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domenica 9 febbraio 2014


Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Il 26 gennaio scorso, al teatro A. Ghirelli di Salerno, è stato festeggiato il coro giovanile “Il Calicanto” per aver ottenuto il primo posto al Festival Internazionale di Praga, svolto dal 31 ottobre al 3 novembre. Nella città boema Il Calicanto (Associazione Estro Armonico, Salerno) ha fatto incetta di premi: argento per la categoria polifonia, oro per la categoria popolare e premio speciale per l’abbinamento delle coreografie al coro. Il giovane gruppo, dal nome gentile di un fiore invernale, la cui lontana origine si fissa in Cina, è diretto dalla bravissima Silvana Noschese, apprezzato e stimato Maestro.
Nato inizialmente come coro di voci bianche, è nel tempo cresciuto, formando cantori di età compresa tra i 14 e i 25 anni e di cui attualmente ne fanno parte: Diletta Imparato, Sara Arduini, Veronica Belmonte, Letizia D’Angelo, Chiara Gallo, Bianca Natiello, Martina Natiello, Martina Gambini, Claudia Pilato, Daniela Masci, Gaia Ferrito, Paola De Ligio, Giovanna Festa, Lia Trapanese, Eleonora Laurito, Sara Vitale.
Maestro accompagnatore Andrea Donadio e percussioni Ester Lepore.
“Dal pop al popolare” il tema della serata e musiche appartenute alla tradizione ed al folclore sono state interpretate dalle voci flautate delle 15 fanciulle. Giovani, disciplinate in virtù della passione nutrita per la musica, tutte belle, sia se i capelli sono lunghi o corti, biondi o neri, lisci o ricci, chiome che le rappresentano nello splendore della più fulgida gioventù. Semplicemente abbigliate, abito nero e collanina azzurra con la susta a chiave di violino, pendente sul petto, per staccare la severità del colore scuro, si muovono con grazia, attraverso costruite coreografie, per esprimere con il corpo i significati delle canzoni. I pezzi eseguiti vanno dalle canzoni del sentimento, agli spiritual, dalle melodie evergreen, al pop degli Abba e dei Bee Gees, dai brani dei mitici Beatles, alla ballata “Volta la carta” di De Andrè, dai classici napoletani, Sole mio, Funiculì funiculà e la Tarantella, fino ad arrivare a “Non ti fidar di un bacio a mezzanotte”, un pezzo del 1952 di Garinei, Giovannini e Gorni Kramer, composto per la rivista "Gran baraonda” e portato al successo dal Quartetto Cetra, che dal cantare malizioso delle coriste ne esce incredibilmente ringiovanito. Per terminare, infine, dal musical Hair, del 1969, Let the sunshine, che tradotto risuona, “Lascia che il sole sorga”, messaggio augurale e di speranza che si diffonde allegro per tutto il Ghirelli. Il bis, per l’eccezionale bravura delle coriste, è d’obbligo e “Bella Ciao” ne è la degna conclusione, pezzo per altro da loro già eseguito, proprio al Teatro Ghirelli, l’estate scorsa, in occasione della targa scoperta al suo interno e dedicata all’indimenticata Franca Rame.
Maria Serritiello



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