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lunedì 14 febbraio 2011

Le donne di Salerno "Bastaaaaaaaaaaa"



(foto e video: Maria Serritiello)

SE NON ORA QUANDO?
Migliaia di donne in piazza a Salerno

fonte:La Città di Salerno
di Alessandra De Vita


Erano tremila, secondo gli organizzatori, ieri mattina, a sfilare nel corteo che da piazza Vittorio Veneto ha attraversato corso Vittorio Emanuele all’insegna della dignitá e dei diritti di tutte le donne. Questa volta senza bandiere politiche, ma soltanto con striscioni, fischietti e tammorre, per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi.

Tra sindacati, associazioni e gruppi di volontari, hanno risposto in tanti all’appello del coordinamento cittadino diretto da Mimma Virtuoso. In provincia, si sono schierati a favore della manifestazione nazionale "Se non ora Quando": Spazio donna; Movimento per le pari opportunitá; "La tua idea" e "Linea amica"; il gruppo di lettura "Eva e le altre"; esponenti dei sindacati Cgil e Cobas. In prima linea l’attrice salernitana Antonella Parisi, gli assessori comunali Ermanno Guerra e Alfonso Buonaiuto, e il vice sindaco Eva Avossa, che ha spiegato: «Non sono qui per me, ma per le mie figlie, per rivendicare la loro dignitá. Le ragazze oggi non sono più abituate a ribellarsi; la loro rassegnazione è ciò che più mi spaventa». Pina Mossuto, di Spazio Donna, ha dichiarato indignata: «Noi non vogliamo pagare le amanti degli altri». Pochi ma incisivi slogan, tra cui: "Rimettiamo al mondo il mondo". Frasi urlate, cantate e anche ballate: nel corteo spiccava un gruppo di danzatrici di tammorra. «Non mettiamo in discussione la piena padronanza sul proprio corpo da parte delle donne - ha aggiunto Lella Marinucci di Spazio Donna - ma siamo qui per lottare per i modelli giusti». E i manifestanti non hanno lasciato a casa neanche i propri affezionati animali: tra la folla si agitava un cane, coperto per l’occasione da uno striscione con su scritto: "Minorenne: nipote di Muba - Rex". In prima fila tra i manifestanti Bruno Troffa con un fotomontaggio che ritraeva il premier Berlusconi arrestato dalla polizia e la scritta "I have a dream". Determinati anche Melania Izzo e Biagio Marinelli che hanno portato anche le piccole Letizia e Lavinia, di 4 e 2 anni. La vera colonna sonora della manifestazione è stata "Bella Ciao", che hanno cantato uomini, donne e bambini. Cortei, sfilate e dibattiti pubblici sono stati organizzati in tutta la provincia, da Pagani ad Eboli, da Nocera a Battipaglia. Migliaia, anche in provincia, le associazioni, i sindacati ed i semplici cittadini che hanno aderito alla giornata nazionale di mobilitazione delle donne. Che per San Valentino hanno le idee ben chiare ed un unico desiderio: «Vogliamo solo che Berlusconi vada via». A Salerno la manifestazione si è conclusa in piazza Portanova con un flash mob. Silenzio e un urlo collettivo: "Se non ora, quando?".

sabato 12 febbraio 2011

Max Tortora e le sue imitazioni



Massimiliano Tortora detto Max (Roma, 21 gennaio 1963) è un imitatore, comico e attore italiano

Carriera televisiva

Gli esordi televisivi lo vedono negli stessi anni in rotocalchi di moda, attualità e spettacolo come Dolce casa, Scopritalia e Telefax, su circuiti privati.

Nel 2001 approda a Rai 2 dove partecipa alla trasmissione Superconvenscion. La banda Bertolino-Panicucci porta fortuna al comico che, in questa e nell'edizione successiva, Convenscion a colori, lancia alcune delle sue più riuscite imitazioni come Alberto Sordi, Luciano Rispoli, Adriano Celentano, Franco Califano e Michele Santoro.

Nel frattempo partecipa anche a Stracult e Cocktail d'amore dove, insieme a Max Giusti ed a Eva Henger, dà vita alla parodia dell'Ispettore Derrick. Max ritroverà Bertolino & Co. nelle edizioni 2004 e 2005 di Bulldozer dove lancia le parodie di Amadeus, Celentano e Capello e dove con Bertolino avvia gli sketch che poi saranno ampliati nella sit-com Piloti. Sempre in Bulldozer rende popolare il tormentone del "dove vivevate?", uno sketch in cui un attore, nella parte di un pubblico ministero, non riesce a pronunciare durante il processo la battuta "dove vivevate?" rivolta all'imputata e quindi costringe la troupe a girare la stessa scena per mesi.

