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martedì 13 febbraio 2018

Dani Bra al Teatro Ridotto di Salerno, nello spettacolo "Squilibrato"


Fonte:www.lapilli.eu del 28 gennaio 2018
di Maria Serritiello
Dopo la pausa di fine anno, in occasione delle festività natalizie, al Teatro Ridotto, ricomincia il divertimento e la buona risata, con la partecipazione del comico romano Dani Bra, che   porta in scena il suo spettacolo dal titolo "Squilibrato”.
Lo incontro prima dello spettacolo (ndr), nel piccolo camerino del Ridotto, più simile ad un confessionale ed è subito simpatia, per come si pone, per come collaborativo, risponde alle domande. La parlata strascicata romanesca è già una sua caratteristica e richiama simpaticamente i tanti comici della capitale. Impostosi al grande pubblico con la trasmissione SCQR di Comedy Central e per aver vinto, 2 anni, fa il Premio Web dello Charlot e nel 2017, si piazza al primo posto al Festival del Cabaret della città di Martina Franca. E’ solo nel 2006 che Bra, indirizza la sua capacità di far ridere, al cabaret, prima e per molto tempo si è dedicato al Teatro Comico, preparandosi professionalmente, presso scuole di un certo calibro, come le 2 petroliniane ed una con il grande Gigi Proietti.  Ha partecipato a Laboratori Zelig a Roma, a Milano e a Salerno.
In alcuni passaggi del suo monologo, che scrive lui stesso, viene fuori largamente la vis comica del teatrante. Usa tempi giusti, la mimica facciale, ma anche quella del corpo, è intensa ed espressiva. Fu il caso ad influenza re le scelte per la vita futura, Dani Bra, aveva solo 10 anni, quando accompagnò sua madre a teatro, per assistere allo spettacolo “Aggiungi un posto a tavola”, una commedia musicale italiana in due atti di Garinei e Giovannini, scritta tra il 1973 e il 1974, con le musiche di Armando Trovajoli e le coreografie di Gino Landi. Fu la rivelazione, per cui da quello spettacolo in poi, cambiò il suo futuro.
Basandosi sulla sua spiccata simpatia, la parlantina sciolta e sull’innata capacità di osservare gesti, manie, abitudini, intesse monologhi che si basano su dinamiche familiari e di coppia, ma che lasciano il segno, perché scritte in modo del tutto personale. Molto divertente è la figura del “Transennologo”, che lo caratterizza più di ogni altra, un bizzarro anziano, che non avendo nulla da fare, monta tutti i giorni dove ci sono lavori in corso e guarda chi lavora, spendendosi in consigli non richiesti, soprattutto da chi il lavoro lo fa per davvero. Uno spaccato divertente e veritiero di alcuni anziani, fastidiosi come le mosche, ma che fa pensare alla solitudine più amara ed al vuoto delle loro giornate. Dani Bra, agile, snello occhi grigi e una divertente pelata che lo tira tutto a lucido, ha anche una bella voce e ce la fa ascoltare nel brano “Buona sera Signorina” dell’indimenticato Fred Buscaglione. Si congeda dal pubblico del Ridotto con una divertente telefonata alla mamma, una signora anziana, sicché nella sua comicità fa entrare di diritto le persone di una certa età che nessuno se n’è mai occupato. Applausi e ancora applausi, così il Ridotto ha accolto, per la prima volta, Dani Bra.
Maria Serritiello
www.lapilli.eu





mercoledì 7 febbraio 2018

Niente più casa di riposo: la nuova tendenza è invecchiare con i propri amici





Fonte: Fabiosa. com

Sappiamo che la popolazione mondiale sta invecchiando. Si prevede che entro il 2050 il numero degli ultrasessantenni sarà triplicato. Si può affrontare la vecchiaia in molti modi differenti per vivere bene e avere una buona qualità di vita.Man mano che invecchiamo, abbiamo varie opzioni. Alcuni hanno la necessità di essere accuditi dai propri figli, mentre altri si ritirano nelle case di riposo. Tuttavia ci sono ancora alcuni soggetti audaci che non voglio.no restare soli e scelgono di vivere con i propri amici. La nuova tendenza è la convivenza: un modello residenziale creato in Danimarca che pone l’accento sull’importanza del contatto con i propri amici quando si vive in comunità. È una sorta di villaggio privato in cui ciascun abitante o coppia ha la propria casa, ma ci sono degli spazi comuni per la convivenza, il tempo libero, ecc. Ciascuna unità di convivenza ha le proprie regole. Questo nuovo modello funziona talmente bene, che esiste già in parecchie nazioni europee e negli Stati Uniti.
È fantastico che abbiano trovato un sistema per permettere agli anziani di continuare a vivere pienamente le loro vite e di socializzare con i propri amici. Ciò sicuramente li aiuta a restare membri attivi della società. 


venerdì 2 febbraio 2018

A Santa Sofia Mostra d'arte in ricordo di Emanuela Cuozzo


Retrospettiva della pittrice Emanuela Cuozzo
Complesso di Santa Sofia 
sabato 3 febbraio
ore 18,30



                                                  Lita
di Maria Serritiello

E ti ritrovo
Lita,
così come ti ho sempre amata,
nei tuoi tratti dipinti e lasciati.
Troppi gli anni passati
 e vuoti senza di te.

