Pagine

sabato 11 novembre 2023

Al Teatro del Giullare, il 10 Novembre, è andata in scena la poesia di Claudio Tortora e Giovanni Caputo, con Renata Tafuri.

 


Fonte:www.lapilli.eu

di Maria Serritiello

Uno spettacolo speciale, ieri sera,10 novembre, al Teatro del Giullare, il primo dei tre in tournée, nei teatri Salernitani: Arbostella, Ghirelli e Delle Arti, organizzati dal duo, per l'occasione, Tortora-Caputo. Dolcissima rappresentazione perché a recitare è stato il cuore dei due protagonisti con poesie dedicate   all'amore, quello universale! Si sono presentati in scena come due scolaretti, emozionati come al loro primo giorno di scuola, eppure stiamo parlando di Claudio Tortora, il patron del Premio Charlot, per riassumere la sua luminosa carriera di uomo di spettacolo e di Giovanni Caputo trent'anni di teatro, spesi in quello popolare Salernitano, per intenderci, dei gloriosi Sandro Nisivoccia e Regina Senatore. Il teatro per chi lo ama e lo amerà sempre, questo è l'effetto che fa e l'emozione la si leggeva sui loro volti e nelle loro voci. Eleganti nel puntuale completo nero, il rosso della sciarpa di Tortora e del fazzoletto nel taschino di Caputo ci lanciano messaggi subliminali, riconducibili alla loro passione per lo spettacolo teatrale, quello che fa pulsare il sangue nelle vene, una meravigliosa sensazione!

Ed ecco buio in sala ed il recital dei due consumati uomini di teatro ha inizio con musica, luci, video e loro poesie, che hanno letteralmente incantato il pubblico, accorso numeroso, per non perdersi lo spettacolo dei sentimenti ed in verità sono stati esaltati tutti: la famiglia, il mare, la vecchiaia, la città natia, la luna, la pace, i nipoti, ed anche uno sguardo sulla propria fine e l’andar nell’aldilà. Una carrellata di buoni sentimenti capace, di regalarci una pausa all’andar veloce dei nostri giorni.

Il duo nell'allestire lo spettacolo ha previsto uno spaccato di gentilezza con la presenza dell'artista Renata Tafuri, che ha impreziosito, la lettura con l’ armonia, la gentilezza e l' amorevolezza, il recital.

Una serata magica, incantevole, dunque, attraverso il delicato progetto, riservato interamente ai versi recitati, un genere trascurato da sempre dal mondo dello spettacolo, Per un’ora circa, siamo stati fuori da questo pozzo mondo che si è allontanato spregevolmente dal comandamento del cuore, l'unico in grado di abbracciarci tutti senza inesistenti distinzioni.

Grazie "ragazzi " per aver pensato a raccogliere, in teatro, i fogli della vostra creatività ed a regalarci una pausa di puro piacere come solo la poesia sa fare.

Maria Serritiello

www.lapilli.eu

 

Regia Antonello Ronga

Luci Virna Prescenzo

Musica Marcello Ferrante

            Claudio Tortora



 



mercoledì 1 novembre 2023

“Destinazione Comicità” al Teatro laboratorio Santa Margherita di Salerno con la Compagnia “Il Dialogo”, in Non ti pago.


Fonte:www.lapilli.eu

 di Maria Serritiello

Secondo appuntamento della stagione teatrale “ Destinazione Comicità”,  del Teatro Laboratorio Santa Margherita di Salerno, con la compagnia “Il Dialogo” nella commedia “Non ti pago” di Eduardo De Filippo.

Due spettacoli, il sabato sera alle 21,00 e la domenica in replica alle 19,15, nei giorni 28 e 29 ottobre e 4 e 5 Novembre

Si Legge sul sito ufficiale della compagnia:

La compagnia Il DIALOGO” nasce 50 anni fa, come aggregazione di giovani appassionati del teatro che spontaneamente associandosi intesero dare vita ad un sogno… “portare in scena le proprie emozioni”. I primi spettacoli allestiti pagarono, ovviamente, lo scotto dell’improvvisazione organizzativa, ma la dedizione alla causa e la forte determinazione dei fondatori tramutarono ben presto il brutto anatroccolo in una struttura dai meccanismi ben oleati…. Ad oggi, l’associazione vanta partecipazioni alle maggiori rassegne nazionali di teatro amatoriale con numerosi riscontri in termini di premi e riconoscimenti ottenuti in contesti ben distanti dalla propria realtà locale.

