L’11 dicembre scorso, alle ore 20:30, a Torre del Greco, nella Sala Convegni dell’Hotel - Ristorante “Casa Rossa 1888” in Via Mortelle 60, l’associazione culturale “Prometeo”, nell’ambito del format “Il gusto della cultura”, ha organizzato la conferenza sul tema: "Luci ed ombre delle vaccinazioni. Metodiche immunologiche dei vaccini". Relatore il prof. Giulio Tarro, virologo, candidato al Nobel per la Medicina. Una chiacchierata informale, quella dell’esimio accademico, senza neanche la barriera del tavolo - conferenze che, grazie alla sua amabilità, ha preferito evitare. Alto, robusto, vestito in modo sobrio, si presenta innanzi tutto con un sorriso bonario che gli rimane stampato durante tutta la discussione, alleggerendola con piacevolezza. Allievo del virologo Albert Sabin, famoso per aver sviluppato il più diffuso vaccino contro la poliomielite, Giulio Tarro si laurea a soli ventiquattro anni, presso l’ateneo “Federico II” di Napoli. Una vita di studi, di sacrifici e di rinunce, per un’unica e grande passione: la ricerca. L’illustre infettivologo, originario di Messina, ma residente a Napoli, è noto per avere isolato, nel 1979, il virus respiratorio sinciziale nei bambini durante l’epidemia del «male oscuro» (bronchiolite). Per rilassarsi, di tanto in tanto ama giocare a calcio sul campo di Siano e non disdegna la buona tavola. L’allarme suscitato intorno alle vaccinazioni e la conseguente demonizzazione, dice l’esimio è ingiustificato, senza contare che esse hanno sconfitto malattie come il vaiolo, tanto per citarne qualcuna. Utili le vaccinazioni quindi? Certamente, sempre che se ne faccia un uso consapevole, riconoscendo che il margine di errore, malauguratamente, ci può stare. E’ innegabile, però, che nel caso contrario le vaccinazioni sono salvifiche. Una posizione equilibrata quella dell’illustre virologo che conclude la piacevole discussione trasferendoci sicurezza e serenità. A seguire una cena a base di pesce, con il famoso “pignatiello” specialità della casa per confermare il “gusto della cultura”, acclarato format dell'associazione "Prometeo", presieduta dal giornalista Francesco Manca e gli scambi di auguri di Natale e, naturalmente, quelli di buona salute!
Il prof. Giulio Tarro è Primario emerito dell’Azienda Ospedaliera “D. Cotugno”, Napoli. Chairman della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera, WABT - UNESCO, Parigi. Adjunct Professor College of Science and Technology, Temple University, Philadelphia. Presidente della Fondazione de Beaumont Bonelli per le ricerche sul cancro – ONLUS.
Secondo una ricerca, poche piante come la vite sono soggette alle avversità atmosferiche e agli attacchi dei funghi e degli animali.
Tra le più comuni malattie della vite troviamo l'oidio e la peronospora.
E' possibile prevenire la malattia osservando una pianta di rosa, posta nei pressi della vite, in quanto tende ad ammalarsi in anticipo rispetto alla vite stessa (circa una settimana prima).
La rosa, quindi, avrebbe la funzione di allarme avvertendo se è necessario un intervento di irrorazione a base di zolfo o ramato.
Concerto di Natale Compagnia Daltrocanto Duomo Salerno 14 dicembre 2015 Eventi a Salerno „Lunedì 14 dicembre il Duomo di Salerno ospita il concerto di Natale della Compagnia Daltrocanto. "La notte di Benino” è il titolo della serata natalizia che racchiuderà in sé il fascino di una mostra di strumenti tradizionali quali le zampogne e l'anteprima dal vivo del nuovo brano della Compagnia Daltrocanto, la “Ninna Nanna ai Settecento”, brano che racconta con delicatezza il dramma dell’emigrazione forzata. Ad aprire il concerto, che nasce dall’ormai consolidato sodalizio tra l’associazione Daltrocanto di Salerno e l’associazione Furclap di Udine, sarà l'ensamble formata da Giovanni Floreani, Lorenzo Marcolina, Claudio Milano e Tony Pagliuca, che proporranno un intreccio di canti liturgici, popolari e natalizi dal Friuli Venezia Giulia mischiano le suggestioni di suoni arcaici con l'audacia di quelli contemporanei.
