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mercoledì 13 febbraio 2013

Addio a Tommy, il cane che aspettava in chiesa la padrona morta

                             Addio a Tommy, il cane che aspettava in chiesa la padrona morta http://bit.ly/Z89z21

            CIAO TOMMY ORA LE SARAI VICINO PER DAVVERO E PER SEMPRE.

Ha seguito la sua padrona, pochi mesi dopo la scomparsa. Il cane meticcio di 12 anni, Tommy, era diventato un caso per essere tornato spesso nella parrocchia dove andava a pregare Maria Lochi, la donna che si era occupata di lui e di altri randagi del quartiere. A raccontare la vicenda, il 15 gennaio scorso, era stato don Donato Panna, della Parrocchia brindisina di San Donaci nell'intervista di Valentina Tosoni .



Il 14 febbraio balliamo ovunque per dire che le donne non si toccano

                                    

 


Il 14 febbraio 2013 in tutto il mondo si svolgerà ONE BILLION RISING: il flash mob internazionale contro la violenza, lo stupro e gli abusi sulle donne. Per rispondere a questa violenza Eve Ensler ha  ideato un  flashmob globale, invitndo 1 miliardo di donne e di uomini ad uscire, ballare, alzarsi, manifestare e chiedere la fine di questa violenza.

Un miliardo di donne e coloro che li amano sono invitati ad uscire e danzare. Questo evento si svolgerà in moltissime parti del mondo contemporaneamente, per avere più forza.

One billion rising” è un altro modo di dire che sappiamo, che non siamo indifferenti, che vogliamo attraverso un momento di danza collettiva (Flash mob) mostrare la forza collettiva di chi rifiuta la violenza sotto ogni forma, sia fisica, che verbale, che psicologica.



Il successo da drammaturga è legato principalmente all'opera I monologhi della vagina, scritta nel 1996 e premiata con un Obie Award nel 1997. I Monologhi (tradotti in 35 lingue) sono stati portati in scena a Broadway (con Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith e Winona Ryder) e a Londra (con Kate Winslet e Cate Blanchett) e in altre città europee. Da questa pièce teatrale è nato il V-Day, contro la violenza sulle donne.
La Ensler è anche poetessa, sceneggiatrice e regista

Ebrea di nascita, visse un'infanzia difficile segnata dagli abusi sessuali perpetrati dal padre e dal silenzio della madre sulla vicenda, cosa che la spinse a scappare più volte da casa e ad abbracciare la causa femminista nell'ambito della lotta agli abusi. Vive a New York dove insegna Drammaturgia all'Università.
Nel 1978 si è sposata con Richard McDermott, per poi divorziare da lui dieci anni più tardi. È la madre adottiva del'attore Dylan McDermott




“One billion rising”, c’è anche Salerno



FONTE : LA CITTA' DI SALERNO

Anche Salerno, e soprattutto le sue donne, parteciperanno alla grande manifestazione organizzata a livello mondiale per il prossimo 14 febbraio. Quando si spera che centinaia di migliaia di persone, in diversi angoli del pianeta, scenderanno in strada a ballare per dire no, nel modo più energico e creativo, alla violenza sulle donne. “One billion rising”, questo il nome dell’iniziativa che giovedì, in contemporanea con molte altre città d’Italia, verrà proposta anche a Salerno grazie al comitato “Se non ora quando” formato da diverse associazioni cittadine.
La danza, in ogni sua declinazione, sarà il tema della manifestazione, mentre il “dress code” per coloro che vorranno prendere parte all’evento, dovrà essere rigorosamente il rosso e il nero. Queste le prime indicazioni fornite dagli organizzatori di quello che si prospetta come uno dei più lunghi, partecipati e “global” flash mob mai organizzati. Il lungo pomeriggio contro la violenza dovrebbe prendere il via intorno alle ore 17, da piazza Vittorio Veneto, nel piazzale antistante la stazione. Da lì partiranno le diverse anime dell’evento che proporranno, in un corteo che attraverserà il centro città, i loro slogan e le loro coreografie anti soprusi.
Proprio oggi, alle ore 18, nei locali di Spazio donna, le associazioni promotrici della manifestazione si sono date appuntamento per organizzare nel dettaglio la grande e festosa carovana che senza dubbio vedrà la presenza anche di molti uomini che insieme alle loro sorelle, compagne, mogli e fidanzate saranno in prima fila contro ogni tipo di violenza.





lunedì 11 febbraio 2013

Il Papa Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni per il 28 febbraio

      
                                                   BENEDETTO XVI 

Fonte: Polis blog.it

La notizia, arrivata come un fulmine a ciel sereno e ancora in attesa di aggiornamenti, sulla rinuncia del Papa Benedetto XVI al pontificato fa sorgere moltissime domande: lo può fare? E cosa succede ora?