Non ti pago

Non ti pago è una commedia in tre atti scritta da Eduardo De Filippo nel 1940 e viene messa in scena, per la prima volta, dalla compagnia "Teatro Umoristico I De Filippo", l'8 dicembre 1940 al Teatro Quirino di Roma, con discreto successo di pubblico.

La Compagnia Il Dialogo, dopo il successo riconosciuto, per aver portato già in scena Napoli Milionaria, si cimenta con un altro caposaldo della commedia eduardiana: Non ti pago

Ferdinando Quagliuolo ha in gestione un "banco lotto", ereditato dopo la morte del padre. Egli stesso è un accanito giocatore, in cerca di numeri vincenti, a dispetto della sua ripetuta sfortuna. Un suo impiegato, Mario Bertolini, al contrario, inanella vincite su vincite, suscitando una feroce invidia nel suo datore di lavoro. Mario fa la corte a sua figlia Stella, quasi a sua insaputa, con la complicità della madre Concetta. Un giorno Mario annuncia la clamorosa vincita di una quaterna del valore di 4.000.000 di lire con i numeri (1, 2, 3 e 4) ricevuti in sogno, proprio dal defunto padre di Ferdinando, il quale va su tutte le furie, s’ impossessa del biglietto fortunato e si rifiuta di corrispondergli la vincita, rivendicando il diritto alla somma. La motivazione risiede nel fatto che Bertolini era andato a vivere nell'appartamento dove Ferdinando aveva vissuto fino alla morte del padre, quindi lo spirito di suo padre si sarebbe rivolto a Mario per sbaglio, volendo destinare la vincita a suo figlio. La disputa va avanti per due atti senza che Ferdinando cambi idea, anzi lancia un anatema contro il possessore del biglietto, davanti al ritratto di suo padre, invocando ogni tipo di incidente e disgrazia, qualora i numeri vincenti fossero stati destinati dal padre a Don Ferdinando. A seguito il povero Bartolino viene colto da una serie di disastri tanto da rinunciare al famoso biglietto. La vicenda si conclude con la resa completa del mal capitato al volere di Don Ferdinando, che avendo avuto ragione sul fortunato pretendente di sua figlia Stella, gli concede anche la sua mano e i 4 milioni saranno la dote della giovane figliola.

 

Nel portare in scena un'opera di Eduardo c'è sempre il rischio palese o di eseguire un’ordinaria imitazione o di farne una sbiadita macchietta. Tutto questo non è accaduto, perché la compagnia de Il Dialogo ne ha dato una versione autonoma, lineare e dignitosa. Tutti hanno interpretato il ruolo assegnatogli con puntuale precisione e caratterizzato i personaggi con estrema bravura. Ognuno ha dato alla propria parte il segno preciso di essere stato scelto, non a caso, ma perché adatto al ruolo, cosicché tutti hanno concorso al successo di questo lavoro, perciò bravi in egual misura e non solo, don Ferdinando: Salvatore Maccaro e donna Concetta: Tina Spampinato ma anche quelle dell’avvocato: Giuseppe Trinchesi, dell’uomo di fiducia: Alfredo Lace, della cameriera: Lucrezia Manganelli, di Mario Bertolino: Antonio Mauro, della zia di Bertolino: Liliana De Rosa,  di Stella: Roberta Allocca, delle sorelle zitelle: Rosanna Vecchiarelli e nella duplice veste: Liliana De Rosa , di Don Raffele: Felice De Cicco Su tutti lui, il cocciuto don Ferdinando, Salvatore Maccaro, rivelatosi anche il Papà di Clementino, l’artista di successo, il rapper italiano, amato dai giovani, così come la pacata Donna Concetta, Tina Spampinato è sua la mamma. A volte quando si dice che i figli somigliano ai genitori, questo è il caso, bravi tutti e tre padroni indiscussi del palcoscenico italiano. E’ stata una brillante interpretazione il  Non ti Pago della compagnia, un'opera dal testo divertente e piacevolmente leggero, che Eduardo stesso avrebbe gradito.

