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martedì 13 gennaio 2015

La storia di Anna: una famiglia distrutta dall’inquinamento atmosferico nella valle dell’Irno



Fonte:www. citizensalerno.it
di Luigi Bisogno

RICEVO E PUBBLICO

La storia di Anna: una famiglia distrutta dall’inquinamento atmosferico nella valle dell’Irno

Quanto vale la vita umana? Questa è la prima domanda che mi sono posto mentre mi apprestavo alla stesura di questo articolo. Qualsiasi giornalista che si rispetti ha l’onore e l’onere di raccontare i fatti e riportarli nella maniera più chiara e semplice possibile, cercando di suscitare interesse da parte del lettore. Ma qual è il modo migliore per riportare una tragedia silenziosa? E’ la tragedia che avviene nei paesini limitrofi alla zona di Fratte ed alla Fonderia Pisano. Decine e decine di famiglie piangono i propri familiari, parenti ed amici a causa di continui mali e decessi legati alla grave questione dell’inquinamento atmosferico che da anni, ininterrottamente, continua ad aumentare.
Non basterebbero tutte le parole del mondo per raccontare la sofferenza che hanno vissuto e che vivono tuttora queste persone.
Pochi giorni fa ho avuto il difficile compito di intervistare una familiare di queste vittime. Una donna. Una madre che ha perso la figlia di 19 anni. Una moglie che ha perso il marito. Il suo nome è Anna Risi e vive stabilmente a Coperchia (Pellezzano) con suo figlio Dario.
Anna, ci racconti la scomparsa dei suoi cari…“Incomincio dicendo che la mia è una semplice e modesta famiglia, proprio come tutte le altre. Un ambiente sano, basato sui valori e su principi, accompagnava da sempre i miei due figli, me e mio marito. La bella Antonella, mia figlia, riempiva il nucleo familiare con la sua gioia e le sue passioni. Mio marito Vito, persona buona ed affettuosa, cercava sempre di aiutare chi ne avesse il bisogno. E poi c’eravamo io e mio figlio Dario.
Antonella ha scoperto di avere un terribile male nel 1998, nel pieno della sua adolescenza, nel pieno dei suoi 19 anni. Si trattava di una leucemia mieloide acuta (LMA o LAM) in campo medico, si intende una neoplasia del sangue di carattere maligno. Essa è caratterizzata dalla proliferazione di elementi cellulari immaturi. Scoperta la malattia, Antonella fu ricoverata a Roma e messa in cura all’attenzione del Dott. Mandelli. In ospedale c’è stata nel periodo da Febbraio a Giugno, nello stato di remissione, pronta per il trapianto che le avrebbe salvata la vita. Purtroppo, con la successiva ricrescita improvvisa delle cellule tumorali, non c’è stata alcuna possibilità di ricevere il trapianto. Dopo 8 mesi di cure e speranze, Antonella Tudisco non ce l’ha fatta. Ci ha lasciati il 22 ottobre del 1998.
Durante la permanenza in ospedale, Antonella si è Diplomata al Liceo Scientifico Da Vinci. Nel momento dell’esame di stato, sotto sua richiesta, scelse di essere giudicata per quel che meritava senza alcun premio che compensasse il suo malessere. Dopo il diploma, il suo sogno era di proseguire gli studi scrivendosi all’Università. Dapprima nella facoltà di economia e poi, in seguito alla malattia, scelse scienze biologiche. Purtroppo Antonella non è mai riuscita ad iscriversi all’Università ed oggi per me la sua scomparsa è e sarà per sempre un vuoto incolmabile. Non posso far altro che ricordarla tutti i giorni. Ogni istante della mia vita penso a lei ed a mio marito…
Vito, mio marito, era una persona semplice, squisita e sempre molto disponibile. Si prestava molto nell’aiutare chi ne avesse bisogno. La malattia lo ha colpito 5 anni fa, nel 2008, a causa di un glioblastoma multiforme, è il tumore più comune e più maligno tra le neoplasie della glia. In questo caso hanno pesato molto le sue cure all’Ospedale di Milano. Tra viaggi, cure, riposi e prognosi anche per mio marito ho dovuto affaticarmi e soffrire molto. Vito Tudisco, nel giro di poco tempo, è scomparso il 22 settembre del 2008, nello stesso giorno di Antonella.”
Come ha reagito alla perdita dei suoi cari?
“Subito dopo la scomparsa di mia figlia, io e mio marito ci siamo iscritti all’AIL Associazione Italiana contro le Leucemie. Abbiamo dato il nostro sostegno attraverso opere di bene per tutti gli ammalati. Inoltre ho pubblicato un libro per ricordare la storia di mia figlia tra sogni, passioni e dolori intitolato “Uno Splendido Fiore”. Il ricavato è stato devoluto all’AIL.
Oggi più che mai a distanza di 15 anni dalla scomparsa di mia figlia ed a 5 anni da quella di mio marito, ho deciso finalmente di reagire partecipando attivamente al Comitato Salute e Vita nato da pochi mesi, da semplici cittadini, per tutelare le vittime e gli ammalati a causa dell’inquinamento atmosferico nella nostra città. Dovete sapere che le polveri sottili inferiori a 2,5 micron, entrano nel tessuto della pelle raggiungendo i bronchi ed il sangue. Questo processo comporta l’alterazione genetica del nostro corpo, provocando gravi malattie. Sono pienamente convinta che l’inquinamento, provocato dai poli industriali di questa zona, sia stato la causa determinante per la morte dei miei cari. Tutto confermato stesso dai medici. All’inizio pensavo che fosse un problema mio, un caso isolato dovuto al destino. Col passare degli anni, vedendo altri casi di leucemia e tumori, mi sono resa conto che il mio non era un semplice caso ma era un problema allargato a tante altre famiglie della mia zona. Per cui oggi siamo qui, riuniti in questo Comitato per combattere e dedicare un ultimo ricordo a chi non ha avuto il diritto di vivere. A chi non ha avuto la possibilità di ribellarsi a quanto accade intorno a noi.”
Questo è il racconto, a tratti commovente ed altri emozionanti, della storia di una donna. La storia di Anna che oggi ha deciso di combattere per i suoi cari e per il diritto alla vita. Alla vita di ognuno di noi. Perché la vita è identica e precisa a quella di tutti gli altri. Tutti hanno diritto ad una vita felice, piena di gioie, di difficoltà, di sogni e speranze con la consapevolezza… un diritto che oggi viene negato, a quanti abitano in quella zona…

