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domenica 14 ottobre 2012

I lunedì del "Caffè dell'Artista"di Salerno 2012-2013

DI MARIA SERRITIELLO

Torna, dall'otto ottobre, ogni lunedì, l'appuntamento settimanale del "Caffè dell'Artista", il circolo culturale, che nasce nel  1996 come esigenza di vivere un'esperienza artistico- letteraria  e di promuovere cultura nella città di Salerno. La  sede è presso il Circolo Ufficiale di Via San Benedetto. L'anno sociale 2012-.2013, oltre all'incontro di benvenuto tra i soci, festeggiato con un elegante buffet e servito con impeccabile eleganza dal gestore Giovanni Squizza, ha catalizzato l'attenzione sul concerto musicale del compositore Enzo Siani, virtuoso artista del pianoforte, che ha eseguito sue composizioni. La musica di Siani, una cascata di note che ha invaso magicamente l'antica struttura, in pieno centro storico, è essenzialmente descrittiva, per cui  si riconoscono, piacevolmente, riferimenti mediterranei, classici europei e latini. Questo il programma eseguito:

Flamenco Gitano –Andaluso, L'Aquila della notte, Gli Erranti, Eros Tango, Il Cavaliere dell'Araba Fenice, Nei Mari del Sud, Fin de Siecle-Orient-Express, Irlander Story, Streghe al Chiaro di Luna.

Curriculum  Maestro Enzo Siani
Pianista, Musicista - Compositore, diplomato al Conservatorio di Musica di Napoli, si dedica da anni ad attività concertistica ed alla ricerca di nuovi linguaggi di musica strumentale-espressionista. Ha tenuto serate concertistiche in Italia e all'estero (in Portogallo, Svizzera, Francia) riscuotendo successo e consensi. Ha partecipato a convegni nazionali ed esteri sulla ricerca psichica e crescita interiore, guadagnandosi per questo l'appellativo di "musicista dell'anima". L'originalità della sua musica risiede nella capacità di ampliare gli orizzonti della cultura mediterranea attraverso un viaggio multietnico e multiculturale, rimarcando la corrente "World Music" con nuovi contenuti armonici, sintesi di una sensibilità di tendenza mistica e sonorità orientali. Nel 1997 ha inciso il CD " Spirits of Lights" in collaborazione con Paola Pagano sotto la denominazione di Vedania. Nel 2001 il suo brano "Crisalidi" è stato selezionato fra i primi dieci su seicento partecipanti al Premio Lunezia presenziato da Mogol. Ha realizzato musiche per un video d'interesse storico-artistico per il Museo sperimentale della ceramica. Il compositore è in cartellone per una serie di concerti al Solluan e un cd-live dal titolo "Il giardino d'inverno".
La presidente Florinda Battiloro, a fine concerto, nell'augurare a tutti i soci un anno ricco di incontri culturali, di ottimo livello, com' è solito realizzarli il "Caffè dell'Artista", ha annunciato il programma dei prossimi appuntamenti :
15 0ttobre 2012 0re 18.00
Spettacolo Teatrale "Na festa a sorpresa" della compagnia L'Edera a cura di Tito Di Domenico
22 ottobre 2012 ore 18.00
Spettacolo teatrale: "Farmacia di turno" di Eduardo De Filippo.
29 ottobre 2012 ore 18.00
Presentazioe  del libro "Ho scritto t'avor sulla sabbia" di Lucio Rufolo, a cura di Licia Di Stasio.
5 novembre 2012
In occasione del 50° anniversario della Fondazione del "Movimento Salvemini", visita nella città di Roma.
Partenza ore 7.30 da Salerno, visita dell'Ara Coeli. ore 13.00 pranzo. ore 16,00 celebrazione dell'evento nella Sala della protomoteca in Campidoglio. Rientro in serata

Maria Serritiello






mercoledì 10 ottobre 2012

Onu: giornata bambine, 6 notizie al giorno abusi in Italia, nel mondo 150 milioni stuprate



