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sabato 10 gennaio 2026

Al Piccolo Teatro del Giullare di Salerno si rappresenta “La Morte di Carnevale” di Raffele Viviani per la regia di Roberto Nisivoccia

 

Fonte: www.lapilli.eu

di Maria Serritiello

10 Repliche, 4 a dicembre e 6 in gennaio, per rappresentare un classico di Raffele Viviani “La Morte di Carnevale” dove per Carnevale sta il cognome del protagonista e non per la festa godereccia a cui tutti sono portati a pensare. Una carrellata di personaggi, 15 per l’esattezza diretti in maniera egregia da Roberto Nisivoccia. E qui è d’obbligo soffermarsi sul cognome di Roberto, erede talentuoso di Sandro Nisivoccia, che è stato e lo sarà per sempre “Il Teatro a Salerno”. Il San Genesio, il luogo di culto per i tanti attori della città formatisi alla severa scuola di Sandro e Regina Senatore, sua moglie, la migliore interprete di tutti i tempi (N.D.S.) di Filumena Marturano. Insomma, la Storia!

E così, 38 anni fa, fu messa in scena, La morte di Carnevale, con un cast, tra l’altro, di attrici virtuose, che partite dal teatro amatoriale, si sono affermate professionalmente e con successo, come Beatrice Fazi e Autilia Ranieri.

La nuova edizione, presentata al Piccolo Teatro del Giullare è già diventata un cult, perché ad interpretare ‘Ndunetta è la gemella di Roberto, i figli unici di Alessandro e Regina, Pasquale Capuozzi, detto Carnevale per via della sua mole, è affidata a Tonino Peluso, più noto, almeno per me (N.D.R.) come commentatore della Salernitana ed a Giovanni Caputo, il nipote Rafele, bontà del tempo, come 38 anni fa, ha mantenuto il fisico giusto, il viso giovane e la caratterizzazione performante dei 38 anni passati. Una chicca tutta da ascoltare, è il commento musicale che per volere del regista, in questa sua ricerca del tempo perduto e rielaborato il più fedele possibile, è inviato al pubblico da un nastro, lo stesso degli anni trascorsi, per fare arrivare agli spettatori, la fedeltà del suono. Roberto, all’epoca era proprio il tecnico del suono e questa sciccheria se l’è voluta concedere.

“La morte di Carnevale di Raffaele Viviani è una commedia napoletana che narra la storia di Pasquale Capuozzi, detto "Carnevale", un vecchio e avaro usuraio che, sentendosi morire, si gode i preparativi per la sua morte e il conseguente sperpero di denaro da parte del nipote Raffaele e del vicinato, solo per scoprire, nel finale esilarante, che era solo una morte apparente La trama si sviluppa tra equivoci comici, funerali finti, pettegolezzi e lamenti, mostrando la miseria e i vizi di un quartiere popolare napoletano”

Un impegno corale che ha dato la sua pregevolezza a tutta l’opera rappresentata e che è risultata legata dal filo sottile della bravura di ognuno, infatti tutti hanno dato una caratterizzazione esemplare al personaggio assegnato, non solo per il recitato ma anche per la fisicità.

Mi piace elencarli tutti:

Anna Scarpetta, Giovanna Cicalese, Francesco Petti, Giovanni Lopardo, Renato Del Mastro, Maurizio Barbuto, Fortunata Russo, Rosa Ricciardelli, Ludovica Pecoraro Scanio, Armando Incolingo, Cristiana Piraino, Mariella Pontrandolfi.

Una menzione a parte va ad Anna Nisivoccia che si accolla i personaggi e li fa tutt’uno con i movimenti, la voce, l’espressività e la capacità di dare la sua impronta ad ogni interpretazione, lei è ‘Ntunetta e nessuna sarà come lei, neppure ad imitarla. Bravo, bravissimo a Tonino Peluso, mi chiedo da dove l’ha cacciata quella voce così graffiante, raspante l’orecchio, facendolo apparire un cupido avaro? E’ pur vero che la voce possente da commentatore davano avvisaglie…

E poi che dire di Giovanni Caputo, perfetto, diligente, meticoloso, accurato, scrupoloso per ogni ruolo assegnatogli, in questo, oltre alla caratterizzazione precisa, è comprensiva di commozione, anche 38 anni fa il ruolo fu suo. Tanti anni e non sentirli è solo suo merito per la versione fresca, giovanile e di convincente innamorato. Ha reso credibile, oltre gli anni, un ruolo che solo un giovane, con energia vitale può interpretare. Chapeau Giovanni!

Lunga vita teatrale al Teatro Popolare Salernitano ed Il Sipario di Sandro e Regina

Maria Serritiello

www,lapilli.eu

 

 



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