Ebbene sì, ricominciamo.
E’ martedì’, 30 giugno alle 20,40 che le porte del Teatro Genovesi, della
Compagnia dell’Eclissi, si aprono per proclamare il vincitore del I° Concorso di drammaturgia "XS testi
di scena", ideato, organizzato, fortemente voluto e finanziato dalla
Compagnia dell'Eclissi di Salerno. Il premio, prevede un riconoscimento in
denaro, 400,00 euro, per dare un segno tangibile a chi crea in un periodo tanto
difficile per il Teatro, fortemente colpito dal Covid-19.
L’emozione dei convenuti
è palese, l’ultima volta a varcare il teatro è stato il 7 marzo, il giorno dopo
ci sarebbe stata la chiusura in casa per quasi tre mesi. Ci salutiamo tutti
come dei sopravvissuti, in effetti la paura è stata tanta e mai ci saremmo
aspettati di doverla combattere al chiuso e in modo solitario. E tanto per
ricordarci che, almeno per il momento, non siamo fuori dal meccanismo della
prevenzione, siamo solo in trenta, per osservare la distanza sociale, Angela
all’ingresso ci misura la febbre, ci disinfettiamo le mani e mascherina a fare
bella mostra sul viso di ognuno. Il sipario aperto lascia intravedere 4
postazioni di lettura. Enzo Tota, Presidente, sale sul palco e dice. Mi piace
riportare (N.d.R.) parte del suo discorso di apertura così vicino al nostro
comune sentire.
Ed
eccoci di nuovo qui, finalmente, a mezzo servizio certo, il teatro mezzo pieno,
il palco mezzo pieno, il bicchiere mezzo pieno, sì perché a noi inguaribili
ottimisti piace vedere il bicchiere mezzo pieno, ed eccoci a ricominciare piano
piano ma con determinazione. Chi fa teatro ha bisogno di un testo e noi
cominciamo proprio da lì, dal testo, proclamando il vincitore del “I concorsoXS testi di scena”
Il concorso è evidente, nasce
da una costola dal Concorso Nazionale, Teatro XS, città di Salerno, cavallo di
battaglia annuale della Compagnia dell’Eclissi, che riprenderà il 25 ottobre,
per concludere la dodicesima edizione, sospesa bruscamente a causa del covid 19.
Hanno partecipato al
primo concorso 21 autori l’età è
compresa tra i 20 e i 70 anni, 11 uomini
e 10 donne, 8 del nord, 6 del centro e sei del sud, più uno italiano, ma
residente a Parigi.
La giuria, formata dai
soci: Marcello Andria, Felice Avella,
Gianfranco Casaburi, Marco De Simone, Marica De Vita, Angela Guerra, Roberto
Lombardi e Maria Tota, ha deliberato quanto segue:
“Per
l’approccio attuale, non convenzionale e intelligente al tema doloroso della
violenza sulle donne, esplorato nella complessità e nella sottigliezza delle
sue implicazioni, fisiche, sociali, psicologiche; per la coerenza del sistema
dei personaggi, organizzato secondo linee ben riconoscibili di complementarità
e di opposizione nelle due coppie; per l’incalzante ritmo narrativo, che
procede senza pause verso il dramma conclusivo, sempre sostenuto da una
scrittura tagliente, incisiva e da una conoscenza solida di linguaggi e
meccanismi che regolano la messinscena; per la nitida costruzione drammaturgica",
ha decretato vincitrice l’imperiese Giorgia
Brusco con il testo ‘Il veleno
dell'indifferenza’
Giorgia nasce ad Imperia
nel 1977 e si avvicina al teatro come scenografa.
