedì Santo, ha avuto come sfondo la meravigliosa “Crocifissione Dipinta”, il nuovissimo capolavoro del Maestro Carotenuto, che va ad aggiungersi al noto suo presepe miniato. Oltre ai canti devozionali, particolari quelli in dialetto scritti da Sant’Alfonso dei Liguori, è stato  presentato al pubblico dallo stesso Antonio Giordano e commentato dall’antropologo Vincenzo Esposito, il libro di Gerardo Sinatore “I riti della Madonna delle Galline”, un interessante studio condotto sulla festa più particolare della città di Pagani e della Campania tutta.

Vincenzo Romano, cantore, ballerino e percussionista di tamburi a cornice mediterranei, dà inizio, nell’oscurità della piccola chiesa sconsacrata, ai canti devozionali. Risuona intorno, nel mistero sacrale della sepoltura di Cristo, la sua voce limpida, chiara ed  estesa, carezza per l’animo di chi l’ascolta e dolcezza che giunge da vie ancestrali, quelle della terra, entro la quale la Madonna delle Galline fu trovata. Abili scorrono le mani  sulla tammorra e  sui tamburi, a volte piano e a volte con un‘energia incredibile, un suono ritmato, un tutt’uno con le invocazioni. Alla religiosità che si diffonde con santità, la Madonna è presente, è tra noi, ci ascolta, Vincenzo aggiunge, come in un dipinto del Maestro Carotenuto, la sua postura un po’ incurvata, pari ad  una genuflessione, mentre sostiene lo strumento circolare, fatto di pelle d’animale e perciò vivo. Ieratico, ispirato, un personale fine, unito indissolubilmente alla tammorra, dalla quale sembra essere risucchiato e con la sua approvazione. Ha iniziato sin da piccolo, otto anni, a seguire nei cortili, i movimenti delle mani esperte sugli strumenti, è un’autodidatta che non si è fermato al solo suo talento naturale, ma studia, ricerca e rintraccia i canti che si allacciano profondamente tra passione e religiosità. E’ giovane, 24 anni, ed ha seguito, fino a quando non se n’è andato, il  maggiore artista della tradizione popolare, l’assoluto Franco Tiano, detto l’Africano. Il suo “Tosello”, un altare elevato nel cortile di via Matteotti, dov’era nato, ogni anno, era inimmaginabile per come fosse ricco di simboli della terra e legati alla devozione della Madonna del Carmelo, che a Pagani è detta delle Galline, per via del ritrovamento della sua effige, in un pollaio.  Le parole per invocare la Madonna sono quelle di uso comune, mescolate alla vita di tutti i giorni, al duro lavoro della terra, alla possibilità di sopravvivenza, ai pericoli evitati, alla malattia, alla morte scongiurata e al ringraziamento per ciò che Lei, ha donato. Un modo di pregare a tu per tu, viscerale, eppure così pregno di devozione che non può non coinvolgere. La “Mammeddio” è una di loro, è la “Figliola” dal viso scuro e  saprà capire i bisogni dei figli suoi. Così intonava Sant’Alfonso dei Liguori, la fonte santifica di alcuni dei più bei canti della cultura popolare paganese, divenuto patrimonio per tutti e così Vincenzo Romano, nella chiesa di Sant’Apollonia:

“Curri curri mamma mia, curri priesto e nun tardà
Ca lu serpe arrassusia, già me vole muzzecà.
“Curri curri mamma mia, curri priesto e nun tardà
Ca lu serpe arrassusia, già me vole muzzecà
E manche l’agge viste
E già me fa tremmà…(continua)

(Trad: Accorri, Madre mia , fai presto e non tardare, perché il serpe, Dio non voglia, già mi vuole mordere.
La strofa si ripete uguale.
Neanche l’ho scorto
e già m’incute paura…)
Il canto continua


La voce è limpida nell’eco della chiesa, la mano che batte, più non si vede tant’è veloce il movimento,  il tamburo risuona accompagnato dai cimbali, i sonaglini metallici che alimentano il ritmo dello strumento. All’improvviso i riti della festività solenne di Pagani sono trasportati fin qui, nella vecchia chiesa silenziosa, lontana dai rumori della città, sì che il filo della memoria, naturalmente si srotola sul rullio roboante  delle tammorre e delle castagnole, ora vicino, ora lontano, una colonna sonora che si ascolta frenetica in  tutti i cortili, le strade, i vicoli accompagnato dai canti a “Figliola” e dove l’odore dei carciofi arrostiti nelle case diventa il profumo tipico della festa, come l’incenso per la chiesa. Anche il  fumo dei carboni accesi, una nube che si solleva alta verso il cielo, connota il sapore della giornata. Il calore della fede, poi, è anche vampa umana, tanta è la gente al seguito della processione, si cammina tutti insieme, si parla anche se non ci si conosce e si invoca la Madre Celeste.

“Mamme r’è galline miettece ‘a mano toia”…
….esce e nove e s’arretire ch’è calata l’ora..

 Lei, incredibile, circondata da galline e bianche colombe, sistemate tutt’intorno alla statua, sostenuta dai portatori, è seguita dai tammorrari che  per tutto il percorso suonano senza fermarsi, senza stancarsi, fino a quando non si ritira in chiesa, per depositare  ai suoi piedi le tammorre, come simbolico  dono.

