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giovedì 24 febbraio 2011

Libia, Al Arabiya: 10.000 morti. Obama alza la voce: "Violenza mostruosa"




CHE SUCCEDE NEL MONDO

FONTE: ANSA ULTIMO AGGIORNAMENTO

Colonnello: Bombardate pozzi. Ma piloti si rifiutano. Oltre 50.000 i feriti. Malta respinge aereo con Aisha Gheddafi. Chiudono le forniture energetiche verso l'Europa. Il governo controlla ancora Tripoli, ma ha perso la Cirenaica. Frattini: 'Stop violenze'. Petrolio ai massimi dal 2008

Secondo Al Arabiya sono circa 10.000 i morti in Libia e oltre 50.00 i feriti. Gheddafi aveva ordinato di bombardare i pozzi ma un pilota si e' rifiutato. La figlia del Colonnello era sull'aereo respinto da Malta. La Ue coordina l'evacuazione degli europei e pensa a sanzioni. Berlusconi: No a violenze ma attenzione al dopo. Frattini: Pronti a promuovere canale umanitario. Un video diffuso da Onedayonearth mostra le fosse sulla spiaggia del lungomare della capitale. Il petrolio a New York tocca i 100 dollari al barile, per la prima volta dal 2 ottobre 2008.

OBAMA: BASTA CON VIOLENZA - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha chiesto che venga posto fine alla ''violenza mostruosa'' in corso in Libia. La repressione in corso ''viola le leggi internazionali'' ed e' contraria ai diritti umani, che "non sono negoziabili'', ha aggiunto Obama.

C-130 ITALIANO DECOLLATO PER TRIPOLI, RIPARTE DOMANI - Un C-130 dell'Aeronautica militare e' decollato in serata dall'Italia alla volta di Tripoli, da dove dovrebbe ripartire domani, forse con connazionali a bordo. Lo si e' appreso da fonti qualificate.

FONTI MALTA, AISHA GHEDDAFI SU AEREO RESPINTO - C'era anche Aisha Gheddafi, figlia del leader libico, tra le 14 persone a bordo di un aereo libico cui e' stato impedito di atterrare oggi a Malta. La torre di controllo ha subito negato l'autorizzazione e ha contattato le autorita' e rappresentanti del governo oltre all'ambasciatore libico a Malta che si e' recato personalmente sul posto dove, in contatto con il pilota, questo gli ha detto che a bordo del suo volo c'era appunto Aisha Gheddafi. Oltre a insistere sulla scarsita' di carburante. Le autorita' maltesi hanno deciso di non concedere l'autorizzazione all'atterraggio "per non creare un precedente", si apprende da fonti vicine al governo. A conclusione della lunga trattativa, il pilota ha deciso di cambiare rotta e tornare a Tripoli.

TV; GHEDDAFI,BOMBARDATE POZZI MA PILOTA RIFIUTA - Il colonnello Muhammar Gheddafi ha pianificato di bombardare i pozzi di petrolio, ma il pilota si e' rifiutato. Lo afferma il capo della brigata di sicurezza di Tobruk, che si e' unito ai manifestanti, secondo quanto riferisce la televisione satellitare Al Arabiya nella striscia rossa delle notizie urgenti in sovraimpressione.

USA, IN CONSIDERAZIONE CONGELAMENTO BENI GHEDDAFI - Il Dipartimento di Stato ha detto oggi che tra le misure esaminate dalle autorita' americane figurano anche il congelamento dei beni della Libia e del leader Muammar Gheddafi. Nessuna decisione e' stata comunque ancora presa al riguardo, ha detto il portavoce Philip Crowley.

BERLUSCONI: NO VIOLENZE; ATTENTI AL DOPO - "Per tutta la notte siamo stati in contatto con i leader europei e americani per monitorare la situazione in Libia e in altri paesi del nord Africa. Quello che e' importante e' che non ci siano violenze ma dobbiamo anche essere attenti a quello che accadra' dopo quando saranno cambiati questi regimi con cui noi trattiamo e che sono per noi importanti per la fornitura di energia". Lo ha detto intervenendo agli Stati generali di Roma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.