FONTE:ANSA.IT

Sei notizie in media ogni giorno su abusi e maltrattamenti subite da bambine e ragazze in Italia. E' il dato piu' significativo di un Dossier sulla condizione delle minorenni italiane messo a punto dall'agenzia ANSA, insieme a Terre des Hommes, in occasione della Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze indetta dall'Onu per domani 11 ottobre e presentato oggi alla Presidenza del Consiglio.
Il dossier, realizzato su materiale tratto dall'archivio dell'Agenzia, prende in esame la cronaca di 18 mesi (gennaio 2011-giugno 2012). In questo periodo sono state trasmesse oltre 130 mila notizie di cronaca; i casi di abusi e maltrattamenti che hanno interessato bambine e ragazze sono state 3.196, appunto circa 6 al giorno. Inoltre, si sono registrati 804 casi di pedofilia e adescamento online, sempre in 'rosa', seguiti da fatti di violenze familiari, abbandoni, trascuratezze, bullismo.
I primi cinque casi piu' 'popolari' al centro della cronaca nera per mesi sono stati quelli di Sarah Scazzi (914 notizie), Yara Gambirasio (413), Elisa Claps (304), delle gemelle Schepp (280), assieme alle notizie (46) che ancora oggi arrivano sulla scomparsa di Denise Pipitone.
Un sms solidale al numero 45501, fino al 21 ottobre, per sostenere con due euro i diritti delle bambine nel mondo. E' la campagna 'Indifesa' di Terre des Hommes, triennale, che mira a rafforzare l'impegno nei progetti a favore delle bambine.
Quest'anno – afferma l'Ong - grazie alla raccolta fondi, saranno aiutate le 'bambine domestiche' del Perù, le 'spose bambine' del Bangladesh, le 'mamme bambine' della Costa d’Avorio e le 'bambine salvate dall'infanticidì in India. In Italia, grazie a un accordo di partnership con i centri Soccorso Rosa dell'Ospedale San Carlo di Milano e SBAM della Clinica Mangiagalli di Milano, TdH contribuirA' anche alla realizzazione di progetti di prevenzione degli abusi sulle bambine. "Il problema infatti è anche italiano – afferma Raffaele Salinari, Presidente di Tdh - l'assenza di un vero e proprio monitoraggio degli abusi sui bambini, e in particolare sulle bambine, in Italia, è una delle questioni che Terre des Hommes ha posto alle istituzioni italiane".








