Il 26 gennaio scorso, al teatro A. Ghirelli di Salerno, è stato festeggiato il coro giovanile “Il Calicanto” per aver ottenuto il primo posto al Festival Internazionale di Praga, svolto dal 31 ottobre al 3 novembre. Nella città boema Il Calicanto (Associazione Estro Armonico, Salerno) ha fatto incetta di premi: argento per la categoria polifonia, oro per la categoria popolare e premio speciale per l’abbinamento delle coreografie al coro. Il giovane gruppo, dal nome gentile di un fiore invernale, la cui lontana origine si fissa in Cina, è diretto dalla bravissima Silvana Noschese, apprezzato e stimato Maestro.
Nato inizialmente come coro di voci bianche, è nel tempo cresciuto, formando cantori di età compresa tra i 14 e i 25 anni e di cui attualmente ne fanno parte: Diletta Imparato, Sara Arduini, Veronica Belmonte, Letizia D’Angelo, Chiara Gallo, Bianca Natiello, Martina Natiello, Martina Gambini, Claudia Pilato, Daniela Masci, Gaia Ferrito, Paola De Ligio, Giovanna Festa, Lia Trapanese, Eleonora Laurito, Sara Vitale.
Maestro accompagnatore Andrea Donadio e percussioni Ester Lepore.
“Dal pop al popolare” il tema della serata e musiche appartenute alla tradizione ed al folclore sono state interpretate dalle voci flautate delle 15 fanciulle. Giovani, disciplinate in virtù della passione nutrita per la musica, tutte belle, sia se i capelli sono lunghi o corti, biondi o neri, lisci o ricci, chiome che le rappresentano nello splendore della più fulgida gioventù. Semplicemente abbigliate, abito nero e collanina azzurra con la susta a chiave di violino, pendente sul petto, per staccare la severità del colore scuro, si muovono con grazia, attraverso costruite coreografie, per esprimere con il corpo i significati delle canzoni. I pezzi eseguiti vanno dalle canzoni del sentimento, agli spiritual, dalle melodie evergreen, al pop degli Abba e dei Bee Gees, dai brani dei mitici Beatles, alla ballata “Volta la carta” di De Andrè, dai classici napoletani, Sole mio, Funiculì funiculà e la Tarantella, fino ad arrivare a “Non ti fidar di un bacio a mezzanotte”, un pezzo del 1952 di Garinei, Giovannini e Gorni Kramer, composto per la rivista "Gran baraonda” e portato al successo dal Quartetto Cetra, che dal cantare malizioso delle coriste ne esce incredibilmente ringiovanito. Per terminare, infine, dal musical Hair, del 1969, Let the sunshine, che tradotto risuona, “Lascia che il sole sorga”, messaggio augurale e di speranza che si diffonde allegro per tutto il Ghirelli. Il bis, per l’eccezionale bravura delle coriste, è d’obbligo e “Bella Ciao” ne è la degna conclusione, pezzo per altro da loro già eseguito, proprio al Teatro Ghirelli, l’estate scorsa, in occasione della targa scoperta al suo interno e dedicata all’indimenticata Franca Rame.
SI, LA RIPETO OGNI ANNO SUL BLOG QUESTA BELLISSIMA POESIA DI JOIS LUSSU...
C’è un paio di scarpette rosse numero ventiquattro quasi nuove: sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica Schulze Monaco c’è un paio di scarpette rosse in cima a un mucchio di scarpette infantili a Buchenwald più in là c’è un mucchio di riccioli biondi di ciocche nere e castane a Buchenwald servivano a far coperte per i soldati non si sprecava nulla e i bimbi li spogliavano e li radevano prima di spingerli nelle camere a gas c’è un paio di scarpette rosse di scarpette rosse per la domenica a Buchenwald [Continua...] erano di un bimbo di tre anni forse di tre anni e mezzo chissà di che colore erano gli occhi bruciati nei forni ma il suo pianto lo possiamo immaginare si sa come piangono i bambini anche i suoi piedini li possiamo immaginare scarpa numero ventiquattro per l’eternità perchè i piedini dei bambini morti non crescono c’è un paio di scarpette rosse a Buchenwald quasi nuove perchè i piedini dei bambini morti non consumano le suole.