Dopo gli studi superiori compiuti presso l’Istituto d’Arte di Imperia si diploma come Maestro d’Arte presso
l’Istituto Statale d’Arte di Imperia. In seguito si laurea in Storia e
conservazione dei Beni Architettonici ed Ambientali presso L’Istituto
Universitario di Architettura di Venezia e Master Post Laurea in Direttore
d’Archivio. Diplomata alla Scuola di recitazione presso il Teatro
Stabile del Veneto C. Goldoni di Venezia anno 2000 è stata modella in servizi
fotografici, presentatrice di serate ed eventi. Da 6 anni si occupa di
formazione teatrale tenendo corsi di dizione e recitazione, sia per enti
pubblici che privati. (fonti Web)
Giorgia
Brusco non è nuova al Teatro Genovesi, infatti con la
compagnia “I cattivi di cuore” d’Imperia e con la Regia di
Gino Brusco, hanno portato in scena “Zone d’ombra” seconda
parte del Trittico delle Gabbie di Stefano Massini, scrittore,
drammaturgo e saggista italiano, consulente artistico del Piccolo Teatro di
Milano, al decimo anno del Festival Teatro XScittà di Salerno.
Il veleno
dell’indifferenza èun
testo complesso, ma di grande attualità, la condizione della donna sempre più
colpita da questa serie di delitti assurdi, da far coniare la parola
“femminicidio” Quasi che le notizie sembrino tutte uguali e sì che ci
colpiscono, ma è un eccidio ripetuto, un’altra che ha concluso con la violenza
la vita. Giorgia tratta con raffinato linguaggio sia la violenza psicologica,
oserei dire di tipo borghese, quella che non porta segni sul corpo, ma graffi
nell'anima, sia la violenza Tout Court, quella dei calci, dei pugni, delle ossa
rotte. Due donne a confronto, la signora che subisce l’indifferenza, l’ironia,
il dispotismo del marito, con la patina in pubblico di buon marito e la giovane
badante che è costretta a lavorare nella casa dei signori, per la madre del
padrone e che subisce violenze fisiche, ogni giorno, da un marito un poco di
buono fannullone, bevitore e sciupafemmine. Inizialmente non si sopportano, Eva
contro Eva, ma quando comprendono che la loro vita si assomiglia nonostante la
differenza di classe, si accordano e… il finale sarà una scoperta.
I
quattro personaggi sono stati interpretati con maestria e bravura da Marcello
Andria, Marco De Simone, Marianna Esposito e dalla giovane attrice della
quale mi sfugge il nome e me ne dispiace.
Anni addietro fu creato
un motto per cercare di dare una veste nuova alla città, da troppo tempo la
stessa: “Salerno fatti bella” Ebbene
è trascorso un utile tempo, abbastanza, per cambiare volto e per fare di se
stessa una cittadina di pregio, spolverando i suoi beni ambientali, che pur ci
sono ed eliminando la patina perniciosa dell’abbandono. Il cammino non è facile
e non è del tutto compiuto, ma è in atto una sottile sprovincializzazione,
aiutata da eventi di richiamo, che hanno ridisegnato l’accoglienza,
l’ospitalità, il divertimento la fruibilità della città attraverso punti
d’informazione sempre più aggiornati. Ed ecco arrivati, prima che il covid 19
ci azzannasse, ad un’intesa di grande valore artistico e patrimoniale tra Il Rotary Club Salerno Duomo e lo studio
fotografico Cerzosimo, progetto di comunicazione e di esperienza
innovativa, per far nascere e promuovere il progetto “Duomo Experience",
ovveroLa
visita virtuale della Cattedrale attraverso QR code.
Sabato
20 scorso, alle ore 17,00, il progetto è stato presentato alla Stampa, alla
presenza del Presidente del Rotary Duomo
Dott.re Giuseppe Francesco Cimino, dell’Assessore ai Beni Culturali Dott.ssa
Antonia Wilburger, del parroco del duomo Don Mchele Pecoraro, dell’autore
di questo eccellente viaggio visivo
Dott.re Nicola Cerzosimo e di
Armando Cerzosimo, capostipite di questa famiglia di talenti della
fotografia ed in questo caso,assemblaggio
di video, immagini e contenuti.
