di Maria Serritiello
Che spettacolo davvero
appagante, intelligente e perché no, familiare, quello di Daniele Ciniglio al
Ridotto di Salerno, il tempio della comicità! Dovevano essere due le serate ma
si è dovuta aggiungere una terza per accontentare tutte le richieste, un bel
successo per il bravo e giovane artista
Non è la prima volta di
Daniele al Ridotto, già lo scorso anno è stato presente nella programmazione
comica e se poi vogliamo ricordare ancora di più, andiamo alla partecipazione
di spalla a Paolo Caiazza, al Premio Charlot qualche anno fa, quando la
manifestazione si teneva nel sotto piazza del lungomare nelle serate estive.
Il posto fisso o fesso,
come sta scritto sui manifesti, è il lait motiv dello spettacolo, quello che la
mamma gli prospetta ogni volta, per vederlo sistemato. Daniele, invece ha un
sogno e desidera portarlo avanti anche a discapito della sicurezza economica.
La fantasticheria gli
viene da lontano, dalla scuola, dove per i buoni voti guadagnati, perché il
piccolo è studioso, viene avviato al teatro e alla recitazione dalla maestra.
In seguito partecipa al progetto scolastico “Ciak si gira”, come protagonista
del cortometraggio e vince il primo premio. Da allora ha sempre impostato la
sua vita a sviluppare il suo sogno. Il teatro e le storie raccontate in
palcoscenico gli davano e gli danno ancora oggi, sicurezza. Quel convincimento
che le parole, quelle che crea con tanta semplicità e contenuto appropriato,
sagace, intelligente, gli faccia superare la timidezza, nata dal non ritenersi
fisicamente appropriato. Nel monologo della sua start up comedy racconta di
essersi appassionato nell’infanzia ai lottatori di wrestling, loro sì che
davano spettacolo per la potenza della massa corporea.
Daniele nasce ad
Ottaviano in provincia di Napoli e conquista tutti con la sua esibizione a Italia
’s Got Talent nel marzo 2020, con un monologo sulla camorra dal titolo “La
camorra è uno scherzo”. Un pezzo che si fa rimpiangere.
(n.d.r.) Ero dinanzi allo
schermo quella sera, io che non vedo quasi mai quel tipo di programma… La tua
esibizione mi colpì profondamente per la capacità originale e pulita, nel
definire la mafia. Da Prof di lungo corso mi dissi che avresti fatto carriera,
così è stato e sarà. Oggi, tanto per annotare, hai mezzo
milione di followers e decine di milioni di visualizzazioni e collaborazioni
con importanti artisti partenopei Paolo Caiazzo, Rosalia Porcaro e Maria
Bolignano, la mamma scenica in sketch e monologhi sui social.
Con lui al Ridotto c’è Sissi,
ovvero Silvia Iannone e guai chiamarla con il nome di battesimo, c’è da
rischiare grosso e così Sissi, la bella ragazza, al seguito di Daniele apre lo
spettacolo per elencare amorevolmente i difetti del suo fidanzato. L’ironia è
la stessa, delicata, pungente, sagace, caratteristica dei monologhi del suo
partner.
Quando sul palco si
presenta Daniele con la sua camicia verde acceso, pantaloni neri, niente jeans,
sobrio, insomma, si fa notare per la cravatta, quelle di una volta, che gli dà
l’aria di un giovane serioso. Certo ciò che dice è acre, è amaro, è la vita che
va così, ma poi stempera interloquendo con il pubblico e là è la sua bravura
con l’arte della parola, costruisce lo spettacolo all’impronta.
Divertente sciolto, mai
fuori le righe, nell’ evidenziare bonariamente i difetti del pubblico, ma anche
a mostrare ed a ricusare la guerra, per esempio, dicendo “O meglie e nuie è
intollerante al latte” e mangia cibi decorticati, Lo dice con ironia sottile,
con la sua parlata stretta, scandendo bene le parole e senza usare lemmi da
sermone, ma va giusto nel centro.
Prosegue, poi, con il
rifiuto delle palestre H 24, con il considerare il bidello un collaboratore di
giustizia da quando ha cambiato il nome in collaboratore scolastico. Quel
pizzico di potere in più, trasforma! Chi vuole capire capisca.
E così viene fuori un
Daniele più leggero, più divertente, mai volgare, una raffinatezza che pure c’è
senza strafare, che lo allontanerebbe dalla massa, ma pur sempre caustico,
pronto a graffiare, ad interpretare le sfaccettature della realtà, a dare corpo
ai pensieri di ognuno di noi. Il giovanotto ha una comicità originale, profonda
che rispecchia la realtà in cui è immerso ma non si lascia sopraffare. Bravo è
così che si fa!
Di lui, però, non ci si
può fidare, prima che il tempo finisca ci sorprenderà e ci colpirà al cuore con
la lettera al padre…
La cravatta usata stasera
e quelle conservate con le quali vai in scena, sono il segno affettivo che tuo
padre non ti ha mai lasciato, stai pur certo.
Usciamo dal Ridotto con
gli occhi lucidi.
Maria Serritiello