I precedenti esempi

Clemente I: sul quarto papa della storia cristiana non ci sono molte fonti (secondo alcune era membro della dinastia dei Flavi e parente dell’imperatore Domiziano), e non si sa con certezza neppure l’anno di inizio del pontificato, anche se si tende a collocarlo nel 92 dopo Cristo. Apparterrebbe a lui la prima abdicazione della storia, nel 97 d.C., dovuta a cause di forza maggiore. Clemente venne esiliato dall’imperatore Traiano, e il posto di pontefice venne preso da Evaristo I. Le fonti però non sono concordi, in quanto per molti secoli si ritenne che Clemente venne martirizzato ed Evaristo prese il suo posto solo dopo la morte, avvenuta tra il 99 e il 101 d.C.

Ponziano: caso simile fu quello di Papa Ponziano, pontefice dal 230 al 235. Pochi mesi prima della sua morte, sottoposto a persecuzioni da parte dell’imperatore Massimino Trace, abdicò per permettere l’elezione di un nuovo pontefice. Morì due mesi dopo.

Benedetto IX: caso particolare quello di Benedetto IX, che fu papa per tre volte tra il 1032 e il 1048. Eletto per la prima volta giovanissimo (secondo alcune fonti aveva undici anni), fu detronizzato per qualche mese, poi riconquistò il soglio papale ma lo vendette al suo padrino pochi mesi dopo. Infine lo riottenne per la terza volta, ma infine fu scomunicato per simonia e costretto definitivamente a lasciare il papato.

Celestino V: è il caso più celebre, nonché quello più calzante, di dimissioni di un Papa. Eremita e asceta, Pietro da Morrone venne eletto Papa a sorpresa nel 1294 dopo più di un anno di sede vacante, quando era già in età avanzata. Dopo quattro mesi di pontificato, caratterizzati da un’indulgenza plenaria e da un Concistoro, Celestino V annunciò le dimissioni. Per farlo, emanò una bolla papale (di cui però si sono perse le tracce e che molti storici mettono in dubbio) riprendendo la formula delle rinunce episcopali. Indisse il nuovo conclave, che elesse Bonifacio VIII. Questi decise di porre Celestino V sotto custodia, per evitare che venisse rapito e rimesso sul trono da cardinali filo-francesi. Celestino passò il resto della sua vita da prigioniero, e Dante nella Divina Commedia lo mette nel girone degli ignavi nell’anti-inferno come colui “che fece per viltade il gran rifiuto”.

Gregorio XII: dobbiamo arrivare al 1415 per avere l’ultima abdicazione papale. Gregorio XII era stato eletto nel 1406 mentre ad Avignone regnava l’anti-Papa Benedetto XIII, a seguito dello scisma d’Occidente dopo la cattività avignonese. Per risolvere lo scisma venne indetto il Concilio di Costanza. Questo concilio rimosse Benedetto XIII ma, per arrivare a una pacificazione, Gregorio XII rassegnò le proprie dimissioni per poter indire un conclave a cui far partecipare tutti i cardinali, anche quelli che avevano aderito allo scisma. Gregorio XII passò gli ultimi due anni della sua vita in solitudine ad Ancona, e il suo successore Martino V coniò per lui il titolo di Pontefice emerito




ERA IL 19 APRILE 2005

Il Carnevale di Putignano il più antico d' Europa

                                       
Fonte: www.lapilli.eu
di Maria Serritiello


Da un mio scritto sull'edizione 2010 del Carnevale di Putignano

Quello di Putignano, in Puglia, a 40 km da Bari, è il più antico carnevale d’Italia; anzi la tradizione, di origine non certa, lo fa risalire addirittura al 1394, per cui sarebbe uno dei più antichi d’Europa. La ragione della vecchia tradizione va cercata nella storia della città, quando  i Cavalieri di Malta, che governavano questo territorio, decisero che Putignano sarebbe stata la sede di trasferimento delle reliquie di Santo Stefano di Monopoli, per salvaguardarle dagli attacchi dei Saraceni. I putignanesi, all’arrivo, accolsero festosi i  resti santi e dopo la cerimonia religiosa si abbandonarono a canti, balli  e recitazioni di propaggini (versetti in rima putignanese) che ancora oggi sono nella tradizione del moderno carnevale.
Curiosità Per congegnare lo scheletro dell’impalcatura al primo carro si utilizzò la rete di un pollaio. Con l’avvento del fascismo il carnevale della città, da cerimonia contadina si trasformò in manifestazione borghese e per far sfilare i carri allegorici  si usò la parata, un modello comunicativo, preferito dal regime.  La trasformazione del vecchio carnevale ebbe successo, anche per aver trasferito, nello svago scherzoso, le competenze  di falegnameria delle molte maestranze artigianali del luogo. Dal 2006, il secondo sabato di luglio viene organizzata anche una versione estiva del carnevale e la maschera simbolo di tale manifestazione è “ Farinella” dall’omonimo piatto putignanese.

