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lunedì 20 giugno 2011

“Rimedargento” La mostra del gioiello contemporaneo a Salerno



FONTE:WWW.LAPILLI.EU
DI MARIA SERRITIELLO


“Rimedargento” La mostra del gioiello contemporaneo a Salerno Sabato 18 Giugno 2011 09:34 Scritto da Maria Serritiello 0 Comments “Rimedargento” è il nome dato alla la mostra del gioiello contemporaneo, esposto a Salerno, presso il Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana, in Via Mercanti, nei primi due weekend di giugno. Quattro i giovani espositori: Donatello Amabile, Claudia Parrilli, Deborah Napolitano e Paola Siciliano, che con la loro creatività hanno voluto omaggiare la figura del grande Poeta Salernitano, Alfonso Gatto: “Salerno rima d’inverno, Salerno rima d’argento, o dolcissimo inverno”, si legge sulla bellissima collana creata dall’architetto- artista Donatello Amabile, ma non è l’unica traccia del poeta che si rileva nella mostra. Infatti Maria Cucciniello, nella brochure di presentazione scrive “…Una città, evocata per assonanza, tra citazioni poetiche ed ispirazioni, liberamente tratte da quelle quotidianità che il poeta salernitano ha saputo cogliere guardando alla sua terra, cantando il disincanto”. Così i gioielli dei giovani artisti, manipolati sapientemente con l’oro, l’argento e pietre, sono la sintesi di una città compiutamente marinara. Ed anche il luogo utilizzato per l’allestimento della mostra, il Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana, è stato perfetto, cornice più adatta, non si poteva pretendere. Il cuore generoso della vecchia Salerno si è aperto a scrigno per contenere e nel contempo mostrare ciò che Donatello, Claudia, Deborah e Paola sono stati capaci di creare. La materia usata e addomesticata si è manifestata raffinata e solare nella creatività di Donatello, accogliente ed intima in quella di Paola, nodosa e marinara, invece, in quella di Claudia ed infine per Deborah una creatività tutta positiva, aperta al dialogo e alla tolleranza.

Alla mostra hanno partecipato: il Comune di Salerno, la Soprintendenza per i BAP di Salerno ed Avellino, la Scuola Medica Salernitana- Museo Virtuale, l’Azienda Soggiorno e Turismo di Salerno.

Il luogo espositivo della mostra



Maria Serritiello
www.lapilli.eu

venerdì 17 giugno 2011

" Il sangue del sud" di Giordano Bruno Guerri



GIORDANO BRUNO GUERRI (foto Maria Serritiello)

Il sangue del Sud
Antistoria del Risorgimento e del brigantaggio

In questo libro, ricco di un'avvincente documentazione, Giordano Bruno Guerri rilegge la vicenda del Risorgimento e del brigantaggio come una "antistoria d'Italia": per liberare i fatti dai troppi luoghi comuni della storiografia postrisorgimentale (come la pretesa arretratezza e miseria del Regno delle Due Sicilie al momento della caduta) e per evidenziare invece le conseguenze, purtroppo ancora attualissime, della scelta di affrontare la "questione meridionale" quasi esclusivamente in termini di annessione, tassazione, leva obbligatoria e repressione militare. Il Sud è stato trattato come una colonia da educare e sfruttare, senza mai cercare davvero di capire chi fosse l'"altro" italiano e senza dargli ciò che gli occorreva: lavoro, terre, infrastrutture, una borghesia imprenditoriale, un'economia moderna. Così, le incomprensioni fra le due Italie si sono perpetuate fino ai nostri giorni. Alcuni briganti spiccano per doti - umane e di comando - non comuni, come Carmine Crocco, che per tre anni tenne in scacco l'esercito italiano; e così le brigantesse, donne disposte a tutto per amore e ribellione; altri rientrano più facilmente nel cliché del bandito o dell'avventuriero, ma tutti contribuiscono a dare volti e nomi a una triste e sanguinaria pagina della nostra storia, che si voleva cancellare. "Non si tratta di denigrare il Risorgimento, bensì di metterlo in una luce obiettiva, per recuperarlo - vero e intero - nella coscienza degli italiani di oggi e di domani".


