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sabato 23 gennaio 2016

Addio Antonella Steni, scanzonatissima regina del varietà


Fonte:Globalist.it
di Francesco Troncarelli

Una grande protagonista della tv in bianco e nero, celebre la coppia con Elio Pandolfi. La scomparsa ignorata dai media

Brava, molto brava, versatile, brillante, veramente irresistibile, questo era Antonella Steni, grande protagonista del varietà declinato in tutte le sue forme, teatrale, televisivo e radiofonico. Se ne è andata anche lei in questo 2016 maledetto che si sta delineando giorno dopo giorno, annus horribilis per l'arte e la cultura in generale.

La cosa poi che immalinconisce ancora di più in questa notizia triste, è che la sua scomparsa è stata totalmente ignorata dai media. Non ne ha parlato e scritto nessuno, dando un ulteriore senso di sgomento a una perdita così importante per il mondo dello spettacolo. Le grandi testate che fanno opinione l'hanno ignorata, chi on line ha liquidato in poche righe la notizia dopo tre giorni, ha pure sbagliato foto. Uno scandalo che fa riflettere sulla mancanza di memoria e conoscenza imperanti.



Se non fosse stato per il breve ma commosso saluto di Umberto Broccoli nella sua rubrica a "Uno mattina", il silenzio sarebbe stato tremendamente assordante, comunque colpevole, a cominciare da quello di Mamma Rai, matrigna ingrata verso una delle sue figlie più acclamate e apprezzate che aveva fatto parte del nucleo degli artisti fondatori dell'emittente di stato.

Quella schiera di attori con anni di gavetta alle spalle nei teatri di rivista su e giù per lo Stivale che si trovarono a battezzare ed accompagnare i suoi programmi. Antonella Steni era una di questi, spesso e volentieri presente in trasmissioni d'intrattenimento del piccolo schermo come della radio.

Franca Rame, Raffaele Pisu, Antonella Steni

Eclettica e simpatica, aveva il senso dell'umorismo innato come quello della scena, che non bella, dominava ugualmente per carisma e verve. Capelli cotonati come si usava negli anni del boom, occhioni vivacissimi, voce squillante e intonata, la Steni era una protagonista vera e verace, che insieme ad un altro "mostro" del palcoscenico come Elio Pandolfi, ha formato una coppia fra le più travolgenti e di successo nazionalpopolare.

Undici anni di riviste e copioni firmati dal genio del settore, Dino Verde, che portavano la gente a teatro e bloccavano gli spettatori davanti al piccolo schermo. Al Sistina c'era la fila per il loro "Scanzonatissimo", primo esempio di satira politica e di costume che dalla radio approdava in teatro e che fu replicato per altre stagioni insieme all'astro nascente Alighiero Noschese. Poi i "Compromessi sposi" e le loro scenette dei Siculissimi", sorta di sit-com ante litteram dove i due nei panni di siciliani da macchietta, prendevano in giro tutto e tutti.

Gorni Kramer, Antonella Steni, Marcello Marchesi, Lina Volonghi, Elio Pandolfi

Registrata all'anagrafe di Montefiascone come Antonietta Stefanini il 3 dicembre del 26, ma romana d'adozione, per tre decadi, dal Cinquanta al Settanta, la Steni, è stata una presenza fissa e attesa della programmazione radiotelevisiva e teatrale, non disdegnando caratterizzazioni felici nel cinema in film come "Il Tigre" con Gassman e in tutti quelli di Al Bano (musicarelli da super incassi), sino all'emblematico "Ultimo capodanno" di Marco Risi.

Successivamente con la matutità e col cambio nelle produzioni televisive, ha fatto molto teatro, spesso in compagnia con Riccardo Garrone, sino ad arrivare, a completamento di una carriera partita e cresciuta nella leggerezza, all'interpretazione sul palcoscenico di Edith Piaf, nella piece "L'Hymne à l'Amour" firmata da Carlo Vizzani, a dimostrazione non solo di un eclettismo formidabile ma di una padronanza della scena enorme.

Elio Pandoli e Antonella Steni

Per tutto questo ignorare la sua morte è stata una mancanza grave. E' come se fosse uscita dalla scena della vita per una seconda volta. Antonella Steni, la donna che scomparve due volte, ecco, buttandola sulla farsa, genere di cui è stata maestra insuperabile, questo potrebbe essere stato un titolo di uno spettacolo degno di lei, della sua comicità, della sua bravura.

Scanzonatissima Antonella sei stata una grande e il pubblico lo sa, accetta questo doveroso ricordo come l'ultimo applauso per una carriera da primadonna.

 

 


      

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