domenica 7 ottobre 2012

Dopo 69 anni Operazione Avalanche a Salerno è un museo


FONTE:WWW.LAPILLI.EU
DI MARIA SERRITIELLO

Avalanche"  è stata la più grossa operazione anfibia mai realizzata nella storia. Lo sbarco anglo-americano, secondo solo a quello della Normandia è avvenuto nel limpido mare di Salerno, il 9 settembre del 1943. La "valanga" che si abbatté sul territorio salernitano e sul suo lunato golfo si estese in un'area compresa fra Maiori ed Agropoli.  Furono impiegate 500 navi ed oltre 160 mila uomini, tra inglesi e americani, guidati dal generale Mark Clark, comandante della 5° armata. La città di Salerno si ritrovò, così, ad essere protagonista di uno degli episodi più incisivi della seconda guerra mondiale, che consentì il primo ingresso in Europa degli alleati. Il "D- Day" scattò alle 3,30, a poche ore dalla firma dell'armistizio di Badoglio. Il compito della quinta e ottava armata fu quello di colpire alle spalle i tedeschi che risalivano dalla Sicilia.  Tutto il conflitto costò 50  milioni di vittime e solo a Salerno tra i civili, di morti  se ne contarono 700. Fin qui dai libri e da testimoni, le notizie storiche, dal 28 settembre, invece, l'"Operazione Avalanche" è divenuto un museo, allestito dall'associazione Parco della Memoria della Campania, sito nei locali Di Via Generale Clark, un segno del destino, messi a disposizione dalla Regione. All'interno del museo si trovano divise, cimeli, documenti, manifesti, armi, materiali bellici, e persino un carro armato, alloggiato all'esterno insieme ad un mezzo da sbarco che  fa bella mostra di sé. Lo spazio espositivo si serve di reperti e testimonianze, sapientemente raccolti da ogni parte del mondo  e farà parte di una rete di nuovi musei, come quello che sarà situato a Napoli, sulle "4 giornate", famose per aver determinato, a furor di popolo, la cacciata dei tedeschi dalla città e quello di Caserta sulle "stragi naziste" che nel territorio  giustiziarono 800 civili con colpo alla nuca, non risparmiando neanche i bambini. "Lo sbarco e Salerno Capitale", questo il titolo dato della mostra, che sinteticamente racchiude il periodo in cui la città di Salerno entrò di diritto nella storia. La liberazione dell'Europa partì da Salerno, dice lo storico Nicola Oddati, docente universitario e presidente dell'associazione "Parco della Memoria", citando Winston Churchill  e sempre a Salerno, più tardi,  divenuta capitale d'Italia, dal 10 febbraio al 15 luglio, si posero le basi della costituzione Italiana, L'associazione "Parco della Memoria" è stata ideata da Eduardo Scotti, giornalista salernitano di Repubblica,  di cui è il segretario e  come  suo  è il progetto che tenderà ad unire in rete nuovi musei per la conservazione della memoria. Pannelli di varia misura tappezzano tutto lo spazio a disposizione per racchiudere le drammatiche sequenze fotografiche di quei giorni, mentre nelle teche luminosissime si conserva materiale prezioso, perfino il berretto di un marinaio della nave "Nelson" su cui si firmò "l'Armistizio lungo" del 29 settembre ed ancora, un lucido paracadute di seta bianca e vecchie divise di guerra, fornite dalla Brigata Garibaldi, tra cui quella del tenente Antonio Amato, futuro generale, che partecipò alla battaglia di Mingano Montelungo, la prima combattuta dagli italiani a fianco degli alleati. Alla serata inaugurale è stato presente, quale ospite d'onore, il console americano Donald Moore e il sottosegretario ai beni culturali Gianpaolo D'Andrea.
 "Un dato da tener presente"dice Eduardo Scotti  "nel 2013 ricorrerà il settantesimo anniversario dello sbarco. A questo evento la città non dovrà giungere impreparata, anzi è da considerarsi un attrattore in più per lo sviluppo turistico a cui si prepara. Basti pensare che per il 6 giugno  2014, anniversario dello sbarco in Normandia, in quel luogo, non certo ricco di attrattive, di cui noi siamo abbondanti, ci sono già un milione e duecento mila prenotazioni, solo per l'evento."
L'allestimento in mostra del "D-Day" salernitano, proprio il 9 settembre scorso, a compimento del sessantanovesimo anno, è stato preceduto da una rappresentazione, ultima della consueta rassegna estiva del Teatro dei Barbuti, diretto da Peppe Natella. Lo spettacolo, rievocativo dello sbarco, è stato presentato da una spigliatissima e accattivante Gilda Ricci e dalla voce più bella e carezzevole, che si possa godere, del teatro salernitano, Davide Curzio.  Il"Salerno Day", questo il titolo della serata dedicata alla città, si è avvalso delle  musiche, dirette dal Maestro  Guido Cataldo e di una sua dolcissima composizione  inedita, cantata accoratamente da Diana Cortellessa, mentre per le ricerche iconografiche e storiche, si sono adoperati  Nicola Oddato, Eduardo Scotti e Corradino Pellecchia.
Il Museo, che gode dell'alto patronato della Presidenza della Repubblica è aperto ogni giorno dalle 9.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 20.  Info: www. salerno1943-1944. com
Maria Serritiello





Le Domeniche di Roberto Saviano


Fonte:Facebook 

Le Domeniche
di Roberto Saviano

Le domeniche a leggere tutto il giorno. Le domeniche a casa mia da ragazzino, mio padre ad ascoltare il Napoli. Le domeniche, di sera, per recuperare i compiti rimandati all'ultimo momento. Le domeniche a preparare esami. Le domeniche a giocare a pallone, quelle in cui tua madre ti viene a prendere al campetto perché s...
tai facendo tardi. Le domeniche che aspetti che tutti vadano a dormire dopo pranzo per fare l'amore con la fidanzata. Le domeniche al mercato della Pignasecca, a far la spesa per tutti i coinquilini, è il tuo turno. Le domeniche in giro per cantieri edili a farsi raccontare storie nel giorno in cui c'è meno controllo. Le domeniche a scrivere, scrivere per consegnare. Le domeniche sveglio all'alba per andare al mare. E una sorta di infinito desiderio e adrenalina che saliva all'ultima curva, quella che si chiudeva aprendosi a strapiombo sul mare. Le domeniche a San Leucio: silenzio, cielo e la città di Utopia intorno, proprio lì nel cuore dell'inferno criminale. Le domeniche a leggere ad alta voce Pavese o Scotellaro, a declamare Martin Eden o leggere tutto Landolfi, per sentirsi diversi da tutto. Non migliori: diversi. Di tutte queste domeniche che chissà per quale déjà vu mi son piombate oggi, non me n'è rimasta nessuna. Fiore senza petali.

