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martedì 3 maggio 2016

Inaugurata a Salerno il 25 aprile la stazione Marittima di Zaha Adid


Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello
pubblicato il 28 aprile 2016

Una giornata da riviverla tutta, per la quantità di emozioni provate, forsanche con la pioggia ed il vento sferzante che, per capriccio di primavera, si sono abbattuti su Salerno, nel giorno dell’inaugurazione della stazione marittima di Zaha Adid.
Uno scenario d’incomparabile bellezza si apriva ai nostri occhi e Salerno bella così non è mai stata. Per il meraviglioso gioiello è accorsa una folla straripante di persone, perché ognuno è voluto esserci per assistere all’evento più significativo, che getterà la città nel panorama mondiale. Chi l’ha voluto fortemente e con volontà tenace, tutta alfieriana, è Vincenzo De Luca, ex sindaco di Salerno e attuale governatore della Campania. Meno male che ci sono uomini che vedono più degli altri il futuro e che sanno più degli altri offrire, con determinazione ma anche con emozionalità, un sogno collettivo.
Vincenzo De Luca ha avuto ed ha il pregio di disegnarsi nella mente con lucida razionalità la “città ideale”, ovvero la Salerno che può e deve fare il salto di qualità, per averne le caratteristiche. Si è battuto come un gladiatore dell’antica Roma, avversato e osteggiato da più parti, ma non si è mai scoraggiato, anzi la lotta l’ha reso più coriaceo, sicché il 24 aprile, visita-bliz del premier Matteo Renzi per un’anteprima dell’opera ed il 25 aprile, inaugurazione, sono stati per lui, giorni di pura felicità.
Alle 11,30, sotto una pioggia battente, l’ostrica di Zaha Adid si è aperta e la perla del suo interno, è stata visibile a tutti. A tagliare il nastro con Vincenzo De Luca, il Sindaco f.f. Vincenzo Napoli, Mimmo De Maio, assessore all’urbanistica ed i rappresentanti dello studio di Londra di Zaha Adid, gli architetti collaboratori: Patrick Schumacher e Paola Cattarin.Zaha sarebbe stata felice di presenziare all’inaugurazione” ha detto Patrick Schumacher, in conferenza stampa, tradotto da Olga Fernando “perché era molto affezionata a quest’opera, privilegiata con il Maxxi di Roma e lo Science Centre di Wolburg ed era grata alla città di Salerno per averle dato fiducia”. “Vincenzo De Luca” ha continuato “ ha  posto Salerno al primo posto in Italia, per la maggiore concentrazione di opere di grande architettura contemporanea firmate: David Chipperfield (Cittadella giudiziaria), Riccardo Bofil (Crescent ), Santiago Calatrava (Marina d’Arechi) e Zaha Adid ( Stazione marittima), un simbolo d’Italia nel mondo.”
Questo è il segno di ciò che volevamo realizzare” le testuali parole del governatore della Campania, “trasformare Salerno, in un grande museo aperto, la città dell’architettura contemporanea, in grado di richiamare migliaia di ragazze e ragazzi, intellettuali ed architetti in grado di apprezzare questa bellezza unica ed innescare un circuito di turismo culturale. Oggi non c’è al mondo” continua col dire “un approdo turistico bello come quello di Salerno. Questo deve essere il simbolo della nuova Italia ed anche per questo è venuto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, un’Italia gelosa della propria storia, del proprio patrimonio, della sua arte, della sua archeologia, del suo ambiente, ma anche un paese dinamico capace di offrire a migliaia di ragazzi, nel campo dell’architettura, dell’ingegneria, del designer, di avere un’occupazione di lavoro, d’impegno e di vita. Io credo che questo sia il modo migliore per ricordare Zaha Adid, la quale ci lascia una grande straordinaria eredità”
Ecco, ora l’opera di una bellezza inimitabile, con la sua forma sinuosa e le sue volute avvolgenti, che non potevano non appartenere ad una donna, è sotto gli occhi di tutti e del mondo intero. Ci ha lasciati così, senza che l'applauso dell'ultima sua opera la raggiungesse, senza aver visto il suo lavoro finito e senza essere circondata dall'affetto di una città riconoscente, consapevole della visibilità, che da oggi in poi le capiterà di vivere, accumunata alle tante altre del mondo, dove la sua orma. Tutte le sue opere sono stupende, ma la Stazione Marittima di Salerno è splendida, sospesa com'è tra cielo e mare, ricoperta dai mille e più led luminosi, divenuti, ora, stelle al contrario che, ogni sera, all'accensione la raggiungeranno.
Maria Serritiello
 