Luigi Bisogno
 
 

il 25 gennaio al Teatro Augusteo di Salerno "America"musical di Guido Cataldo e la collaborazione di Simone SIbillano



Domenica 25 gennaio 2015
Teatro Augusteo Salerno
ore 18,00

                                                      " A M E R I C A"

                                                                    di
         Guido Cataldo ed il performer Simone Sibillano, coautore e regista dell'opera

L'opera  narra dell'emigrazione italiana agli inizi del '900.

Insieme a Bartolomeo (interpretato da Simone Sibillano) un gruppo di futuri emigranti prende la drammatica decisione di partire per il “nuovo mondo”. Frammenti di vita contadina del tempo pongono in luce le difficoltà sociali e il tormentato rapporto di amore-odio tra una terra madre ormai sterile e i suoi figli disperati. In una realtà fatta di povertà, frustrazione e pregiudizio, forte è in loro l'indomita volontà a non soccombere che li spinge a cercare altrove una nuova vita. Nell'epico viaggio che essi affrontano con coraggio, sono idealmente accompagnati da Madre Cabrini che divenne santa e protettrice degli emigranti nel 1946. 
 
Le storie dei diversi personaggi, ciascuno con un proprio passato e un personale  bisogno di futuro, si intrecciano come la trama di un unico tessuto. 
 
NOTE DI REGIA
 
Durante la traversata per mare, sul ponte di terza classe della nave, le molte storie iniziano a confluire in una storia nuova, che incrocia i destini di uomini e donne segnando e ridisegnando i confini del loro avvenire, verso un domani che ciascuno colora di proprie luminose aspettative. Ed ecco finalmente l’ America! Avvistano da lontano Miss Liberty, la nota statua della libertà, scambiata per la Madonna americana. Approdati ad Ellis Island, piccola isola della baia di New York, filtro per l’America, sono ad attenderli estenuanti interrogatori e minuziose visite mediche ma, una volta sbarcati in terra americana, il sogno lascia spazio ad una realtà dura e complessa,  distante dall’illusione di un ritrovato paradiso: lo smistamento all’arrivo,  l’impiego forzato come bassa manovalanza, gli alienanti ritmi  della grande città stringono i protagonisti nella morsa schiacciante di una impossibilità senza via di scampo. La storia è raccontata da 15 artisti del musical italiano, che interpretano le storie dei nostri emigranti con sensibilità e talento attraverso canti danze e musiche che rimandano ad un epoca che ha segnato la nostra storia di italiani. 
 
Simone Sibillano
 
 


"Due" di Diego De Silva al Giullare di Salerno per la regia di Brunella Caputo

 