La Compagnia “Il Dialogo”, ben conoscendo la responsabilità di interpretare un classico del teatro, ha voluto omaggiare il grande Eduardo, nel finale, con gli attori raccolti intorno al quadro del grande autore, con le spalle rivolte al pubblico, facendo ascoltare voce e parole di Eduardo, un omaggio dovuto e voluto al grande Maestro

Maria Serritiello

 

Regia Ciro Ruoppo

Audio e luci : Ernesto Serpico

Scene: Carmine Ciccone

Direttore di Scena: Roberta Allocca

 

 


lunedì 30 ottobre 2023

Caffè dell'Artista: Programma dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2023


di Maria Serritiello 

Informiamo ai soci  le date dei prossimi incontri



Programma dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2023

 

 

26 ottobre, giovedì: In occasione del centenario della nascita dello scrittore Italo Calvino, conferenza tenuta dall’Emerito  Chiarissimo Professore dell’Università “Federico II di Napoli” Francesco D’Episcopo.

 

31 ottobre, martedì, ore 21,00, presso Chiesa Santa Apollonia, via San Benedetto

spettacolo sul Mito Deianira e musica.

 

13 novembre, lunedì, ore 17,00, presso Ente Turismo via Velia 15: Incontro con l’arte: pittori, poeti e scrittori del nostro territorio.

 

14 dicembre, lunedì, presso sala Giunta della Provincia di Salerno ore 16,00: Premio intitolato al Prof. Cosmo Sallustio Salvemini e interventi del Chiar.mo Prof. Gaetano Pecora (Presidente del Centro Studi Salveminiani di Napoli) e del Chiar.mo Prof. Francesco D’Episcopo. Sarà presente il Prof. Alessio Falconio Direttore di Radio Radicale di Roma. L’evento sarà registrato da Radio Radicale. Interverrà il Presidente della Provincia di Salerno.


 



domenica 29 ottobre 2023

Al Caffè dell' Artista di Salerno con il Prof.re Francesco d' Episcopo per il centenario della nascita di Italo Calvino


 Fonte www.lapilli.eu

di Maria Serritiello

Giovedì 26 Ottobre 2023 "Il Caffè Dell'Artista" di Salerno,



Presidente la Prof.ssa Florinda Battiloro,
 
ha inaugurato l'anno sociale con una dotta relazione su Italo Calvino, in occasione del centenario della sua nascita, tenuta, con  profonda leggerezza, dal Prof.re Francesco d'Episcopo.


In sintesi, il suo intervento

Nato a Santiago de Las Vegas – Cuba il 15/10/1923 da padre Agronomo e madre Biologa, morto nel 1985. La sua famiglia si trasferì da Cuba a Sanremo in Italia ed i genitori vollero ricordare le loro origini chiamando il proprio figlio Italo. E’ stato un grande scrittore e paroliere, ha spaziato tra romanzi e favole; un Intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale. Infatti, durante la seconda guerra mondiale è stato un partigiano, dopo il conflitto egli si iscrisse al Partito Comunista, ma dopo circa sei anni lasciò questa tessera perché deluso da alcuni comportamenti assunti dal Partito. E’ stato uno degli scrittori più importanti del Novecento in Italia, alcune opere: “Le città invisibili”, “Il barone rampante”, “Sotto il sole del giaguaro”, “Il sentiero dei nidi di ragno”, hanno travalicato anche il nostro Paese per avere un successo internazionale. Calvino, oltre ad essere un fervido scrittore, fu Editore per Einaudi, quindi Editore di se stesso e con una forte capacità manageriale. Nel 1950 collaborò a Riviste tra cui “Il Politecnico” di Vittorini ed alcuni Quotidiani. In questo periodo tutti i suoi romanzi furono accolti con grande stima dalla Critica Internazionale. Nel 1966 si trasferì a Parigi e da lì collaborò con il Corriere della sera e la Repubblica fino al 1984. Dopo fu invitato a tenere lezioni all’Università di Cambridge, alla Harward University e preparò “Le Lezioni americane” che vennero pubblicate postume. Nel libro “Le Città invisibili” vi è una sospensione del tempo, giocando attraverso l’imitazione di quello che è il suo modello: Marco Polo, e descrivendo città partendo dal Medioevo, fino a quelle contemporanee. Nella sua vita a Parigi egli apparve molto interessato alla Narrativa dell’Ottocento, poi conobbe gli Strutturalisti e i Formalisti e, attraverso questi, concepì un nuovo modo di scrivere in Letteratura. Fu un ammiratore di Duras, Borges e Puig. Calvino fu un avido lettore, che formò il suo pensiero verso un nuovo modo di intendere la scrittura: ogni cosa descritta poteva avere un diverso seguito, tutto poteva essere possibile nell’evolversi delle dinamiche comportamentali individuali e sociali. Il linguaggio usato dall’autore è complesso, ma facile da captare, fu un Avanguardista e vide la Letteratura come Scienza delle eccezioni, in cui ogni Scrittore, di opera in opera, si mette alla prova variando, sperimentando, osando ogni volta in campi diversi: dalla Linguistica alla Antropologia, dalla Semiotica all’Astrofisica, dalla Biologia alla Psicoanalisi, tutto è un serbatoio di immagini narrative. Egli spazia dal genere avventuroso a quello erotico, dall’apocalittico a quello spionistico, ed ogni volta resta in sospeso la trama appena abbozzata con i personaggi del racconto lasciati ad un destino sconosciuto, poiché i veri protagonisti sono il Lettore e la Lettrice che vivono una storia d’amore tra loro. Una cassettiera con tanti cassetti che si aprono rivelando le loro sorprese, un gioco ironico sulla scrittura e sulle sue potenzialità, una interazione completa con il lettore, che può diventare un Deus ex machina, come avviene oggi in certe narrazioni che vediamo al cinema, che spesso vengono definite “Mentalist Story”, in cui le possibilità finali di un racconto possono variare grazie alla personale interpretazione e visionarietà. In questo Calvino è stato un precursore a livello psicologico del nostro tempo.