 
 
 
 
 
 

Inaugurato a giardino il sotto piazza di Ogliara, ad opera dei soci della Pro Loco.

 
 
Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello
 
Cittadinanza attiva è un volontariato che, quando mette l’impegno, riesce ad ottenere validi risultati. E’ il caso di Ogliara, la zona più panoramica delle Colline di Salerno, che, il 24 aprile scorso, ha inaugurato uno spazio di verde attrezzato nel sotto piazza. Ad essersi prodigata, per il recupero dell’area, l’attivissima Pro Loco, di concerto con l’Amministrazione Comunale, per la propria parte di competenza. Il bel lavoro, dopo vari mesi d’impegno e di progettualità, ha restituito alla comunità un spazio fruibile e godibile, dove altrimenti una discarica a cielo aperto. Mancava nell’ampia piazza di Ogliara, guardata a vista dal frondoso tiglio secolare, che la ricopre tutta, un luogo di aggregazione, recintato come quello attuato, con soluzione di arredo, ad esempio panche, cupoline, gazebo e grosse voliere in cui sono ricoverati uccelli ed oche. Un tentativo d’intervento estetico, e ne è una prova il fiore di ceramica che fa bella mostra di sé in uno spazio riservato dell’aria, tutta sterrata e addobbata da fiorite aiuole, ma anche funzionale, per aver pensato a toilette che potessero servire a pubblica utilità. L’opera, una margherita dai petali larghi ed una faccina allegra al centro, al posto del pistillo, è stata donata dall’artista Lucio De Simone, alla Pro Loco, Presidente Luigi Cuoco, che all’organizzazione dedica gran parte del suo tempo libero. L’artista salernitano, classe 1963, lavora e vive a Salerno ed ha al suo attivo un curriculum d’eccellenza, che si riporta di seguito: Maestro d'arte in forgiatura e modellazione ceramica, artista polimaterico, con predilezione alle creazioni plastiche e pittoriche, vicepresidente di un'associazione per la promozione dell‘arte “Spazio Uparte Salerno”. Scenografo modellatore e vasaio presso la ceramica artistica Solimene di Vietri sul Mare. Ha al suo attivo diverse personali e collettive.
Al taglio del nastro, dinanzi ad una folla contenta di avere un proprio spazio per la socializzazione e per il gioco protetto dei loro bambini, presenti il Sindaco, Vincenzo Napoli, l’Assessore all’urbanistica Mimmo De Maio ed Eva Avossa, Assessore alla Pubblica Istruzione, i quali, a turno, hanno lodato l’iniziativa virtuosa dei cittadini. Non è mancata all’inaugurazione, la benedizione dell’attivissimo parroco Don Giuseppe Grieco, il quale è sempre fattivo ad ogni iniziativa L’effetto city, che diviene sempre più bella, ricade anche sulla periferia e di ciò non si può non essere soddisfatti. Migliorare il territorio di cui si fa parte e farsene spontaneamente carico, credo sia il massimo della partecipazione civile, Ogliara lo sa, l’ha fatto e lo mostra a sé e a tutti i cittadini che amano il proprio territorio, invitandoli a fare altrettanto. Basta la passione, e i soci della Pro loco, ce l’hanno messa tutta, per far rinascere come salottino buono un pezzo di terra abbandonato. Evviva il volontariato della Pro Loco, se produce questi risultati. E siamo solo all’inizio, per fine maggio, infatti, un’altra significativa manifestazione, l’Infiorata, che si sta sempre più perfezionando e in luglio la Sagra delle Pennette Ogliarese, faranno accendere di nuovo i riflettori, su quest’angolo bello della città.
Maria Serritiello 
 