Roberto Saviano




“Spesso mi si chiede come sia pos­si­bile che delle parole pos­sano met­tere in crisi orga­niz­zazioni crim­i­nali potenti. In ver­ità ciò che spaventa è che tutti pos­sano d’improvviso avere la pos­si­bil­ità di capire come vanno le cose. Avere gli stru­menti che svelino quel che sta dietro” R.S.

Fonte: The official website

Roberto Saviano è nato a Napoli nel 1979. Si è lau­re­ato in Filosofia all’Università degli Studi di Napoli Fed­erico II.
Com­in­cia la sua car­ri­era nel 2002 scrivendo per  Pulp, Diario, Sud, Il Man­i­festo, Il Cor­riere del Mez­zo­giorno e sul sito web let­ter­ario Nazione Indiana.
Nel marzo 2006 pub­blica il suo primo romanzo “Gomorra”, edito da Mondadori.
L’iniziale tiratura di 5000 copie ter­mina in una set­ti­mana, in pochissimo tempo il libro scala le vette delle clas­si­fiche sia in Italia che all’estero. Tradotto in 53 paesi diventa un best­seller con 2 mil­ioni e mezzo di copie ven­dute in Italia e 4 mil­ioni di copie ven­dute nel mondo.
“Gomorra, viag­gio nell’impero eco­nom­ico e nel segno di dominio della camorra” è un romanzo, scritto sulla base di espe­rienze vis­sute, forte­mente accusato­rio nei con­fronti delle attiv­ità del “Sis­tema”: un’organizzazione affaris­tica con ram­i­fi­cazioni impres­sio­n­anti su tutto il pianeta, la cui forza negli anni, è stata sem­pre quella di godere del silen­zio, di essere secante alla grande atten­zione medi­at­ica, di riman­erne ai margini.
Per paura di ved­ersi sem­pre sotto i riflet­tori dell’opinione pub­blica la camorra ha minac­ciato  ripetu­ta­mente Saviano, che dall’ottobre del 2006 vive sotto scorta, per motivi di sicurezza sta­bil­iti dallo Stato, ed è costretto a cam­biare con­tin­u­a­mente dimora.
Da Gomorra sono stati tratti uno spet­ta­colo teatrale, valso a Saviano gli Olimpici del Teatro 2008 come miglior autore di novità ital­iana, e l’omonimo film, diretto da Mat­teo Gar­rone, can­didato al pre­mio Oscar come miglior film straniero e pre­mi­ato a Cannes nel 2008 con il Gran Prix du Jury.
Appare spesso in tele­vi­sione con la lucida con­sapev­olezza che per lui vis­i­bil­ità sig­nifica vita.
Nell’ autunno del 2008 subisce ulte­ri­ori minacce dal clan dei casalesi e molti premi nobel deci­dono di fir­mare in suo favore un appello di sol­i­da­ri­età. Nel novem­bre dello stesso anno viene invi­tato all’Accademia di Stoc­colma – luogo in cui dal 1901 ven­gono asseg­nati i Nobel-  per dis­cutere di lib­ertà di espres­sione e per par­lare di sé, della vita di un perseguitato.
Gli sono state ded­i­cate pun­tate spe­ciali a “Matrix”, “Anno zero”, “L’era Glaciale” e “Che tempo che fa”.
Nel novem­bre 2009 Mon­dadori pub­blica il suo sec­ondo romanzo “La bellezza e l’inferno”,  una rac­colta di arti­coli scritti soprat­tutto sotto regime di protezione.
Il romanzo è diven­tato un monol­ogo teatrale che rac­conta come la parola, da sola, possa rap­p­re­sentare l’unica forma di resistenza di una vita blin­data, come il tal­ento e il cor­ag­gio di per­sone come Miriam Makeba, Lionel Messi pos­sano diventare l’unica forma attra­verso cui la bellezza resiste all’inferno.
Nel marzo 2010 esce invece per Ein­audi un cofanetto con DVD dal titolo “La parola con­tro la Camorra”- il video si apre con un’ orazione civile, un ined­ito asso­luto di quasi un’ora reg­is­trato per l’occasione il 30 otto­bre 2009. Il libro che accom­pa­gna il DVD si com­pone di 3 sequenze: “Una luce costante”, “Cosí parla la mia terra” e “Il rac­conto delle immag­ini.” 
Nel vol­ume si trovano anche scritti di  Wal­ter Siti, Aldo Grasso, Paolo Fab­bri e Benedetta Tobagi.
Roberto Saviano in Italia col­lab­ora con “La Repub­blica” e “L’Espresso”, negli Stati Uniti con il “Wash­ing­ton Post” e il “New York Times”, in Spagna con “El País”, in Ger­ma­nia con “Die Zeit” e “Der Spiegel”, in Svezia con “Expressen” e in Inghilterra con il “Times” .
Per la sua attiv­ità di autore e per l’impegno civile, gli sono stati asseg­nati il Pre­mio Viareg­gio “Opera prima”, il Pre­mio Nazionale Enzo Biagi, il Geschwister-Sholl– Preis, il Pre­mio Gior­nal­is­tico di Lip­sia, il Pre­mio Vàzquez Mon­tal­bàn, il Pre­mio Mar­tinetto e la Lau­rea Hon­oris Causa dell’Accademia di Belle Arti di Brera.
 

