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venerdì 3 agosto 2012

ASalerno dal 2 al 7 agosto 2012 il festival internazionale di Tango



FONTE: LAPILLI .EU
DI MARIA SERRITIELLO

Salerno. Negli anni 60' l'indimenticato Fred Buscaglione, a cui faceva eco Marino Marini, con il suo complesso, a proposito del Tango, prima ballo popolare nato in Argentina e poi espressione artistica, così cantavano:
"Allacciamoci nel tango/bella pupa fior del fango/questo tango galeotto/all'amor ci legherà'/un boccale di tequila/fa bruciar la mia gola/ma le labbra tue procaci/fan bruciare molto più..."
Il titolo della canzone, per avvalorare la perdizione a cui si andava incontro, allacciandosi in un tango, era, per l'appunto, "Kriminal tango". Nulla di tutto questo succederà a Salerno, anzi al contrario, da giovedì 2 agosto 2012 fino all'alba del martedì successivo, quando la città ospiterà una manifestazione internazionale di Tango. Per una settimana, la bella città marinara, con sempre più eventi ad attrazione turistica, sarà l'ombelico del mondo della danza più sensuale. Si ballerà ovunque, di giorno e di notte, al centro della città, come a pochi passi dal mare, al suono di struggenti melodie e si proverà l'esperienza di un Tango Village, nel quale, nel raggio di 100m, tutti affacciati sullo splendido lungomare, si svolgeranno anche attività di studio. Infatti, a cura dei Tangueros di tutto il mondo, saranno impartite lezioni che si riveleranno di un'utilità didattica unica. Nel 2009 l'Unesco ha dichiarato "Il Tango" patrimonio dell'umanità per la sua fama che continua a diffondersi ovunque. Una settimana, quella che si appresta a vivere Salerno, densa di emozioni e di note appassionate, c'è da scommettere che saranno in molti ad essere coinvolti da questo collante musicale, in assoluto,  il  più dominante nel mondo.
Maria Serritiello