 “…noi non siamo niente non siamo nessuno però crediamo in Te, beatissima Vergine del Carmelo, detta delle Galline, siamo dei semplici musicisti conosciuti come tammorrari…”

E’questa la preghiera che suonatori della tammorra ogni anno recitano salutandola all’anno prossimo.

 La data della celebrazione solenne  non è fissa perché segue, l’ottava in albis di Pasqua, festività anch’essa mobile ma è imperdibile, per il suo folklore popolare, devoto e carico di simbologie, antiche radici del nostro passato. Un patrimonio di inestimabile valore e bene ha fatto Gerardo Sinatore, paganese, a raccogliere, in uno studio approfondito e cronologico, tutto ciò che riguarda  la festa così particolare del popolo di Pagani. Il libro è fonte preziosa per chiunque voglia approfondire e conoscere, ma è soprattutto documento storico da conservare, per mantenere vivo presso i giovani un così immenso patrimonio. Perpetuando la ricorrenza nel tempo c’è speranza, in un mondo sempre più, selvaggiamente, omologato, che non si disperdano la tradizione, i riti, i canti e i luoghi della Madonna delle Galline.
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Quando la Santissima ha finito il suo percorso e si è ritirata in chiesa, ovunque, fino all’alba si odono risuonare battiti di tammorre, tamburi,  castagnole e cimbali, mentre nella Villa Comunale volteggiano, così come nei vicoli più stretti, in interminabili tammorriate, giovani, figliole e coppie attempate.

Maria Serritiello
www.lapilli.eu










Enzo Bianco Mostra Segni di confine




PALAZZO PINTO ARCOCATALANO SALERNO
Lunedì 5 maggio ore 19,30


                                    Enzo Bianco "Segni di Confine"



Presentazione del Catalogo della Mostra

  con i testi di

Pasquale Persico
Gabriella Taddeo




mercoledì 30 aprile 2014

"Salerno in Flora" dal 30 Aprile al 4 Maggio al Parco Pinocchio


Fonte: Matropolis Web

Decine di espositori saranno presenti al Parco Pinocchio

Esposizione di piante da orto e da frutto, corsi di giardinaggio, laboratori per le scuole: al Parco Pinocchio di Salerno si inaugura “Salerno in Flora” la kermesse di Coldiretti Salerno, in programma dal 30 aprile al 4 maggio. La manifestazione è promossa in collaborazione con Comune di Salerno, Salerno Solidale e Camera di Commercio. L’apertura della kermesse è in programma mercoledì 30 aprile alle ore 11.30, con il taglio del nastro del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, e del presidente di Coldiretti Salerno, Vittorio Sangiorgio. Decine di espositori saranno presenti fino a domenica 4 maggio per accompagnare i visitatori in un insolito percorso in cui si potranno osservare, apprezzare ed acquistare piante da orto e da frutto.

Non mancheranno proposte di sementi, bulbi, attrezzature per il giardinaggio, vasellame, arredo da giardino e artigianato. In esposizione e vendita, pregiate qualità di frutta e ortaggi, con particolare attenzione a quelli antichi appartenenti alla tradizione: prodotti, espressione dell’identità territoriale salernitana, sinonimi di eccellenza - dall’ asparago selvatico allo sciuscillone, dalle piante spontanee del Cilento alle erbe aromatiche. Un evento sarà dedicato, venerdì 2 maggio, alle ore 10.30, alla Rosa di Paestum, cantate da Virgilio e da altri poeti latini. Fiori, frutta, sculture di arte topiaria coloreranno i cinque giorni al ritmo antico della natura. Diversi momenti delle giornate saranno dedicati agli incontri con gli esperti, che illustreranno particolari tecniche di coltivazione. Come sempre una particolare attenzione verrà riservata ai visitatori più giovani con attività ludico-didattico-creative adatte a sensibilizzare e coinvolgere direttamente i bambini nell'opera di protezione e tutela del verde e dell'ambiente. Corsi, inoltre, saranno dedicati alla preparazione dell’orto, della semina, per imparare semplici e utili tecniche per la cura delle colture.

Programma

Mercoledì 30 aprile alle ore 11.30, taglio del nastro con il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ed il presidente di Coldiretti Salerno,Vittorio Sangiorgio. A seguire, si terrà un incontro sulla biodiversità orticola. Nel pomeriggio, dalle 17.30, spazio al corso di “giardinaggio da balcone”. Giovedì 1 maggio, alle ore10.30 e alle 17,30, in programma il corso “Orto in casa”; in serata, concerto dei Musicastorie. Venerdì 2 maggio, alle 9.30, appuntamento con “Le piante coloranti del parco Nazionale del Cilento” e, a seguire, convegno con esperti sulla Rosa di Paestum. Alle ore 11.30, incontro su “La potenzialità delle piante aromatiche”. Sabato 3 maggio, alle ore 10.00, corso dedicato alle famiglie sul compostaggio domestico e alle 10.30 laboratori dedicati alle scuole, in collaborazione con il CRA di Pontecagnano. Infine, domenica 4 maggio, corsi di giardinaggio alle ore 10.30, 17.30 e 20.00.