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giovedì 7 febbraio 2013

I Carri del Carnevale di Salerno

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Fonte: Il Blog di Salerno su Virgilio di Massimo Vecchio

L'Amministrazione Comunale cittadina ha reso noto il programma ufficiale dei festeggiamenti per il prossimo Carnevale in città. Ecco il programma:
"DOMENICA 10 FEBBRAIO ORE 10,00-13,00
Sfilata di carri e animazione sul Lungomare Trieste. Spettacoli di danza e animazione all'altezza della Camera di Commercio e all'altezza delle Poste e del Bar Nettuno. A Piazza Cavour, oltre all'animazione, sarà allestita la Fattoria della Centrale del Latte. Animazione e stands espositivi al Parco Mercatello. Animazione anche anche al Parco Pinocchio, a Piazza del Marinaio, a Piazza Gian Camilo Gloriosi, a S. Eustachio, Piazza Caduti di Brescia, a Matierno. Ad Ogliara sfilata di maschere e animazione.

Carnevale al Centro Sociale per gli anziani del Centro Petraglia
Verrà festeggiato Giovedì 7 febbraio il Carnevale per gli anziani del Centro Diurno F. Petraglia.
L’appuntamento, organizzato da Salerno Solidale S.P.A., in collaborazione con il Comune di Salerno e con l'Assessorato alle Politiche Sociali è alle ore 11,00 nella Sala Musica del Centro Sociale a Pastena. Ospiti della giornata, gli allievi dell'Istituto Smaldone di Salerno ai quali gli anziani del Centro "F. Petraglia" faranno dono delle maschere confezionate nel corso dei laboratori artigianali e sartoriali che si svolgono presso il Centro. L'incontro sarà allietato da momenti di animazione e da un entusiasmante spettacolo di magia del mago Tucan. L'iniziativa rientra nelle attività di integrazione sociale che Salerno Solidale S.p.A. realizza abitualmente e vuole essere un elemento di continuità con le esperienze di collaborazione già avviate sul territorio cittadino. La manifestazione vedrà la partecipazione di una rappresentanza degli studenti del Liceo Scientifico "Severi" impegnato da tempo con Salerno Solidale S.p.A. in un progetto di scambio generazionale fra giovani e anziani.
Contatti: Ufficio Comunicazione Salerno Solidale S.p.A. 3319581146/3342838841" (comune.salerno.it)






Chi è Jon Favreau, il giovane speech writer di Obama

                                                     


                                         
                                                            Joan Favreau                                                      



                                                         "YES WE CAN"

27 anni, faccia da studente di college,  Jon Favreau  ha scittoe buona parte dei discorsi del presidente Obama Suo è lo slogan : "YES WE CAN"  Ora abbandona di scrivere per il presidente e scriverà liberamente forse per il teatro.


Tutti lo chiamano “Favs”, abbreviando il suo cognome.  E a ventisette anni è l’autore di buona parte dei discorsi che hanno aiutato Barack Obama a essere eletto.  A vederlo, Jon Favreau sembra ancora uno studente del college. «Tutti scherzano con lui e sembra così giovane, non sembra quasi vero – ha raccontato Ben Rhodes , un altro degli speech writer di Obama – Ma non serve molto per accorgersi che lui e Barack sono in totale sintonia: ha accesso a tutti e tutto, c’è un sacco di peso sulle sue spalle».

Per scrivere  per Obama, Favs e i suoi hanno fatto ricerche durate settimane, hanno intervistato storici e oratori, hanno ascoltato i discorsi inaugurali degli altri Presidenti. Poi, raccolto tutto il materiale, si è chiuso in uno dei tanti Starbucks di Washington e ha buttato giù una prima bozza in perfetto stile obamiano.
Perché, da quando lavora per lui, ovvero dal 2005, Jon Favreau ha letto tutti i discorsi del primo presidente afroamericano, i suoi libri e ha passato ore a conversarci, per capire cosa Obama volesse comunicare ai suoi elettori. «Almeno questa volta ho dovuto scrivere un discorso solo», ha scherzato, ricordando come per il giorno delle elezioni avesse dovuto prepararne due: uno in caso di vittoria e uno in caso di sconfitta. Per fortuna, per Jon le cose sono andate per il verso giusto, e ora sarà stato il più giovane speechwriter della storia della Casa Bianca.
Ma non è sempre stato tutto in discesa: appena laureato, a 23 anni, lavorò con un risultato diverso per la campagna elettorale di John Kerry. Una sconfitta elettorale che non lo ha scoraggiato, come non lo hanno scoraggiato gli attacchi di Hillary Clinton durante le primarie, quando il prossimo segretario di Stato, parlando dei sui discorsi, disse che sembravano poesia. Salvo poi aggiungere «Peccato che si governi con la prosa». Un attacco che non ha scalfito la fiducia di Obama. «Barack confida veramente in lui – ha chiosato David Axelroad, uno dei senior advisor del Presidente – E difficilmente confida così tanto in qualcuno da concedergli così tanta autorità sulle sue parole». D’altronde lo stesso Favreau lo ha ammesso: lavorare con un oratore competente come Obama ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. «È come essere il batting coach di Ted Williams (uno dei più grandi battitori della storia, ndr)», ha scherzato in un’intervista. 