In questo libro, ricco di un'avvincente documentazione, Giordano Bruno Guerri rilegge la vicenda del Risorgimento e del brigantaggio come una "antistoria d'Italia": per liberare i fatti dai troppi luoghi comuni della storiografia postrisorgimentale (come la pretesa arretratezza e miseria del Regno delle Due Sicilie al momento della caduta) e per evidenziare invece le conseguenze, purtroppo ancora attualissime, della scelta di affrontare la "questione meridionale" quasi esclusivamente in termini di annessione, tassazione, leva obbligatoria e repressione militare. Il Sud è stato trattato come una colonia da educare e sfruttare, senza mai cercare davvero di capire chi fosse l'"altro" italiano e senza dargli ciò che gli occorreva: lavoro, terre, infrastrutture, una borghesia imprenditoriale, un'economia moderna. Così, le incomprensioni fra le due Italie si sono perpetuate fino ai nostri giorni. Alcuni briganti spiccano per doti - umane e di comando - non comuni, come Carmine Crocco, che per tre anni tenne in scacco l'esercito italiano; e così le brigantesse, donne disposte a tutto per amore e ribellione; altri rientrano più facilmente nel cliché del bandito o dell'avventuriero, ma tutti contribuiscono a dare volti e nomi a una triste e sanguinaria pagina della nostra storia, che si voleva cancellare. "Non si tratta di denigrare il Risorgimento, bensì di metterlo in una luce obiettiva, per recuperarlo - vero e intero - nella coscienza degli italiani di oggi e di domani".


In questo libro, ricco di un'avvincente documentazione, Giordano Bruno Guerri rilegge la vicenda del Risorgimento e del brigantaggio come una "antistoria d'Italia": per liberare i fatti dai troppi luoghi comuni della storiografia postrisorgimentale (come la pretesa arretratezza e miseria del Regno delle Due Sicilie al momento della caduta) e per evidenziare invece le conseguenze, purtroppo ancora attualissime, della scelta di affrontare la "questione meridionale" quasi esclusivamente in termini di annessione, tassazione, leva obbligatoria e repressione militare. Il Sud è stato trattato come una colonia da educare e sfruttare, senza mai cercare davvero di capire chi fosse l'"altro" italiano e senza dargli ciò che gli occorreva: lavoro, terre, infrastrutture, una borghesia imprenditoriale, un'economia moderna. Così, le incomprensioni fra le due Italie si sono perpetuate fino ai nostri giorni. Alcuni briganti spiccano per doti - umane e di comando - non comuni, come Carmine Crocco, che per tre anni tenne in scacco l'esercito italiano; e così le brigantesse, donne disposte a tutto per amore e ribellione; altri rientrano più facilmente nel cliché del bandito o dell'avventuriero, ma tutti contribuiscono a dare volti e nomi a una triste e sanguinaria pagina della nostra storia, che si voleva cancellare. "Non si tratta di denigrare il Risorgimento, bensì di metterlo in una luce obiettiva, per recuperarlo - vero e intero - nella coscienza degli italiani di oggi e di domani".


Giordano Bruno Guerri è nato alla fine del 1950 a Iesa, comune di Monticiano, provincia di Siena: 150 abitanti e qualche migliaio di cinghiali fra i pini e i castagni. Un'indagine del CNR ha stabilito che in quella zona c'è stato il minimo di immigrazione e emigrazione negli ultimi 3000 anni, e che gli abitanti hanno ancora le caratteristiche genetiche degli etruschi. I genitori, i nonni, i bisnonni, ecc., facevano i contadini e, d'inverno, i cavatori di ciocco. Oltre ai lineamenti etruschi gli sono rimaste le mani da cavatore di ciocco.

Sull'origine del suo nome di battesimo, Guerri fornisce numerose e sempre diverse versioni, per esempio quella di un nonno anarchico e piromane che ha voluto onorare il filosofo; oppure quella di un conflitto fra i due nonni, uno dei quali lo voleva chiamare Giordano e l'altro Bruno: essendo entrambi analfabeti, sembra più attendibile la seconda versione. Certo è che nonno Beppe, detto Pelino, rifiutò di entrare in chiesa per assistere al battesimo ma da fuori la porta gridò, al prete che si opponeva a quel nome e ne spiegava i motivi: "O 'un ci vorrete mia brucia' anche questo!"; il piccolo Guerri ebbe tuttavia un'educazione cattolico-oratoriale. A smentire la voce che fin dall'infanzia sia stato cresciuto all'anticlericalesimo, è certo che "perduta la fede" nella prima adolescenza, non si è più occupato di questioni religiose fino a 32 anni, quando iniziò a scrivere Povera santa, Povero assassino. La vera storia di Maria Goretti.