BOSSI: ROMPERE TRATTATO? NON ESAGERIAMO - Denunciare il Trattato di Amicizia Italia-Libia? "Non esageriamo". Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, frena sull'ipotesi di rompere il trattato di cooperazione tra l'Italia ed il paese nord-africano ormai alle prese con la guerra civile. A chi gli ricorda che il governo si e' impegnato per realizzare grandi investimenti in Libia e per la costruzione della autostrada costiera libica, il Senatur replica cosi': "Sull'autostrada passano i camion italiani - dice - E poi chi lo porta il petrolio".

UE COORDINA EVACUAZIONE EUROPEI ED E' PRONTA A ULTERIORI MISURE - L'Unione Europea ha messo a disposizione il coordinamento fra gli Stati membri per "l'evacuazione dei circa 10 mila cittadini europei" presenti in Libia. Lo ha riferito il portavoce della Commissione Europea, Olivier Bailly, precisando che saranno attivate anche le procedure per l'evacuazione "in particolare via mare". Inoltre, la Ue e' pronta a prendere ''ulteriori misure'' dopo la sospensione dell'accordo quadro che stava negoziando con la Libia.

GAS: ROMANI, SIMULATO SCENARI,SITUAZIONE OTTIMALE - "Abbiamo simulato tanti scenari negativi e in nessuno di questi c'e' pericolo per la distribuzione di gas in Italia". Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, lasciando la riunione del Comitato d'emergenza del gas. "La situazione - ha proseguito - e' ottimale. Tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi anni sulle infrastrutture ci consente di dormire sonni tranquilli".

AL JAZIRA, 20MILA FUGGITI NELLA NOTTE VIA EGITTO - Circa 20mila persone hanno lasciato la notte scorsa la Libia attraverso il valico di Sallum con l'Egitto. Lo riferisce al Jazira, citando un suo inviato al confine che ha parlato con fonti militari egiziane. La frontiera, perlomeno sul lato egiziano, e' sotto il controllo dell'esercito del Cairo, secondo le fonti. Sembra che i soldati lascino passare solo forniture mediche. Per quanto riguarda il confine occidentale della Libia, l'Organizzazione mondiale delle migrazioni (Oim) afferma che migliaia di stranieri - libanesi, turchi, siriani e tedeschi - si sono uniti ai tunisini e passano in Tunisia per tentare di tornare nei loro paesi da li'.

Dal paisà ai paesani


SALERNITANA E LE NOTE DI TOMMASO D'ANGELO

FONTE: NOTE PUBBLICATE SU FB
DI TOMMASO D'ANGELO
23 FEBBRAIO 2011

Dopo una sovraesposizione mediatica di 10 giorni il paisà Cala è ritornato a Mondragone a villeggiare con il compaesano Antonio Lombardi, da non confondere con il presidente dell'Ance. Il passato è già dietro l'angolo, preoccupa il futuro. Lombardi ha due esigenze: vendere la Salernitana per uscire di scena ed evitare il fallimento della Salernitana. I libri in tribunale sono la fine della carriera di imprenditore del vallese, le sue aziende rischierebbero la chiusura in una sorta di valanga che non risparmierebbe niente e nessuno. Paradossalmente ora è proprio Lombardi che in qualche maniera ha interesse nel salvare la società. In caso contrario per la Salernitana c'è il malinconico crac e la polvere dei campi dell'Eccellenza. Due le ipotesi concrete sul tavolo: un imprenditore di un'azienda nazionale (il patron smentisce però la Giaguaro dei fratelli Franzese) e una cordata di una decina di imprenditori di Vallo della Lucania. Paesani chiamati a raccogliere l'eredità, scomoda, del loro illustre concittadino, illuso dal maccheronico italiano del paisà controfigura di Decio Cavallo. Il tempo stringe, anche i giocatori hanno bloccato ogni forma di protesta rassicurati dalla presenza e dalle parole del ds Salerno. Fino a domenica penseranno alla Spal, poi si attendono la grande svolta. Altrimenti è la fine per tutti. Paesani compresi.