Caratteristiche. Oltre ad essere il più antico, il carnevale di Putignano, è anche il più lungo, infatti esso ha inizio il 26 dicembre con la funzione dello scambio del “cero”. A partire,  dal 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, nella cittadina si susseguono tanti festosi appuntamenti, tutti di giovedì, nei quali si prendono in giro i vari strati sociali, per cui  in ordine, si celebrano i giovedì dei monsignori, dei preti, delle monache, dei vedovi, degli scapoli, delle donne sposate e dei cornuti. Dopo tanta baldoria il carnevale termina con un comico funerale in cui lui, trasformato in un maiale, attende solo di essere mangiato, prima del digiuno della quaresima.

 Riti che accompagnano il Carnevale di Putignano.
 La festa dell’orso che consiste nell’attribuire all’orso la capacità di riconoscere, con la logica rovesciata della festa carnevalesca, come sarà l’andamento del clima, per la parte rimanente dell’inverno, proprio il giorno della candelora. Per cui se in quel giorno il tempo è buono l’orso si costruisce un “pagliaio” per proteggersi, se invece il tempo è cattivo  l’orso non si costruirà nessun riparo, perché il tempo sarà bello.
Estrema unzione del carnevale.  Alla vigilia del martedì grasso, di sera,  un corteo mascherato con paramenti sacerdotali impartisce una solenne benedizione al carnevale morente, usando strofe in dialetto e spostandosi per tutto il paese.
Il  funerale di carnevale.  Un maiale, che metaforicamente interpreta tutti gli eccessi della festa, viene bruciato nella piazza centrale della città. Il fuoco purifica tutto e non fa eccezione neanche per i bagordi di carnevale. L’indomani,  per 40 giorni, imperverserà la quaresima con i suoi riti  sacrificali e sarà meglio abituarsi, da subito, alle astinenze e ai digiuni. 
 La campana dei maccheroni. Davanti ad una grande campana di cartapesta, issata nella piazza centrale, tutti i cittadini e quanti sono accorsi, si ritrovano per gli ultimi istanti della breve vita del Carnevale, a mangiare un piatto di  gustosi maccheroni e a bere un buon bicchiere di vino,  in allegria.
Edizione 2010

La prima cosa che colpisce il visitatore, appena  giunge a destinazione, è l’altezza davvero imponente dei carri. Gli eccezionali manufatti di cartapesta issati su meccanismi complicati per poter  essere trasportati agevolmente in giro, irridono, travolgono e rappresentano con sottile perfidia i maggiori difetti dell’uomo. La musica sparata intorno fino all’ultimo decibel impacchetta le orecchie, sicché è l’unico suono che si riesce a percepire per tutta la rappresentazione spettacolare. Il corso principale della cittadina appare come un  fiume in piena, invaso da colori sgargianti, da  diverse fogge di mascheramento e da personaggi di tutte le età che, a piedi o arrampicati fino all’ultimo punto più alto dei carri, danzano a ritmi sfrenati e ballano interminabili sambe. Le allegorie dei carri sono ben comprensibili e riprendono eventi, di rilievo nazionale ed  internazionale, riferiti alla politica, all’attualità, alla solidarietà e alla morale. Sfilano così, beffeggiati e  scherniti dai cortei di accompagnamento, su di un carro intitolato “Assalto alla diligenza”, i politici di turno, tra cui  Di Pietro, Fini e La Russa. Pieno di simbolismo, poi, il carro denominato “La Piovra” rappresentato da un immenso polipo dai tentacoli attorcigliati e prensili, pronto ad arraffare tutto . Ed ancora, il carro di  Berlusconi nudo, quello della cattiva sanità, del potere ecclesiastico, della rossa Brambilla, impostata e gambe accavallate e della scialba Gelmini con  enormi forbici, quelle   con cui ha prodotto i tagli  alla scuola. Non  mancano nella sfilata, i carri dedicati alla solidarietà, alla diversità dei popoli  e all’infanzia, insomma tutto un universo sociale reinterpretato buffamente, in modo arguto e con  regole capovolte. Ad animare la sfilata di Putignano non è soltanto la cartapesta ma anche gruppi mascherati che col travestimento, momento di assoluto rilievo del carnevale, rappresentano per strada  veri e propri spettacoli itineranti. I carri, autentiche opere d’arte, vengono realizzati dai maestri cartapestai, in enormi capannoni, affascinanti laboratori, dove  man mano si materializzano per la gioia di chi li vedrà sfilare. Prima di andare via da Putignano, il centro storico merita una visita.
Maria Serritiello