È morto Paride Allegri, partigiano e attivista ambientale


Fonte; 24 emilia.com

È morto a 92 anni l’agronomo Paride Allegri, noto per esser stato comandante partigiano della 76ª Sap con il nome di battaglia "Sirio" e per il suo impegno come attivista verde cominciato già dai primi anni 60. Nato il 23 novembre 1920 a Collagna, sull'Appennino reggiano, era malato da molti anni di Parkinson. Si è spento nella sua casa di Montalto, nel comune di Vezzano, dove era assistito dalla moglie Linda. Lascia anche i tre figli Francesco, Giovanna e Sandro.

Nel 1937 inizia a frequentare l’oratorio di San Rocco a Reggio Emilia per poi diplomarsi come perito in Agraria. Conseguito il brevetto di pilota civile, organizza un nucleo di resistenti con gli ex compagni di scuola. Dal gennaio 1945 guida la 76ª brigata Sap “Angelo Zanti” fino alla Liberazione con il nome di battaglia di "Sirio". Consigliere comunale nella prima consigliatura di nomina prefettizia (1945-1946) come rappresentante dell'Anpi, dal 1945 al 1948 Allegri organizza la scuola convitto “Rinascita” di Rivaltella.

Dopo la lotta di Liberazione la sua militanza e il suo impegno civile si rivolgono al pacifismo, alla politica e all’ambiente. Fino al 1950 lavora per il Movimento cooperativo nel sud Italia. Dal 1958 al 1978, invece, passa a dirigere il servizio del verde pubblico del Comune di Reggio Emilia. Dal 1985 al 1986 è di nuovo consigliere comunale nel partito dei Verdi, mentre nel 1987 fonda “Resistenza Verde” e nel 1999 dà vita al Centro per la riconciliazione dei popoli, il disarmo universale e la difesa del creato, di cui è stato anche presidente. Sua l’idea, già dagli anni '80, di realizzare un bosco urbano nella zona del Campovolo.

E’ stato inoltre autore di testi e ispiratore di spettacoli teatrali. Durante la lunga vita Paride, chiamato da alcuni il Gandhi reggiano, ha ricoperto anche il ruolo di vicepresidente dell'Associazione italiana di biodinamica. Ha combattuto per il rispetto della terra e dell’uomo arrivando anche a incatenarsi come forma di protesta. Famosa la comune fondata nella sua casa di Ca’ Morosini, sulle colline reggiane, dove aveva piantato oltre 3mila alberi e ospitava persone provenienti da tutto il mondo. Fino a lì era arrivato dal Giappone Fukuoka, inventore di un metodo di coltivazione biodinamica.

La sua storia è stata d'ispirazione per lo spettacolo teatrale Il cerchio dei ciliegi del regista bolognese Bruno Cappagli. In occasione del V-Day 2 del Movimento 5 Stelle per l'informazione libera, datato 25 aprile 2008, lasciò un messaggio rivolto ai giovani di oggi che fu rilanciato anche dallo stesso blog di Beppe Grillo

I funerali si  sono svolti nella giornata di sabato 6 ottobre a Montalto in forma privata, come lui aveva disposto prima di morire.