 
 
 

giovedì 28 aprile 2016

A Sonia Nardiello è stato dedicato il concerto all’Archivio di Stato di Salerno



Fonte :www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

E’ stato un concerto particolare, quello del 19 aprile scorso, all’Archivio di Stato di Salerno, dedicato a Sonia Nardiello, funzionaria dell’Archivio stesso. La mestizia è calata sui presenti, come un manto di lutto, nel ricordare chi frequentava con assiduità gli eventi musicali, tutti di ottima esecuzione e che si susseguono, grazie all’Associazione Culturale Cypraea, di Salerno e Provincia che li promuove. Avrebbe compiuto 51 anni la dolcissima Sonia, appassionata di musica, se non se ne fosse andata prematuramente, un anno fa, a far compagnia agli angeli. Era stata proprio Lei, anni addietro a mettere a disposizione, la bella Sala Bilotti dell’Archivio di Stato, per l’Associazione Culturale Cypraea. La presidente per Salerno e Provincia, la Prof.ssa Pina Gallozzi, unitamente alla famiglia della giovane, promuovendo il concerto di tre valenti pianisti: Alessandra Greco, Enrico Vigorito, Marina Rosato, hanno inteso così commemorarla, nel giorno del suo compleanno.
La sala Bilotti, affollatissima di persone, accorse al richiamo affettivo che li legava a Sonia, ha riecheggiato di fluide note di autori eccellenti e conosciuti come: F. Chopin, M. Ravel, F. Liszt, S. Prokofiev, C. Wieck,  Granados.
I giovani pianisti hanno eseguito
                                     Enrico Vigorito
  F. Liszt,: Am rhein im schonen strome
  S. Prokofiev: Sonata n:5
                                   Alessandra Greco
F. Chopin: Due Notturni op 27
M. Ravel: Sonatina
                                      Marina Rosato
C. Wieck: Mazurka e Notturno
Granados: Allegro de Concierto
Scorrono veloci, le abili mani, dei tre artisti, sui tasti e note appassionate si ascoltano, un fluido energetico passa dall’uno all’altro dei presenti assieme al ricordo di chi non c’è più. L’esecuzione perfetta dei giovani talenti hanno reso il concerto doppiamente ricordevole.
Un ramo bianco di ciliegio su di un cielo azzurro, su cui c’è scritto il nome con impresso il volto di Sonia, un post fisso, emanato dal pc, ingigantito e proiettato sul fondo, mentre a lato del pianoforte, un fascio di fiori bianchi stanno a ricordare la sua giovinezza.
 
Maria Serritiello
 
 

Al Caffè dell’Artista di Salerno con Geppino Lauriello si parla di “Las Tunas de Espagna”



Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello
Il dottor Geppino Lauriello al Caffè dell’Artista di Salerno, è di casa e le sue performance sono sempre di buon livello, così l’ultima del 4 aprile scorso. L’argomento della serata, le Tunas spagnole, ha vivacizzato la sala, stracolma di persone, il dottor Lauriello ha un seguito da star, sicuro che ogni suo intervento apporta nuova conoscenza. Ed ecco che la Spagna con il suo coloritissimo folklore è entrato nella sala Moka, dove si riuniscono gli iscritti ogni lunedì, invadendola con le belle immagini e i coloratissimi filmati, che Geppino Lauriello, collaborato dal suo fedele amico, Mimmo Pagliara, ha sapientemente raccolto.
La Spagna, come tutti sanno, è una terra ricca di tradizioni e di folklore, con manifestazioni belle e toccanti, tra queste meno note, ma non per questo meno deliziose e trascinanti, sono le tradizioni goliardiche che ancora animano le Università spagnole e che, portate sulle strade, suscitano allegria e coinvolgimento nelle migliaia di turisti che incontrano con la loro vivacità e il loro brio. Si tratta della tunao estudiantina, un’istituzione studentesca universitaria spagnola di carattere culturale, espressione di giovanile ed esuberante folklore ispanico, che mantiene viva la tradizione ereditata dagli antichi scolari spagnoli e clerici vagantes del XIII secolo.
 La tuna è formata da un complesso musicale di giovani studenti universitari (ma oggi anche di maturi professionisti amanti della melodia e delle tradizioni e animati da gagliardo spirito giovanile), studenti che, indossando l’abbigliamento medievale ordinario dei loro antichi colleghi e riuniti in gruppo, cantano e suonano, girando per piazze e città,  borghi e villaggi, sotto i portici di vetusti palazzi, nei parchi e nei teatri e come anche nelle severe aule universitarie, portando dovunque una ventata di allegria e di spensieratezza, la stessa che ha aleggiato nella sala e che ha fatto cantare le belle melodie, di quelle conosciute, alle signore.
 
Maria Serritiello
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Cena spettacolo al C.C.C. Francavilla di Salerno

Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello
Sabato 2 aprile al C.C.C. Francavilla, presso Casa Ruggiero di Via Lungomare Colombo, 23 Salerno, si è insediato di nuovo il Jazz e con esso la voglia di fare aggregazione. Tante le persone ad assistere alla bella performance della Hot Jazz Band Salerno di cui i nomi:
Paola Forleo – voce
Antonio Cavaliere – piano
Mario Pironti –basso
Enzo Negro –batteria
Sergio Squitieri- sax
Giorgio Puljizevic-tromba
Uno spettacolo di ottimo livello, graditissimo dai presenti, consapevoli che pochi locali offrono musica live di buona qualità. I brani eseguiti, tutti apprezzabili per notorietà e peresecuzione, hanno accompagnato la conversazione e l’ottima cena approntata da Francesco Stanzione del RistoPab “Delirium”. Come sempre avviene per le serate Jazz, allo spettacolo di prima serata, si aggiunge la Jam Session che aggrega musicisti di gran pregio: Leo Aniceto (piano), Umberto Amighetti (voce), Martina Nappi (voce), Salvatore Negro (sax). Musica ed il jazz è il più adatto ad essereil collante preferito per stare insieme in serena e sana allegria come, per l’appunto, le serata al C.C.C Francavilla.
 
Maria Serritiello
 
 

L’Associazione culturale Cypraea tra versi e musica al Circolo Canottieri di Salerno



Fonte: www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Una bella intuizione quella dell’Associazione Culturale Cypraea, sezione di Salerno e Provincia, Presidente Pina Gallozzi, che da anni porta avanti il discorso dei giovani talenti, in special modo musicali, organizzare il Festival della Poesia dei Giovani, II edizione. La serata del 5 aprile scorso, affollata di presenze che di cultura, a largo raggio, si nutrono, come ad esempio Elena Ostrica Presidente Centro Artisti Salernitani,di Pina Sozio vicepresidente della suddetta associazione ed ella stessa poetessa dialettale, oltre che in lingua,ha ospitato i poeti: Mariano Ciarletta, Chiara Ripoli, Melania Scarpa, Antonio Verolino, Umberto Vigorito. A condurre la serata, affiancando l’infaticabile Pina Gallozzi, in modo impeccabile, socializzando il pensiero e la poesia dei giovani autori, da ottimo affabulatore,il Prof. re Franco Bruno Vitolo, critico letterario. La serata è stata allietata oltre che dai versi dei giovani poeti, a cui va il nostro plauso, per la dedizione alla nobile arte, dai musicisti Gianluca Buonocore(pianista):Allegro con brio, sonata 47,di Muzio Clementi,Margherita Rispoli (soprano)Ave Maria  (F. Schubert,Vincenzo Merola (Violinista): Sonata n. 1 – Adagio (J.S. Bach e Sonata n. 1 – Giga (J.S. Bach),  Margherita Rispoli (soprano):   Me voglio fa’ ‘na casa (di Gaetano Donizetti eQuel guardo il cavalcar (di Gaetano Donizetti, da Don Pasquale). Una serata perfetta, un angolo di arcadia trasferito al Circolo Canottieri Irno, dove è il mare azzurro, uno squarcio d’incomparabile bellezza, a fare da sfondo a ogni evento ospitato