Per saperne di più 

  • Chi è un ghostwriter?
    Il ghostwriter è un professionista che, lavorando dietro le quinte, concepisce e aiuta a scrivere libri per conto di un committente. Il ghostwriter ha alle spalle consolidate esperienze di scrittura nei vari generi letterari, conosce la tecnica dell'intervista, gestisce relazioni sociali a tutti i livelli.


  • Cosa scrive il ghostwriter?
  • Autobiografie, storie familiari, instant books per campioni sportivi e per vip, lavori per cinema e TV. Nel caso delle storie familiari è possibile arricchire il testo con immagini tratte dall'album di famiglia fino a realizzare un vero e proprio libro fotografico








  • Stella Chiwesche - Workshop


    Stella Chiwesche - Workshop
     
     
     Stella Chiwesche - Workshop
    ritmo, canto e danza della musica Shona

    ore 20:00
    mercoledì 13 febbraio 2013
    ... Circolo Arci Mumble Rumble - Salerno

    Il Workshop si propone di fornire una panoramica su elementi teorici e pratici dei principali ritmi, dei canti e delle danze tradizionali della musica Shona dello Zimbabwe, attraverso l'uso di strumenti tradizionali che svolgono un ruolo fondamentale nella vita:
    Mbira, percussioni tribali, voci e con esercizi di meditazione con la musica Mbira che aiutano a scoprire di più se stessi verso l'interno, in modo da rilassare il corpo e l'anima.


    [...] Musicista dello Zimbabwe conosciuta in tutto il mondo come cantante e suonatrice di mbira dzavadzimu.

    [...] Soprannominata “Ambula Chinyakare” (madre della musica tradizionale).

    [...] Il suo lavoro da solista l’ha consacrata come una delle artiste più originali della scena africana contemporanea

    [...] Considerata un’ambasciatrice culturale dello Zimbabwe.


    PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

    Circolo Arci
    MUMBLE RUMBLE
    Via Loria, 35
    Salerno

    per info
    328 8596778 - 328 7254831
    fb: Associazione Daltrocanto
    www.daltrocantoweb.org
    info@daltrocantoweb.org



    mercoledì 6 febbraio 2013

    Floris intervista Berlusconi a Ballarò

                                          
              
                                          

                                           

                                                 


                                            

                                          

                                           



    Fonte:LiveSicilia

    L'intervista di Giovanni Floris a Silvio Berlusconi è stata seguita da milioni di persone in tv e in rete attraverso i social network e le dirette streaming. Dopo anni di scontri a distanza tra i due, seduti uno di fronte all'altro Floris e il Cavaliere scambiano battute a ritmo serrato


    Giovanni Floris conduce la sua intervista a Silvio Berlusconi con una tranquillità disarmante. Il conduttore di Ballarò alla fine di un'incontro durato circa mezzora dimentica anche di chiudere la puntata con il suo tipico "alè". Un intervista serrata, piena di contenuti, Floris va dritto alle domande sull'economia e sulle vicende legali di Berlusconi, glissa elegantemente: "Non ci interessa approfondirle adesso, passiamo oltre". Ma l'intervista è serrata, Floris pone sempre la seconda domanda al suo intervistato, ma senza insistere, evita l'invettiva e sottolinea alcune risposte evase del ex premier con ironia.

