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martedì 17 gennaio 2012

Costa Concordia, disperso il batterista



Fonte :Corriere della Sera.it

Lasciò il posto sulla scialuppa a un bambino


Apprensione e angoscia. E quel filo di speranza che non si spezza. Nemmeno con il passare delle ore che inesorabilmente sono diventati giorni. Continuano le ricerche dei dispersi della Costa Concordia. Tra le decine di persone che non si trovano più, c'è anche Giuseppe Girolamo. La famiglia è arrivata al Giglio e ha appeso in vari luoghi dell'isola una sua foto e la richiesta: «Se sapete qualcosa, chiamateci». L'ultima volta che è stato visto era venerdì notte. Sul ponte con i migliaia di passeggeri. Testimoni raccontano che «aveva un posto sulla scialuppa di salvataggio, ma l'ha lasciato a un bambino».

Costa Concordia, Giuseppe Girolamo tra i dispersi


IL BATTERISTA - Da quel momento si sono perse le sue tracce. Nessuno sa più nulla di questo trentenne, di Alberobello, dai capelli lunghi e gli occhi scuri. Un giovane che ama il poker e la musica. Si era imbarcato sulla Concordia come batterista della band Dee Dee Smith a ottobre. Il collega Roberto Napoleone lo descrive come «educato e rispettoso di tutto e tutti come ce ne sono pochi, timido e fragile e se sta li dentro al buio e al freddo sarà spaventato come un bambino indifeso».

LA FAMIGLIA - Per il musicista si sono mobilitati tutti i suoi amici. Su una pagina Facebook continuano ad arrivare messaggi. «Sappiamo che ci sei, fatti sentire», oppure: «Siamo qui che ti aspettiamo». Al Giglio sono arrivati i familiari. La voce rotta al telefono: «La prego non vorrei che proprio ora chiamasse qualcuno per darci notizie». Ma per il momento nulla. Il suo nome è ancora nella lista dei dispersi. Un elenco di nomi a cui ne è stato tolto uno, quello di un tedesco che era tornato a casa senza darne notizia alle autorità locali. E così la speranza rimane ancora nel cuore di molti. Anche perché «si è comportato da eroe».

Stiamo perdendo la lingua



Fonte:www.La Stampa.it
di Maria Teresa Martinengo

Accenti e apostrofi inesistenti
ma anche congiuntivi che scompaiono, lessico povero
e lettura faticosa sono i problemi che affronterà un convegno promosso dal ministero.

Sarà perché l’appuntamento è promosso direttamente dal Ministero dell’Istruzione, ma il titolo del convegno che si terrà giovedì alla Biblioteca Nazionale di piazza Carlo Alberto suona davvero minaccioso. «Emergenza Italiano. La competenza dell’Italiano nella trasversalità dei saperi» rende l’idea di una situazione a cui occorre trovare urgentemente rimedio.

«Con questo appuntamento e con il bando collegato, l'Ufficio Scolastico Regionale - dice la professoressa Gabriella De Blasio, che ha curato l’organizzazione con il dirigente Antonio Catania -, vuole sostenere le scuole offrendo loro formazione e la disponibilità di un budget di 60 mila euro per progetti che pongano finalmente in primo piano - dalla scuola primaria alla secondaria all’Università -, la “regola della consegna” tra i vari ordini di scuola, un collegamento progettuale chiaro e definito». Convegno e bando, insomma, per avviare buone pratiche e superare quanto avviene oggi: che ad ogni inizio di ciclo, gli insegnanti che accolgono i nuovi allievi si lamentino dei colleghi che li hanno preceduti.

«L’obiettivo finale - prosegue la docente - è accompagnare lo studente in un percorso formativo, attraverso il lessico come elemento trasversale, che gli consenta di raggiungere la padronanza della lingua italiana per avere accesso ai saperi dei differenti percorsi di studio».

Il convegno, con esperti come Gian Luigi Beccaria e Giorgio Ficara, servirà a riflettere su guai e rimedi. Nel frattempo, 56 progetti sono pervenuti all’USR: progetti che, appunto, mettono in collegamento elementari e medie oppure medie e superiori. «Questo era il vincolo», precisa la docente. Il bando richiedeva poi, a scelta, alcuni percorsi come coinvolgimento di studenti tutor, consultazione di archivi e biblioteche, utilizzo delle tecnologie per la ricerca e l’educazione alla trasversalità dei saperi.

Nelle scuole l’emergenza lingua è storia quotidiana. «L’anello debole - conferma De Blasio, che fino allo scorso anno ha insegnato al classico - è la scuola media. Poche funzionano realmente bene. Oggi, con la presenza di tanti ragazzi di origine straniera, occorre una didattica efficace». Ma c’è anche chi, come la professoressa Antonella Filippi, che insegna all’Istituto tecnico Guarini, dal suo osservatorio è convinta che anche la primaria abbia la sua parte di colpa. «Congiuntivi inesistenti o quasi, accenti e apostrofi sbagliati, mancanza di terminologia, punteggiatura conosciuta poco e male. Questa è la condizione di tanti. I ragazzi - dice la docente - leggono pochissimo, non hanno la percezione che in un tema non ti puoi esprimere come fai con il compagno durante l’intervallo».

Nei licei la situazione migliora, ma certe difficoltà restano. Maria Libera Garabo, docente dello scientifico Giordano Bruno, che giovedì al convegno sarà tra i relatori, sottolinea un aspetto problematico: «È difficile avvicinare i ragazzi alla letteratura, ai classici, base indispensabile per avere consapevolezza di un mondo complesso come l’attuale. Questo dipende anche dal fatto che a scuola c’è sempre fretta: le classi sono numerosissime e manca il tempo per ragionare con loro, aiutandoli in una reale crescita personale».



domenica 15 gennaio 2012

Il 21 gennaio tutti in piazza per Emanuela Orlandi




Sabato 21 gennaio 2012 tutti a piazza Sant'Apollinare alle ore 16.00 per chiedere Verità e Giustizia per Emanuela Orlandi! Basta con l'omertà