Maria Serritiello
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" 1861! La brutale verità” ultimo lavoro in concorso al Festival Teatro XS città di Salerno, ottava edizione




Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

L’ultima rappresentazione in concorso, al Genovesi di Salerno, per il Festival Teatro XS, domenica 10 aprile è stata " 1861! La brutale verità ", tratto dall'omonimo libro di Michele Carilli, elaborato per il teatro dallo stesso autore e spettacolarizzato dalla Compagnia "La Nuova Rivoluzione" di Reggio Calabria.
La scena si apre scura, sulla sinistra quattro croci scarne a fungere da appendiabito, per le quattro voci, dai timbri completamente diversi, a stigmatizzare i vinti ed i vincitori. Gabriele Profazio, voce narrante della pièce coinvolgente, per essere la nostra storia, presta all’uopo, di volta in volta il corpo e il timbro opportuno. Ora è Franceschiello, il Re delle Due Sicilia, sfilando la giubba militare gallonata dalla gruccia, ora è uomo di giustizia, indossando la toga nera, il colore è già presago di torbide sentenze ed ancora dei mitici bersaglieri, i valorosi piumati della Breccia di Porta Pia, ecco la testimonianza di uno di essi, con la parlata strascicata del settentrione, sulle malefatte perpetrate ai danni dell’inerme popolazione. Un brutto periodo storico questo in esame, che continua ad essere narrato attraverso uno dei tanti deportati nei campi di concentramento, maglietta sdrucita, pantalone leggero e null’altro addosso per ripararsi dal freddo secco e bruciante di Fenestrelle, in Val Chisone, detta anche la grande muraglia piemontese. Davanti alle croci-stampelle, una sedia anonima a dare riposo al narratore nei momenti in cui si fanno più tristi le preoccupazioni dei suoi paesani. Più in là due musici, Alessandro Calcaramo e Mario Lo Cascio, con lucidi strumenti, chitarre, bouzouki e percussioni, consapevoli di partecipare ad una condizione di scippi subiti, di storture patite e di morti annunciate. Sono fissi sulla scena, quasi pietre dolenti e musiche pur essi, mentre più in là, discosta, una voce femminile, ogni volta, si fa suono, ritmo, dolore, pianto, lamento, preghiera, rimpianto, nostalgia, amore. Tutta la sua terra, la Calabria, è là nella sua voce e lei è Marinella Rodà.
“1861 La Brutale verità” è quella che non conosciamo, perché la storia la scrivono i vincitori, la realtà, a quel tempo, fu ben altra e non la si è letta sui libri scolastici. Garibaldi, prima, e l'esercito torinese, dopo, fecero alla popolazione del Regno delle Due Sicilia, in nome dell’Unità d'Italia, decisa in alto loco, ma tutta sulla testa di chi poco o niente aveva a che spartire con le loro istanze, “quello che i nazisti fecero a Marzabotto, tante volte per anni e che nelle rappresaglie si concessero la libertà di stupro sulle donne meridionali, che i fratelli d’Italia ebbero diritto di saccheggio delle città del sud, che praticarono la tortura e che la loro ferocia unita alle stragi, a detta di un ex garibaldino, in parlamento, fu paragonabile a Tamerlano, Gengis Khan ed Attila (Pino Aprile- Terroni )”.