Nel 2001 nasce il sodalizio col gruppo Ventura-Gnocchi-Beldì. Nuove parodie e imitazioni vengono proposte a Quelli che il calcio e La grande notte del lunedì sera. Nel 2003 passa a Raiuno partecipando a Uno di noi, Sognando Las Vegas e Torno sabato, e tre, poi a Italia 1 con Ciro presenta Visitors. Tra le apparizioni televisive più recenti, nel 2005 Blà Blà Blà dove è stato il clone di Silvio Muccino, e Due sul divano; nel 2006 Suonare Stella con Tosca D'Aquino.

Nel 2007 è protagonista insieme ad Enrico Bertolino della sit-com Piloti in onda su Rai 2.

È stato in teatro con Doppia coppia. Ha lavorato nella fiction I Cesaroni che è in onda dall'autunno 2006, e a un DVD contenente le avventure dell'ispettore Derrick, uscito il 17 maggio 2006 in tutte le videoteche.

Curiosità

Nel 2007 ha fatto il guardalinee per la partita commemorativa degli ottant'anni della A.S. Roma assieme ad Antonello Fassari, l'arbitro era Claudio Amendola.
È noto anche per la sua imponente corporatura fisica, essendo alto 1,97 metri.
È laureato in architettura






Sbarchi continui di immigrati a Lampedusa, il Cdm: "Stato di emergenza umanitaria



SBARCHI CLANDESTINI

l Consiglio dei ministri straordinario convocato a Palazzo Chigi ha approvato la dichiarazione dello stato di emergenza umanitaria in seguito all'ondata eccezionale di sbarchi sulle coste italiane di cittadini provenienti dal Nord Africa. Tale delibera consentirà l'immediata adozione, con ordinanza di Protezione civile, delle misure necessarie per controllare il fenomeno e assistere i cittadini in fuga dai Paesi nordafricani. Riguardo all'eventuale riapertura del centro di accoglienza a Lampedusa il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha sottolineato: "Non abbiamo parlato nel merito. E' stato approvato l'atto formale. Ed è stata attivata la protezione civile e le modalità straordinarie di intervento. Anche il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha sollecitato l'utilizzazione della strumentazione straordinaria". Una serie di riunioni operative metteranno quindi a punto l'intervento.Boldrini: "Meravigliata che il Cie sia chiuso" - Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), si dichiara sorpresa dal fatto che il centro di identificazione ed espulsione (Cie) dell'isola resti chiuso. "Desta meraviglia che il centro sia chiuso, vista la situazione di emergenza a Lampedusa. Nonostante sia in atto un grosso sforzo logistico, è difficile trasferire tutti in tempo reale; ci sono persone, per questo, che rimangono all'aperto, sul molo, in attesa di trasferimento" ha spiegato Boldrini. Con il Cie di Lampedusa - uno dei tredici in Italia - ancora chiuso, i migranti vengono sistemati in condizioni d'emergenza sui moli e sulle banchine dell'isola, in attesa di essere trasferiti negli altri centri. "E' auspicabile che queste persone, dopo ore di traversata in mare, al freddo, possano ricevere un'adeguata assistenza all'arrivo, nel luogo di primo approdo. Tanto più che sull'isola vi è un centro di accoglienza collaudato e strutturato" per queste emergenze, ha aggiunto la portavoce dell'Unhcr. "L'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati ha inviato degli operatori sul posto per collaborare alla gestione di questa difficile situazione" ha concluso Boldrini.La situazione a Lampedusa è al collasso - Proseguono nel canale di Sicilia gli avvistamenti di barconi con a bordo centinaia di immigrati nordafricani. Le motovedette della Capitaneria di porto hanno intercettato nella notte sette natanti con oltre 250 nordafricani e un altro stamani con 39 persone a bordo, tutti diretti verso Lampedusa, dove la situazione è ormai al collasso. Restando infatti chiuso il centro d'identificazione ed espulsione, i migranti vengono sistemati in condizioni d'emergenza sui moli e sulle banchine dell'isola. Va avanti la staffetta aerea per trasferire gli immigrati dalle Pelagie agli altri centri d'accoglienza di Bari e Crotone. L'11 febbraio il traghetto di linea della Siremar è sbarcato a Porto Empedocle con a bordo circa 200 clandestini. La metà di loro è stata accompagnata al centro di Caltanissetta, mentre i restanti sono stati soccorsi all'interno della tensostruttura empedoclina allestita accanto al porto.Guardia Costiera: "Circa 2800 gli extracomunitari sbarcati" - Fino ad ora - secondo i dati ufficiali forniti dalla Guardia Costiera - sono circa 2800 gli extracomunitari, in gran parte tunisini, sbarcati a Lampedusa negli ultimi due giorni. Un numero destinato a superare quasi certamente quota 3 mila con l'arrivo degli ultimi due barconi ancora in navigazione.Gasparri (Pdl): "Maroni riferisca al Senato" - Il gruppo Pdl al Senato sollecita un'informativa del ministro degli Interni Roberto Maroni al Parlamento sull'emergenza sbarchi "Chiederemo al ministro Maroni -ha preannunciato Gasparri- di venire al più presto al Senato per riferire sull'emergenza che si sta verificando nel Mediterraneo con il rischio di un autentico esodo dalla Tunisia verso l'Italia. Il nostro governo sta agendo con tempestività ma l'Europa rimane a guardare mentre invece servono mezzi e risorse europee. E' urgente un piano comune e il Parlamento deve esprimersi con urgenza e chiarezza".L'assessore: "Situazione complicata" - "La situazione è complicata, ma nonostante questo Lampedusa sta dimostrando le sue grandi peculiarità di terra d'accoglienza. Ciò che auspichiamo è che da Roma arrivino al più presto le risposte per poter risolvere questa situazione così complicata". Così l'assessore ai Beni Culturali ed Ambientali del comune di Lampedusa e Linosa Pietro Busetta.Bertolini (Pdl) chiama in causa l'Ue - "E' ora che l'Europa si svegli. I signori della UE non possono solo sfornare normative che non consentono di espellere i clandestini e poi tornare ad appisolarsi e lasciare sola l'Italia di fronte alla nuova emergenza". Lo ha affermato Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati del Pdl. "Le crisi in atto nei Paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo stanno portando una marea umana verso l'Italia. Insieme a tanti disperati - avverte Bertolini - arrivano anche terroristi infiltrati. Una situazione che rischia di essere esplosiva. Bene ha fatto il governo italiano a porre l'accento sul problema. Ora tocca all'Europa che non può e non deve lasciare scoperta la propria frontiera meridionale. Se alla Ue pensano che la cosa non li riguardi la situazione è più grave del previsto".