E
così nei punti più significativi del duomo sono stati dislocati dei pannelli informativi,
attraverso i quali si accede nell’ossatura stessa della fabbrica, si assorbe il
profumo dell’incenso, si visionano le immagini, le statue, i colori, i
catafalchi eretti per onorare le sepolture. Tutto ciò che fa bella mostra di
sé, l’occhio artistico di Nicola
Cerzosimo si è posato, un reportage stilisticamente ed esteticamente perfetto,
il più bello scattato a questa antica costruzione, che tra il 1080 ed 1085 fu
innalzata da Roberto il Guiscardo, per farsi perdonare la conquista della città
ai danni dei Longobardi. Presente alla consegna Gregorio VII, papa in esilio e
qui sepolto e l’Arcivescovo Alfano I, poeta e medico dell’Antica Scuola medica Salernitana.
Attualmente i pannelli sono 4: Quadriportico,
Basilica Superiore, Cripta Barocca, Campanile, ma la promozione del Rotary Duomo proseguirà sicché la
Cattedrale sarà completamente sezionata, come addice ad un monumento di così
grande interesse. La visita viene commentata e corredata da informazioni che ci
rimanda la stupenda voce dell’attore, autore di testi, e regista teatrale, Enzo Marangelo, mentre la musica è
stata scelta d’intesa tra Nicola
Cerzosimo ed Enzo Marangelo . E’ inutile dire che le creazioni dello studio
fotografico Cerzosimo hanno quel
quid in più dovuto alla stretta comunicazione parentale tra Armando (padre) e figli: Pietro e Nicola.
Quest’opera
va diritto al cuore per com’è stata concepita, un tripudio di vivi colori, le
riprese dall’alto per poi planare, la musica sottile, i testi tratti da gli
stessi vangeli di Matteo, l’uomo che da solo spazia ed accompagna con
leggerezza rendendo reale la dimensione della grandezza dell’edificio. Sì
colpisce al cuore e di più per chi è salernitano, la vita di ognuno è legata al
Santo indissolubilmente nella fede profonda, nell’abbandono per chiedere a Lui
sicura protezione. Sarà una scoperta da meraviglia per chi ci verrà a trovare e
troveranno un monumento incredibile per storia e fattura
Questo capolavoro donatoci da fedeli delRotary Club Salerno Duomo, Presidente dott.re Giuseppe Francesco
Cimino, attenti ad
esperienzed’impegno
civile, sociale, di amicizia, di tolleranza e di servizio umanitario alla
società, nasce nell’estate 2002 nell’ambito del Distretto 2100 – Salerno con la
precisa volontà di dare forma concreta al desiderio di fornire un effettivo e
tangibile contributo benefico alla realtà locale e distrettuale tutta. Da
allora il Rotary Club Salerno Duomo ha operato
incessantemente,organizzando e
promuovendo eventi a scopo benefico per le più varie realtà.
Il
progetto dello Studio fotografico
Cerzosimo, oltre ad essere un’esperienza innovativa di comunicazione
all’interno del duomo, può essere fruita anche dal computer collegandosi al
sito:
E' superfluo dirvi che il mio fratellino adorato è stato ufficiale dei bersaglieri...lo voglio ricordare così in buona salute e di corsa
A me piace molto la sfilata del 2 giugno, non ne ho persa una davanti al televisore.Mi piace vedere tutta quella gioventù ordinata, educata,impettita, orgogliosa di far parte delle forze armate italiane e sfilare dinanzi al capo dello stato. Una volta all'anno i giovani mostrano la faccia buona della loro condizione, poi certamente senza divisa sono altra cosa ed è giusto che sia così, ma quanto mi piacerebbe da vecchia insegnante, vederli di tanto in tanto come il 2 giugno. Il corona virus mi rovinata la festa, non c'è stata la sfilata, ma sui cieli di Roma hanno sfilato le frecce tricolore sì da raccogliere tutti, nei colori della nostra splendida bandiera
Per la festa della Mamma l' 11 Maggio scorso non potendo andare a cimitero, mio marito, ha omaggiato mia madre con una sua opera.Ha l'hobby della pittura ed è pure bravo. Grazie Nandino per il dono e per il tuo pensiero prezioso, per me.