XXVII Premio Internazionale di Poesia Alfonso Gatto


XXVII PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA ALFONSO GATTO
DI MARIA SERRITIELLO

XXVII Premio Internazionale di Poesia Alfonso Gatto Giovedì 16 Giugno 2011 08:24 Scritto da Maria Serritiello 0 Comments Quando fu chiesto ad Alfonso Gatto chi fosse, lui, stigmatizzando, rispose: “Io sono Salerno”. Ed al poeta, il cittadino più illustre della città, Salerno dedica, da 27 anni il Premio internazionale di Poesia, più prestigioso, in assoluto del meridione, noto in Italia e all’estero. Un premio , l’ “Alfonso Gatto”, ambito da ogni scrittore, tant’è che, nel corso delle passate edizioni, sono stati premiati nomi autorevoli della letteratura italiana, tra i quali: Eduardo Sanguineti, Maria Luisa Spaziani, Dante Maffia, Maurizio Cucchi, Raffaele Nigro, solo per citarne alcuni.



Il Galà di premiazione, come ogni anno, si è tenuto nello splendido Teatro Municipale “Giuseppe Verdi”, il 9 giugno scorso e tutta la manifestazione è stata organizzata dal Lions Club “Salerno Hippocratica Civitas, presidente:Maria Lanzara, sotto l’alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Comune di Salerno. Hanno collaborato all’evento: il Comune di Salerno, Salerno Energia, Centrale del latte.



Ha condotto la manifestazione con squisito garbo, giusta spigliatezza e confermata professionalità, Vittoriana Abate, salernitana doc, giornalista, conduttrice televisiva ed inviata Rai. Da 17 anni in carriera nel più prestigioso organo di comunicazione, anche quest’anno non è voluta mancare all’appuntamento culturale più importante della sua città. Presenti in sala: l’assessore alla cultura Ermanno Guerra, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Salerno, il Senatore Alfonso Andria, il Consigliere Regionale Gianfranco Valiante e la Presidente Onoraria del Premio Internazionale, Paola Gatto , figlia del Poeta.



L‘evento si è svolto in base a tre categorie di selezione: Premio Opera Edita, Premio Opera Prima, Premio Giuria Giovani e si è avvalso della formazione di due giurie: Giuria Giovani, Presidente Prof .re Luigi Reina con studenti del Liceo Classico F. De Sanctis - Salerno e G.B. Vico –Nocera Inferiore. Giuria Ufficiale del Premio : Prof. Walter Mauro (Presidente): scrittore, giornalista e critico letterario e musicale;
Prof. Dante Maffia, poeta, romanziere e saggista, già vincitore del Premio Gatto;
Prof. Francesco D’Episcopo, docente di letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Napoli “ Federico II”, studioso affermato dell’opera di Gatto;
Prof. Luigi Reina, docente di letteratura italiana presso l’ Università degli Studi di Salerno
Prof. Raffaele Nigro, scrittore e giornalista, autore di romanzi di grande successo, come I fuochi del Basento, vincitore del Premio Campiello nel 1987, e Diario mediterraneo, vincitore del Premio Cesare Pavese nel 2000.

Sia la giuria Giovani, che la giuria del Premio sono stati concordi nella votazione e nell’individuare i vincitori, così hanno vinto la XXVII Edizione del Premio Internazionale di Poesia:

Premio Alfonso Gatto Giuria dei Giovani a:
Vincenzo Incenzo per la raccolta
Cinema Mundi (Edizioni Lieto colle)





Premio Opera Prima a:
Vincenzo Incenzo per la raccolta
Cinema Mundi (Edizioni Lieto colle)





Premio Opera di Poesia a:
Luciano Luisi per la raccolta
L’ombra e la luce (Poesie 2004-2010)
(Collana “Labirinti” dell’editore Carabba)



E’ stata assegnata, nel corso della cerimonia, la Menzione d’Onore a Giuseppe Liuccio, scrittore e giornalista, per la profonda amicizia che l’ha legato al poeta e di cui nel tempo ha coltivato la memoria e alla poetessa Ninì Di Stefano Busà, per “Quella luce che tocca il mondo” (Edizioni Bastogi)

Gli intermezzi musicali sono stati eseguiti dal M. Valerio Celentano(chitarra) e dal M. Domenico Farina (flauto), del Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno, mentre la Compagnia dell’Eclisse di Salerno con Felice Avella, Marianna Esposito, Roberto Lombardi e Flavia Palumbo, hanno letto poesie e prose ispirate alle città di Alfonso Gatto.