A PROPOSITO DI SBARCHI E DI INTEGRAZIONE

Un bel cortometraggio di giovani salernitani

www.giovanisalerno.it




Unità d'Italia, scontro Napolitano-Durnwalder



QUADERNO A QUADRETTI
RUBRICA DI MARIA SERRITIELLO

E' BUONA REGOLA QUANDO SI E' INVITATI RISPONDERE CON CORTESIA.
DURNWALDER PRESIDENTE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO, MOLTO MALEDUCATAMENTE CREDE DI NO,ADDUCENDO CHE NON SI SENTE ITALIANO.
SE M'INVITA IL PAPA NON PER QUESTO MI DEVO SENTIRE PER FORZA UN ECCLESIASTICO!
COMUNQUE, ALL'EGREGIO DURNVALDER, VISTO CHE LA PROVINCIA DI BOLZANO E' COSTITUITA NON SOLO DA MINORANZE TEDESCHE,TRA L'ALTRO MAI INTEGRATE, SI DEVE SUPPORRE, DATO IL DISAGIO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA ( SONO TRA DI LORO E NEANCHE SI ACCOLGONO,FIGURARSI QUANDO ARRIVA QUALCUNO DAL DI FUORI!), MA ANCHE DA ITALIANI, DIA LE DIMISSIONI, PERCHE' CHI STA A CAPO DEVE RAPPRESNTARE GLI INTERESSI DI TUTTI E NON DI UNA RISTRETTA FAZIONE. LUI NON SE LA SENTE? BENE SE NE VADA....SENZA ESSERE MALEDUCATO CON IL PRESIDENTE DI TUTTI GLI ITALIANI,ME COMPRESA.

NB: I SOLDI DELL'ITALIA NON FANNO SCHIFO AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BOLZANO, NE' I SOLDI CHE PRENDE PER ESSRE, L'ALTO ADIGE, UNA REGIONE A STATUTO SPECIALE.....

PREGIATISSIMO PRESIDENTE DELLA REPUBLICA ITALIANA, GIORGIO NAPOLITANO, ESSENDO, ELLA, NAPOLETANO DI NASCITA COMPRENDERA' L'INVITO DI PURA MARCA REGIONALE, LA MIA E LA SUA, CHE LE RIVOLGO

"CHI NUN ACCETTA NUN MERITA"

TRADUCO PER GLI ALTO ATESINI
"CHI RIFIUTA UN CORETESE INVITO E' SEGNO CHE NON SE LO MERITA".