martedì 31 luglio 2012

Presso l'ex Salid di Salerno "Avalon Arte"2012, 2°Edizione


Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Salerno. Si è protratta fino a domenica 22 luglio 2012, per il successo riscosso, la seconda edizione di "Avalon Arte" 2012, presso l'ex Opificio Salid, nel Parco dell'Irno. Trentaquattro artisti di fama internazionale, tra pittori, scultori, fotografi e poeti in esposizione per Avalon Arte, l'associazione culturale presieduta da Dina Scalera, figura gentile e volitiva che ha trasferito, nel progetto artistico, tutta se stessa. Gli artisti selezionati sono quanto di meglio, attualmente, si trovi, ad iniziare da Osvaldo Liguori, fondatore insieme ad Antonio Baglivo e a Cosimo Budetta del laboratorio "Dadodue", spazio culturale  di arte concettuale e pop art, dagli anni '70 fino a gli anni '90, la sua opera "La discesa delle nuvole" è in stile magrittiano, ma la sua produzione attuale è uno spazio indefinito e  atemporale. E poi, Anna Ciufo, che alterna la sua creatività tra pennelli, versi e creazioni d'arte, "Lacerazioni"è il titolo di uno dei due quadri esposti, come ognuno e rappresenta con un'unica immagine, le varie sfaccettature della donna, suturate da un  filo di ferro. Il quadro è completato da versi composti dalla stessa artista e che così principiano: Vedi,/ ho frammenti a stento cuciti/ con filo di coraggio/ ma anche l'angoscia ha il suo incanto/.....". Anche la fotografia, all'interno della mostra, ha il suo spazio ed è presente con Ronnj Medini, anconetano che di ogni fotografia sviluppa tre di formati per poi bruciarne lo scatto, il bianco e il nero del suo lavoro, in particolare uno, da' l'essenziale della rappresentazione, sicché un bambino dietro i vetri ed una finestra sono entrambi prigionieri di tralci secchi attaccati al muro e dall'oscurità avvolgente. Giovanissima ma di grande talento è Paola Siano, un valore aggiunto alla splendida mostra allestita in poco più di un mese. L'opera: "La mémoire de la vierge", di tecnica mista, è perfetta nei tratti e nel simbolismo che l'accompagna, per cui il giglio nei capelli rappresenta la purezza, la farfalla adagiata sulla spalla, l'infanzia e il medaglione che le chiude ornato la veste, la santità. La giovane artista, oltre ad avere uno spiccato talento è un' entusiasta del suo lavoro, passione che riesce a trasferire intatta agli altri.  Di forte impatto è "Crosta Ruanda"di Angelo Lazzano,  artista sconosciuto, una tavola di 137x137,  di acrilico e stoffa, dove il colore predominante è il rosso come il sangue versato nel genocidio dei tutsi e degli hutu in Ruanda. Originali sono i lavori di Gianlucio che oltre alle raffinate sculture in legno, levigata e lucida  è  la sua sposa con tanto di velo bianco e bouquet è presente, nelle ex fornaci, con una serie di bottiglie, una più bella delle altre, che sono la protesta sociale dell'autore. Di vero talento sono tutti gli altri che di seguito sono citati in ordine alfabetico e che hanno arricchito la mostra, per tecnica e capacità di rappresentare visivamente il proprio mondo interiore.
Marinella Albora, Francesca Candida, Luigi Carillo, Anna Ciufo, Mena D'Antonio, Francesco De Sanctis, Angela Esposito, Gianluca Foselli, Gail, Gianlucio, Cono Giovanni Giardullo, Gennaro Keller, Felice La Sala, Biagio Landi, Angelo Lazzano, Costabile Liguori, Osvaldo Liguori, Cinzia Mastropaolo, Ronnj Medini, Rachele Montoro, Federica Oddone, Ilde Rampino, Matteo Sanna, Enzo Santoro, Mimmo Scoglio, Paola Siano, Maria Rita Sodano, Pina Sozio, Giovanni Tarlao, Francesco Tortora, Gianfranco Italo Tricolore, Alda Valisena, Vincenzo Vavuso, Elena Vorobyova.
Il luogo espositivo : Gli spazi dell'ex Opificio Salid sono situati nel parco urbano dell'Irno e appartengono all'antica fabbrica di mattoni completamente ristrutturata,  pregevole esempio di architettura industriale.
L'Associazione Avalon: Avalon Arte è un'associazione senza scopo di lucro, con sede a Salerno e che s'interessa d'arte in tutte le sue espressioni. Perché  il nome Avalon per l'associazione? A spiegarcelo a mò di racconto è la stessa presidente, Gerardina Scalera. "Avalon è un'isola britannica fantastica dove regnano bellezza, pace ed armonia, le sacerdotesse l'hanno circondata con dense nebbie e solo chi sa credere in lei può vederla. L'isola di Avalon è un mondo fantastico dove regnano bellezza, sentimenti e fantasia, colmo di forme, colori, musica e parole, protetto da una densa nebbia e solo chi sa credere in lui può vederlo può provare e trasmettere forti emozioni. il mondo dell'Arte......il mondo di Avalon Arte".
Maria Serritiello