Cenni biografici dei vincitori

Vincenzo Incenzo è nato a Roma da una famiglia di musicisti (suo padre è stato orchestrale dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia) ed è egli stesso musicista: ha iniziato giovanissimo a studiare pianoforte e chitarra; ha conseguito il diploma di solfeggio al Conservatorio di Santa Cecilia e si è laureato al DAMS di Bologna. Innamorato dell'arte in tutte le sue espressioni, si divide tra la musica, i libri, il teatro e la pittura. È stato paroliere di grandi nomi della musica pop italiana: da Renato Zero ad Antonello Venditti, da Lucio Dalla a Sergio Endrigo, da Patty Pravo a Ornella Vanoni, Michele Zarrillo, Tosca, la PFM e tanti altri. Per la sua attività di autore ha ricevuto due volte il Premio Lunezia e il Premio SIAE Autori.



Luciano Luisi è nato a Livorno da madre toscana e padre pugliese; ha trascorso l'infanzia in Lombardia e a Parma. Attualmente vive a Roma, dove per diversi anni è stato una figura preminente della vita artistica italiana sullo schermo televisivo.
Ha insegnato giornalismo televisivo all’Università Pro Deo di Roma e Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Foggia; ha diretto “L’Informatore Librario”.
È autore di racconti, romanzi e raccolte di poesie, oltre a traduzioni e monografie su Mario Luzi, Vasco Pratolini, Leonardo Sciascia e, fra quelle per artisti figurativi, su Emilio Greco, Renato Guttuso, Renzo Vespignani e tanti altri, ricevendo importanti riconoscimenti. Ha vinto numerosi premi letterari.
Fra i suoi maggiori riconoscimenti: il Premio Chianciano nel 1968 per Un pugno di tempo; il Premio Pandolfo nel 1980 per La vita che non muta; Premio Sanpellegrino, Premio Marradi, Premio Ceva, Premio Fregene, Premio Oggi e Domani nel 1986 per La sapienza del cuore; Premio Nazionale Letterario Pisa nel 2004 per Poesie d’amore nel 2005.

Maria Serritiello
www.lapilli.eu

XXVII Premio Internazionale di Poesia Alfonso Gatto Giovedì 16 Giugno 2011 08:24 Scritto da Maria Serritiello 0 Comments Quando fu chiesto ad Alfonso Gatto chi fosse, lui, stigmatizzando, rispose: “Io sono Salerno”. Ed al poeta, il cittadino più illustre della città, Salerno dedica, da 27 anni il Premio internazionale di Poesia, più prestigioso, in assoluto del meridione, noto in Italia e all’estero. Un premio , l’ “Alfonso Gatto”, ambito da ogni scrittore, tant’è che, nel corso delle passate edizioni, sono stati premiati nomi autorevoli della letteratura italiana, tra i quali: Eduardo Sanguineti, Maria Luisa Spaziani, Dante Maffia, Maurizio Cucchi, Raffaele Nigro, solo per citarne alcuni.



Il Galà di premiazione, come ogni anno, si è tenuto nello splendido Teatro Municipale “Giuseppe Verdi”, il 9 giugno scorso e tutta la manifestazione è stata organizzata dal Lions Club “Salerno Hippocratica Civitas, presidente:Maria Lanzara, sotto l’alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Comune di Salerno. Hanno collaborato all’evento: il Comune di Salerno, Salerno Energia, Centrale del latte.



Ha condotto la manifestazione con squisito garbo, giusta spigliatezza e confermata professionalità, Vittoriana Abate, salernitana doc, giornalista, conduttrice televisiva ed inviata Rai. Da 17 anni in carriera nel più prestigioso organo di comunicazione, anche quest’anno non è voluta mancare all’appuntamento culturale più importante della sua città. Presenti in sala: l’assessore alla cultura Ermanno Guerra, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Salerno, il Senatore Alfonso Andria, il Consigliere Regionale Gianfranco Valiante e la Presidente Onoraria del Premio Internazionale, Paola Gatto , figlia del Poeta.



