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martedì 3 novembre 2026

Daniele Ciniglio con il suo “Posto fisso” inaugura la nuova stagione Teatrale di “Che Comico” 2026-2027 al Ridotto di Salerno.

 


di Maria Serritiello

Che spettacolo davvero appagante, intelligente e perché no, familiare, quello di Daniele Ciniglio al Ridotto di Salerno, il tempio della comicità! Dovevano essere due le serate ma si è dovuta aggiungere una terza per accontentare tutte le richieste, un bel successo per il bravo e giovane artista

Non è la prima volta di Daniele al Ridotto, già lo scorso anno è stato presente nella programmazione comica e se poi vogliamo ricordare ancora di più, andiamo alla partecipazione di spalla a Paolo Caiazza, al Premio Charlot qualche anno fa, quando la manifestazione si teneva nel sotto piazza del lungomare nelle serate estive.

Il posto fisso o fesso, come sta scritto sui manifesti, è il lait motiv dello spettacolo, quello che la mamma gli prospetta ogni volta, per vederlo sistemato. Daniele, invece ha un sogno e desidera portarlo avanti anche a discapito della sicurezza economica.

La fantasticheria gli viene da lontano, dalla scuola, dove per i buoni voti guadagnati, perché il piccolo è studioso, viene avviato al teatro e alla recitazione dalla maestra. In seguito partecipa al progetto scolastico “Ciak si gira”, come protagonista del cortometraggio e vince il primo premio. Da allora ha sempre impostato la sua vita a sviluppare il suo sogno. Il teatro e le storie raccontate in palcoscenico gli davano e gli danno ancora oggi, sicurezza. Quel convincimento che le parole, quelle che crea con tanta semplicità e contenuto appropriato, sagace, intelligente, gli faccia superare la timidezza, nata dal non ritenersi fisicamente appropriato. Nel monologo della sua start up comedy racconta di essersi appassionato nell’infanzia ai lottatori di wrestling, loro sì che davano spettacolo per la potenza della massa corporea.

Daniele nasce ad Ottaviano in provincia di Napoli e conquista tutti con la sua esibizione a Italia ’s Got Talent nel marzo 2020, con un monologo sulla camorra dal titolo “La camorra è uno scherzo”. Un pezzo che si fa rimpiangere.

(n.d.r.) Ero dinanzi allo schermo quella sera, io che non vedo quasi mai quel tipo di programma… La tua esibizione mi colpì profondamente per la capacità originale e pulita, nel definire la mafia. Da Prof di lungo corso mi dissi che avresti fatto carriera, così è stato e sarà. Oggi, tanto per annotare, hai mezzo milione di followers e decine di milioni di visualizzazioni e collaborazioni con importanti artisti partenopei Paolo Caiazzo, Rosalia Porcaro e Maria Bolignano, la mamma scenica in sketch e monologhi sui social.

Con lui al Ridotto c’è Sissi, ovvero Silvia Iannone e guai chiamarla con il nome di battesimo, c’è da rischiare grosso e così Sissi, la bella ragazza, al seguito di Daniele apre lo spettacolo per elencare amorevolmente i difetti del suo fidanzato. L’ironia è la stessa, delicata, pungente, sagace, caratteristica dei monologhi del suo partner.

Quando sul palco si presenta Daniele con la sua camicia verde acceso, pantaloni neri, niente jeans, sobrio, insomma, si fa notare per la cravatta, quelle di una volta, che gli dà l’aria di un giovane serioso. Certo ciò che dice è acre, è amaro, è la vita che va così, ma poi stempera interloquendo con il pubblico e là è la sua bravura con l’arte della parola, costruisce lo spettacolo all’impronta.

Divertente sciolto, mai fuori le righe, nell’ evidenziare bonariamente i difetti del pubblico, ma anche a mostrare ed a ricusare la guerra, per esempio, dicendo “O meglie e nuie è intollerante al latte” e mangia cibi decorticati, Lo dice con ironia sottile, con la sua parlata stretta, scandendo bene le parole e senza usare lemmi da sermone, ma va giusto nel centro.

Prosegue, poi, con il rifiuto delle palestre H 24, con il considerare il bidello un collaboratore di giustizia da quando ha cambiato il nome in collaboratore scolastico. Quel pizzico di potere in più, trasforma! Chi vuole capire capisca.

E così viene fuori un Daniele più leggero, più divertente, mai volgare, una raffinatezza che pure c’è senza strafare, che lo allontanerebbe dalla massa, ma pur sempre caustico, pronto a graffiare, ad interpretare le sfaccettature della realtà, a dare corpo ai pensieri di ognuno di noi. Il giovanotto ha una comicità originale, profonda che rispecchia la realtà in cui è immerso ma non si lascia sopraffare. Bravo è così che si fa!

Di lui, però, non ci si può fidare, prima che il tempo finisca ci sorprenderà e ci colpirà al cuore con la lettera al padre…

La cravatta usata stasera e quelle conservate con le quali vai in scena, sono il segno affettivo che tuo padre non ti ha mai lasciato, stai pur certo.

Usciamo dal Ridotto con gli occhi lucidi.

Maria Serritiello