Uno spettacolo, quello assistito, tutto teso ad impattare la verità storica e la musica e i canti inseriti, ne ingentiliscono dolorosamente il racconto che, non è volto ad inselvatichire gli animi, né tanto meno a far questione sull’opportunità o meno dell’Unità, ma sulle modalità usate certamente sì. La narrazione ci consegna dati che rivelano quanto è stato grande il tributo pagato dal meridione in termini economici, ad esempio si apprende che nelle province napoletane e in Sicilia, il numero dei poveri erano poco più di centoventimila, ovvero l’1,40% della popolazione e che trattasi di una percentuale in linea con gli altri stati preunitari. Il Sud non era più povero degli altri, anzi la forza lavoro rappresentava il 51% sull’intero totale, le 5000 fabbriche di varie dimensioni dava agli occupati del Sud, un sostanziale benessere. Nella rassegna internazionale di Parigi del 1856, il Regno delle Due Sicilie si aggiudicò il terzo posto in Europa, dopo l’Inghilterra e la Francia, per sviluppo industriale. L’Opificio Reale di Pietrarsa, la più grande fabbrica d’Italia era l’unica in grado di costruire motrici navali, oltre a possedere la tecnologia idonea alla costruzione di binari ferroviari. Il primo vascello a vapore del Mediterraneo, il Ferdinando I, costruito proprio nel Regno delle Due Sicilie, fu anche il primo al mondo a navigare in mare aperto. Il cantiere di Castellammare di Stabia era il primo per grandezza del Mediterraneo e nel quale furono costruite due navi scuole, ancora oggi vanto per il nostro paese: la Cristoforo Colombo e l’Amerigo Vespucci. La flotta mercantile del Regno era seconda solo a quella inglese e quella militare solo a inglesi e francesi. Tutta l’area meridionale si apprende, tra le tante evidenziate dalla voce pacata e ferma di Roberto Profazio, era, in tutti i campi, ricca di tali eccellenze da competere con le forti nazioni di allora, dal che si capisce il perché della bieca operazione invasiva fatta dai piemontesi. Ed anche il brigantaggio, considerato dai testi ufficiali, un grave fenomeno d’insubordinazione, acquista significato di riscatto, dignità e difesa del proprio territorio.
75 minuti di scena per raccontare l’invasione subita, perché di essa si tratta e non di pacifica annessione, dal popolo meridionale, per riscoprire identità ed orgoglio, soffocati dalle falsità dell’oppressore. La storiografia ha occultato per troppo tempo la verità perché non si poteva consentire che il popolo “liberato” si opponesse al proprio liberatore.
Un lavoro eccellente “1861 la brutale verità”, un pezzo teatrale ben dosato tra verità storiche, ancora sconosciute ai più e musica dolce, dolente che la voce profonda ed espressiva di Marinella Rodà ne ha esaltato i momenti salienti, la dolenza della sua voce, infatti, ricorda in più punti, Amalia Rodrigues, la celebre cantante di fado portoghese.
Raccontare la storia del Risorgimento in teatro, l’avevano già fatto, nel 1961, Garinei e Giovannini, con la commedia musicale “Rinaldo in campo”, per il centenario dell’Unità d’Italia, ma che differisce da “1861 la brutale verità”, per essere una storia romanzata ed a lieto fine, senza nessuna denuncia sociale e senza nessuna conoscenza che potesse riequilibrare, almeno moralmente, il torto subito da intere popolazioni. Degno di lode, Michele Carilli, autore e regista, esso stesso, per l’operazione culturale di recupero storico e per l’impegno profuso nella ricerca.
Regia: Michele Carilli, Lorenzo Praticò
Musica e Testi: Mattanza Michele Carilli
Mixer Audio/luci:Carmelo Lopresto
 
Maria Serritiello