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lunedì 15 agosto 2022

Rosario in lingua napoletana che si recita nel pomeriggio del 15 agosto "Ciente Croce e Ciente Ave Maria


 

Nel giorno dell'Assunta, Nonna Maria, la madre di mio padre, era solita raccogliere intorno a sé figli, nipoti e persone che frequentavano la casa per recitare il rosario in napoletano. Io ero molto piccola, ma ricordo perfettamente questo santo rito comunitario. Ci sistemavamo in tondo, nella cucina abbastanza grande, rigorosamente dopo pranzo, la nonna con la corona dai grani neri, occhi socchiusi, cominciava a recitare:

Fauzo nemico, fatt' allà

tu cu miche nun hai niente a che fa

oggi è la festa della Vergine Maria

me facce ciente croce 

e diche ciente Ave Maria 

Con queste parole si proseguiva fino ad arrivare a recitare 100 Ave Marie e farsi 100 segni della croce.

Sono trascorsi molti anni ma quest'immagine della nonna raccolta in preghiera mi ritorna sempre in mente nel giorno dell'Assunta.

Non sapevo che l'usanza è di origine bizantina

È alla tradizione bizantina di Terra d’Otranto che va ricondotta l’origine e la propagazione della cosiddetta preghiera delle Cento Croci, diffusa ancora oggi in numerosi centri salentini. Ad affermarlo sulla rivista di pensiero e cultura meridionale Cultura Salentina è Francesco Danieli. “La caratteristica prettamente orientale dalla quale, tra l’altro, trae nome la preghiera stessa sta nel fare il segno di croce ogni qual volta si reciti un tratto nodale della suddetta prece. Ciò rimanda alla memoria l’uso tipicamente orientale di segnarsi ripetutamente, durante i momenti di preghiera come dinanzi alle sacre immagini. Ulteriore motivo per ricondurre tale preghiera alla tradizione bizantina è il riferimento biblico alla Valle di Giòsafat, ad est di Gerusalemme, nella quale secondo il profeta Gioele (Gl 4, 1-2) si raduneranno tutti i popoli, alla fine dei tempi, per il giudizio divino.” 








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