 

sabato 28 ottobre 2023

“Foemina” la personale dell’artista Anna Ciufo in esposizione al Bar “Napoliello dal 1948” di Pontecagnano

 


Fonte:www.lapilli.eu

di Maria Serritiello

Nei giorni scorsi si è tenuta un’interessante personale dell’artista Anna Ciufo, presso “dal 1948 Bar Napoliello” in Via Tevere di Pontecagnano dal titolo “Foemina”

L’artista, nata a Formia, ma Salernitana di adozione, ha iniziato ad interessarsi all’arte pittorica intorno ai 12 anni. Più tardi stimolata, incoraggiata e seguita dal proprio docente di disegno e storia dell’arte, ha affinato la propria tecnica, partecipando a numerose collettive di giovani artisti. Con un considerevole curriculum professionale e molteplici esposizioni, la pittura di Anna Ciufo si esprime sempre in favore dei diritti delle donne, della presa di coscienza verso gli ultimi e sguardi rivolti alla natura. Una nota particolare, Anna Ciufo, in passato, per un breve periodo ha collaborato da Salerno per Lapilli, recensendo mostre.

La personale “ Foemina” esposta “nel Bar Napoliello” in Pontecagnano dal 1948 e ne ha tutti i segni, ha dato chiarore al luogo, reso opaco dal tempo, gli stessi anziani, seduti attorno ad un tavolino di legno rettangolare, intenti allo svago serale, sapevano di quadro antico: “I giocatori di carte” di Paul Cézanne. 

Da premettere (n.d.r.) che sono particolarmente attenta ai lavori dell’artista, vuoi per la tenacia che mette nella sua voglia di ritagliarsi un suo spazio pittorico ed una sua personalità, vuoi per l’aerea spazialità dei suoi colori chiari, vedi le opere di dimensioni maggiori e per la delicatezza del tratto, mai duro o violento. Nell’esposizione dei quadri, poi, ad occhio attento, si scorge tutto il suo pathos nell’affrontare il “problema femminile”. Il numero ridotto (peccato) di piccole essenze pittoriche della donna, nei vari suoi momenti esistenziali, sono tutti resi con eleganza e decisione. I tratti essenziali, esaustivi ed accoglienti, sono la visione di una donna presente e significativamente importante. L’uso di colori, quasi mai accesi o vistosi, ben riposiziona la donna in una visione ampia e rasserenante, una presenza fatta di accoglienza e comprensione. I quadri di dimensione più estesa, parlano di una artista che non ha perso ancora la speranza di un mondo più dolce, più chiaro, più motivante, più accogliente nella diversità e più decisamente volto a dare felicità! È’ questo alla fine il mondo cui dobbiamo aspirare tutti ed Anna Ciufo può accompagnarci con i suoi quadri

Maria Serritiello

www.lapilli.eu




mercoledì 11 ottobre 2023

“L’ Eredità” di Francesco Maria Siani, al Piccolo Teatro del Giullare, con Anna e Roberto Nisivoccia ed Andrea Palladino

 


Fonte: www.lapilli.eu

di Maria Serritiello


Ad iniziare il ciclo delle rappresentazioni, per la stagione teatrale 2023/2024, al Piccolo Teatro del Giullare, è una pièce di forte impatto, scritta da Francesco Maria Siani, un Salernitano talentuoso che vive in Francia.