Il Pontefice ha telefonato alla madre di Elisa, la ragazza potentina uccisa nel 1993
Papa Francesco, si sa, non ha paura di sollevare la cornetta e comunciare personalmente i propri messaggi: questa volta ha telefonato a Filomena Iemma, madre di Elisa Claps, per farle le condoglianze per la morte del marito, Antonio Claps, scomparso ieri a Potenza.
Il Santo Padre ha confortato la donna, raggiunta direttamente sul cellulare, assicurandole le proprie preghiere per il marito e per la figlia. Elisa Claps, uccisa nel 1993 da Danilo Restivo, era stata dichiarata scomparsa per anni prima del ritrovamento del cadavere nella chiesa della Santissima Trinità a Potenza, il 17 marzo 2010.
Ogni settimana Rai 5 propone un doppio appuntamento con il teatro. Il lunedì con i classici, i più amati autori e interpreti della storia del teatro in tv. Il sabato le più grandi pieces teatrali riprese dalla Rai nelle stagioni più recenti.
Lunedì 20 gennaio SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE di Luigi Pirandello
E’ il dramma più famoso di Pirandello ed è la prima opera della trilogia del ‘teatro nel teatro’.
Su un palcoscenico una compagnia di attori prova la commedia “Il giuoco delle parti”. Irrompono sei individui, un Padre, una Madre, il Figlio, la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina, personaggi rifiutati dallo scrittore che li ha concepiti. Essi chiedono al Capocomico di dare loro vita artistica e di mettere in scena il loro dramma. Gli attori, nonostante gli sforzi, non riescono a rappresentare il dramma reale dei Personaggi. Sulla scena tutto appare falso. Questa incomunicabilità, che rende la vita autentica irrappresentabile, culmina nella scena finale in cui la storia finisce in tragedia.
Con Romolo Valli, Rossella Falk, Elisa Albani, Carlo Giuffrè, Nora Ricci. Scene e costumi Pierluigi Pizzi, regia Giorgio De Lullo.
Lunedì 3 febbraio
COSI' E' (SE VI PARE) di Luigi Pirandello Il titolo, dal sapore ironico, racchiude la problematica esistenziale che Pirandello affronta in questa opera, l’impossibilità di avere una visione unica e certa della realtà. La storia si accentra su un gruppo di annoiati abitanti di un piccolo centro di provincia che discutono animatamente, ciascuno convinto di avere assolutamente ragione, e si scambiano illazioni sullo strano ménage di un marito, una fantomatica moglie ed una suocera giunti da poco in paese. Sempre più incuriositi vogliono verificare ed accertare , addirittura interrogare i responsabili… ma alla fine quale sarà la verità? Con Romolo Valli, Rina Morelli, Paolo Stoppa e Rossella Falk. Scene e costumi Pierluigi Pizzi, regia Giorgio De Lullo. -
A seguire
GIORGIO STREHLER… O LA PASSIONE TEATRALE
Attraverso i preziosi materiali d’archivio delle teche RAI, il regista triestino, fondatore del primo teatro stabile italiano, il Piccolo Teatro di Milano, racconta se stesso. Un racconto in prima persona, dunque, dove la passione per il teatro, l’interesse per la storia e la vita dell’uomo, si intrecciano fino a diventare un'unica cosa. “In fondo” dirà “la mia casa è il teatro”. Una figura complessa quella di Giorgio Strehler, che lo speciale televisivo tratteggia sottolineandone la figura pubblica, il lavoro di regista e la sua grande e vitale passione: il teatro. Lunedì 10 febbraio L'UOMO DAL FIORE IN BOCCA di Luigi Pirandello
Si tratta del lavoro teatrale più breve di Pirandello composto nel 1922. Il protagonista è un uomo malato di tumore (il fiore in bocca) e prossimo alla morte; questa sua situazione lo spinge a indagare nel mistero della vita e a tentare di penetrarne l'essenza. L'altro personaggio è un avventore del caffè della stazione, dove si svolge tutta la scena; un uomo qualsiasi, che la monotonia e la banalità della vita quotidiana hanno reso scialbo, piatto e vuoto a tal punto che il dialogo tra lui e il protagonista finisce col diventare un monologo, quando quest'ultimo gli rivela il suo terribile segreto. Con Vittorio Gassman e Gennaro Di Napoli. Regia Maurizio Scaparro. CECE' di Luigi Pirandello Atto unico scritto da Pirandello nell'estate del 1913. La commedia narra, in maniera insolitamente comica per lo stile del drammaturgo, la storia di un viveur, Cecè, capace di imbrogliare la gente senza farsi alcuno scrupolo. Lo sfondo sociale in cui si svolge la vicenda è la Roma dell'Italietta, protagonista di scandali e corruzione politica. Con spudorata allegria, Cecè imbroglia sia il commendator Squatriglia, che per i suoi loschi traffici di appaltatore, è venuto a ringraziarlo per un favore ottenuto, sia Nadia, una giovane dai facili costumi, che possiede delle cambiali dell'imbroglione che con una serie di stratagemmi riuscirà a riprendersele. Con Carlo Giuffrè, Franco Scandurra e Olga Karlatos. Regia di Andrea Camilleri.