IN QUESTO CASO L'AGGRAVANTE STA NEL FATTO' CHE L'INVITO E' ISTITUZIONALE,PER CUI NON SOLO DURNWALDER E' MALEDUCATO MA ANCHE INCOMPETENTE

I NOSTRI PADRE 150 ANNI FA, GIA' SAPEVANO CHE AVREMMO TROVATO DINANZI ALLE CELEBRAZIONI UNITARIE UN INTRANSIGENTE( E SONO GENEROSA AD APPELLARLO COSI')PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BOLZANO E APPRONTARONO IL PROVERBIO....

QUANDO MASSIMO D'AZEGLIO DISSE "ABBIAMO FATTO L'ITALIA,DOBBIAMO FARE GLI ITALIANI "PENSAVA DI LI A POCO. UN SECOLO E MEZZO NON E' BASTATO,PECCATO PERCHE' ESSERE ITALIANO E' DAVVERO BELLO!






LA NOTIZIA
FONTE:TISCALI.IT

Sorpresa e rammarico". Sono le parole utilizzate dal presidente della Repubblica Napolitano rivolgendosi in una lettera al presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Luis Durnwalder che ha deciso di non aderire alle celebrazioni del 150 dell'Unità d'Italia. Il Capo dello Stato, si legge in una nota, ha rilevato che il Presidente della provincia di Bolzano non può parlare a nome di una pretesa "minoranza austriaca" dimenticando di rappresentare anche le popolazioni di lingua italiana e ladina, e soprattutto che la stessa popolazione di lingua tedesca è italiana e tale si sente nella sua larga maggioranza. Il Presidente della Repubblica ha espresso quindi la propria fiducia che l'intera popolazione della provincia di Bolzano possa riconoscersi pienamente nelle celebrazioni della nascita dello Stato italiano, nello spirito dei princìpi sanciti dagli articoli 5, 6 ed 11 della Costituzione repubblicana.Parole, quelle di Napolitano, che sono cadute nel vuoto - "Non sono contro i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Nutro il massimo rispetto verso i sentimenti di chi vuole festeggiare ma nessuno - ha affermato Durnwalder, nel corso in una chat sul sito della Provincia con i cittadini, nella quale diversi bolzanini di lingua italiana gli chiedono conto della sua posizione - può essere costretto a festeggiare una cosa quando non se la sente. Il gruppo italiano non ha difficoltà a partecipare ai festeggiamenti", così come "anche tedeschi e ladini possono partecipare". Mentre "solo la Giunta come ente non parteciperà", perchè, "tutti devono capire la nostra situazione particolare".Durnwalder: "Posso soltanto ribadire il mio pieno rispetto per chi vuole festeggiare questa giornata". Ed ancora, aggiunge: "Io sono abituato ad esprimere la mia opinione e non come fanno molti politici a dare risposte evasive, prima a favore e poi contrari, un pò si e un pò no. E credo che anche in riferimento ai 150 anni dell'Unità d'Italia ho detto francametne la mia opinione, esprimendo apprezzamento per i sentimenti di coloro che vogliono partecipare a questi festeggiamenti". Insomma, "rispetto il sentimento degli altri - ha detto il Governatore sud tirolese- e spero che gli altri capiscano la nostra situazione".Le motivazioni - "Ho già ampiamente illustrato - ha argomentato ancora Durnwalder- le ragioni di questa posizione. Ho espresso l'opinione della Giunta provinciale: noi abbiamo 3 gruppi linguistici, la maggioranza tedesca e ladina non hanno chesto il distacco dall'Austria, nel 1918, anche il fascismo non ha contribuito ad aumentare fiducia nello Stato italiano, perciò dobbiamo accettare senza festeggiare. Molti dei nostri genitori hanno passato anni in carcere solo per vivere la propria cultura". E quindi "ribadisco i concetti di rispetto delle diverse sensibilità e della capacità di comprensione dei sentimenti dei gruppi linguistici che qui convivono in maniera pacificata".La discussione accende le chat - Diversi sud tirolesi di lingua italiana, nel corso della chat, hanno invitato Durnwalder a tenere conto delle parole di Napolitano e dell'importanza per l'unità nazionale della ricorrenza, nella convinzione che il benessere complessivo della provincia autonoma non possa non essere considerato anche il risultato della particolare autonomia che l'Italia unita ha riconosciuto. Consigliando anche di 'lasciarsi alle spalle il passato'.Ma il Governatore è sembrato rivendicare con forza le ragioni della sua decisione sui 150 anni. E ascrivere il merito del benessere sudtiorelese soprattutto alla gestione dell'autonomia da parte dell'amministrazione locale. "Il rapporto con l'Italia - ha sottolineato- è sempre stato corretto, improntato alla collaborazione istituzionale, sempre riconosciuta dalla provincia, e impostata sulla base di norme statutarie di rango costituzionale. Per la convienza tra i gruppi linguistici abbiamo fatto moltissimo negli ultimi decenni, proprio con saggezza, dialogo e condivisione. ora dobbiamo proseguire su questa strada.