All’inizio, tutta la scena è al buio, un sottofondo di piatti metallici di un’invisibile batteria, ora in crescendo, ora diminuendo d’intensità, crea un’aspettativa allarmante; poi la luce fioca rischiara un angolo del salotto, dove, accanto ad un tavolino su di una poltrona, c’è un uomo, con il plaid tirato sulle gambe, radio accesa per ascoltare la parlata di alcuni politici. In giro per la stanza con vestiti dimessi, capelli raccolti all’indietro e strofinaccio della polvere tra le mani, presumibilmente sua moglie, ascolta umilmente le invettive dell’uomo. Costui è un soggetto con nessuna parola garbata, né verso i politici avversari in ascolto, né verso sua moglie che ha tutta l’aria di essere invisibile in quella casa. Con una parlata marcatamente meridionale, siamo, però, in una città del nord, Saverio arringa malamente i politici, ce l’ha con i comunisti e rimpiange “lui” che manteneva l’ordine, quando, l’Italia era nelle sue mani. Sbraita a voce alta, gli si gonfiano le vene della gola tanto è il tono elevato, ma non si ferma, anzi oltre ai comunisti aggiunge all’imprecazione nell’ordine: i drogati, gli omosessuali, gli emigrati. Si comprende bene che non è felice della sua vita, è sofferente, l’arteriosclerosi lo tormenta. Intanto la moglie gira per casa come un’ombra, lo accudisce e placa con dolcezza i suoi scatti d’ira. Per suo conto ha una decisione da prendere, è ammalata e vuole andar via in silenzio, accompagnata dalla buona morte. La coppia ha un figlio che andandosene da casa ed allontanandosi, vive all’estero. La donna, dopo aver rassettato la casa, compiuti i gesti usuali, che a nessuno interessavano, messi i libri, gli scritti ed altri oggetti ricordevoli nel baule troneggiante la scena, saluta il marito, che come sempre urla improperi ed insulti, una volta in più nei suoi confronti. Marta esce dalla vita, ma resta in scena come fantasma, scalza, umile e dolce nel voler aiutare il figlio a recuperare il rapporto con il padre. Il dramma si fa complicato, quando tra bisticci, urla e aggressioni fisiche da ambo le parti, padre e figlio tentano un ravvicinamento, attraverso verità inconfessabili e vissuto ingannevole. Un atto unico che per un’ora e venti minuti senza interruzione, poca luce e la stessa scena, per tutto il tempo, prova a rappresentare oscure dinamiche familiari, unite a feroce scontro generazionale.   La pièce si conclude come nessuno se l’aspetta, un’eredità, sia pure di sentimenti, che danno speranza ad un’umanità sempre più incarognita.

Un’interpretazione magistrale quella dei gemelli più noti del teatro salernitano, saputi come figli di quei mostri sacri dal nome: Regina Senatore e Alessandro Nisivoccia, riunitisi in scena dopo i 14 anni. Ci si accinge ad ascoltarli con reverenza, cercando di scoprire in loro una certa eredità teatrale, una qualche inflessione di voce possente di Alessandro o un tremolio addolcito di Regina.  Ed è così, scorgere i genitori, in loro due, è stata un’emozione indicibile per un pubblico che conosce il rimpianto. Degni figli, hanno caratterizzato perfettamente i loro personaggi, superando se stessi, per questa raggiunta maturità artistica.