ERA SOLO DECIO CAVALLO
MARETEDI'22 FEBBRAIO 2011

All’atto dell’insediamento di Joseph Cala posi un interrogativo: Decio Cavallo o lo zio d’America? In dieci giorni l’interrogativo è stato risolto. Era semplicemente Decio Cavallo che prima ha illuso quei tifosi granata che pendevano dalle sue labbra anche uscivano sciocchezze e poi, al momento di rispettare il primo punto del contratto, si è tirato indietro. Ritornando le quote alla Energy sport e a Rispoli senza colpo ferire. Vorrei chiarire un particolare ai tifosi, sperando di riuscirci. Cala ha dichiarato di non aver pagato i calciatori perché vi erano accordi diversi dai contratti con Lombardi, lasciando balenare nemmeno tanto velatamente, che si trattava di soldi in nero da riconoscere ai calciatori. Un baratro economico di cui lui, nonostante sette mesi di trattative, era all’oscuro. L’equivoco è stato portato avanti per giorni, sfruttando il silenzio di Lombardi e magari di Salerno. Cala, invece, ha giocato sull’equivoco. I soldi reclamati dai giocatori sono quelli che dovevano intascare a giugno e che hanno rateizzato per garantire alla società l’iscrizione al campionato. Cosa che si sapeva e che lo stesso Cala, ieri mattina ha confermato davanti ai tifosi. Quei soldi non sono in nero ma sono stati rateizzati con titoli della Salernitana a scadenza. Scadenza che era prevista in quel milione di euro che si doveva sborsare entro il 15 e di cui Cala si era fatto garante. Ricordo che il preliminare porta la data del 31 gennaio. Ora se i tifosi, passata la rabbia e la delusione, riflettessero su quanto è accaduto capirebbero che si è trattato di un abile trucco dialettico per non pagare. Se vi erano accordi per pagamenti in nero, dato che sono sulla parola, Cala poteva benissimo rifiutarsi di pagare e denunciare tutto alla Guardia di Finanza. Invece con il suo slang italo-americano ha disseminato dubbi e confuso le idee, creando tensione tra i tifosi e gli stessi giocatori. Basta vedere come sono stati pagati i tre bonifici: con i soldi di un decreto ingiuntivo che non erano suoi. Di suo, come lo stesso Cala ha scritto e firmato nell’atto di restituzione delle quote, non ci ha messo un euro. Se voleva davvero la società pagava, rilevava le fidejussioni bancarie e si atteneva allo scadenzario dei pagamenti che era allegato all’atto dell’acquisto. Tutto ciò che non era stato inserito nei pagamenti Cala sa bene che non doveva pagarlo. Mi dispiace per qualche tifoso che non si è accorto di quello che stava succedendo e dove ci avrebbe trascinato Cala non tra tre mesi ma tra tre giorni. La situazione debitoria della Salernitana è nota a tutti, da tempo lo andiamo dicendo, quei pochi che hanno la bontà di seguirmi lo sanno bene. Chiusa la folkloristica parentesi italo americana, tralasciando per carità tutte le fesserie sulla borsa e sulla Calacorp, l’uscita di scena di Cala è stata degna del suo personaggio. Affermare davanti ai tifosi di presunti attentati di camorra a Mondragone (che lui conosce molto bene e di cui è un assiduo frequentatore insieme al suo osservatore di talent scout Antonio Lombardi) e incolpare addirittura un giocatore quale mandante segna il punto più basso delle sue performance televisive e non. Se proprio vuole parlare di camorra spieghi ai tifosi chi è il fratello di uno dei suoi accompagnatori, cosa ha fatto e dove si trova. Tralascio perché mi preme parlare del futuro della Salernitana. Un futuro che dovrebbe interessare ai tifosi i quali invece di dividersi come al solito farebbero bene, per dirla alla Morandi, di stare uniti. E’ evidente che il frettoloso avvento di Cala è un’altra perla dell’ex patron, pur di sbarazzarsi della patata bollente ha sperato che i progetti di Joseph non fossero come i suoi alberghi sott’acqua. Gravissimo errore. Lombardi sa bene che il suo tempo a Salerno è finito e sa bene che non può lasciare alla deriva la società. Il tempo a sua disposizione è scaduto e in queste ore si sta giocando tutte le sue carte. Al momento posso confermare che è in atto una trattativa per la cessione della società. Imprenditori seri disposti a rilevare la Salernitana, per fortuna, esistono ancora. Tra l’altro nel pomeriggio anche i titolari di un gruppo della provincia di Salerno si è fatto avanti: è la Giaguaro group dei fratelli Franzese. Il guaio è che il tempo a disposizione è poco, la Salernitana ha bisogno di soldi veri e non più di artifizi contabili e chiacchiere al vento. Solo così si potrà salvare la categoria perché con le nuove penalizzazioni in arrivo la strada per i play off si fa sempre più difficile. Può darsi che una nuova e vera società, accompagnata dall’irriducibile passione dei tifosi possa fare il miracolo. E’ un augurio che ci facciamo noi tifosi, bastonati, presi in giro, illusi ma mai domi. Lo sappia anche Macalli: continui a divertirsi sulla nostra pelle. Verranno tempi cupi e duri anche per lui, altro che comunista.