IN QUESTO VIDEO GUARDATE I LEGHISTI COME SO "CAPUOTECH "TRADUCO" "TESTA DURA", MARONNA CU STU FEDERALISMO, RIPETONO SEMPRE LA STESSA COSA..... CON IL FEDERALISMO L'ITALIA VINCE LA LOTTERIA?



IL FESTIVAL DI SANREMO: LA VERA STORIA DEGLI ITALIANI ATTRAVERSO LA MANIFESTAZIONE PIU' LONGEVA DEL NOSTRO SPETTACOLO.EEEEEEEEE, NON SONO SOLO CANZONETTE, A QUANTO PARE!



AI GIOVANISSIMI ITALIANI IN FORMAZIONE, UN DOMANI MIGLIORE......

venerdì 11 febbraio 2011

Cane abbia di notte, padrone viene condannato alla galera


QUADERNO A QUADRETTI
RUBRICA DI MARIA SERRITIELLO

LA NOTIZIA:IL CANE ABBAIA, CONDANNATO IL PROPRIETARIO
FONTE:LA REPUBBLICA.IT

Tempi duri per i padroni dei cani: se il vostro fido abbaia la notte si rischia perfino il carcere. La Cassazione ha infatti confermato la linea durissima, emersa nel corso di diversi processi, nei confronti di quattro proprietari di cani nel quartiere di Nicosia ad Enna. "Le urla dei cani - hanno fanno presente i supremi giudici della prima corte penale con la sentenza numero 4706 - potevano essere agevolmente attenuate, o senz'altro evitati dai relativi proprietari". Condannati, ora, a due mesi di carcere e a 500 euro di ammenda


CHE IO AMI I CANI E' COSA RISAPUTA. IL CANE E' IL MIGLIORE AMICO DELL'UOMO ED IL PIU'ANTICO.

PER QUANTO MI RIGUARDA L'UNICO.

ORA LA SENTENZA, CHE FORSE DAL PUNTO DI VISTA FORMALE E' INECCEPIBILE, MI HA FATTO RICORDARE CHE NON TUTTI SANNO L'ESISTENZA DELLA CARTA DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI, MAI RISPETTATA

RIPASSIAMOCELA

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell' Animale è stata proclamata il 15 ottobre 1978 presso la sede dell'UNESCO a Parigi. Il suo testo è stato redatto, nel corso di riunioni internazionali, da personalità appartenenti al mondo scientifico, giuridico e filosofico e alle principali associazioni mondiali di protezione animale


Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale

PREMESSA
Considerato che ogni animale ha dei diritti;
considerato che il disconoscimento e il disprezzo di questi diritti hanno portato e continuano a portare l' uomo a commettere crimini contro la natura e contro gli animali;
considerato che il riconoscimento da parte della specie umana del diritto all'esistenza delle altre specie animali costituisce il fondamento della coesistenza delle specie nel mondo;
considerato che genocidi sono perpetrati dall' uomo e altri ancora se ne minacciano;
considerato che il rispetto degli animali da parte degli uomini è legato al rispetto degli uomini tra loro;
considerato che l'educazione deve insegnare sin dall'infanzia a osservare, comprendere, rispettare e amare gli animali.


SI PROCLAMA:

Articolo 1
Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all'esistenza.

Articolo 2
a) Ogni animale ha diritto al rispetto; b) l'uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali; c) ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell'uomo.

Articolo 3
a) Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli; b) se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, nè angoscia.

Articolo 4
a) Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi; b) ogni privazione di libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto.

Articolo 5
a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell'ambiente dell' uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie; b) ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall'uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.

Articolo 6
a) Ogni animale che l'uomo ha scelto per compagno ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua naturale longevita'; b) l'abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.

Articolo 7
Ogni animale che lavora ha diritto a ragionevoli limitazioni di durata e intensità di lavoro, ad un'alimentazione adeguata e al riposo.

Articolo 8
a) La sperimentazione animale che implica una sofferenza fisica o psichica è incompatibile con i diritti dell' animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica, commerciale, sia di ogni altra forma di sperimentazione; b) le tecniche sostitutive devono essere utilizzate e sviluppate.