L‘evento si è svolto in base a tre categorie di selezione: Premio Opera Edita, Premio Opera Prima, Premio Giuria Giovani e si è avvalso della formazione di due giurie: Giuria Giovani, Presidente Prof .re Luigi Reina con studenti del Liceo Classico F. De Sanctis - Salerno e G.B. Vico –Nocera Inferiore. Giuria Ufficiale del Premio : Prof. Walter Mauro (Presidente): scrittore, giornalista e critico letterario e musicale;
Prof. Dante Maffia, poeta, romanziere e saggista, già vincitore del Premio Gatto;
Prof. Francesco D’Episcopo, docente di letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Napoli “ Federico II”, studioso affermato dell’opera di Gatto;
Prof. Luigi Reina, docente di letteratura italiana presso l’ Università degli Studi di Salerno
Prof. Raffaele Nigro, scrittore e giornalista, autore di romanzi di grande successo, come I fuochi del Basento, vincitore del Premio Campiello nel 1987, e Diario mediterraneo, vincitore del Premio Cesare Pavese nel 2000.

Sia la giuria Giovani, che la giuria del Premio sono stati concordi nella votazione e nell’individuare i vincitori, così hanno vinto la XXVII Edizione del Premio Internazionale di Poesia:

Premio Alfonso Gatto Giuria dei Giovani a:
Vincenzo Incenzo per la raccolta
Cinema Mundi (Edizioni Lieto colle)





Premio Opera Prima a:
Vincenzo Incenzo per la raccolta
Cinema Mundi (Edizioni Lieto colle)





Premio Opera di Poesia a:
Luciano Luisi per la raccolta
L’ombra e la luce (Poesie 2004-2010)
(Collana “Labirinti” dell’editore Carabba)



E’ stata assegnata, nel corso della cerimonia, la Menzione d’Onore a Giuseppe Liuccio, scrittore e giornalista, per la profonda amicizia che l’ha legato al poeta e di cui nel tempo ha coltivato la memoria e alla poetessa Ninì Di Stefano Busà, per “Quella luce che tocca il mondo” (Edizioni Bastogi)

Gli intermezzi musicali sono stati eseguiti dal M. Valerio Celentano(chitarra) e dal M. Domenico Farina (flauto), del Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno, mentre la Compagnia dell’Eclisse di Salerno con Felice Avella, Marianna Esposito, Roberto Lombardi e Flavia Palumbo, hanno letto poesie e prose ispirate alle città di Alfonso Gatto.



Cenni biografici dei vincitori

Vincenzo Incenzo è nato a Roma da una famiglia di musicisti (suo padre è stato orchestrale dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia) ed è egli stesso musicista: ha iniziato giovanissimo a studiare pianoforte e chitarra; ha conseguito il diploma di solfeggio al Conservatorio di Santa Cecilia e si è laureato al DAMS di Bologna. Innamorato dell'arte in tutte le sue espressioni, si divide tra la musica, i libri, il teatro e la pittura. È stato paroliere di grandi nomi della musica pop italiana: da Renato Zero ad Antonello Venditti, da Lucio Dalla a Sergio Endrigo, da Patty Pravo a Ornella Vanoni, Michele Zarrillo, Tosca, la PFM e tanti altri. Per la sua attività di autore ha ricevuto due volte il Premio Lunezia e il Premio SIAE Autori.



Luciano Luisi è nato a Livorno da madre toscana e padre pugliese; ha trascorso l'infanzia in Lombardia e a Parma. Attualmente vive a Roma, dove per diversi anni è stato una figura preminente della vita artistica italiana sullo schermo televisivo.
Ha insegnato giornalismo televisivo all’Università Pro Deo di Roma e Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Foggia; ha diretto “L’Informatore Librario”.
È autore di racconti, romanzi e raccolte di poesie, oltre a traduzioni e monografie su Mario Luzi, Vasco Pratolini, Leonardo Sciascia e, fra quelle per artisti figurativi, su Emilio Greco, Renato Guttuso, Renzo Vespignani e tanti altri, ricevendo importanti riconoscimenti. Ha vinto numerosi premi letterari.
Fra i suoi maggiori riconoscimenti: il Premio Chianciano nel 1968 per Un pugno di tempo; il Premio Pandolfo nel 1980 per La vita che non muta; Premio Sanpellegrino, Premio Marradi, Premio Ceva, Premio Fregene, Premio Oggi e Domani nel 1986 per La sapienza del cuore; Premio Nazionale Letterario Pisa nel 2004 per Poesie d’amore nel 2005.



