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domenica 6 marzo 2016

40° anniversario della morte di Alfonso Gatto, iniziative fino a maggio

 
 

Fonte: in rete

Martedì 8 marzo un ricco programma in memoria del poeta salernitano

Ore 9.30, Cimitero: omaggio alla tomba del poeta

 Ore 11.00, Teatro Verdi: Toni Servillo legge Alfonso Gatto
 
Martedì 8 marzo sarà una giornata di celebrazioni in occasione dei quaranta anni dalla scomparsa di Alfonso Gatto. Il Comune di Salerno, con la collaborazione dell'Università di Salerno, delle fondazioni Alfonso Gatto e Casa del Contemporaneo, della Galleria Il Catalogo, e con il patrocinio della Regione Campania, promuove un ricco programma di iniziative per ricordare il grande poeta salernitano.
 
Si inizierà alle ore 9.30, presso il Cimitero Monumentale di Salerno, per un omaggio della città alla tomba del poeta. A seguire, alle ore 11.00, al Teatro Municipale Giuseppe Verdi, al termine di un momento musicale offerto dall' Orchestra Filarmonica del massimo teatro cittadino, il grande attore Toni Servillo leggerà le poesie di Alfonso Gatto.
Nelle settimane successive sono, poi, in programma incontri, convegni e pubblicazioni dedicati alla figura ed alla attività culturale del poeta salernitano. Nel mese di maggio, infine, su una parete dell'Istituto di Cultura Italiana a Parigi, sarà riprodotta una poesia di Alfonso Gatto dedicata alla Costiera Amalfitana.
 
Alfonso Gatto ((Salerno, 17 luglio 1909Orbetello, 8 marzo 1976) è stato un poeta e scrittore italiano

Fonte: wikipedia
 
La sua infanzia e la sua adolescenza furono piuttosto travagliate. Nella sua città natale, compì i primi studi al liceo classico, mostrandosi portato per le materie letterarie, in particolare l'italiano, e poco incline alla matematica. Al liceo si accorge di aver dentro di sé una passione poetica e letteraria.
Nel 1926 si iscrisse all'Università di Napoli che dovette tuttavia abbandonare qualche anno dopo a causa di difficoltà economiche. Alfonso Gatto al pari di molti poeti del tempo, come Montale e Quasimodo, non si laureò mai.
Si innamorò e poi sposò la figlia del suo professore di matematica, Agnese Jole Turco, con la quale, all'età di 21 anni, fuggì a Milano. Dal loro matrimonio nasceranno due figlie, Marina e Paola.
Nel capoluogo lombardo, dove risiederà dal maggio del 1934, tra i suoi amici più assidui vi sono Cesare Zavattini, Alessandro Tofanelli, Leonardo Sinisgalli, Orazio Napoli e Domenico Cantatore : frequenteranno insieme i caffè cittadini: di notte il "Savini" e nel pomeriggio "Le Tre Marie".
Da quel momento la sua vita fu piuttosto irrequieta e avventurosa, trascorsa come fu in continui spostamenti e nell'esercizio di molteplici lavori. Dapprima commesso di libreria, in seguito istitutore di collegio, correttore di bozze, giornalista, insegnante. Mentre ancora nel 1935 aveva partecipato ai Littoriali dell'artedei Gruppi universitari fascisti, già nel 1936, vene arrestato per antifascismo, e trascorse sei mesi nel carcere di San Vittore a Milano.
Durante quegli anni Gatto era stato collaboratore delle più innovatrici riviste e periodici di cultura letteraria (dall'Italia letteraria alla Rivista Letteratura a Circoli a Primato alla Ruota). Nel 1938 fondò, con la collaborazione di Vasco Pratolini la rivista Campo di Marte per commissione dell'editore Vallecchi, ma il periodico durò un solo anno. Fu comunque questa una esperienza significativa per il poeta che ebbe modo di cimentarsi nella letteratura militante di maggior impegno.
Campo di Marte era nato come quindicinale (il primo numero uscì il 1º agosto 1938) qualificato come periodico di azione letteraria e artistica e con l'intento di educare il pubblico a comprendere la produzione artistica in tutti i suoi generi. La rivista si ricollegava al cosiddetto ermetismo fiorentino.
Nel 1941 Gatto ricevette la nomina a ordinario di Letteratura italiana per "chiara fama" presso il Liceo Artistico di Bologna e iniziava anche una collaborazione alla rivista di Giuseppe Bottai, Primato, sulla quale venne pubblicando con continuità poesie e recensioni letterarie. Nel 1944, iscrittosi al PCI, iniziò a collaborare a Rinascita e dopo la liberazione di Milano nell'aprile 1945, L'Unità.
Fu poi inviato speciale de L'Unità assumendo una posizione di primo piano nella letteratura di ispirazione comunista. Nel 1951 si dimise dal partito e diventò un comunista "dissidente"]. Il poeta, nel 1946, incontrerà la donna più importante della sua vita, la pittrice triestina Graziana Pentich per la quale abbandonò la moglie e le figlie e da cui ebbe due figli, Teodoro e Leone. La vita del poeta sarà segnata nel 1963, dal dolore per la scomparsa di Teodoro, mentre Leone morirà soltanto tre mesi dopo la morte del poeta.
L'8 marzo del 1976 Gatto si trovava a Grosseto e si mise in viaggio per Roma su di una Mini Minor, alla cui guida si trovava Paola Maria Minucci. Nei pressi della Torba di Capalbio la macchina finì fuori strada e il poeta venne trasportato d'urgenza ad Orbetello dove, per via delle condizioni ormai critiche, fu caricato sull'ambulanza in direzione dell'Ospedale di Grosseto. Alfonso Gatto spirò alle ore 16:10 mentre si trovava ancora ad Orbetello].
È sepolto nel cimitero di Salerno. Sulla sua tomba, che ha un macigno per lastrone, è inciso il commiato funebre dell'amico Eugenio Montale:

                            « Ad Alfonso Gatto
                              per cui vita e poesie
                         furono un'unica testimonianza
                                     d'amore »


 
 
 

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