Umberto Smaila de "I Gatti Vicolo Miracoli"al Sea Garden di Salerno



Fonte :www.lapilli.eu /sez:Lapilli Salerno
di Maria Serritiello

Salerno. Ad Umberto Smaila piace, più di tutto, la pasta con i frutti di mare. La pizza, dice, va mangiata solo nel nostro territorio  per assaporarne la bontà, così come la mozzarella, rigorosamente di bufala. In verità non lo dice solo ma degusta anche e con piacere e lo fa abbondantemente prima di esibirsi al Sea Garden, lido di giorno ma discoteca, la più in voga di sera  per i giovani di Salerno. La serata del 14 luglio scorso, con lui, come ospite d'onore,  ha richiamato molti salernitani che  giovani non lo sono più tanto e che confusi tra la folla hanno assistito alla performance del maggiore esponente del gruppo "I Gatti di Vicolo Miracoli": Umberto Smaila. Un serio professionista che per 52 minuti ininterrottamente ha cantato, dopo le 1,30, accendendo letteralmente la serata, già meteorologicamente calda, del Sea Garden. L'affollamento è stato totale dopo la mezzanotte quando, terminato il servizio ristorante, a funzionare è  stata soprattutto la discoteca e la champagneria.  Così un pubblico giovane  si è riversato festante in pista, senza  apparire  strano, né retrò vederli ballare al ritmo di "Everybody Needs Somebody", un evergreen portato al successo dai Blues Brothers o "Tu vuò fa l'americano", dell'indimenticabile Renato Carosone, o ancora  Malafemmene del principe De Curtis e a seguire: O Sole mio, Tintarella di luna, Spidy  Gonzales, Io vagabondo e Bandiera gialla, tanto per citarne alcuni dei pezzi della serata, interpretati magistralmente da Smaila, una proposta musicale  di eccellenza e di smarcata professionalità.
Dire "Smaila" è richiamare alla mente gli anni '70, più precisamente I  Gatti di Vicolo Miracoli, ma anche quell'Italia che in notturna guardava sorniona, sulla rete "Italia Sette", " Colpo grosso". L'artista che al suo attivo ha una carriera brillante, tutt'ora in movimento anche per seguire i suoi 10 "Smaila's", locali da lui tenuti in franchising  e dislocati nei posti ad attrazione turistica, lo si ricorda così: faccione aperto, sorriso rotondo baffetti sottili, rispetto a tutto il resto e la canzoncina ammiccante che annunziava la timida trasgressione degli italiani " Cin- cin, Cin- cin ricoprimi di baci, Cin- cin, Cin-cin assaggia e poi mi dici, Cin-cin, Cin-cin e resteremo amici..."
La carriera di Umberto Smaila ha inizio nel 1971, insieme a Jerry Calà, Franco Oppini, Giannandrea Gazzola, Ninì Salerno e Spray Mallaby, con il gruppo "I Gatti di Vicolo Miracoli". Il debutto avvenne al Derby Club di Milano. Attore, cabarettista,  musicista e regista fa ogni cosa  impiegando tanto di sé,  e così al Sea Garden, indiscusso ed assoluto re della discoteca, ha imbrigliato, con grande mestiere, i giovani presenti, nelle note del tempo passato, mentre a quelli più attempati ha fatto rivivere uno scampolo di gioventù.
Backstage  Sono quasi le 22, quando timidamente mi avvio verso il tavolo, dove Umberto Smaila, assieme al suo agente e alcuni orchestrali, si accinge a cenare con le squisitezze da lui preferite. Gli chiedo il permesso di rivolgergli solo qualche domanda, senza tediarlo oltre. Molto gentilmente mi dice di si, anzi è con bonomia che risponde alle domande. Un vero gentlemen, come pochi, altra educazione e non è solo per età. La classe non è acqua, Smaila  e tu ne sei la conferma!

Maria Serritiello
http://www.lapilli.eu/  sez: Laplli Salerno





venerdì 27 luglio 2012

Cani in treno, anche gli "extra large" a bordo di Frecce ed Eurostar





Grazie all'accordo tra Trenitalia e Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente tutti i 4 zampe possono viaggiare sui treni ad alta velocità. Una buona notizia in vista dell'esodo estivo


I cani di qualsiasi taglia, compresa l’XXL, possono finalmente viaggiare su tutti i treni, in uno spazio dedicato e studiato per assicurare il massimo del confort e della tranquillità, sia all'amico a quattro zampe che agli altri passeggeri, anche quelli che normalmente non hanno dimestichezza o rapporti con gli animali.

La nuova normativa, già in vigore, permette dunque l’accesso a Frecce ed Eurostar, oltre che ai già previsti Intercity e Notte, ed è un’importante conquista in vista di una mobilità davvero pet friendly.
Una buona notizia soprattutto in vista delle tanto attese ferie d’agosto e che permette di tirare un sospiro di sollievo ai vacanzieri “a 6 zampe” che per spostarsi preferiscono le rotaie e che in precedenza erano costretti a veri e propri viaggi della speranza.