Lita,
come bambina ti chiamavo,
mai abbandonata, mai persa,
di noi i tanti ricordi
e la tua pittura in disparte.

Il mare in tempesta
l’orizzonte mai raggiunto,
la casa alberata di verde,
fiori e frutta, nella sperlunga bianca
di famiglia,
 ora solo segni,
ma vanno oltre la morte
e sono la tua vita immaginata,
 silenziosa e perfetta.


 Salerno 21, 1 2018      Maria Serritiello


giovedì 1 febbraio 2018

I° Concorso Fotografico dedicato ad Antonio Serritiello "Professione Reporter"



Concorso Fotografico dedicato ad Antonio Serritiello "Professione Reporter"

La presentazione delle foto entro il 12 maggio



Tema :    "Io sono gli altri"
Antonio Serritiello, a cui è dedicato il concorso,
scrutava la città, i luoghi, le persone, gli oggetti, come immagini non altro da sé.
Diventava, ogni volta e di volta in volta, ciò che fotografava.

I partecipanti, parimenti, sono invitati ad essere e riconoscersi "negli altri” attraverso il medium fotografico.

Il tema, già vasto, intende cogliere ciò che l’occhio della camera riesce a trasformare in emozione.

La partecipazione al concorso è gratuita ed aperta a tutti;
Massimo tre fotografie, accompagnate (preferibilmente) da una breve nota didascalica, devono essere inviate unitamente alla scheda di iscrizione debitamente compilata e firmata. 
Tutte le foto inviate saranno pubblicate su questo sito in anonimato, dove sarà possibile raccogliere il gradimento dei visitatori.
Un'apposita giuria selezionerà 18 foto che verranno esposte presso il Museo della Città Creativa di Salerno.
Sono ammesse fotografie b/n e a colori con inquadrature sia verticali sia orizzontali.
La risoluzione di ciascuna foto deve essere di 300 dpi e in formato JPEG (.jpg).
Sono ammesse foto scattate con lo smartphone purchè rispettino i parametri richiesti.
Non sono ammesse invece opere interamente realizzate al computer. 

Per tutte le altre informazioni  e  le modalità di partecipazione consultare il seguente indirizzo

 https://professionereporter.wixsite.com/concorsofotografico

                                Vi aspetto in tanti


Cara zia Lina di Maria Serritiello


Mia madre Bianca e Anna Carmela sono figlie di due sorelle, Carmela(detta Nennella) e Mariuccia,detta da noi nipoti (Zizia). Delle  due sorelle, Carmela era la madre di mia mamma Bianca e Anna Carmela (chiamata Lina) era la figlia di Mariuccia. Bianca e Lina erano come due sorelle, Lina, infatti era figlia unica. Vissute insieme,  fu ovvio che i loro figli fossero legati  come fratelli.Un tempo le famiglie contavano molto per l'educazione dei figli . Io e Vincenzo, più tardi Antonio ,mio fratello e Antonella sorella di Vincenzo, abbiamo vissuto pomeriggi a giocare, ad andare al mare, a raccontarci chi di noi avesse letto più libri dell'altro. Divenuti adulti ci siamo visti di meno, ma ogni volta, incontrandoci era una festa.

Ecco spiegato ,come io e il Sindaco di Salerno siamo cugini, non mi sarei mai vantata di esserlo, se così non fosse stato e se non ci fosse un'affettività grande ed una giovinezza trascorsa insieme.Per me era  come avere 3 fratelli, Antonio, Vincenzo ed  Antonella. Un quartetto perfetto, se la morte non ci avesse colpiti! 8 anni fa è morta Antonella , appena un anno fa, mio fratello Antonio. Io e Vincenzo  siamo  come dei sopravvissuti ad un'epoca che ha significato molto nelle nostre vite. Non a caso sono stata invitata a scrivere l'elogio funebre per Lei, zia Lina era stata, oltre alla grande zia per me,  la mia madrina di battesimo.

                        (Nella foto a sinistra mia madre Bianca, a destra zia Lina)