DECIO CAVALLO O LO ZIO D'AMERICA:TRA SCETTICISMO ED ENTUSIASMO LA TIFOSERIA SI DIVIDE
SABATO12 FEBBRAIO 2011

I pessimisti si sprecano, gli ottimisti ballano. Come al solito la Salernitana divide, lo fa anche nel giorno in cui apparentemente i tanti contestatori di Lombardi vedono realizzato il loro sogno. L’addio dell’imprenditore di Vallo e l’arrivo di un magnate italo-americano, apparentemente disposto a investire una pioggia di soldi sul marchio granata.

Perchè tanto pessimismo in giro, dove la maggioranza identifica in Josef Calà, all’anagrafe, ma Cala per amici e parenti, nel famoso Decio Cavallo di Totò memoria?

Lombardi, nei panni di Totò, gli ha venduto la Fontana di Trevi, con l’appoggio di una spalla ancora nell’ombra, il mitico “Scamorza”, o il facoltoso italo-americano per i tifosi granata diventerà lo zio d’America? E’ la domanda più ricorrente tra tifosi e non alla fine della conferenza stampa, in città non si parla d’altro, siti presi d’assalto, commenti a go-go, telefoni impazziti. Perchè? Bella domanda, proviamo a capire gli umori della piazza. La paura è il vero collant tra favorevoli e contrari, paura che dietro l’intera operazione ci sia la mano di Lombardi e non aver chiarito in conferenza stampa i termini dell’operazione non fa che aumentare i timori. E qui spunta Decio Cavallo, chiamato a versare la caparra, come lui stesso ha ammesso, perchè entro martedì bisogna sistemare stipendi e contributi. Inoltre d’un sol colpo Lombardi si è liberato di Salerno, Loschiavo, Casciello, Amato e Leoni, uomini con cui ha contratto un impegno morale e difficilmente allontanabili senza eccessivi contraccolpi. Il fatto che lo stesso consulente di Cala abbia ammesso che l’accordo vada limato ancora non fa che aumentare questi timori. Accompagnati dal fatto che nei mesi scorsi, il nome di Cala è stato associato al Torino, al Palermo, al Catania, al Montecatini basket. Tutte trattative saltate all’ultimo momento, un po’ come la Meleam. Nell’osservare le reazioni lo scetticismo arriva soprattutto dalla vecchia guardia salernitana, quella scottata, negli anni ‘70, dai facili entusiasmi di Pietro Esposito con la sua valigia pieni di soldi o di Japicca. E quello slang di Cala, a volte tagliente come un rasoio a doppia lama, passato sul volto amaramente sorridente di Lombardi (come si fa a tenere 32 giocatori in rosa se non si possono pagare gli stipendi) a volte suadente come un incantatore di serpenti (subito la serie B e poi la A, grande vivaio, quotazione in borsa) non ha convinto tutti. I più ottimisti, per fede, per speranza e per quello che i siti internet hanno mostrato, sognano una Salernitana a stelle e strisce, capace di rinverdire i fantastici anni ‘90. E’ peccato? Assolutamente no, fosse vero anche la metà di quello che ha detto e promesso mister Josef, dietro l’angolo si prospetta un rilancio della Salernitana in grande stile. Come al solito saranno i fatti a fare giustizia, cominaciando dal saldo stipendi e contributi, necessario per evitare ulteriori penalizzazioni. Raggiungere la tranquillità economica sarebbe un gran passo e davvero si getterebbero le basi per un futuro migliore, di buone prospettive per il calcio a Salerno. Decisamente non all’altezza delle dichiarazioni di mister Josef quell’Antonio Lombardi da Nola, presentato come un fenomenale talent scout di giovani ma che nessuno del calcio italiano, interpellato per saperne di più, conosce anche per sentito dire. Un perfetto Carneade che dovrebbe trasformare il vivaio granata come quello del Boca. Affascinante. Non ci resta che attendere gli sviluppi per capirne di più, oggi parlerà il coach Breda a cui, stando alle parole del nuovo patron, è stata tolta la tutela del ds Salerno. E sarà chiamato a fare gol, come più volte Josef Cala ha ripetuto in conferenza stampa. E come lo stesso ha detto ai calciatori granata, ieri mattina a Casignano. Decio Cavallo o lo zio d’America? Attendiamo fiduciosi.