Articolo 9
Nel caso che l'animale sia allevato per l'alimentazione deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà' e dolore.

Articolo 10
a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell' uomo; b) le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell'animale.

Articolo 11
Ogni atto che comporti l'uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita.

Articolo 12
Ogni atto che comporti l'uccisione di un gran numero di animali selvaggi è un genocidio, cioè un delitto contro la specie; b) l'inquinamento e la distruzione dell'ambiente naturale portano al genocidio.

Articolo 13
a) L'animale morto deve essere trattato con rispetto; b) le scene di violenza di cui gli animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione a meno che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell'animale.

Articolo 14
a) Le associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali devono essere rappresentate a livello governativo; b) i diritti dell' animale devono essere difesi dalla legge come i diritti dell'uomo.

[ Traduzione italiana di Laura Girardello ]

ECCO, INVECE, DI ESULTARE, CHI NON AMA GLI ANIMALI LO HA FATTO, ABBIA A CONOSCERE LE REGOLE CHE NON OSSERVA PER PRETENDERLE DAGLI ALTRI. IN OGNI COSA E' SEMPRE QUESTIONE DI CULTURA....

Ode al cane
di Pablo Neruda

Il cane mi domanda
e non rispondo.
Salta, corre pei campi e mi domanda
senza parlare
e i suoi occhi
sono due richieste umide, due fiamme
liquide che interrogano
e io non rispondo,
non rispondo perche'
non so, non posso dir nulla.

In campo aperto andiamo
uomo e cane.

Brillano le foglie come
se qualcuno
le avesse baciate
a una a una,
sorgono dal suolo
tutte le arance
a collocare
piccoli planetari
su alberi rotondi
come la notte, e verdi,
e noi, uomo e cane, andiamo
a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
nella campagna cilena,
fra le limpide dita di settembre.

Il cane si ferma,
insegue le api,
salta l'acqua trepida,
ascolta lontanissimi
latrati,
orina sopra un sasso,
e mi porta la punta del suo muso,
a me, come un regalo.
È la sua freschezza affettuosa,
la comunicazione del suo affetto,
e proprio li' mi chiese
con i suoi due occhi,
perch è è giorno, perch è verra' la notte,
perch è la primavera
non porto' nella sua canestra
nulla
per i cani randagi,
tranne inutili fiori,
fiori, fiori e fiori.
E cosi' m'interroga
il cane
e io non rispondo.

Andiamo
uomo e cane uniti
dal mattino verde,
dall'incitante solitudine vuota nella quale solo noi
esistiamo,
questa unita' fra cane con rugiada
e il poeta del bosco,
perch è non esiste l'uccello nascosto,
n è il fiore segreto,
ma solo trilli e profumi
per i due compagni:
un mondo inumidito
dalle distillazioni della notte,
una galleria verde e poi
un gran prato,
una raffica di vento aranciato,
il sussurro delle radici,
la vita che procede,
e l'antica amicizia,
la felicita'
d'essere cane e d'essere uomo
trasformata
in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe
e una coda
con rugiada.

ANGIOLA TREMONTI, SORELLA DEL MINISTRO E CONSIGLIERA COMUNALE DI CANTU'HA PROPOSTO DI UCCIDERE I CANI DEL SUO COMUNE, PER ELIMINARE IL FENOMENO DEL RANDAGISMO E ANCHE PERCHE' A MANTENERLI COSTA MOLTO.I NAZISTI, COME APPARE DA QUESTA PROPOSTA, SONO SEMPRE IN AGGUATO! E ALLE RIMOSTRANZE DEGLI ANIMALISTI HA ' RISPOSTO CHE ALLORA TUTTI GLI ANIMALI DOVREBBERO ESSER RISPARMIATI, PERCHE' NO, ANCHE I POLLI E I TOPI.CERTO GLI ANIMALI VANNO SALVAGUARDATI MA QUELLI CHE NON PROCURANO DIFFICOLTA' AL GENERE UMANO. I RATTI PORTANO CON LORO LA PESTE, LEPTOSPIROSI E 185 ALTRE MALATTIE. NON CONFONDIAMO I TOPI CON IL MITICO TOPO GIGIO......CONSIGLIERA SI ACCULTURI MEGLIO, NON LA POSSIAMO LASCIAR SEMPRE GIOCARE CON I PELUCHE......