Cara zia Lina,

E’ toccato a me doverti accompagnare per l’ultima volta, con le parole, me l’ha chiesto il tuo adorato Vicenzo, ma forse così doveva andare. Delineare la tua figura non è un atto formale, ma risponde ad una mia esigenza affettiva, che da sempre mi ha legato a te. Nell’ultimo periodo della tua malattia, quando venivo a trovarti solevi accogliermi con l’esclamazione di contentezza “oh la mia nipotina” e i tuoi occhi di cielo s’illuminavano. Sei stata una donna eccezionale, intelligentissima, aperta, libera, saggia e vivace. L’humor non ti è mai mancato, anche nei momenti più difficili, superati con la forza di una combattente. Eppure eri nata bene, i tuoi genitori ti avevano allevata, da figlia unica, come una principessa e per un lungo periodo lo sei stata, poi si sa la vita riserva sorprese che tu hai superato con l’energia giusta. Raccontavi la tua esistenza come un romanzo, dicevi che per molto tempo sei stata felice, viaggi, cene, e tutto ciò che ti poteva rendere appagata, cara zia Lina, mai un rimpianto, mai qualche antico livore, sei stata giovanile, moderna e comprensiva sempre, sorprendendoci ogni volta. Tutti ti ricordano con dolce affettività, sei stata la Signora Schosten, l’atelier che ha vestito tutta Salerno, per innumerevoli anni, sempre elegante e profumata, capelli in ordine, trucco mai eccessivo, la tua figura era tenuta in gran conto tra i negozianti di via Mercanti, sei stata la vera signora, sorridevi a tutti, salutavi ognuno, un modo di approcciarti comunicativo e gentile. Colta, con te si poteva affrontare qualsiasi argomento, eri sempre informata, eh sì che avevi frequentato l’Istituto Magistrale, per poi scriverti a Napoli, al Magistero Suor Orsola Benincasa, ma dopo i primi anni di frequenza, l’amore per il padre dei tuoi figli, pose fine ai tuoi studi. Quello che più si notava in te, era il tuo stare un passo avanti alle donne del tempo, avevi capito tutto sull’emancipazione della donna, che cominciò a realizzarsi con le lotte sessantottine. Antifascista convinta e come sarebbe potuto essere altrimenti con due genitori come i tuoi? In casa si respirava aria liberale a pieni polmoni, tuo padre, Antonio Campana, fu partigiano e perseguitato, la tua casa in Via Velia era meta di raccolta di personaggi importanti politicamente, mentre tua madre Maria Iazzetta, fu promotrice a Salerno dell’UDI, Unione Donne Italiane, un’associazione femminile di promozione politica, sociale e culturale, senza fini di lucro, fondata nel 1943 da Rina Piccolato una grande organizzazione per l'emancipazione femminile italiana. Cara zia Lina, potevi mai essere diversa tu? Giusto, allora, i garofani rossi, simbolo di eguaglianza per tutti, a ricoprire la tua bara. Gli ultimi 8 anni sono stati vissuti da te con grande dolore, la perdita prematura di tua figlia Antonella, ti aveva piegata in due, ma non abbattuta per amore di Eleonora, la figliola di Antonella. Amavi in egual misura Paola, la figliolina di Vicenzo, per lei avevi sempre dolci parole. Nel finale degli anni ti è stato di compagnia “Pippo” un gattone nero, che amavi tanto, ora è solo nella casa a miagolare per la sua padrona. Una piena di ricordi mi spingono a non volerti lasciare andare, sei stata una madre perfetta anche con me, privata troppo presto dell’amore materno. Abbiamo passato tanti momenti insieme, ai pranzi del giovedì a casa tua, di quei tempi restiamo tristemente, solo io e Vincenzo, il Sindaco della città di Salerno, ma per me l’immenso cugino, di cui tu andavi fiera quando ti dicevo di averlo visto nella funzioni di primo cittadino. Non ti dirò addio, zia, nessuno ne ha voglia, allora facciamo così, ti sei addormentata come facevi a casa e noi tutti silenziosamente veglieremo sul tuo sonno senza dimenticarti mai.

Maria Serritiello  

Quando zia Lina si sposò  con zio Ninuccio Napoli, c'è una foto di famiglia che li ritrae uscenti dall'Hotel Diana, il maggiore per cerimonie in, a tenere lo strascico della sposa, c'è una bimbetta con le treccine ed un vestito lungo  di colore bianco. Quella bambina ero io. La musica suonata nell'elegante  locale, durante il pranzo, non la potrò dimenticare: "La vie en rose" nella versione cantata da Yves Montand. 



sabato 20 gennaio 2018

Addio ad Anna Campori del Corsaro Nero


 © ANSA
 

           Attrice aveva 100 anni, lavorò anche con Totò, Steno e Corbucci

Fonte: Ansa.it
ROMA, 19 GEN - Si è spenta a 100 anni nella sua casa di Trastevere dove era nata durante il primo conflitto mondiale a Roma l'attrice Anna Campori circondata dall'affetto della sua grande famiglia. Lo annuncia all'ANSA la figlia Alessandra.
    Campori che ha lavorato fin da giovanissima formando un lungo sodalizio con Totò, e tanti attori e registi, ha avuto insieme al marito Pietro De Vico, morto nel 1999 un grandissimo successo come protagonista di una televisione degli anni 60 in una commedia musicale innovativa durata molto che appassionava i ragazzi ma anche gli adulti: "Giovanna, la nonna del Corsaro Nero" tanto lungo nel tempo quanto particolare, "di cui, oggi non è rimasto quasi nulla in quanto le puntate andavano in diretta", spiega Alessandra. Campori lunga carriera nel teatro di rivista cinema e Teatro, un lungo sodalizio con Totò. Ma ha lavorato con Rascel, Panelli Steno e Corbucci, Dino Risi. Nel 2013 un cammeo nel film di Daniele Lucchetti Anni Felici. I funerali Roma, il 20/1 alle 15, a San Francesco a Ripa