mercoledì 23 febbraio 2011

De luca incontra Caldoro per parlare di opere pubbliche: spiragli per la metropolitana di Salerno


LA CRONACA


FONTE:12MESI.T- SALERNO NOTIZIE


Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha incontrato questa mattina a Napoli il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. In un clima di cordialità e di collaborazione istituzionale il sindaco De Luca ha richiamato l’attenzione del Presidente Caldoro sulle principali tematiche di interesse della città di Salerno sulle quali la Regione Campania è chiamata ad intervenire sotto il profilo finanziario e procedurale: · Metropolitana; · Palazzetto dello Sport; · Opere idrogeologiche; · Politiche sociali. Il presidente Caldoro ha rappresentato al sindaco De Luca il drammatico quadro di difficoltà finanziaria del bilancio regionale che risente dei tagli dei trasferimenti da parte dell’Amministrazione centrale dello Stato. In questo difficile contesto di riferimento si è concordato di attivare fin da subito gruppi di lavoro a livello tecnico composti da rappresentanti del Comune di Salerno e della Regione sui singoli argomenti oggetto di approfondimento e sopra richiamati. La conclusione di questa ricognizione operativa è stata programmata per la fine del mese di febbraio. L’obiettivo comune è quello di arrivare all’individuazione di soluzioni procedurali e finanziarie in grado di sbloccare le opere e gli interventi ritenuti comunemente prioritari. “E’ stato un incontro cordiale – ha dichiarato al termine il sindaco De Luca – che nel pieno rispetto delle prerogative istituzionali del Comune di Salerno e della Regione Campania ha posto al centro dell’attenzione la necessità di sbloccare opere fondamentali per il futuro della nostra città, come la metropolitana leggera. E’ un primo passo. Auspico che in tempi brevi si giunga a risultati operativi e concreti”.

Omicidio Scazzi, arrestati fratello e nipote di Misseri


LA CRONACA

FONTE: MSN.NOTIZIE

Il fratello e il nipote di Michele Misseri sono in manette. I carabinieri del comando provinciale di Taranto, nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Sarah Scazzi, hanno infatti arrestato Carmine Misseri e Cosimo Cosma, rispettivamente fratello e nipote dell'agricoltore di Avetrana che ha confessato il delitto chiamando in correità la figlia Sabrina. Gli arrestati sono accusati di concorso in soppressione di cadavere.
A emettere le ordinanze di custodia cautelare il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto, Martino Rosati, su richiesta del procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e del sostituto procuratore, Mariano Buccoliero.

LA RICOSTRUZIONE
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 26a gosto 2010, giorno del delitto, il corpo di Sarah fu trasportato dal garage dell'abitazione di Michele Misseri, in via Deledda 20 ad Avetrana, nelle campagne del paese in contrada Mosca e nascosto in un pozzo in un podere appartenuto agli stessi Misseri. A far ritrovare il cadavere fu Michele Misseri, nella sua prima confessione del 6 ottobre 2010.