Secondo l’accordo tra Trenitalia e la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, siglato dall’ad Mauro Moretti e dall’ex ministro del Turismo e presidente Leidaa Michela Brambilla, i pelosetti potranno salire a bordo di Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca ed Eurostar Italia sia in 1a che in 2a classe e nei livelli di servizio Business e Standard, ad eccezione dei livelli Executive, Premium, Area del silenzio e salottini.

I loro accompagnatori dovranno essere muniti di un biglietto ‘base’ ridotto del 50% per Fido e di un “kit da viaggio” con museruola, guinzaglio, certificato di iscrizione all'anagrafe canina e libretto sanitario.
L'accordo prevede, inoltre, la formazione del personale ferroviario sulle necessità e la gestione degli animali in viaggio e l'individuazione nelle stazioni di punti di accoglienza ad hoc, anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni animaliste aderenti alla Federazione - Chiliamacisegua , Enpa, Lav, Lega del cane, Leidaa, Noi animali, Oipa, Sos Levrieri.

"Certamente è un sogno che si realizza. E' una battaglia epocale vinta": così Michela Brambilla ha commentato il nuovo patto, che ha festeggiato con un viaggio a bordo di un Frecciarossa insieme a due golden retriver. In questo modo, ha aggiunto, "Le Fs rispondono alle richieste di milioni di cittadini" e in più si combatte "il randagismo: ora non ci sono più scuse per non andare in vacanza" con Fido.




giovedì 26 luglio 2012

Fondazione Salerno Contemporanea: Salerno tra le capitali italiane del nuovo teatro

Fonte: Comune di Salerno

Da settembre tre spazi (Sala ex Salid e Teatro dell’Ateneo a Salerno, Sala Assoli a Napoli) accoglieranno l’intensa stagione teatrale dedicata ai nuovi linguaggi della scena internazionale


Salerno tra le capitali italiane del nuovo teatro grazie alla Fondazione Salerno Contemporanea - Teatro Stabile d’Innovazione. Una struttura operativa che unisce il Comune di Salerno, l’Università degli Studi di Salerno e l’Associazione Assoli di Napoli nella creazione e nella programmazione di un nuovo polo culturale, attivo sia nella produzione teatrale che nella gestione di residenze artistiche e creative intorno ai linguaggi delle arti e dello spettacolo della contemporaneità.

Un’intensa attività programmata dal prossimo settembre per la nuova stagione teatrale 2012/2013, con artisti che spaziano da Peter Greenaway a Teatri Uniti, Enzo Moscato, Pierpaolo Sepe, Arturo Cirillo e Pippo Delbono, giusto per citarne qualcuno, che si andrà ad inserire nel fecondo contesto urbano della città di Salerno, sede di un’importante campus universitario, e modello riconosciuto di città che, con la sua crescita costante, ha negli ultimi anni elevato il suo status allineandosi, per qualità della vita, sostegno all’industria e promozione dell’imprenditoria culturale, alla maggiori capitali europee.

Non è un caso se uno dei tre spazi affidati alla Fondazione Salerno Contemporanea sia la Sala ex Salid, dall’antico nome dell’opificio un tempo attivo in un’area dapprima riconvertita, poi sottoposta a radicali interventi di ristrutturazione e restyling, infine “consegnata” al suo nuovo destino di centro di produzione per il teatro. Qui, a settembre, sarà prodotto, in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival, il “Peter Greenaway’s special project” che impegnerà il grande regista gallese nella messinscena di un’installazione esclusiva, unica ed irripetibile, ideata per il recuperato spazio dell’altoforno, in una selezione dei suoi film e in un’incontro dedicato agli studenti dell’Università di Salerno. Qui inizierà il Progetto dedicato ad Annibale Ruccello, il grande drammaturgo scomparso nel 1986 all’età di 30 anni.