"Tardi" il nuovo singolo dei Rei Momo



I Rei Momo, all’uscita di ogni loro singolo, pongono molta attenzione ai video- clip che accompagnano le esecuzioni. Questa volta per “Tardi”, il bellissimo pezzo, il terzo estratto dall’album “I Demoni”, si sono serviti di raffinate immagini in bianco e nero, tratte dal film capolavoro “Il Monello”. Nel video appare Chaplin e si deve essere molto bravi e i Rei Momo lo sono, a superare, con la musica, Charlot. “Tardi” affronta il tema della seconda volta nella vita, molto caro ad ognuno, soprattutto se la prima è andata non bene, così tardi non è se si presenta una seconda  possibilità. “Nell’algebra dell’esistenza, incognita davvero importante è capire di aver vissuto l’amore che travolge l’istante…” così l’inizio della canzone, dal che si comprende che essere travolti dalla passione è ciò che dà la possibilità di non avere rimpianto del”tardi”. Gli anni che passano sono i soli a non fare sconti si che afferrare l'occasione è un imperativo categorico.

Commento.

Ci stanno abituando bene i Rei Momo, la loro è dolce melodia ed i contenuti sono  preziosi intrecci che abbelliscono ancor più  i pezzi musicali. La voce di Ennio Cavuoti è carezzevole, come lo è il ritornello, che già si attende appena il canto ha inizio. Non c’è che dire i Rei Momo, nel panorama musicale, si sono creati uno stile tutto loro e ciò che è lodevole non è imitativo di nessuno. Buona musica, ottimi gli arrangiamenti, profonda conoscenza musicale e voci accattivanti. I testi, poi, sapienti quanto basta, per essere canticchiati da tutti, sono un punto di forza a loro favore. Al  terzo singolo, tutti di buona fattura, i Rei Momo, sono ormai una piacevole realtà tutta italiana ma che onora il Sud. Da loro si attende solo il meglio, infatti ogni volta è così.



Rei Momo sono una rock-band italiana composta da Ennio Cavuoto (voce e basso), Michele Criscuolo (chitarra) e Pasquale Riccio (batteria). Il nome “Rei Momo”, letteralmente “Re del carnevale”, è tratto dal titolo di un album di David Byrne, storico membro dei Talking Heads, ed è in armonia con lo spirito del gruppo. Nel senso più profondo, infatti, il carnevale non è altro che uno spettacolo senza ribalta e senza divisione tra esecutori e spettatori, nel quale sono abolite le norme della vita sociale, viene meno qualsiasi distanza tra le persone e v'è combinazione tra sacro e profano, tra sublime e infimo, tra grandioso e meschino, tra saggio e stolto. E' un simbolo di libertà, un mondo al contrario nel quale si assiste al rito dell’incoronazione e scoronazione del Rei Momo, un uomo qualunque che, nella vita rovesciata, è tutto l'opposto di un vero re. Ad oggi la band ha all’attivo numerosi brani inediti e concerti live in diverse città italiane. Per alcuni anni ha collaborato con il cantante Mango, partecipando, come Special Guest, ai tour 2009 e 2010 dell’artista lucano e suonando in alcuni tra i più importanti teatri italiani, tra cui il Gran Teatro di Roma (16 febbraio 2009 e 5 marzo 2010), il Teatro Smeraldo di Milano (23 febbraio 2009), il Teatro Augusteo di Napoli (9 marzo 2009 e 15 marzo 2010) e il Teatro Verdi di Firenze (30 marzo 2010). Il primo singolo estratto dall'album di Mango "Gli amori son finestre" porta la firma dei Rei Momo e si intitola "Contro tutti i pronostici". 


