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martedì 5 febbraio 2013

A Salerno per la giornata della Memoria Umberto Gentiloni ha presentato il libro"16-10-1943 Li hanno portati via"

                   li hanno portati via                                                                   












      Fonte: www.lapilli.eu
      di Maria Serritiello








   L'Associazione Coordinamento Solidarietà e Cooperazione e l'Archivio di Stato di Salerno, in occasione della Giornata della Memoria 2013, hanno organizzato, il 25 gennaio, presso la Sala Bilotti dell'Archivio di Stato,  un incontro rivolto a tutti, ma soprattutto al mondo della scuola, per presentare il libro "16/10/1943 Li hanno portati via", un'iniziativa editoriale promossa dalla Provincia di Roma e curata dal Prof. re Umberto Gentiloni e da Stefano Palermo.
 Dal ghetto di Roma settant'anni fa furono deportate 1250 persone, fra cui oltre 200 bambini che sono diventati un libro"16/10/1943 Li hanno portati via", pagine e pagine che documentano attraverso le loro schede informative e spesso con le loro foto, l'atrocità in cui sono incappati. Grazie all'apertura dell'Archivio della Croce Rossa tedesca di Bad Arolsen si è potuto conoscere il materiale documentaristico e assemblare in una raccolta unica i volti di una generazione di bambini vittime innocenti dell'odio razziale. Le foto in bianco e nero , bellissime e dolorose nel contempo, all'interno del mesto libro, restituiscono visibilità ad un'infanzia rubata ingiustamente ad una generazione di bambini. I loro sguardi puri e fiduciosi dalle foto  devono sostenere con forza la lotta contro i rigurgiti di razzismo strisciante che vivono nell'indifferenza o negli angoli delle nostre città,  o nei campi di calcio, o in rete.
Ad introdurre l'incontro con uno dei due  curatori del libro, Umberto Gentiloni, è stata Enza Capasso, Presidente Ass.ne Coordinamento Solidarietà e Cooperazione, la quale ha ribadito  l'impegno dell'associazione nell'ambito del progetto, "Diamo un futuro alla Memoria", di organizzare incontri e momenti di riflessione, per non dimenticare e per rielaborare criticamente la Shoah come antidoto al razzismo strisciante ancora presente sui muri della nostre città, negli stadi di calcio e in rete, in favore di studenti e loro professori. "Dopo anni di esperienze" ha detto la Prof Capasso "sono arrivata alla conclusione che due sono gli strumenti più efficaci : il primo è il racconto, la narrazione di storie che coinvolgano emotivamente ed empaticamente. E non è un caso il successo editoriale del Diario di Anna Frank, come non lo è l'interesse con cui centinaia di studenti hanno  sempre ascoltato le storie drammatiche raccontate dai pochi testimoni ancora viventi che abbiamo invitato negli anni scorsi. L'altro è la ricerca attraverso i documenti, le fonti, non solo scritte ma anche iconografiche, le immagini dell'arte, l'architettura, l'urbanistica, i manifesti della propaganda fascista , i fumetti o le vignette sugli Ebrei". " Le storie e i documenti suscitano curiosità" ha continuato la prof Capasso "domande a cui gli stessi ragazzi sono invitati a cercare le risposte. Il libro " 16/10/43 li hanno portati via ", con le schede biografiche, le foto, i nomi dei componenti della famiglia di 200 bambini deportati e gasati, emozionano e suscitano domande: com' è stato possibile a Roma, a pochi metri dal Vaticano organizzare e realizzare una deportazione di massa?  Di chi le responsabilità dirette e indirette ? Chi poteva impedirlo e non lo ha fatto?"
E'  stato fatto, purtroppo, ed il libro16/10/1943 Li hanno portati via", ne è una drammatica realtà documentata.
"E' il 16 ottobre del 1943, all'alba 100 soldati delle SS circondano il ghetto ebraico di Roma, mitra spianato, un biglietto consegnato agli Ebrei, sono le istruzioni per la deportazione: Destinazione Auschwitz . Due giorni dopo, dalla stazione Triburtina, la deportazione su 18 vagoni con i piombati. Viaggiano per sei giorni per arrivare nell'orribile lager della Polonia. Solo in 16 torneranno, 15 uomini e una donna, ma nessun bambino." Questo il dato da cui è partita la ricerca da parte di Umberto Gentiloni e Stefano Palermo, all'apertura nel 2006 dell'archivio della Croce Rossa Internazionale di Bad Arolsen che aveva il compito di raccogliere notizie di vario genere tra tutti i paesi coinvolti, ma in particolare di dare risposta a quanti cercavano i propri cari dispersi. "All'interno di questo mare magnum di notizie", dice Umberto Gentiloni, ad una platea di studenti attentissima, " c'erano le notizie e le storie dei deportatati romani. A guerra finita, infatti, le famiglie romane cominciarono a cercare per sapere che fine avessero  fatto i loro cari. Nei dati raccolti da questo immenso archivio furono penalizzati i bambini per l'incapacità di  dare notizie sulla loro provenienza". Le tracce sui bambini raccolte, corredate a volte da foto, sono l'ossatura del libro e, una volta in più,  sono la testimonianza della disumana ferocia che una generazione ebbe a sopportare.
Contemporaneamente alla presentazione del libro è stata inaugurata la mostra "L'Infanzia rubata" realizzata dall'Associazione  Figli della Shoah che ha ripercosso idealmente la negazione dei diritti fondamentali dei bambini ebrei durante gli anni della persecuzione nazifascista come quello al gioco, alla salute, all'istruzione , alla libertà e in ultimo alla vita. Alcuni dei pannelli in esposizione sono stati riservati al pedagogo polacco Jansz Korczak che lottò fino alla fine per alleviare le sofferenze dei bambini del ghetto di Varsavia.
 A conclusione dell'incontro carico d'insegnamenti per i giovani studenti presenti, il coro delle Voci bianche, del Teatro Verdi di Salerno, diretto dalla prof.ssa Silvana Noschese, si è esibito, eseguendo brani significativi per il tema trattato. La soavità delle piccole voci, elevate con infinita dolcezza, in opposizione alle drammatiche storie presentate, ha commosso e scosso la platea.

Maria Serritiello



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