Maria Serritiello

domenica 12 giugno 2011

Referendum: buona l'affluenza, alle 12 è oltre l '11%


REFERENDUM 2011

Gli italiani all'estero, che hanno già votato, sono 3.299.905. In tutto gli aventi diritto sono circa 50,4 milioni. Dovranno esprimersi su acqua, nucleare e legittimo impedimento.Undici ballottaggi in Sicilia


Superata la soglia dell'11% di affluenza alle 12 su tutti e quattro i quesiti referendari a oltre un quarto della rilevazione ai seggi da parte del Viminale. Con oltre 4 milla comuni scrutinati su 8.092 l'affluenza si attesta all'11,5% per tutti i 4 questiti: modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, tariffa del servizio idrico, nucleare e legittimo impedimento. L'affluenza oltre il 10% nella prima mattinata di voto, stando ai precedenti referendum, ha sempre comportato il raggiungimento del quorum a chiusura seggi il lunedì alle 15.

Oltre 47 milioni al voto - Si vota oggi fino alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15
I cittadini dovranno esprimersi sui 4 referendum: acqua (gestione e tariffe), nucleare e legittimo impedimento. Coinvolti, sul territorio nazionale, 47.118.784 elettori, di cui 22.604.585 maschi e 24.514.199 femmine. Le sezioni sono 61.601. Il corpo elettorale della circoscrizione estero, che si è già espresso, é pari a 3.299.905 elettori.

sabato 11 giugno 2011

A Salerno Processo a Giovanni Nicotera



SI ALZA IL SIPARIO


18 GIUGNO 2011 - ORE 21
LARGO ANTISTANTE LA CHIESA DI SAN DOMENICO
Centro Storico - Salerno
INGRESSO GRATUITO

LA COMPAGNIA DEL GIULLARE
IN OCCASIONE DELL'ARRIVO A SALERNO DEL TRICOLORE
PRESENTA

IL PROCESSO A GIOVANNI NICOTERA"

DRAMMA STORICO DI ROSARIO Galli.

Regia di ANDREA CARRARO.


NOTE DI REGIA:

Numerose spedizioni hanno preceduto l'Unità d'Italia; lo sbarco di Sapri del 1857 è forse il tentativo non riuscito più famoso ed è legato alla figura carismatica, romantica e talvolta misteriosa di Carlo Pisacane.

Il fascino risiede innegabilmente anche nel fatto che nel conflitto a fuoco di Sanza Carlo Pisacane perse la vita; ma la sorte dei sopravvissuti della spedizione ebbe un seguito fatto di persecuzione e difficoltà.

Il processo dei ribelli di Sapri si tenne in Salerno nel 1858.
Essendo cospicuo, il numero degli imputati, si adottò la soluzione di celebrarlo nel grande refettorio del Convento di S. Domenico.
Mancando la figura del capo della spedizione, il ruolo di maggior imputato fu assunto da Giovanni Nicotera.
Fin dall'inizio si comprese che i Borboni puntavano ad una rapida conclusione. Nel giro di sette mesi si giunse ad una condanna a morte, convertita, poi, in carcere a vita.
Con la spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi, fu restituita la libertà ai condannati.
Nicotera partecipò in ruolo istituzionale ai primi passi della neonata Nazione italiana.
La rappresentazione del processo, scritta dal drammaturgo (nonché pisacanista) Rosario Galli, restituisce alla conoscenza un episodio troppo spesso ignorato della storia di Salerno e consente di trasmettere l'atmosfera di difficoltà e di autentico eroismo che ha pervaso gran parte del XIX secolo di una terra che ha molto stentato a figurarsi come unità.
Andrea Carraro

CAST:
Giovanni Nicotera GAETANO FASANARO
Francesco Pacifico (Procuratore Generale) NICOLA ALAGIA
Domenico Dalia (Presidente della Gran Corte) DAVIDE CURZIO
Diego Taiani (avvocato difensore) VANNI AVALLONE
Luigi Ajossa (Intendente della Provincia) ROCCO GIANNATTASIO
Michele Coppola (testimone) CARLO ORILIA
Giacinto Padula (guardia urbana) MATTEO AMATURO
Odile Poggi (amica di Nicotera) ANTONIA AVALLONE
Nina Poerio (fidanzata di Nicotera) TERESA SORRENTINO
Enrico Wreford (giornalista inglese) MARCO OLIVIERO
Jessie White Mario (giornalista inglese) AMELIA IMPARATO
Maria Carducci (giovane saprese) PAOLA SENATORE