Sono stata chiusa, in casa, tre mesi, a vivere un tempo sospeso ed a deformare il divano con il corpo rannicchiato dalla paura.Tralascio i pensieri che nella mente hanno fatto da padrone, per parlare dell'incoraggiamento scambievole che mi veniva dall'esterno, via tel e cel. e dalla persona che mi sta a fianco paziente e con competenza medica. Ciò che ho apprezzato molto, sono state le video chiamate di Rosario, il mio stilista, ormai un vero congiunto, per gli anni di conoscenza e per tutte le condivisioni dello scorrere del tempo. Ecco, le sue chiamate erano di vita piena e giovanile, le sue emozioni, le sue preoccupazioni, il rapporto di genitore attento per suo figlio Raul, Elisa con precisione millimetrica, spignattava, lustrava, accudiva e rendeva luminosa la casa, quella stessa vissuta, solo poche ore al giorno. Con loro sono entrata in una famiglia con problemi e felicità reali e non le solite telefonate deprimenti di chi ha la mia stessa età: la pressione, i dolori, le analisi, il colesterolo, il diabete e tante altre malattie, non per ultima quella di ripetere sempre le stesse cose. Insomma un universo che, sebbene mi appartiene anagraficamente, non rientra nella mia interiorità, ho sempre voglia di conoscenza e di sperare in un giorno di sole.
Appuntamento:20 maggio alle ore 8,30.
Tre mesi senza che i capelli fossero stati curati, cammino furtiva, sotto sotto al muro, "cento passi" ci dividono, quando vedo una lucentezza venirmi incontro e già mi sento meglio.Le serrande del locale hanno perso il grigio scuro, luttuoso del colore condominiale e si mostrano con un colore crema chiaro da dare luce a tutta la strada intorno, un segno di freschezza e di pulizia, di una vita che si rinnova e prende la sua direzione. Mi fermo a guardare, voglio che quella luce esterna mi resti fissa negli occhi, per quasi 50 giorni, hanno fissato il nero dei poveri morti in tv. Mi accingo ad entrare, 5 o 6 scalini sollevano il negozio, sì da non essere a livello della strada, ebbene altra lucentezza, questa volta in acciaio, sotto i miei piedi così, ho la cucina metallizzata di Cracco in tv. Alt, la vestizione, come da terapia intensiva, togli la tua mascherina e indossa la prescritta, camice, guanti e gli effetti personali in una busta chiusa.Altra lucentezza mi travolge, tutto è splendente, tutto è sanificato, i pettini e le spazzole imbustati ed usati ad personam. Il salone è grande ci sarebbero state 6 postazioni e tre lavaggi,ora ridotte a tre tutto regolamentato da strisce. La sanificazione del posto, del lavaggio ed ogni cosa meticolosamente igienizzata, ogni volta. Lui, Rosario, un guerriero al posto della corazza, ha la mascherina, la visiera, il camice usa e getti, come ogni cliente e così bardate anche la fedele Graziella ed Elisa, l'angelo del focolare, al raddoppio. Insomma una guerra, ma li ho trovati tonici con una gran voglia di ricominciare e far bene come l'hanno fatto sempre ma con la consapevolezza in più che il lavoro è una necessità ed anche se stanca rende vive le persone. Guardate la depressione degli anziani di questi giorni e facciamoci capaci che avere la forza di ricominciare è tutta salute.
Ho finito il restauro quasi alle tre, il rosso dei miei capelli ha spaccato il candore ed ha avvolto tutto il salone, io mi sento di nuovo felice ed ho pensato che la terza vecchiaia è ancora alle mie spalle...Grazie Rosario, amico fraterno e compagno , un pò come una canzone di Lucio Battisti "ho scelto un donna per amico"