Il 5 dicembre scorso, nel palazzo Vanvitelli di Mercato San Severino, si è inaugurata la collettiva d’arte degli artisti:
Laura Bruno, Concetta Carleo, Anna Ciufo, Giorgio Della Monica, Michela Marasco, Adriano Paolelli, Maria Pellegrino.
L’esposizione, che durerà fino al 10 dicembre, con ingresso libero tutti i giorni, dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 17,30 alle 20,30, al suo interno ha inserito l’esibizione del coro Voci D’Argento e Alcatraz reading e concerto. “Sguardi d’Autore”, questo il titolo dato dagli artisti al vernissage, tutti di collaudata esperienza, hanno voluto mettere assieme opere che rivelano la loro peculiarità pittorica e così LauraBruno in “Paesaggio Cetara” l’inquietudine della notte in un panorama apparentemente sereno. Anna Ciufo in “Modulazione del buio” forme surreali per attraversare l’idea della creazione. Giorgio Della Monica in “La vecchia tonnara” vigore e colore per l’alta modalità espressiva. Michela Marasco, il sogno e la leggerezza del pensiero. Concetta Carleo in “Aglio, olio e peperoncino” la precisione del tratto e l’armonia del colore. Maria Pellegrino in perenne ricerca di nuove forme espressive. Adriano Paolelli, infine in “Composizione mista” la pittura avviene e la scultura si grinza, due facce dello stesso artista.
Degli espositori, il critico d’arte Rosita Sabbetta ha evidenziato che sono artefici del sogno e originano un universo parallelo e singolare, dove la tecnica ben esercitata e la capacità d’invenzione si fondono nella poetica verità della loro arte.
In linea con l’evento
principe della città di Salerno “Luci d’Artista” che trasporta tutti
nell’atmosfera natalizia, fin dai primi giorni di novembre, il “C.C.C Luigi Francavilla”,
con sede a casa Ruggiero di Via Lungomare Colombo 23, sabato 22 novembre, ha
organizzato un giro di tombola, ma non una qualsiasi, bensì quella detta
“scostumata”.
La “Tombola scostumata”
rappresenta una delle manifestazioni più significative della tradizione
napoletana: ironica, irriverente e provocatoria, s’ispira alla famosa tombola
che i “Femminielli” usavano chiamare dai “vasci” dei vicoli di Napoli, durante
il periodo natalizio.
Ad animare il divertente
gioco, che non ha avuto bisogno di soldi, le cartelle sono state dispensate
gratis ed in più per chi ha realizzato l’ambo, il terno, la quaterna, la
quintina e la tombola si è portato a casa gadget di una certa sostanza, Ciro
Girardi, volto noto per essere il versatile attore salernitano. Un curriculum
di tutto rispetto, il suo, che lo si fa risalire al ’92, quando con il gruppo
storico salernitano di cabaret “La Rotonda”, diretto da Claudio Tortora,
l’eccellente ideatore del Premio Charlot, ha partecipato a Domenica In su Rai 1. Dopo di allora, una raccolta di successi,
dallo spettacolo natalizio alla Rotonda di Salerno, ad Un posto al sole, di Rai 3, nei panni “dell’ingegnere”, dalla Squadra, sempre su Rai 3, alla
divertente trasmissione “Il Calcio nelle
palle”, in coppia con Ivano Montano, su Lira tv. La serata affollatissima
sia per il gustoso menù preparato con cura da Francesco, dell’adiacente pub il
“Delirium” e sia per assisterealla
divertente performance di Ciro Girardi, che ha intervallato il gioco con i suoi
personaggi, la “Signora” e lo sceriffo Vincenzo De Luca, nonché pezzi di
dilettevoli monologhi, ha soddisfatto tutti, per l’atmosfera di cordialità e di
serena convivialità. Questo è quello che si propone il C.C.C. Luigi Francavilla
con il suo programma culturale e sociale.