Costumi e trucco: STEFANIA PISANO; luci: VIRNA PRESCENZO; audio: ALFREDO MICOLONI

Il "CCC L.Francavilla" sez Eventi D'arte


A CENA CON L'OPERA
EVENTO CREATO DA ROSALIA PARACUOLLO

DAL MELODRAMMA, ALL'OPERETTA, AL VALZER

SABATO 18 GIUGNO PRESSO ****HOTEL "POLO NAUTICO" DI SALERNO
ORE 21

CENA-SPETTACOLO
MUSICA DAL VIVO CON VARIE CANTATAE E DANZATE



MENU'
Antipasto: mortadella al pesto- quiches e torte rustiche-bocconcini-treccia e prosciutto-ricottine e bruschettine
Primo piatto: paccheri al ragù di pescatrice
Frutta: macedonia di frutta
Dessert: mille foglie chantilly ed amarena
Acqua minerale,naturale,1/4 di vino rosso/bianco a persona


Quota di partecipazione:27,00 euro

contatti :eventidarte@hotmail.it
3929357175
0897015096



In 50 mln alle urne, quattro quesiti


Si voterà domenica 12 giugno dalle ore 8 alle ore 22 e lunedì 13 dalle ore 7 alle ore 15

FONTE:ANSA.IT


Domenica 12 giugno, dalle 8 alle ore 22 e lunedi' 13 giugno, dalle 7 alle 15, si votera' per quattro referendum popolari. Coinvolti, sul territorio nazionale, 47.118.784 elettori, di cui 22.604.585 maschi e 24.514.199 femmine. Le sezioni saranno 61.601. Il corpo elettorale della circoscrizione estero interessato alle consultazioni referendarie e' di 3.299.905 elettori. E' quanto fa sapere il Viminale.

REFERENDUM NUMERO 1 Scheda di colore rosso. Il quesito prevede l'abrogazione di norme che attualmente consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati.

REFERENDUM NUMERO 2 Scheda di colore giallo. Il quesito propone l'abrogazione delle norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l'erogazione dell'acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore.

REFERENDUM NUMERO 3 Scheda di colore grigio. Il quesito propone l'abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare.

REFERENDUM NUMERO 4 Scheda di colore verde. Il quesito propone l'abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

COME SI VOTA All'elettore saranno consegnate quattro schede di colore diverso: una scheda di colore rosso per il referendum popolare n. 1; una scheda di colore giallo per il referendum popolare n. 2; una scheda di colore grigio per il referendum popolare n. 3; una scheda di colore verde per il referendum popolare n. 4. Su ogni scheda vengono riportati il numero del referendum nonche' la rispettiva denominazione e il quesito cosi' come approvato dall'Ufficio Centrale per il referendum presso la Corte Suprema di Cassazione. Ciascun elettore ha diritto di esprimere il voto, con la matita copiativa, tracciando un segno sul riquadro corrispondente alla risposta da lui prescelta [''SI'' o ''NO'']. Votando SI', il cittadino esprime la volonta' di abrogare le norme sottoposte a referendum; votando NO esprime la volonta' di mantenere in vigore le norme sottoposte a referendum. E' possibile ritirare, e quindi votare, anche solamente la scheda per uno o per alcuni dei quesiti referendari. Affinche' il referendum sia valido, deve recarsi alle urne il 50% piu' uno degli aventi diritti al voto. Le operazioni di scrutinio avranno inizio lunedi' 13 giugno subito dopo la chiusura della votazione e l'accertamento del numero dei votanti per ciascun referendum.

TESSERA ELETTORALE PERSONALE Il ministero dell'interno ricorda che gli elettori residenti in Italia, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire un documento di riconoscimento e la tessera elettorale personale. Chi avesse smarrito la propria tessera elettorale personale, potra' chiederne un duplicato agli uffici comunali anche nei giorni della votazione (domenica 12 giugno e lunedi' 13 giugno) per tutta la durata delle operazioni di voto. Tutti i risultati elettorali e i dati relativi all'affluenza alle urne saranno consultabili in tempo reale sul sito: www.interno.it.