LETTERA DI UN CANE ABBANDONATO......A PROPOSITO DEL RANDAGISMO

Ti sto ancora aspettando, perchè so che tornerai a prendermi.
Mi hai messo qui solo per farmi sgranchire un pò le zampe,
perchè il viaggio che mi hai fatto fare era davvero interminabile.
Poi sei risalito ... e ... no!!! Non puoi esserti dimenticato di me, non può essere così.
Si, sono certo che tra un attimo sarai qui!!!
Mi siedo sul bordo della strada ... ho paura delle macchine che passano veloci,
ma cerco di pensare a te e ai nostri giochi, ai momenti bellissimi
e anche ultimamente ai tuoi nervosismi verso di me.
Ma sarai stato arrabbiato per altri motivi, io a te non ho mai fatto nulla!!!
Forse quella è la tua macchina, che gioia, lo sapevo che tornavi a prendermi.
Sono trascorsi tre giorni e sono ancora qui!!!
Sto morendo di dolore, di fame, di sete, di tremenda solitudine.
I miei occhi non vedono più lontano;
seguono ora soltanto il battito del mio cuore stanco che sta lasciandomi per sempre.
Eppure so che tornerai e resisto in segno della mia fedeltà verso di te,
perché tu sei il mio padrone, e non puoi essere cattivo.

Un cane abbandonato



NON ESISTONO CATTIVI CANI MA SOLO CATTIVI PADRONI E TALVOLTA STUPIDI AMMINISTRATORI.....

giovedì 10 febbraio 2011

Il Caimano




Il caimano è un film del 2006 diretto da Nanni Moretti.

Il film è uscito nelle sale italiane il 24 marzo 2006 ed è stato poi inserito nella selezione di concorso al Festival di Cannes.


Trama
Un produttore cinematografico di film di serie B, Bruno Bonomo (Silvio Orlando), che negli anni settanta si dedicava al cinema trash con la moglie (Margherita Buy), attraversa un momento difficile, sia professionalmente che umanamente; la sua casa produttrice è sull'orlo del fallimento ed il suo matrimonio sta andando in pezzi. La sua unica àncora di salvataggio sembra essere il copione di una giovane regista (Jasmine Trinca) che decide di girare un film intitolato Il caimano, film che vuole raccontare la storia di Silvio Berlusconi.

La storia del film da girare si sviluppa contemporaneamente a quella personale ed affettiva del produttore. Se da un lato la produzione del film incontra notevoli problemi, dovuti essenzialmente alla ritrosia degli addetti ai lavori di occuparsi di un tema così "scottante" come l'ascesa di Berlusconi, tra cui la defezione dell'attore Marco Pulici (Michele Placido) che doveva interpretare il caimano, dall'altro anche il rapporto tra i coniugi Bonomo si deteriora sempre più fino alla separazione.

Nonostante tutto, Bonomo decide di girare comunque il film, impegnandosi finanziariamente con tutto ciò che possiede. Si arriva a girare l'ultima scena, che forse più di tutte le altre fa capire il vero senso della pellicola. Silvio Berlusconi (interpretato dallo stesso Nanni Moretti), entra nell'aula di tribunale per presenziare alla lettura della sentenza del processo, presumibilmente il processo SME. È solo, non è più potente, e nessuno dei suoi alleati gli sta vicino. Viene condannato a 7 anni.

Ciononostante, egli esce fuori dal palazzo di giustizia, ammonendo i giudici a temere la reazione del popolo che non avrebbe permesso la condanna persecutoria di un suo eletto e, dopo aver rilasciato dichiarazioni ai giornalisti, un gruppo di persone viene ad acclamarlo mentre sta entrando nella sua macchina. All'uscita dei giudici, invece, gli stessi che avevano festeggiato il condannato, incominciano a tirar loro di tutto, comprese delle bombe Molotov.

L'immagine noir di Berlusconi-Moretti che esce di scena chiude il film, con le luci della rivolta popolare sullo sfondo.

Reazioni
Già prima dell'uscita nelle sale si è scatenata una bagarre di commenti sul film; molti politici italiani sono arrivati a chiederne la posticipazione rispetto alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 in quanto il film avrebbe "influenzato" l'elettorato

Il regista ha sempre evidenziato come questo non fosse un film politico, bensì la storia di una coppia, in cui la tematica politica fa da cornice. Inoltre, più che parlare di Berlusconi, egli parla soprattutto del berlusconismo (o meglio dell'antiberlusconismo), dei vizi degli italiani e di come l'avvento di Berlusconi abbia cambiato in peggio le abitudini della gente, il suo consumismo[senza fonte].