Una menzione particolare la merita Andrea Palladino, bravo nel caratterizzare, Enzo, il figlio della coppia, amato in modo smodato dalla madre, viceversa maledetto dal padre, l’odio gli esce dal corpo, tant’è la forza recitativa, per impattarsi contro il genitore. La regia di Francesco Petti è stata perfetta, attento com’è stato a fare del dramma, un pezzo ricordevole, anche per le immagini costruite in penombra, come quella, per esempio, di Enzo tra le braccia della madre, dopo aver conosciuta la verità, sul baule disvelato, si ricompone una piccola pietà michelangiolesca con il più dolce sottofondo musicale: Barber Adagio for Strings, Op.11

Maria Serritiello

www.lapilli.ru


Lo spettacolo viene ripetuto il 14 e15 ottobre, sabato ore 20,30 e domenica alle 18,30


 





 




lunedì 2 ottobre 2023

“26 e 4 Remake” ha dato inizio alla stagione teatrale “Destinazione Comicità” al Teatro Laboratorio Santa Margherita Salerno


 Fonte:www.lapilli.eu

di Maria Serritiello


Con “26 e 4 Remake”, ha avuto inizio la stagione teatrale “Destinazione Comicità, presso il teatro laboratorio Santa Margherita, nella zona orientale di Salerno, che va avanti dal 30 settembre 2023, fino al 15 aprile 2024, con 8 spettacoli+ 2 in omaggio, alla cifra di 70 euro , alla portata di chi si vuole distendere con il sorriso o anche con la risata. Due spettacoli, ogni volta, il sabato sera alle 21,00 e la domenica in replica alle 19,15.

26 e 4, i numeri fortunati, dove 26 è la farmacia e 4 il teatro, simboli ispiratori della scrittura di Lello Casella, che ne è anche il regista, oltre che abile interprete. I due atti hanno come luogo fisso, proprio la farmacia, riprodotta con artistica precisione, per fare da sfondo alle vicissitudini dei 5 protagonisti: Saverio, Lulù, Rafilina, Arturo e Franchetielle, ovvero Ciro Girardi, Antonello Cianciulli, Roberta Manzo, Maria Luisa Pirri e Lello Casella Ed il numero 4? Centra, oh si che centra, in quanto Arturo, che si spaccia per dottore, altro non è che un miserevole teatrante, innamorato cotto della bella Lulù, ma che non disdegna le altre, tipo la languida Rafilina. La prima parte è di preparazione, i personaggi sono delineati con i loro desideri amorosi e teatrali, quelli di Saverio il farmacista, per esempio, che paga perfino Arturo, sempre a corto di soldi, pur di avere la parte di Romeo, nello spettacolo in preparazione. Sia la prima parte che la seconda è intervallata da spacchetti musicali, danzati mirabilmente da un pregevole corpo di ballo, su coreografie di Valeria Alfano del Polo delle Arti con musiche scelte dall’antica melodia napoletana. Lo spettacolo, continua con l’esilarante drammatizzazione di Giulietta, Ciro Girardi e Romeo, Antonello Cianciulli, basta vederli nei panni di scena per ridere con gusto come la rassegna teatrale vuole. Abbandonati i panni dei due infelici innamorati ritornano nella farmacia per rappresentare, insieme a Lello Casella e Roberta Manzo, l’atto unico di Eduardo De Filippo “Pericolosamente”, scritto nel 1938.

La gag è divertente ed è ben caratterizzata; gli interpreti, ognuno per la propria parte, hanno dato il meglio di sé. Bravo Lello Casella nel rifinire lo spettacolo, incastrando tutti i personaggi e nel creare una piacevole contaminazione con testi noti e di valore. L’ambientazione anni ’20, il recitato marcato e le battute spesso a doppio senso hanno creato un clima di assoluta spensieratezza.

Lo spettacolo viene replicato fino all’8 ottobre

Note conoscitive

Il Teatro Laboratorio Santa Margherita, nella zona orientale della città di Salerno, è sorto nel 2019, nella struttura, che post terremoto ’80, è servita da chiesa.  Il teatro laboratorio nasce con l’intento di favorire attività che tendano a sviluppare la socializzazione nell’area extra scolastica ed extra familiare. Un teatro di quartiere, dunque, un centro di cultura permanente che possa liberare le creatività.

Il Teatro laboratorio S. Margherita è il teatro popolare della zona orientale, con 100 posti a sedere, confortevole ed  a 100 metri dall’uscita della tangenziale di Pastena-Giovi e con ampio parcheggio gratuito.

Inoltre il teatro dispone di una dependance di oltre 200 posti “Il Giardino dell’Arte” per dare continuità al lavoro progettuale, anche, durante il periodo estivo.

Maria Serritiello

www.lapilli.eu