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sabato 15 giugno 2013

Omaggio a Ugo Marano al Museo Città Creativa di Ogliara (Sa)


ugo marano



Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Il 5 giugno scorso è stato tributato a Città Creativa di Ogliara, direttrice operosa Gabriella Taddeo, un omaggio, con un’esauriente retrospettiva di artisti operanti presso la Fornace De Martino, al compianto artista Ugo Marano, scomparso 15 ottobre del 2011, asoli 68 anni, ideatore e primo padre artistico del Museo di Ogliara. Egli, tra il ‘96 ed il ’97, lanciò l'iniziativa "La Valle delle rane", un progetto di Economia e di Utopia che vedeva coinvolto un intero territorio: la collina che da Fratte sale fino ad Ogliara e che da sempre fin dall'epoca etrusca è contrassegnata dalla estrazione e produzione dell'argilla.

Curatrice della mostra, il cui titolo è appunto “ La Valle delle rane. Una fornace ed i suoi artisti” è la talentuosa Giada Caliendo, mentre promotrici dell'iniziativa sono: L'Associazione Golconda e l'Associazione della Ceramica di Sèvres, presidente Francoise Russo Marie. La direttrice del museo, Gabriella Taddeo, ha dato l’insostituibile apporto e supporto per la riuscita dell’evento. Presente alla riuscitissima manifestazione, per le istituzioni del comune, la vice Sindaco di Salerno, Eva Avossa.

“Ripercorrere il lavoro che Ugo Marano ha fatto per la terra di Rufoli è un po’ come srotolare una vecchia pellicola fotografica…” ha detto Giada Caliendo “ …La passione viva e palpitante che Marano ha donato al progetto del Museo Città Creativa di Ogliara è stata una ventata di aria nuova per un luogo di grande potenziale ricchezza ma avvolto in una nube di disinteresse…”.

Quando Ugo Marano mise appunto il progetto, allora, al Comune di Salerno, era assessore allo sviluppo il professore Pasquale Persico che lo illustrò, in uno dei paragrafi dell'opera "Identità e Sviluppo" mentre Marano poeticamente, per fissare l’ideale progetto, redasse un bellissimo manifesto

“Un museo deve essere come una persona: nasce per un progetto di vita
vive e si trasforma
studia e si studia
lavora
ama
fa figli
diviene saggio
poi muore
contento di essere nato…”
Così ha inizio il manifesto scritto dell’artista “Cotto sonoro: Le rane tornano a gracidare” che varrebbe la pena riportarlo tutto, tant’è la poesia delle immagini che evocano anima al museo. E Città Creativa nel tributargli memoria ha realizzato, se non per la durata della mostra, che si protrarrà per l'intera estate e cioè fino al 15 settembre 2013, il suo sogno, che era quello di vedere il museo non un peso morto di oggetti desueti, ma un luogo atto a produrre cultura, informazione ed economia positiva.

Potranno tornare a gracidare le rane nella cava d’argilla di Rufoli, come le ha ascoltate Ugo e potrà essere udito il suono del cotto a cui dava sonorità e vibrazioni? Tutti coloro che hanno condiviso ed amato la sua arte, certamente che si, agli altri il rammarico di non aver vissuto con Lui questa splendida stagione di creatività

Maria Serritiello
www.lapilli.eu





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