    Ironia che non manca nemmeno a Berlusconi che si definisce irresistibile, per via dei continui applausi dei presenti in sala. Un ironia amara quella di Floris, che all'affermazione di Berlusconi "Mi hanno eletto il migliore allenatore degli ultimi 150 anni - per poi correggersi immediatamente - il miglior politico" fa sgranare gli occhi al giornalista che risponde senza indugi: "Ma da chi?".

    Un'intervista che immediatamente ha suscitato la reazione nei  social network e la diffusione di battute sulle dichiarazioni di Silvio Berlusconi.  Su Twitter, come spesso accade, durante l'intervista al Cavaliere è scoppiata la corsa al tweet con gli hashtag #Ballarò e #Floris che sono entrati in pochi minuti tra le parole più usate su Twitter, i famosi Trandic Topics.

    Un estratto dell'intervista:

    F.: «Gli alleati li sceglie lei?»
    B.: «No, sono quelli sul campo«
    F. «Ma allora che squadra è? I candidati la possono tradire, gli alleati non li sceglie lei…»
    B.: «Sono gli alleati che mi consente il sistema»
    F.: «Ma la legge elettorale l’ha fatta lei»
    B. «No non l’ho fatta io. La volevo cambiare».
    F.: «Perché non l’ha cambiata?»
    B. «Perché c’era un alleato che me l’ha impedito».
    F. «Lo stesso alleato che si porta?»







    martedì 5 febbraio 2013

    Roberto Vecchioni tra i professori di Amici. "Grato a Maria"

                                      

                                    414 vecchioni defilippi

    E' inutile dire che sono in totale disaccordo con questa tua decisione, collega...per quante spiegazioni puoi darmi non ti perdono. Che hai a che fare, Tu, con lei che ha guastato intere generazioni, con la sua indegna scuola televisiva, un cattivo esempio di maleducazione e supponenza  d'ignoranza. Tanti luoghi potevi scegliere, per donare ai giovani la tua cultura, la tua sensibilità poetica e la tua musica infinita, ma non l'hai fatto e me ne dispiace tanto, Roberto, segno che prima o poi i soldi coprono tutto..."Fanne venì a viste ai cecate"la tua origine partenopea dovrebbe farti coprendere il significato, ma traduco lo stesso"I soldi sono capaci di dare la vista ai ciechi" e questo è quanto...

    (Maria Serritiello)


    Fonte:Virgilio Notizie.it

    Il cantautore inizia la sua avventura nel talent show di Canale 5 Torna in cattedra, il professor Roberto Vecchioni. Ma questa volta lo fa nella scuola di Amici di Maria De Filippi, e la scelta non può non destare qualche perplessità. Il connubio tra uno degli intellettuali più colti e sensibili della canzone italiana e la regina di una tv sempre a cavallo fra il sentimentalismo e il trash, infatti, ha fatto storcere più di qualche naso tra gli ammiratori del 70enne cantautore lombardo.

    Forse anche per questa ragione, Vecchioni ha voluto spiegare la sua scelta con una lettera aperta all'agenzia di stampa ANSA.

    "La cosa più importante nella vita di un uomo - scrive il Professore - è avere tanti amori. E io, alla soglia dei settant’anni, posso dire di averne avuti tanti, perciò sono un uomo fortunato". "Tra i più importanti, tra quelli sempre al centro della mia vita ci sono stati i ragazzi e la musica e le parole. E le parole nella musica. Oggi Maria De Filippi mi regala l’opportunità di mettere tutte queste cose insieme: parlare ai giovani delle parole nella musica. Di perché le une e non le altre, di perché in quel momento e non in un altro. E di farlo, spero, attraverso gli allievi di Amici, anche per tanti altri ragazzi che hanno voglia di ascoltare come ogni traccia che l’uomo lascia dietro di sé sia comunque cultura".
    "Inizio quest’avventura con emozione, grato a Maria, alla sua grande intelligenza e professionalità".

    Roberto Vecchioni seguirà i ragazzi di Amici in un progetto dedicato alla canzone italiana, ripercorrendo e approfondendo brani di grandi autori nazionali come Dalla, Modugno, Adriano e Bennato.





