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venerdì 1 febbraio 2013

Al Liceo "Tasso" di Salerno si è dibattuto il tema "Giornalismo in rete,sopravvivere è un successo

                          LAPILLI Foto Convegno Salerno





Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello



(foto Maria Serritiello)

In occasione di San Francesco di Sales, patrono degli operatori dell'informazione, che ricorre il 24 gennaio, l'UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) della Campania ha promosso, incontri e dibattiti, in date sfalsate, nei capoluoghi di provincia della nostra Regione.
A Napoli, nello storico Conservatorio musicale di San Pietro a Maiella si è dibattuto sul tema: Valori e disvalori, presente S.E. Crescenzio Sepe, cardinale di Napoli, e Giovanni Minoli, giornalista – scrittore - autore di storici programmi della Rai. Ad Avellino, invece, al liceo "Colletta", il tema del dibattito è stato il seguente: Stampa e Internet: quale credibilità?, moderatore Rino Genovese, giornalista della Rai. La notizia volta pagina: giovani, informazione, territorio è stato il tema trattato al liceo "Pietro Giannone" di Benevento, mentre a Caserta si è svolta la quinta edizione del premio "Buone Notizie - Civitas Casertana", premio che segnala all'opinione pubblica maestri del giornalismo italiano o anche giornalisti scrittori che, nella loro carriera e nell'impegno quotidiano, fanno prevalere, con intelligenza e professionalità, la Notizia nella sua oggettività, completezza e correttezza ma soprattutto sanno informare e promuovere anche le tante "buone" notizie della vita quotidiana.
Infine a Salerno, nel liceo " Torquato Tasso" di cui è dirigente Salvatore Carfagna, il 21 gennaio 2013 il dibattito si è svolto sul tema: Giornalismo in rete, sopravvivere è un successo, tema di scottante attualità, a seguito dei tragici fatti di cronaca che hanno visto sempre più ragazzini essere vittime del cyber bullismo. Hanno partecipato ai lavori, L'Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S. E. Luigi Moretti; il responsabile della redazione salernitana del Corriere del Mezzogiorno Gabriele Bojano, il direttore de la Città Angelo Di Marino; il responsabile della redazione salernitana de Il Mattino Gianni Molinari. Moderatore è stato Peppe Iannicelli, giornalista e coordinatore provinciale di Salerno dell'Ucsi Campania.
Dinanzi ad una folta platea di studenti, i relatori a turno hanno dibattuto sull'interessante tema della diffusione delle notizie in rete, argomento che coinvolge soprattutto la massa giovanile, per le moltissime ore trascorse in balia dei social network. Tutti i conferenzieri si sono trovati d'accordo nel sostenere l'impossibilità di demonizzare gli attuali strumenti culturali di cui ci serviamo tutti, non si può e neanche lo vorremmo, tornare indietro. Sempre più i mass-media producono sapere parcellizzato, micro musica, piccoli siti e decretano il successo di personaggi per il seguito di fan che suscitano, ma è doveroso assumersi responsabilità, famiglia e scuola in testa, affinché l'uso sia corretto. "Il mondo è cambiato" dice Gianni Molinari, responsabile della redazione salernitana de Il Mattino, "per cui diverse sono le attrezzature culturali dei ragazzi", "ma è cambiato anche il giornalismo tout court", afferma Angelo Di Marino, responsabile de La Città, "per cui in rete non viene formalizza nessuna scaletta di scrittura e le fonti a cui attingere si sono moltiplicate. Difficile, dunque, è vigilare sulla correttezza delle informazioni." Per Gabriele Bojano, responsabile della redazione salernitana del Corriere del Mezzogiorno, l'irreprensibilità degli operatori della carta stampata è questione di etica: " Non fare ad altri ciò che non vuoi sia fatto a te" dice "basterebbe osservare questa regola morale, anche in rete, per evitare tanta intromissione nella vita altrui, con i danni che ne conseguono". "Nel mondo del web c'è una brutta tendenza che si diffonde sempre più ed è quella della denuncia civile, senza che ci sia uno solo ad assumersi la responsabilità di ciò che viene denunciato, continua "in rete, che è una sconfinata prateria, si moltiplicano notizie false che, senza alcun controllo, vengono usate anche per diffamare".
E' l'Arcivescovo S.E. Luigi Moretti a concludere i lavori dopo aver ascoltato le paure e le preoccupazioni dei giovani, nel distinguere il bene dal male. «Questa società – ha rimarcato l'Arcivescovo Moretti – è ormai priva di punti di riferimento, siamo soli a cercare di difendere la nostra dignità. È la società dell'opinione e non della verità e in questo stato di cose è indispensabile riappropriarci di relazioni autentiche. In questo straordinario processo di cambiamenti fortemente accelerato bisogna creare le condizioni affinché a comunicare siano persone vere».

Maria Serritiello






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