Al Palazzo Genovesi di Salerno, l'arte pittorica contro la violenza di genere


Fonte :www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Si è conclusa nei giorni scorsi, al Palazzo Genovesi di Salerno, la mostra d'arte pittorica a tema, dell'artista Salvatore Ceglia, membro dell'associazione artisti lucani e campani, dal titolo "Con gli occhi di Teresa, perché il femminicidio non sia più cronaca". La mostra ha avuto il patrocinio morale del comune di Salerno e la partecipazione del Cif, centro italiano femminile, SpazioDonna, Linearosa, Il Faro, Amici del Tricolore Karate Salerno Nijukunkai Pro loco di Padula e Libreria Internazionale. All'interno dell'esposizione, sanguigna e feroce per la crudezza delle immagini, una stesa di sciarpe rosse, pendule dall'alto, 150 per l'esattezza, ad indicare tutte le donne uccise nel 2013 e quelle del primo semestre del 2014. Le sciarpe, sono state approntate appositamente dalle donne di Padula. Alle pareti sono allineati i manifesti editi annualmente dall'UNITE, braccio femminile dell'UNESCO, che fortemente evocativi, contribuiscono alle campagne antiviolenze per le nuove generazioni. La mostra, inaugurata la prima volta il 25 novembre 2013, Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne indetta dall'UNESCO nel 1991, ha goduto del Patrocinio dell'UNESCO. Tina D'Urso, presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco Padula, ha creato un percorso formativo contro la violenza di genere, per cui l'obiettivo essenziale della mostra è la conoscenza del grave problema della violenza.
Ad arricchire l'esposizione pittorica dell'artista, Salvatore Ceglia, il quale ha donato al comune di Salerno, città ospitante, una sua opera, la presentazione di due interessanti libri della professoressa M. Teresa D'Alessio di Padula dal titolo "Il segreto della Certosa" e "La casa dello speziale". Molto consenso di pubblico ha suscitato l'intera manifestazione.
Maria Serritiello
 
 
 

lunedì 12 gennaio 2015

Anita Ekeberg, icona della vita, se n'è andata

E' morta Anita Ekberg, ha incantato il mondo con la sua bellezza. E' stata la musa di Federico Fellini e rimarrà nella storia del cinema per la scena della Dolce Vita nella Fontana di Trevi con Marcello Mastroianni. L'attrice, 83 anni, è deceduta nella clinica di Rocca di Papa, in quei Castelli Romani ai quali era particolarmente affezionata.

La "signora Anita", come la chiamavano tutti, se n'è andata lontana dai riflettori che l'hanno portata alla ribalta del cinema mondiale. Non c'è persona che non leghi il nome di Anita Ekberg alla Sylvia della Dolce Vita

Addio a Francesco Rosi, maestro del cinema italiano








Francesco Rosi (Napoli15 novembre 1922,Roma10 gennaio 2015),  è stato un regista e sceneggiatore italiano

Il regista è scomparso sabato scorso. Uno dei grandi del cinema italiano, aveva 92 anni

Aperta alla Casa del Cinema di Roma la camera ardente di Francesco Rosi, il regista scomparso sabato scorso Tra i primi ad arrivare Giuseppe Tornatore, Marco Tullio Giordana, Giuseppe Piccioni, Luca De Filippo, Roberto Andò, l'assessore alla Cultura di Roma Capitale, Giovanna Marinelli, e Francesco Bruni.
Arrivato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accolto dal ministro della Cultura Dario Franceschini, dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dal vicesindaco di Roma, Luigi Nieri. Durante la commemorazione del regista, il presidente è rimasto seduto in prima fila, accanto alla figlia di Rosi, Carolina, senza intervenire. Hanno ricordato il regista Ettore Scola, Raffaele La Capria, Furio Colombo, il fratello di Rosi, Massimo, Giuseppe Tornatore, Roberto Andò, Marco Tullio Giordana, con la conclusione della figlia del regista. In sala, fra gli altri, anche Paolo Sorrentino, Franco Zeffirelli, Francesco Maselli, Giuliano Montaldo, Nicola Piovani, Ferdinando Imposimato, Liliana Cavani, Lina Wertmuller e Michele Placido.
Il feretro è stato posto al centro della sala più grande, La De Luxe ed ha vicino la corona di rose bianche, portata da due corazzieri del presidente della Repubblica. Sul grande schermo scorrono le foto in bianco e nero dei film del cineasta.
"Provo un grande dolore per questa perdita. Francesco Rosi era uno di quegli uomini che hanno dato identità e dignità al nostro Paese, persone che oggi ci mancano sempre di più". Così Giuseppe Piccioni commenta la scomparsa del regista all'uscita dalla camera ardente alla Casa del Cinema di Roma. "Rosi - ha aggiunto - è stato tra quegli artisti che ha vissuto il suo lavoro come una missione. Oggi invece c'è grande confusione, non solo nel cinema, si sente una grande incertezza e debolezza". Invece Marco Pontecorvo, che ha collaborato a lungo con Rosi, lo ha ricordato "come un grande uomo di cui si sentiva forte la presenza sul set. Era poi un amico affettuoso, anche se sembrava schivo e distante. Con lui ho percorso tutti i gradini del lavoro in un film da 'Cronaca di una morte annunciata' a 'La tregua' dove ho dovuto sostituire come direttore della fotografia Pasqualino De Santis morto durante le riprese". Sono arrivati, tra gli altri, anche Marcello Sorgi e i produttori Silvio Lucisano e Francesca Cima.
 
MAESTRO VOGLIO RICORDARTI CON ALCUNE SEQUENZE DI QUESTA MERAVIGLIOSA FAVOLA
 
                                                        " C'ERA UNA VOLTA"
 
 
 
 
 

mercoledì 7 gennaio 2015

Pino Daniele: Napul'è

                                                      Immenso Pino Daniele

                                                         NAPUL'E'



Giuseppe Daniele, detto Pino (Napoli, 19 marzo 1955Roma, 4 gennaio 2015 è stato un cantautore e chitarrista italiano