giovedì 7 febbraio 2013

Vasco docet: tutti vogliono una vita spericolata



Con gli auguri  al guru Vasco Rossi che oggi compie 61 anni.

Fonte: tiscali socialnews
di Marco Lodoli

Primo banco, dunque, e non per occupare il posto dei secchioni, ma per stare più vicino a ciò che accade, perché sono miope e per vedere devo accostarmi di più. E' cominciato l'anno scolastico tra tagli e dolori, proteste e aggiustamenti, ma oggi non mi va proprio di infilarmi nel cunicolo del malumore. Oggi voglio raccontarvi quello che mi ha spiegato in sintesi estrema uno studente, approfittando del clima amichevole delle prime ore in classe, quando si cerca il contatto con i ragazzi e ancora si parla del più e del meno.


`A te cosa piace Michele?` ho domandato a un ragazzetto sovraeccitato e con i capelli a zero, che faticava a restare seduto, e intendevo dire fai qualche sport, suoni qualche strumento, leggi qualche rivista, ascolti musica, insomma quali sono le tue passioni? E Michele, figlio della periferia estrema e vittima innocente del caos del nostro tempo, nel suo veloce romano mi ha risposto con disarmante sincerità: `A professò, a me me piace quello che piace a tutti i ragazzi de oggi, me piace solo fa' er matto`, e ha riso forte, ma senza allegria.


In una sola frase bruciante ha riassunto lo spirito del tempo, il desiderio di esperienze estreme, la lontananza da ogni complessa ricerca personale, la voglia di divertimento a tutti i costi, il rifiuto del silenzio, della quiete, dell'attenzione, l'indifferenza alla politica: fare il matto è l'obiettivo ultimo, il mezzo e il fine, la soluzione a ogni problema.


Fare il matto significa fregarsene di tutto e campare alla giornata, forzando ogni situazione, sfasciando ogni limite. Un tempo la trasgressione era la scelta meditata di pochi artisti che mettevano in gioco tutta la loro vita contro la meschinità del tempo.


Oggi è diventato un fenomeno di massa, l'unico modo per sentirsi vivi, e di questo si sono accorti furbamente i pubblicitari, che spingono i desideri fino a renderli sovrani assoluti, perché il desiderio fa girare la ruota vertiginosamente, mentre il pensiero la fa rallentare. La vita spericolata sembra l'unica vita possibile, Vasco docet, e il resto è noia.

                                    Marco Lodoli

Marco Lodoli è uno scrittore di poesie e romanzi ma anche un insegnante di Lettere in un istituto professionale della periferia di Roma. Ha vinto per due volte (nel 1992 e nel 1997) il premio letterario Grinzane Cavour con i romanzi "Cani e Lupi" e "Il vento". L'ultimo suo testo è `Il rosso e il Blu, cuori ed errori nella scuola italiana`.



Al Teatro Delle Arti di Salerno Angelo Venezia e Pasquale Palma

 
 
Foto: Sabato 9 Febbraio TEATRO DELLE ARTI direttamente dal programma televisivo MADE IN SUD risate doc con ANGELO VENEZIA e PASQUALE PALMA prenota la tua risata info 3274934684
 
 
Foto: Sabato 9 Febbraio TEATRO DELLE ARTI direttamente dal programma televisivo MADE IN SUD risate doc con ANGELO VENEZIA e PASQUALE PALMA prenota la tua risata info 3274934684
 
 
 
 
 
Sabato 9 Febbraio
TEATRO DELLE ARTI
direttamente dal programma televisivo MADE IN SUD
 ANGELO VENEZIA e PASQUALE PALMA
 
prenota la tua risata info 3274934684
 
 


 

Ferdinando Imposimato incontra gli allievi del "Publio Virgilio Maroni " di Mercato S.Severino



Ferdinando Imposimato (Maddaloni, 9 aprile 1936) è un magistrato, politico e avvocato italiano. È presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.
Si è occupato della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro (1978), l'attentato al papa Giovanni Paolo II (1981), l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet, e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Si occupa anche della difesa dei diritti umani