Fino al 13 dicembre, presso l’Arco Catalano di Palazzo Pinto in Via dei Mercanti 63, il pregevole spazio nel cuore del centro storico di Salerno, è in mostra la personale d’arte visiva di Vincenzo Vavuso. L’artista salernitano, classe 1972, parimenti pittore e scultore, dopo regolari e specifici studi d’arte e formazione presso maestri acclarati, prende inizio attraverso la pittura figurativa e paesaggistica dell’800 e fermenti d’avanguardia del primo ‘900. La svolta innovativa l’ottiene dopo una visita alla Biennale di Venezia che gli consentirà il passaggio, prima ad opere figurative e poi informali con elementi materici d’impatto per approdare definitivamente ad un’arte realistica-concettuale. Nella personale in esposizione, giocando opportunamente sul significato “L’Oro de “La città”, dove la città sta per la testata giornalistica salernitana, ma ciò è ininfluente, e che segue quella del 2013 “Rabbia e Silenzio”, l’artista vuole denunciare i tempi bui, che stiamo vivendo, con una forte provocazione per cui i suoi lavori sono cromostrutture e pittosculture di grande effetto visivo. Opere, le sue, dove si montano per essere imprigionati giornali, libri e tutto ciò che è cultura, sopraffatta dall’indifferenza odierna.
17 di numero le composizioni, composte con tecnica mista e dove ad emergere è il giornale, sia esso strappato, stropicciato, annerito, ridotto in poltiglia, segmentato ma sempre con qualche elemento che dia la lettura dell’opera e che avvolta dalla coloritura dell’oro assume un effetto magico. I lavori, dai titoli più che significativi come: “L’urlo della città, La chiave giusta, Il peso della città, Identità,” tanto per citarne alcuni, attivano percorsi mentali suggestivi che sfociano nella consapevolezza di essere al mondo, comprendendo e partecipando.
Perché il quotidiano di Salerno “La Città” abbia scelto Vincenzo Vavuso per trattare artisticamente la comunicazione e per dedicarsi pittosculture a tre dimensioni, da parete o da piedistallo, lo s’intuisce visitando la mostra, dove l'artista ha teso a chiarire il senso del civis civilis.
E' morto Luca De Filippo, maestro del grande teatro napoletano
L'attore e regista è scomparso a 67 anni. Figlio di Eduardo, aveva iniziato a recitare da bambino. Una lunga carriera in palcoscenico, i ruoli al cinema e in tv. Un minuto di silenzio in tutti i teatri italiani. I funerali laici lunedì 30 novembre dalle 14 alle 18 al Teatro Argentina di Roma
E' morto Luca De Filippo, attore e regista teatrale, figlio del grande Eduardo, pochi giorni fa era stato ricoverato ma subito dopo gli era stato diagnosticato un male incurabile. Luca era nato a Roma nel 1948 dalla relazione tra il maestro del teatro e la soubrette Thea Prandi. I funerali laici lunedì 30 novembre dalle 14 alle 18 al Teatro Argentina di Roma. Stasera un minuto di silenzio in tutti i teatri italiani.