Berlusconi, all'inizio di un comizio a Napoli ha affermato ironicamente: "Ieri sera abbiamo avuto il piacere di avere sulla Rai un ottimo regista italiano che ha raccontato una fiaba e mi ha dato un soprannome che mi mancava: signori, io sono il caimano"

Premi

La pellicola ha ottenuto i riconoscimenti per miglior film e miglior regia ai David di Donatello 2006, dove ha totalizzato complessivamente sei statuette.

Curiosità

Al film prendono parte vari registi e sceneggiatori in piccoli camei. Primi fra tutti Paolo Virzì e Paolo Sorrentino, poi Giuliano Montaldo, Antonello Grimaldi, Carlo Mazzacurati, Renato De Maria, Matteo Garrone e Stefano Rulli.


Vietato 'Il Caimano' a 'Parla con Me'

La sequenza finale del film 'Il caimano' di Nanni Moretti doveva andare in onda nel corso della trasmissione 'Parla con Me' condotto da Serena Dandini ma il l vice direttore generale della Rai, Antonio Marano, ha chiesto di 'tagliare' la scena, riducendola da sette a tre minuti. Di conseguenza il regista del lungometraggio d'accordo con la direzione di Rai Tre ha deciso di non mandarla in onda affatto. La motivazione addotta da Marano è che la messa in onda della sequenza avrebbe svalutato il prodotto in vista di una possibile trasmissione del film su altri reti Rai.

FORSE CHE IL DIRETTORE GENERALE DELLA RAI NON CONOSCE FB?

.....PER VOLONTA'DI DIO E GRAZIE A LUI NON SIAMO GIA'IN UN REGIME...

ECCO LA SCENA CENSURATA

Ridotto di Salerno. “Emozionando” con Claudio Tortora



CLAUDIO TORTORA

LA RECENSIONE
DI MARIA SERRITIELLO

Tre venerdì di seguito, ma stando alle numerose richieste ci sarà anche il quarto venerdì di emozioni, al Teatro “Ridotto” di Salerno. A procurarcele è Claudio Tortora che ha confezionato uno spettacolo di pensieri, musica ed immagini, dal titolo “Emozionando”, te lo racconto in musica, per tutti coloro che vogliono prendere le distanze dai pensieri, dalle immagini e dalla musica di quotidiana bruttura. Un’ ora e mezza di spettacolo, su di un semplice fondale nero, interrotto ad intervallo da immagini irresistibili, che il Patron del Premio Charlot, la manifestazione più importante della comicità italiana, assieme ai suoi compagni di viaggio: Lucia Lisi (voce solista), Marcello Ferrante (tastiera), Gianni Ferrante (batteria) e Mariolino Ferrigno (contrabbasso), hanno regalato ai salernitani, accorsi numerosi come ad un richiamo irresistibile. La garanzia di ciò che si assiste è nel nome di Claudio Tortora, un uomo di spettacolo da più di trent’anni sulle scene del teatro della città, un laureato in legge prestato con successo al teatro che della sua passione ne ha fatto il centro della vita. Nel suo lungo percorso artistico darà vita al Teatro Ridotto, il tempio unico della comicità salernitana, farà parte del gruppo “La Rotonda” con Giuliano Avallone e Getano Stella e sarà l’ideatore del Premio Charlot, per citare alcune delle sue più significative esperienze. Con “Emozionando” Claudio Tortora naufraga serenamente nei suoi pensieri e li regala con semplicità artistica ai frastornati spettatori presenti, sotto forma di un delicato spettacolo, quasi sussurrato, tanto risulta dolce. Eppure i temi trattati hanno peso nella vita di ognuno, ma lui li tratta soave, appagato, segno di una’innegabile maturità raggiunta. Intense e poetiche sono le sue lettere alla luna, al mare e alla città e utilizzando musiche che spaziano da Burt Bacharach, a Renato Zero, da Piovani all’intensa May wey di Paul Anka, da Vedrai, vedrai dell’indimenticabile Luigi Tenco a It’s wonderfull di Paolo Conte. Tra il pubblico, ad applaudirlo convinti e spinti da un grosso sentimento di stima amicale e professionale, sono accorsi: l’amico di sempre Gaetano Stella, Elena Parmense, Gilda Ricci, Antonio Peluso, Marino Cogliani e per la terza volta consecutiva Alessandro Nisivoccia, la storia del teatro di Salerno. Claudio, da perfetto padrone di casa, invita il Maestro a salire sul palco e a regalare ai presenti la sua inconfondibile recitazione di tre belle poesie e lui volentieri lo fa. It’s wonderfull, si, è davvero meraviglioso, per usare una volta in più l’espressione della canzone di Paolo Conte, trascorrere una serata “Emozionando” il cuore.

Maria Serritiello
www.lapilli.eu