A seguire
FRANCA VALERI, LA SIGNORINA MOLIERE
La donna che invento' il ruolo della monologhista, caratterizzando con acconciature, smorfie e linguaggio surreale, l'altra meta' del cielo stralunata e paradossale, interpretando un'indimenticabile figura femminile, quella della signorina snob, eternamente a un passo dal diventare "zitella". Tra le tantissime caratterizzazioni, impossibile dimenticare la lady Eva di "Piccola posta" e la romanissima signora Cecioni, le cui disavventure telefoniche hanno scandito gli anni d'oro del nostro varieta' televisivo. Lunedì 17 febbraio
LA FIGLIA DI IORIO di Gabriele D'Annunzio
Tragedia pastorale in tre atti del 1903. La vicenda è ambientata in un Abruzzo rurale, patriarcale e superstizioso, nel giorno di San Giovanni. La famiglia di Lazaro di Roio sta preparando le nozze del figlio Aligi, pastore, con la giovane Vienda di Giave. L’atmosfera di serenità agreste viene turbata dall’irrompere di Mila, figlia del mago Iorio, una donna dalla cattiva fama, sospettata di stregoneria.Il complesso intreccio di vicende e conflitti, che vede coinvolti i protagonisti, si conclude tragicamente con il parricidio e la morte drammatica di Mila, che per salvare la vita di Aligi si accusa del suo delitto e viene condannata al rogo. Con Elena Zareschi, Giuseppe Pambieri e Edmonda Aldini. Regia di Silverio Blasi.
A seguire
LUCHINO VISCONTI IL MAGO DELLA SCENA
Eccentrico, dispotico, aristocratico e raffinato, Luchino Visconti e' ricordato come un maestro per le sue regie cinematografiche (da "Senso" a "Il gattopardo") teatrali ed operistiche. Nel dopoguerra, il teatro ed il cinema italiano si sprovincializzarono grazie ad alcuni artisti tra i quali Luchino Visconti, massima sintesi di tradizione ed innovazione. Lunedì 24 febbraio
LA FIACCOLA SOTTO IL MOGGIO Gabriele D'Annunzio
Definita dallo stesso D'Annunzio la perfetta tra le sue tragedie, venne composta e rappresentata per la prima volta nel 1905. La storia narra gli ultimi momenti della nobile famiglia dei Sangro che vive in un antico palazzo di Anversa e celebra l'impotenza di Gigliola, la protagonista, che non riesce a vendicare la morte della madre, avvenuta ad opera della matrigna Angizia, con la complicità del padre Tibaldo. La decadenza dei Sangro, la loro sorte logorata ormai dai tarli che lentamente lavorano alla loro sepoltura, segnerà la fine della loro nobile e antica storia. Con Romolo Valli, Rosella Falk, Massimo De Francovich, Carlo Giuffrè e Ilaria Occhini. La regiaè di Giorgio De Lullo.