Nell’ottica di un’intesa sinergica con altre strutture teatrali attive a Salerno ed espressione del consorzio “Città Teatrale" si inserisce la collaborazione con il Teatro Nuovo che ospiterà la rassegna "Rigenerazione" appuntamento dedicato ai giovani ed ai nuovi talenti della scena contemporanea.

Attraverso una relazione dinamica e progettuale con l’Università di Salerno, che informa l’intero progetto della Fondazione Salerno Contemporanea, studenti e corpo docenti del campus saranno protagonisti della programmazione che interesserà lo spazio del Teatro di Ateneo, (una struttura di 300 posti, interna al campus universitario di Fisciano) che accoglierà importanti momenti di formazione.

Un ulteriore elemento di originalità sta nella definizione del terzo luogo di intervento della Fondazione Salerno Contemporanea che è la Sala Assoli di Napoli, nel cuore della città e sede deputata, negli ultimi 30 anni, delle più ardite sperimentazioni teatrali.

"Una giornata importante e di grande valore simbolico - ha esordito il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca - Se avessimo ragionato sulla situazione generale, sul quadro drammatico che affrontiamo giorno per giorno, avremmo potuto scegliere di concentrarci su altro. Eppure abbiamo deciso di stringere i denti e di andare avanti, perché questa iniziativa è parte integrante del grande progetto di trasformazione della città, del nostro sforzo di darle un'anima e prospettare per essa un futuro volto all'eccellenza.

Con questa iniziativa si consolida ulteriormente il legame con la nostra università, l'istituzione che arricchisce ogni giorno la vita delle nuove generazioni: mi emoziona davvero questo connubio sempre più stretto tra la città e il suo ateneo, che darà vita negli anni ad un circuito culturale unico. Il progetto mira a recuperare e riqualificare la grande esperienza e tradizione napoletana, dandole nuova freschezza e nuovi stimoli. Di grande valenza strategica, in particolare, è il valore formativo di questa iniziativa: noi non abbiamo bisogno di sole immagini e di sole fiammate, ma di progetti che possano mutare radicalmente il livello di civiltà e di cultura di una comunità.

Dobbiamo avere il coraggio di crederci, di non limitare le nostre ambizioni. L'Italia è la sua cultura: senza questo non abbiamo più niente da dare al Mondo. La nostra ambizione è fare di Salerno una città che sia un concentrato di eccellenze, dal campo della cultura, musicale e teatrale, a quello della grande architettura, dal campo del turismo a quello delle politiche ambientali: perché non pensare di diventare insieme Edimburgo e Salisburgo, Bilbao e Cannes?

Possiamo farcela - ha concluso il Sindaco De Luca - Se ci riusciremo avremo colto la grande occasione di lanciare un messaggio di speranza all'Italia e a diventare un modello di lavoro diverso da quello che tradizionalmente all'Italia viene attribuito".


mercoledì 25 luglio 2012

De Luca contro la crisi "Il Verdi non si tocca"