martedì 22 febbraio 2011

Test antidroga anche per gli insegnanti? E’ ridicolo


LA SCUOLA

FONTE:TISCALI.IT
DI MARCO LODOLO



E così, a quanto pare, anche gli insegnanti dovranno farsi un test per dimostrare di non essere drogati. Lo so, fa ridere il solo pensiero della professoressa Ricotti - quella zitellissima, quella con quindici gatti per casa, quella che sembrava vecchia già a trent’anni, figuriamoci ora che ne ha quasi sessanta - che gira di notte nei pressi della stazione alla ricerca di una bustina di eroina.Non riesco proprio a immaginare il professor Vandami, quello con la sciarpa di lana anche a maggio, quello che ripete da una vita “dove andremo a finire”, quello con la Ritmo pluriacciaccata, che passa di pub in pub sperando di incontrare il Mescalero o Jhonny er matto, i pusher che hanno la coca migliore. Non so, capisco che tutto è possibile, che dietro a ogni vita ce ne può sempre essere un’altra, ma io non la vedo proprio quella cicognona della vicepreside, un’insegnante che non è mai mancata neppure un’ora in cento anni di scuola, puntuale, noiosa, zelante, che si butta giù un paio di pasticche e poi si scatena sotto le luci della tecno più arrembante, la chioma grigia al vento delle casse sbombardanti.I problemi dei professori mi sembrano veramente altri: sarà che sono tutti over cinquanta, sarà che hanno lasciato le illusioni alle spalle, sarà che hanno mutui da pagare e figli da mantenere, però vi assicuro che le loro geremiadi non includono il rincaro della droga, la difficoltà di reperirla, il calo di qualità di certi acidi e via dicendo. Nei casi più disperati i professori bevono. Qualcuno che già la mattina odorava di vino l’ho incontrato, qualcuno che faticava a tener testa alla vita giovane e sfacciata dei suoi studenti. E le professoresse a volte prendono tranquillanti, perché non reggono più i vaffa degli studenti, le porte sbattute, le risate in faccia, le pernacchie e l’assoluta indifferenza a ciò che spiegano.Allora magari sgocciolano nel bicchiere un po’ di lenimento. Ma la droga proprio no, non fa parte dei vizi degli insegnanti e neppure delle vie di fuga possibili. La droga è sempre tragica, e a una certa età è addirittura ridicola. E poi è troppo trasgressiva per chi lavora da anni dentro le regole, per chi ripete “ragazzi, datevi da fare, non mollate, non fate i cretini che la vita è dura e bisogna rimboccarsi le maniche”. Per drogarsi ci vuole troppa infelicità, troppo odio verso se stessi e gli altri: i prof sono solo un po’ tristi e un po’ avviliti, magari finiranno su una panchina ai giardini pubblici a guardare i piccioni, ma mai a ficcarsi un ago nel braccio e a stantuffare ciecamente. I soldi per le analisi del sangue spendiamoli per rilanciare la scuola e il sapere, che rischiano più che mai di schiattare per un’overdose di ignoranza.

lunedì 21 febbraio 2011

"300 mila euro per riavere salma di Mike"


LA CRONACA

FONTE:ANSA.IT

Trecentomila euro per riavere la salma di Mike Bongiorno, trafugata dal cimitero di Dagnente di Arona: era questa la somma richiesta dai rapitori al figlio Niccolo', ma l'accordo e' saltato all'ultimo momento. Lo rivela il settimanale Oggi in edicola, ma la famiglia del presentatore - interpellata dall'ANSA attraverso la portavoce - smentisce ogni richiesta di riscatto.

In un articolo a firma di Giangavino Sulas, 'Oggi' spiega come le indicazioni dei malviventi siano state fatte arrivare alla famiglia del presentatore attraverso una serie di annunci in codice pubblicati su un quotidiano svizzero.

Rocambolesche - secondo il settimanale - le modalita' di consegna: il denaro, infatti, avrebbe dovuto essere gettato da un treno in corsa venerdi' 18 febbraio da un incaricato della famiglia Bongiorno.

