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martedì 6 giugno 2017

La memoria corta di Vittorio Sgarbi


di Maria Serritiello


Mia nonna diceva che quando il gallo, nel pollaio, canta e si scorda è un brutto segno...
Le polemiche e le battute fatte all'inaugurazione della Seconda Edizione del Premio Internazionale d'Arte Contemporanea, se le poteva pure risparmiare, eccetto quella rivolta al Sindaco Vincenzo Napoli e al suo essere un bell'uomo, paragonabile ad un attore americano in vacanza. Sentimento d'invidia? Scarsa competizione? O si è misurato finalmente con un vero intellettuale dai modi, fini, eleganti, garbati e lungi da essere litigioso a tutti i costi per essere personaggio? Sgarbi, neanche a farla apposta, come i saggi latini citavano "Nomen omen" che tradotto, così risulta: "il nome è un presagio" E di sgarbi ne distribuisce parecchi in giro, anche laddove viene accolto, non al pari del "Principe di Salerno" come lui vorrebbe, storpiandone  il nome , ma da persone educate che sanno fare con gusto gli onori di casa. E mi dispiace che proprio lui, un esteta e critico d'arte, abbia detto che la stazione marittima dell' Archistar più famosa del mondo, la compianta Zaha Adid, sia bella ma inutile. Domanda, ma la bellezza deve avere un utile ? Non si fruisce per puro godimento estetico e dell'anima? Troppo spesso, caro Sgarbi, cambi bandiera, sarai anche bravo ed un magico affabulatore ma in quanto ad essere educato, rasenti troppo spesso la villania. E perchè parlare male del Crescent di Bofil, se in tutti i video del pentimento hai detto che ripiglia l'armonia dei templi greci e che la sua curva sul mare è un abbraccio anziché una colata di cemento? Perché lo sfottò sul governatore della Campania Vincenzo De Luca e  la sua fissa sul Crescent,  come già  Benito Mussolini per l' Eur a Roma? Sei un uomo intelligente, non ti perdere negli affollati pensieri tuoi, che a metterci ordine, poi, diventa un problema. Senza rancore Sgarbi, i salernitani sono amanti dei forestieri, ma non ne approfittare! Una cosa, però, con noi, puoi averla in comune "due facce" come San Matteo, il santo patrono della città, per via delle due statue uguali conservate nella cripta del bellissimo Duomo normanno e fatto costruire da Roberto il Guiscardo, da cui i detrattori ricavarono l'appellativo delle due facce, consegnandole ai salernitani. E' un luogo comune, naturalmente, ma tu nun azzuppà.

Maria Serritiello









Fonte :La Citta'

Il Don Giovanni nella versione di Vittorio Sgarbi

SALERNO. Ieri pomeriggio nel foyer del teatro Verdi il prof. Vittorio Sgarbi, regista de " Il Don Giovanni" di Mozart in scena da domani sera al Massimo, ha incontrato in un'affollata conferenza...



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