Fonte: Salerno Notizie

“Possiamo tagliare tutto, togliere di mezzo il Capodanno in piazza e finanche Luci d’Artista ma il Teatro Verdi no. Non si tocca la stagione lirica del Verdi perché confligge con la nuova campagna che abbiamo lanciato: “cafoni zero”. Il teatro Verdi, la cultura, il suo sviluppo è la nuova Salerno. Quella parte di città che ha cancellato la città cafona quella che aveva a 50 metri dal comune le chiancarelle”.
A dirlo il Sindaco di Salerno De Luca nel corso del Consiglio Comunale in risposta anche a chi, dai banchi dell’opposizione chiedeva una gestione amministrativa più parsimoniosa. Nel dettaglio De Luca ha detto: “Per quello che mi riguarda la festa di Capodanno si può anche togliere di mezzo. Ancora oggi non so se faremo le luci d’artista. Mi dispiacerebbe molto anche se non farle avrebbe un solo grande vantaggio: far riscoprire a qualche settore della città che cosa è la Salerno cafona che stiamo cancellando. Vedremo. Faremo quello che è possibile fare”.
De Luca ricorda a tutti la grave crisi economica che sta inghiottendo il paese, non ci sono certezza da qui a tre settimane: “stiamo mantenendo un presidio democratico in città”. Poi nuovo affondo verso chi critica in modo preconcetto il lavoro dell’amministrazione: ”Noi non abbiamo il compito di convincere quelli che non sono abituati né all’esercizio della ragione critica, né alla correttezza intellettuale. Abbiamo il compito di confrontarci con chi accetta lo scambio di opinioni, il confronto a partire dai dati di fatto”.
Poi nuovo affondo verso chi – ha detta del Sindaco – continua ad ostacolare lo sviluppo di Salerno: “I nemici di Salerno sono quelli che non fanno niente nell’interesse dei cittadini di Salerno e che non combattono contro le decisioni che danneggiano e strangolano la città. I nemici di Salerno sono quelli che chiudono la metropolitana di Salerno e quelli che sono complici. I nemici di Salerno sono quelli che non finanziano, in maniera ignobile, il completamento delle opere di protezione del litorale salernitano.
E che sia chiaro definitivamente – aggiunge De Luca – , che quando parliamo di coinvolgimento di altre istituzioni non chiediamo nessun piacere a nessuno. Noi siamo Salerno, non siamo una accolita di questuanti. Noi siamo il Comune di Salerno e quando parliamo è perché sfidiamo le altre istituzione a fare la metà del loro dovere perché i fondi del turismo sono fondi dell’Unione Europee ed hanno il dovere di darli anche a Salerno come ad altri Comuni. Quale piacere, di che”.


lunedì 23 luglio 2012

L'imprrovisa tempesta


QUDERNO A QUADRETTI
RUBRICA DI MARIA SERRITIELLO

Ci sono morti che sono più “morte” di ogni altra, quella di “Antonella”, mia cugina, è una di esse, per come si conforma:l’età e chi lascia. La notizia m’invade improvvisa e mi trascina in un vortice di antico dolore e di ricordi levigati negli anni. Ogni giovedì, del tempo giovane, sedevamo a tavola, nella casa di sua nonna, mia prozia ed insieme a suo fratello e mio fratello, costruivamo discorsi sul divenire, progettandoci la vita. Poi, come capita, i progetti si realizzano difformi da come sono stati pensati. Ci vedevamo di rado, ma sempre con tanto affetto ed ogni volta ripromettendoci di non far passare tanto tempo per il prossimo incontro.

Ecco, oggi l’incontro c’è stato, fuori città, in una squallida ed angusta sala mortuaria, già chiusa in una bara, senza un segno di riconoscimento, confusa tra i pochi parenti dell’altra salma, allineata nel poco spazio e con una fioca luce ad illuminare entrambi.

La sera è gelida, oscura, invernale ed ancor di più, con la morte che si manifesta solamente cruda, senza nessuno orpello di umana pietà.

Incontro, mentre mi allontano, lo sguardo della tua vecchia madre, un tempo due occhi azzurri limpidissimi, ora divenuti come fondo opaco di bicchiere, inespressivi, atterriti e ciechi. Il grande dolore cambia ogni cosa e Lei, dopo aver visto e sentito l’ ultimo tuo respiro ha cambiato gli occhi, per non vedere ciò che dovrà vedere per se e per tua figlia.

Ora comincia il calvario per tuo fratello <> mi dice e negli occhi un lampo con lo stesso terrore della madre, privato com’è della certezza che unisce la solida radice dei fratelli.

Oggi ti dirò “ addio” e sarà l’addio alla gioventù, tu viva, era giovane, con la tua morte, improvvisamente è invecchiata.

L’improvvisa tempesta

L’improvvisa tempesta
e il sole non più sole,
ma notte.
Cammino diverso, ora,
con le stelle più vicine,
con il cielo disteso
sempre
e con gli astri in tua compagnia.
Il mare della nostra infanzia
in affondo,
e bastava parlarci
per essere felici!

11 gennaio 2011 Per Antonella Napoli

Maria Serritiello