Le reazioni. "La scomparsa di Luca De Filippo ci priva di un grande interprete della scena italiana, autentico erede della tradizione napoletana capace di portare la sua verve non solo nel repertorio classico ma anche in quello contemporaneo conducendo una vita nel teatro, con il teatro, per il teatro". Così il primo commento, quello del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. "E' stato un artista in grado di cimentarsi in diverse espressioni artistiche - ha aggiunto - esplorando con efficacia anche i linguaggi cinematografici e televisivi". "Quando muore un artista figlio di artisti come Luca, c'è un grande dolore e si rimane senza parole" ha detto Renzo Arbore, mentre Luca Barbareschi lo definisce "un maestro che desidero omaggiare perché con lui se ne va non solo un amico ma anche un leale rappresentante del mondo teatrale, un esempio cristallino di cultura e tradizione, con lui si chiude un periodo, un'era culturale. Ma il suo impegno e il suo grande cuore - aggiunge Barbareschi - resteranno sempre con noi". Fra le prime reazioni anche quella del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: "Muore un grandissimo maestro del teatro contemporaneo, eccezionale interprete della più illustre tradizione teatrale napoletana". L'ex presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, posta su Facebook: "Un immenso dolore per la scomparsa di Luca De Filippo, figlio di Eduardo e di Napoli. Un bacio". Gli inizi. La storia d'amore di Luca De Filippo con il palcoscenico è iniziata prestissimo: a soli sette anni il padre lo fece recitare nel ruolo di Peppeniello nella commedia Miseria e nobiltà del nonno Eduardo Scarpetta. Nel giro di poco tempo Luca perse la mamma e la sorella Luisella - la bambina aveva solo dieci anni. A dodici anni si ritrova solo con un padre anziano, all'epoca Eduardo aveva 60 anni, e in un'intervista di pochi anni fa raccontava: "Mi portava alle pomeridiane e mi scriveva delle particine per tenermi con sé in scena. Ricordo per esempio un Sabato domenica e lunedì. Nel primo atto portavo la spesa a donna Rosa che preparava il ragù. Lei mi domandava come distinguevo le diverse liste di cibo sul foglio se non sapevo leggere. La mia battuta era: 'Faccio i disegni, donna Rosa un fiore, il signore accanto le corna perché sua moglie lo tradisce". Cose così, di cui non è rimasta traccia nei testi ufficiali".
Le grandi commedie. Il vero debutto teatrale è a vent'anni con Il figlio di Pulcinella. Usa uno pseudonimo, Luca Della Porta, perché teme di apparire "raccomandato". Col padre lavora sia in teatro che in tv in varie commedie eduardiane, Filumena Marturano, Non ti pago,Il sindaco del rione Sanità, Napoli milionaria!, De Pretore Vincenzo, Le bugie con le gambe lunghe, Uomo e galantuomo, Natale in casa Cupiello, Gli esami non finiscono mai, Le voci di dentro, Sik-Sik l’artefice magico, Gennareniello, e ancora Dolore sotto chiave, Quei figuri di tanti anni fa, Ditegli sempre di sì, Chi è cchiù felice e me, il pirandelliano Berretto a sonagli e in alcune commedie di Eduardo e Vincenzo Scarpetta ('O tuono 'e marzo, Na santarella, Tre cazune fortunate).
La compagnia. Nel 1981, quando il padre si ritira, fonda una propria compagnia teatrale, "La compagnia di teatro di Luca De Filippo", con cui affronta buona parte delle commedie paterne e degli Scarpetta: dirige e interpreta Uomo e galantuomo, Non ti pago, Il contratto, Penziere mieje (recital di poesie di Eduardo in parte musicate da Antonio Sinagra), Ditegli sempre di sì (la sola regia) e L’Arte della commedia con Umberto Orsini coprotagonista. Realizza anche un'opera di Pasquale Altavilla 'A fortuna e Pulicinella e il Don Giovanni di Molière e nel 1990 dirige Umberto Orsini in Il piacere dell'onestà di Pirandello. Per la regia di Armando Pugliese interpreta O’ scarfalietto, Ogni anno punto e daccapo, Questi fantasmi, Tartufo di Molière, La Palla al piede di Feydeau e nell’estate del 2009 interpreta il ruolo di Malvolio in La dodicesima notte.
Il cinema e l'ultimo spettacolo. Al cinema è stato il padre di Silvio Muccino nel film di Gabriele Muccino,Come te nessuno mai. Il suo ultimo ruolo, nel film di Gianfranco Cabiddu La stoffa dei sogni, omaggio alla commedia napoletana con la storia di una modesta compagnia di teatranti che naufraga con dei pericolosi camorristi sulle coste dell’Asinara, isola-carcere del Mediterraneo. Nel cast, oltre a De Filippo, Sergio Rubini e Ennio Fantastichini.Un mese fa a Napoli aveva debuttato con il suo nuovo spettacolo, Non ti pago, ma la malattia lo aveva costretto a lasciare la scena.