    Lino D'Angiò al Delle Arti di Salerno "Da grande voglio fare il sindaco"

                                                              LINO









    Fonte : www.lapilli.eu
    di Maria Serritiello



    Portare a Salerno uno spettacolo dal titolo "Da grande voglio fare il Sindaco", in una città dove il sindaco è il più amato d'Italia, è stato una bella sfida per Lino D'Angiò, il comico napoletano che, con bravura,  simpatia e battute intelligenti, ha decretato il successo pieno della serata.  In verità il simpatico attore per i sindaci ha avuto sempre un debole. Famose sono le sue imitazioni di quelli passati della città partenopea, da Antonio Bassolino, ancora risuona il tormentone della  la sua "e" aperta, a quella di  Rosa Russo Iervolino, dalla voce  querula e petulante , ma anche l'attuale De Magistris, altrimenti  ed affettuosamente detto, "Gigino", con la fissa del lungomare liberato, non sfugge all'ironia dell'artista. Ora a questi  va ad aggiungersi, simpaticamente, anche quella di Vincenzo De Luca, il Sindaco di Salerno, che parla a  denti stretti e tira su il fiato con l'inconfondibile risucchio. Un successo annunciato, quello di D'Angiò, al Delle arti di Salerno, che ha tutto per piacere e perfino il cognome "D'Angiò", breve, arrotondato e con accento finale, mette brio.
    Ed allegria è stata per il folto pubblico, che ha potuto finalmente gustare le gag dal vivo di quell'artista che di audience televisiva se ne intende e che ora spopola, soprattutto per i giovani, anche sul web, con il suo quotidiano ed ironico telegiornale.
    La storia artistica di Lino D'Angiò prende visibilità, presso il vasto pubblico, con "TeleGaribaldi", la trasmissione cult della Campania, tenuta dal 1996 al 1998 in coppia con Alan De Luca, su Teleoggi-Canale 9, un programma  che ha lanciato diversi comici napoletani,  tra cui Biagio Izzo, Rosalia Porcaro, I Ditelo voi, Alessandro Siani e  Rosaria De Cicco,  tra l'altro presente in sala.
    "Da grande voglio fare il sindaco" è uno spettacolo che Lino D'Angiò ha scritto assieme a Maurizio De Angelis, osservando e accuratamente bilanciando i tempi della comicità, infatti la rappresentazione si divide in una  presentazione iniziale che al Delle Arti, a farla, è stata  proprio Rosaria De Cicco, amica di vecchia data, oltre che di comicità di Lino, per continuare con due pause musicali e due interventi di comici emergenti. Per moltiplicare, poi, i personaggi da interpretare e  per dare sfondo alla scena, altrimenti scarna, si è fatto aiutare da più video. Così lo spettacolo è un capiente contenitore, dal quale fuoriescono, come da un cilindro, uno dietro l'altro, cantanti, attori, calciatori, politici e persone comuni come "Giggino", il guardiamacchine che si differenzia dal parcheggiatore, perché lui le macchine le guarda e non le parcheggia, per proseguire con le imitazioni perfette di quasi tutti i cantanti: Vasco Rossi, Gianni Morandi, Claudio Baglioni, Ornella Vanoni, Renato Zero, Adriano Celentano, Enrico Ruggeri, Julio Iglesias, Riccardo Cocciante, Toto Cutugno, Mario Merola, Renzo Arbore, ma anche di Maradona, Gianni Minà, Bruno Vespa, Corrado, Mike Buongiorno, Alberto Sordi. Tra i nomi della lunga lista, inevitabile anche le imitazioni di Berlusconi e Bossi, i politici che più lanciano l'assist ai comici e Lino