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mercoledì 29 ottobre 2014

Il pelo nell'uovo di Umberto Flauto


                                                                        ( foto Umberto Flauto)
Umberto è mio amico ed è un instancabile creativo. Ciò che mi piace di lui è che quello che pensa lo mette in opera. E non bisogna aspettare tempi biblici, il che lo rende amabile per chi come me ha dovuto lottare con la burocrazia impiegatizia (eppure ho fatto l'insegnante...)e con la scarsa operatività. "Chi te lo fa fare" era il commento più ricorrente...Bene, Umberto oltre a pensare e a realizzare, scrive, per cui mi è sembrato doveroso ospitarlo nel mio blog. Buona lettura a tutti 
(sema)

Il Pelo nell'uovo
di Umberto Flàuto
 
Tutto ha avuto inizio nel momento in cui, all’interno di un ragionamento fatto durante una piacevolissima cena all’insegna del Viva il Colesterolo, uno degli amici presenti iniziò ad apostrofare, con un tono misuratamente galante, Anna, un’altra delle nostre amiche, donna metà gestapo, e metà chef, precisandole che lei stava cercando, con il suo incalzare di domande “stile mitragliatrice”, il famoso ma quanto mai inafferrabile “pelo nell’uovo”.
Anna, la classica bellezza mediterranea, ma con le inoppugnabili scocche dal colorito rosso che la collocavano al mondo del contado, consapevole della sua forza comunicativa, anche se in una crisi alimentare da “due uova al tegamino” e in attesa perenne che fosse imbandita la tavola della discussione con uno qualsiasi dei commensali dialettici,  decise di rispondere con la sua ironia tipica dell’entroterra (spero sia vero che i non costieranti siano ironici). Iniziò a giocare con lo stesso linguaggio affermando che lui, Giorgio l’interlocutore, era un fortunato perché non solo aveva sposato una “gallina dalle uova d’oro” ma che nei ragionamenti “rigirava la frittata” perché lei, con argomenti intelligenti, gli aveva “rotto le uova nel paniere”.
Aldilà degli aneddoti, dei proverbi e dei detti popolari, la mia reazione, uscendo dal guscio di una forma obbligata, mi portò piano piano a comprendere quanto fosse triste la vita di questo uovo, a cui non era stato permesso di diventare gallina (o gallo naturalmente) e a cui il linguaggio non regalava sempre significati e sensi positivi. I detti infatti, coinvolgendo, come abbiam visto, l’uovo in diverse peripezie, non permettevano, a causa talvolta della estrema territorialità dei significati, una chiara comprensione del perché della sua presenza in tanti fatti che accadevano.
Questo povero uovo veniva maltrattato dal da tutti i punti di vista e l’italiano, troppo smaterializzato e localizzato, rendeva incomprensibile il senso. Un modo per girare nuovamente la frittata dopo averla, naturalmente fatta… la frittata .
Ma vuoi vedere che sono io a cercare il pelo nell’uovo e che mi accontento di scrivere una storia da “bianco senza tuorlo” ? Vuoi vedere che io, oltre ad essere una persona che cammina sulle uova, vivo unicamente per accontentarmi, seguendo la logica del “meglio un uovo oggi che una gallina domani”?
A questo punto, prima che a qualcuno venga in mente di ricordarmi che io possa aver procurato, consapevolmente o inconsapevolmente, “due uova come due mongolfiere” o il meno aulico “due uova alla pizzaiola”, mi ritiro nella mia meravigliosa cucina dove un paio di tuorli stanno per iniziare a guardarmi con un’aria triste, transumante ma accogliente… neanche fossero due uova ad occhio di bue.
Umberto Flauto
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
Umberto Flauto, visto da Umberto Flauto

 

Un piccolo spaccato della mia vita che fotografa quella parte dedicata alle passioni e alle arti, quelle che mi sono più congeniali e che riguardano lo scrivere.

Nasco nel 1956 e la mia vita scorre veloce tra lo studio, l’atletica leggera, la conoscenza delle arti e degli amori, quattro aspetti che hanno sempre attraversato le mie giornate di fanciullo, di ragazzo e di uomo. Queste quattro fasi, in qualche modo sempre pregnanti, sono sempre state presenti nelle mie idee, negli eventi che organizzo, nelle cose che scrivo, quando partecipo come relatore ad un convegno oppure ad una mostra.

Laureato in Lingue moderne indirizzo Orientale presso l’Orientale di Napoli e in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa con il massimo dei voti in entrambe gli impegni universitari, mi sono dedicato, per predisposizione naturale e per capacità creative, al settore della comunicazione visiva e strategica per le aziende dopo aver lavorato nella posizione di esperto di marketing e merchandising nella Procter&Gamble, la più grande multinazionale Americana esistente.

Tra le mie passioni vive forte la parte sociale che mi vede in prima linea con la Fondazione Angelo Vassallo di cui sono il referente provinciale. Organizzo nei periodi caldi (Agosto) e in quelli freddi (Dicembre) una serie di eventi di Accoglienza, in partecipazione con l’URP, presso l’Ospedale Ruggi di Salerno e realizzo corsi di formazione presso l’ICATT di Eboli per il recupero dei detenuti.

Nel settore fantasia e scrittura, nel 1998 ho vinto il primo ed il terzo premio di un concorso nazionale sulle favole, mentre sono vincitore di diversi premi per le filastrocche (quasi 300 già scritte).

Da un anno collaboro con il gruppo L’Espresso per la pubblicazione di filastrocche a tema giornalistico ,e gestisco un blog , sempre relativo alle filastrocche, sul quotidiano online La Città” dal titolo “Il canto delle filastrocche”.

Scrivo come opinionista sempre sul quotidiano La Città nel settore culturale, inteso nel senso ampio del termine, dopo aver collaborato per diverse riviste locali.

Tre secondi e tre terzi posti nel settore della poesia e ben 22 partecipazioni a pubblicazioni con propri scritti.

Ho organizzato un numero cospicuo di mostre d’arte tra cui voglio ricordare “CORNICI E CALICI”, “PROMENADE VERSO AL CULTURA” con l’indimenticabile Prof.ssa Gabriella Guglielmi e sei famosi artisti stranieri, e poi RESPIR… ARTE,  100 ARTISTI PER ANGELO.

Grande successo ha avuto invece l’evento GIALLO IN CANTINA, concorso nazionale di gialli dedicati al mondo del vino ed infine le due edizioni di poesia su Pulcinella “PULCINELLA ERRANTE”. Oggi sono in partenza con nuove idee che spero possano essere sempre da volano per il mondo che mi circonda.

 

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