Pochi secondi prima del lancio, pero', l'intermediario e' stato chiamato dalla banda: ''L'accordo e' saltato, non se ne fa niente''. La trattativa e' da rifare, ma il prezzo del riscatto sarebbe aumentato fino al doppio della cifra.

domenica 20 febbraio 2011

Vince Roberto Vecchioni al 61° Festival della Canzone di Sanremo


QUADERNO A QUADRETTI
RUBRICA DI MARIA SERRITIELLO


Il 61° festival di Sanremo si è concluso, accontentando, incredibilmente, tutti. Roberto Vecchioni, con l'altro "Roberto" ha unificato l'Italia, segno che non è impossibile, a 150 anni dalla nascita, come sembra apparire da alcune dispute sulla solenizzazione o meno dell'evento."Chiamami ancora amore" non è solo una canzone è una bandiera issata, sulle nostre teste per mantenere alto l'orgoglio di appartenenza e nelle nostre teste per comprendere il cammino già fatto e quello che i giovani dovranno fare. Vecchioni si sa è un Professore d'italiano e da maestro ha pensato il testo, le sue parole sono rivolte principalmente ai giovani, quei ragazzi che per anni ha affascinato con le sue lezioni.Chi fa questo mestiere, gli resta nel sangue e pensa sempre, finchè campa a dare contenuti, ad indirizzare per il meglio, a spronare per la vittoria i giovani. Roberto l'ha fatto con la sua bella poesia canora, inebriando tre generazioni, che per la prima volta sono d'accordo nella scelta della canzone regina.
Un grande Roberto, dunque , a cui se si augura successo, si sa già che ce l'ha, da quarantacinque anni, senza che abbia mai sbagliato una melodia ed ora colonna sonora, con oggi, di vecchi e giovani. Ecco "stiamo uniti" a furia di ripeterlo Morandi ha sortito l'effetto.

Gianni Morandi

Morandi, alla fine ha fatto con modestia ed onestà il suo lavoro e l'ha fatto in modo, a conclusione, accettabile. E' La sua aria di eterno ragazzo che ci tranquillizza e ci induce alla speranza,"uno su mille ce l'ha fa", cantava tempo addietro ed ognuno di noi vedendolo si sente quell'uno su mille che ci riesce. Sfida e successo insieme, un mixer di positività e di ingenuità, il cantante che in gran silenzio e quasi egli stesso di nicchia, ha condotto il festival più visto degli ultimi cinque anni.

Canalis

Ora si sa che cosa sa fare meglio Elisabetta Canalis, parlare inglese, tanto da sostituirsi, per l'ospitata di Robert De Niro, al traduttore simultaneo ufficiale. Buon per lei, se non altro, potrà interagire senza alcuna possibilità d'incomprensione, in lingua2, con il suo fidanzato George Clooney.

Belen

Vuole fare di tutto: ballare, cantare, imbronciarsi, se viene sul palco dell'Ariston, una bellezza del calibro di Monica Bellucci,splendida, da offuscare chiunque, donne e uomini che siano, tant'è che lo star Hollywoodiana, Robert De Niro, invecchiato male e vestito peggio, dinanzi alle grazie della Bellucci, sembrava il vecchio professore, brutto ed insignificante, dell'Angelo Azzurro, un film del passato. Belen ha troppa voglia di mettersi in mostra, surclassando facilmente e la Canalis, che non è stata la sua alter ego e perfino quel brav'uomo di Morandi. Una furbetta...

Luca e Paolo.

Le Iene, divertenti, spiritosi, contenuti e sottili segno che la satira, quando è elegante, diverte, non crea animosità in quelli che la subiscono. Hanno sdoganato una parola che andrà molto di moda in tv ,"sputtanare". Se "l'ha detto" la televisione, la si potrà ripetere senza perdere eleganza nei salotti.O no?

Nel bu dipinto di blu

Si è dovuto attendere l'ex scugnizzo, Massimo Ranieri, da Napoli, per ascoltare a Sanremo "VOLARE" di Domenico Modugno. Un inno nel mondo, che ha rappresentato e rappresenta la canzone italiana, vergognosamente trascurata, nella terza sera, tra le canzoni che hanno fatto la storia. Domenico Modugno, fosse vivo, non se ne sarebbe rammaricato più di tanto, chi vola nel blu, dipinto di blu, non guarda basso, nella fattispecie, il palco dell'Ariston, ma canta con le braccia spalancate a croce "VOLAREEEEEEEEEE" e ascolta l'eco degli italiani che intoneranno sempre in suo onore "O O O"
Maria Serritiello