D'Angiò non è da meno, ma è altresì divertente l'ironia spalmata sui simboli di alcune liste presentate per le prossime elezioni. Canta, racconta barzellette, fa digressioni comiche al momento, prendendo di mira benevolmente anche il pubblico. Insomma, D'Angiò è come il Vesuvio in eruzione, un talento naturale, un comico di scuola napoletana, dove a furoreggiare erano Totò, Peppino, Taranto, per citarne alcuni. Sincronicamente dialoga con  i video proiettati alle sue spalle e in uno di essi appare, attesissimo dal pubblico, il sindaco Vincenzo De Luca-D'angiò. Molto gradita è la sua imitazione, dove puntualizza, simpaticamente, le fissazioni del primo cittadino di Salerno, ovvero le luci d'artista e la raccolta differenziata. La presa in giro è piacevole, elegante, mai villana e ciò non per piaggeria nei riguardi del pubblico salernitano, che per altro ha molto apprezzato la performance, ma perché a Lino D'Angiò veramente piace il sindaco De Luca. Si giunge, così, amenamente nel finale, avendo gustato per oltre due ore l'autentica comicità, quella che diverte, ma fa anche pensare e prima che termini del tutto lo spettacolo, Lino D'angiò regala alla platea il talento e la versatilità della sua voce. In un silenzio improvvisamente rarefatto, non un respiro in più, né un colpo di tosse e né uno squillo sfuggito al silenziatore, si levano magicamente le voci degli indimenticati Eduardo, Pupella Maggio, del Ninnillo di "Natale in casa Cupiello" e di Massimo Troisi, scesi magicamente tra il pubblico, il viso  protetto da una bianca maschera e animati dalla voce eccezionale dell'attore, per brevi momenti, che peccato, è stato come se non se ne fossero mai andati e brividi,  brividi nel ritrovarli accanto.
    L'intervista
    D) Se da grande dovesse fare davvero il Sindaco a quale modello       s'ispirerebbe?
    R) Non m'ispirerei ad un solo modello, ma metterei insieme tutti i sindaci da me imitati. Certo il rischio è che ne verrebbe fuori un mostro.
    D) Che cosa ha significato Telegaribaldi nella sua carriera?
    R) Ha avuto un ruolo molto importante, mi ha dato visibilità e mi sono anche molto divertito nel parteciparvi. Telegaribaldi si basava su di una  comicità popolare ma mai volgare, perciò piaceva tanto a tutti.
    D) Il sodalizio artistico con Alan De Luca ha riscosso risate e simpatie tra il pubblico. C'è possibilità che si riformi la coppia ?
    R) Non credo, abbiamo intrapreso strade diverse, potrebbe unirci solo Telegaribaldi, con Alan mi divertirebbe ancora.
    D) Le piacerebbe se il suo TG satirico "StraNordinaria" diventasse una striscia di successo sulle reti nazionali?
    R) E beh, certo, ma anche "StraNordinaria" ha pubblico e seguaci in tv e  in rete gratificante, ma poi, già così, assemblare ogni giorno le notizie da mandare in onda, è un bell'impegno. Ogni sera, cerco e leggo una quantità di comunicati per poi scrivere e commentare con ironia il giorno dopo. Una lotta con il tempo, mi sono complicato da solo la vita, ma va bene così.
    D) Che cosa pensa del gruppo dei nuovi comici di Made in Sud?
    R) Che sono tutti molto, bravi divertenti ed immediati, tutte qualità indispensabili per far presa sul pubblico.
    D) Un suo pregio
    R) Sono poco propenso ai compromessi
    D) Un suo difetto
    R) Appunto... sono poco propenso ai compromessi

