Pagine

mercoledì 26 marzo 2025

Due serate al Ridotto di Salerno con Santino Caravella, per “Che Comico 2024/2025”. Rassegna curata da Gianluca Tortora.

 






Fonte: www.lapilli.eu

di Maria Serritiello


Due spettacoli in compagnia di Santino Caravella, “Ridiamoci su” il 22 ed il 23 Marzo, al Teatro Ridotto di Salerno, alla ripresa delle esibizioni, che hanno subito una battuta d’arresto, nel mese scorso, per giustificati motivi di alcuni dei comici partecipanti. Da adesso e fino a fine aprile, ogni fine settimana ci saranno in scena, cambiando teatro, com’è consuetudine: Sergio Rubini, Barbara Foria, Anna Mazzamauro e Peppe Iodice, al Delle Arti.

Ho conosciuto Santino Caravella al Teatro Ridotto, per la prima volta (N.D.R.) nell’anno 2012, lo stesso della sua partecipazione al Premio Charlot e della sua vittoria all’ambito premio. Averlo ritrovato dopo tutti questi anni è stata un felice rincontrarsi soddisfatti entrambi che nessuno dei due aveva dimenticato l’altro.

Ed eccolo in scena, poca la differenza dei 13 anni trascorsi, con il suo completo nero, nera anche la t-shirt che gli dà aria seriosa, un po' emozionato ma anche desideroso di entrare velocemente in sintonia con il pubblico e per quasi due ore prova a divertire, con semplicità e l’onestà del mestiere. La sua, e si capisce subito, è una comicità familiare, sia perché diverte usando la sua di famiglia con difetti e virtù, sia per l’aria confidenziale con la quale approccia il pubblico. Così entrano nel suo monologo le differenze abissali tra uomini e donne, dove il maschio è sempre indietro, nella comprensione di ogni cosa, alla donna e questa diversità naturale viene esaltata, non per piaggeria, ma perché è un dato di fatto accertato. Un esempio per tutti: Se va a fare la spesa l’uomo, diciamo pure Santino, si confonde, non ricorda ciò che deve comprare, chiama disperato la moglie, anche perché ha sbagliato negozio e ha bisogno di una dritta per tornare a casa. Non c’è niente da fare l’uomo è fatto così, evapora le azioni da compiere, ma non lo fa per cattiveria, è la sua natura. Quando ha deciso, veramente l’iniziativa è della fidanzata, di sposarsi è stato uno dei momenti più faticosi della sua vita. Scegliere il luogo della cerimonia, il menù, il vestito da sposa, l’abito dello sposo, i fiori, gli inviti, le bomboniere, il viaggio, non è stato uno scherzo se a seguito c’era la suocera, l’amica, la madre e la sposa, un turbinio di parole senza che lui, escluso da ogni discorso, potesse dire una benché minima parola. E una volta sposati, le cose non vanno meglio, il ménage familiare, con l’aggiunta dei figli è sempre più impegnativo e costoso e rimpiangere “mammà” diventa automatico.

Così la vita quotidiana di Santino è raccontata con un umorismo vivace e capacità di coinvolgere il pubblico, la sua comicità è caratterizzata da un mix d’ironia e sarcasmo. Il monologo semplice è spesso caratterizzato da battute dirette, situazioni quotidiane e riflessioni considerevoli che possono far ridere senza complicazioni e senza riferimenti culturali complicati. Il suo mantra del passato diceva “Sto messo male, ma proprio male, male” e lo ripeteva con paurosa insistenza, preoccupato del futuro; dopo 13 anni al Ridotto può sollevarsi da questa visione negativa, ha casa propria, una bella moglie, due figli intelligenti e sani, il pubblico che non l’ha dimenticato e l’apprezza e un ristorante che se ci si ritrova in quel di San Giovanni Rotondo, dopo una sentita e riverente preghiera per San Padre Pio, è possibile anche incontrarsi.

Maria Serritiello




 





Nessun commento:

Posta un commento