 "Tardi" è il terzo singolo tratto dall'album "I Demoni"



Maria Serritiello

giovedì 4 ottobre 2012

A scuola d' Europa, nei progetti formativi, al Liceo Statale Alfano I di Salerno


FONTE: WWW.LAPILLI.EU
DI MARIA SERRITIELLO

Il 25 settembre scorso, alle 10,30, nell'aula magna  del Liceo Statale Alfano I di Salerno, si è tenuto un importante incontro con allievi, professori, esperti e tutor,  presente il Dirigente Scolastico, Antonio Lepre  e la Vice Sindaco, Prof.ssa Eva Avossa, Assessore alla Pubblica Istruzione. Occasione d'incontro è stata la conclusione dei Progetti CS FSE02_ POR_CAMPANIA-2012-535 "Rivisitare i nuovi linguaggi della comunicazione nel settore artistico musicale", svolto a Berlino dal 16 agosto al 12 settembre (a cui hanno partecipato 15 alunni della classe III A del Liceo Musicale Alfano I, selezionati per aver ottenuto la media più alta nelle discipline musicali) e  "Integrarsi nel miglior sistema formativo europeo", svolto in Finlandia da 15 alunni del Liceo Scienze Umane, ex  socio-psico-pedagogico  Alfano I di Salerno, classi III e IV, selezionati anch'essi in base al merito e all'impegno, dimostrato durante l'anno scolastico 2011-2012.
Gli stage sui sistemi formativi europei si sono svolti l'uno nella città di Jyväskylä, la più importante della Finlandia centrale e l'altro a Berlino, nella solida Germania. Sia l'uno che l'altro stage sono stati per gli allievi una preziosa esperienza socializzante ed educativa, un'occasione unica per quanto appreso e per come si è svolta. Jyväskylä, dove i ragazzi si sono fermati, è una città su misura per i giovani a cui contribuiscono attivamente, per tenerla al ritmo con i tempi,  sia l'Università, ricca di tradizioni, che il dinamico Politecnico e per questo è  definita una città giovane e piena di brio. L'Università e il Politecnico di Jyväskylä sono tra gli istituti di insegnamento superiore più popolari della Finlandia. Le allieve che con interesse ed entusiasmo hanno partecipato allo stage formativo  hanno potuto  sperimentare non solo un nuovo modo di apprendere ma anche  constatare che quando una nazione investe sul capitale umano è più capace di affrontare le sfide della globalizzazione. Lo stage si è svolto in 4 scuole (una ogni settimana) in ogni grado di istruzione. Quello che più ha colpito le stagiste è stata la cura dell'ambiente scolastico, il metodo usato per favorire l'apprendimento, l'attrezzatura  e i laboratori per lo svolgimento pratico delle lezioni, il rapporto con gli insegnanti e la possibilità di convivenza tra docenti ed alunni, anche durante il pranzo svolto a scuola.
Gli allievi veicolati nella città di Berlino, invece, sono stati seguiti dai tutor dell'UdK Thomas Hennig, direttore d'orchestra e direttore musicale del coro, Ron Lepinat, insegnante di pianoforte ed accompagnatore, Gerald Klose, docente di interpretazione e letteratura del canto. Ogni giorno l' attività si  è conclusa con un concerto finale, esibizione  curata dagli  stessi allievi. Anche questa esperienza e scambio interculturale è stata di livello eccellente, sia per la formazione attuale che per quella futura dei partecipanti. Il Liceo "Alfano I" di Salerno, oltre l'esperienza  realizzata con i POR C 5, partecipa, da  molti anni, a viaggi di studio all'estero  per le lingue, in Francia , Spagna , Germania e Inghilterra, per  consentire ai ragazzi di  apprendere  le lingue  nei Paesi di origine e   conoscere le realtà europee.
E' questa la scuola che piace, operativa e  fattiva nel preparare i propri allievi ad essere cittadini del mondo. Una scuola che, attraverso l'istruzione e le competenze acquisite, rende liberi e consapevoli i futuri professionisti di scegliere dove espletare la propria professionalità e se il luogo si chiama Europa, nessuna difficoltà. Ma c'è di più all'Alfano I, esso, infatti, rientra tra le scuole candidate al piano per la dispersione scolastica, progetto del Ministro Barca. E' di qualche giorno addietro la visita delle scolaresche nel territorio di  Scampia, noto per l'alto tasso di abbandono scolastico,  per partecipare alla conferenza interregionale. Una scuola iperattiva, dunque, che si adopra intelligentemente, per la crescita umana e culturale dei suoi allievi, coadiuvata da docenti di grande professionalità e spessore d' impegno civile, com'è giusto che sia.

Maria Serritiello