    Maria Serritiello









    A Salerno per la giornata della Memoria Umberto Gentiloni ha presentato il libro"16-10-1943 Li hanno portati via"

                       li hanno portati via                                                                   












          Fonte: www.lapilli.eu
          di Maria Serritiello








       L'Associazione Coordinamento Solidarietà e Cooperazione e l'Archivio di Stato di Salerno, in occasione della Giornata della Memoria 2013, hanno organizzato, il 25 gennaio, presso la Sala Bilotti dell'Archivio di Stato,  un incontro rivolto a tutti, ma soprattutto al mondo della scuola, per presentare il libro "16/10/1943 Li hanno portati via", un'iniziativa editoriale promossa dalla Provincia di Roma e curata dal Prof. re Umberto Gentiloni e da Stefano Palermo.
     Dal ghetto di Roma settant'anni fa furono deportate 1250 persone, fra cui oltre 200 bambini che sono diventati un libro"16/10/1943 Li hanno portati via", pagine e pagine che documentano attraverso le loro schede informative e spesso con le loro foto, l'atrocità in cui sono incappati. Grazie all'apertura dell'Archivio della Croce Rossa tedesca di Bad Arolsen si è potuto conoscere il materiale documentaristico e assemblare in una raccolta unica i volti di una generazione di bambini vittime innocenti dell'odio razziale. Le foto in bianco e nero , bellissime e dolorose nel contempo, all'interno del mesto libro, restituiscono visibilità ad un'infanzia rubata ingiustamente ad una generazione di bambini. I loro sguardi puri e fiduciosi dalle foto  devono sostenere con forza la lotta contro i rigurgiti di razzismo strisciante che vivono nell'indifferenza o negli angoli delle nostre città,  o nei campi di calcio, o in rete.
    Ad introdurre l'incontro con uno dei due  curatori del libro, Umberto Gentiloni, è stata Enza Capasso, Presidente Ass.ne Coordinamento Solidarietà e Cooperazione, la quale ha ribadito  l'impegno dell'associazione nell'ambito del progetto, "Diamo un futuro alla Memoria", di organizzare incontri e momenti di riflessione, per non dimenticare e per rielaborare criticamente la Shoah come antidoto al razzismo strisciante ancora presente sui muri della nostre città, negli stadi di calcio e in rete, in favore di studenti e loro professori. "Dopo anni di esperienze" ha detto la Prof Capasso "sono arrivata alla conclusione che due sono gli strumenti più efficaci : il primo è il racconto, la narrazione di storie che coinvolgano emotivamente ed empaticamente. E non è un caso il successo editoriale del Diario di Anna Frank, come non lo è l'interesse con cui centinaia di studenti hanno  sempre ascoltato le storie drammatiche raccontate dai pochi testimoni ancora viventi che abbiamo invitato negli anni scorsi. L'altro è la ricerca attraverso i documenti, le fonti, non solo scritte ma anche iconografiche, le immagini dell'arte, l'architettura, l'urbanistica, i manifesti della propaganda fascista , i fumetti o le vignette sugli Ebrei". " Le storie e i documenti suscitano curiosità" ha continuato la prof Capasso "domande a cui gli stessi ragazzi sono invitati a cercare le risposte. Il libro " 16/10/43 li hanno portati via ", con le schede biografiche, le foto, i nomi dei componenti della famiglia di 200 bambini deportati e gasati, emozionano e suscitano domande: com' è stato possibile a Roma, a pochi metri dal Vaticano organizzare e realizzare una deportazione di massa?  Di chi le responsabilità dirette e indirette ? Chi poteva impedirlo e non lo ha fatto?"
    E'  stato fatto, purtroppo, ed il libro16/10/1943 Li hanno portati via", ne è una drammatica realtà documentata.
    "E' il 16 ottobre del 1943, all'alba 100 soldati delle SS circondano il ghetto ebraico di Roma, mitra spianato, un biglietto consegnato agli Ebrei, sono le istruzioni per la deportazione: Destinazione Auschwitz . Due giorni dopo, dalla stazione Triburtina, la deportazione su 18 vagoni con i piombati. Viaggiano per sei giorni per arrivare nell'orribile lager della Polonia. Solo in 16 torneranno, 15 uomini e una donna, ma nessun bambino." Questo il dato da cui è partita la ricerca da parte di Umberto Gentiloni e Stefano Palermo, all'apertura nel 2006 dell'archivio della Croce Rossa Internazionale di Bad Arolsen che aveva il compito di raccogliere notizie di vario genere tra tutti i paesi coinvolti, ma in particolare di dare risposta a quanti cercavano i propri cari dispersi. "All'interno di questo mare magnum di notizie", dice Umberto Gentiloni, ad una platea di studenti attentissima, " c'erano le notizie e le storie dei deportatati romani. A guerra finita, infatti, le famiglie romane cominciarono a cercare per sapere che fine avessero  fatto i loro cari. Nei dati raccolti da questo immenso archivio furono penalizzati i bambini per l'incapacità di  dare notizie sulla loro provenienza". Le tracce sui bambini raccolte, corredate a volte da foto, sono l'ossatura del libro e, una volta in più,  sono la testimonianza della disumana ferocia che una generazione ebbe a sopportare.
    Contemporaneamente alla presentazione del libro è stata inaugurata la mostra "L'Infanzia rubata" realizzata dall'Associazione  Figli della Shoah che ha ripercosso idealmente la negazione dei diritti fondamentali dei bambini ebrei durante gli anni della persecuzione nazifascista come quello al gioco, alla salute, all'istruzione , alla libertà e in ultimo alla vita. Alcuni dei pannelli in esposizione sono stati riservati al pedagogo polacco Jansz Korczak che lottò fino alla fine per alleviare le sofferenze dei bambini del ghetto di Varsavia.
     A conclusione dell'incontro carico d'insegnamenti per i giovani studenti presenti, il coro delle Voci bianche, del Teatro Verdi di Salerno, diretto dalla prof.ssa Silvana Noschese, si è esibito, eseguendo brani significativi per il tema trattato. La soavità delle piccole voci, elevate con infinita dolcezza, in opposizione alle drammatiche storie presentate, ha commosso e scosso la platea.

    Maria Serritiello