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sabato 20 settembre 2014

Il Premio “Mario Perrotta” 2014 ai Barbuti di Salerno è stato assegnato all’attore salernitano Mimmo Schiavone

LAPILLI mimmo schiavone





















Fonte:www.lapilli.eu
di Maria Serritiello

Metti una sera di questa pazza estate, che senza iniziare è già finita, al Teatro dei Barbuti di Salerno, con tre artisti del calibro di Angelo Di Gennaro, Claudio Tortora e Mario Maglione, per omaggiare la 29°esima edizione del teatro, che più rappresenta il cuore della vecchia città e metti che il personaggio da insignire, come ogni anno, a conclusione della rassegna, con il Premio "Mario Perrotta", sia Mimmo Schiavone, si ha un'idea di che è stato l'intrattenimento del 30 agosto scorso. La serata è stata presentata, quasi sommessamente, dal giornalista Paolo Romano che al compimento del 20° anno della rassegna teatrale, più amata dai salernitani, ha tracciato, con una precisa pubblicazione, la storia degli anni fin lì trascorsi. Un topos teatrale, i "Barbuti" che rappresenta ed interpreta bene i desideri di coloro che trascorrono in città la stagione estiva, unitamente da qualche anno, al flusso turistico che giunge sempre più numeroso.
E così, il 30 agosto, a ricevere il premio alla carriera "Mario Perrotta" è stato l'attore salernitano Mimmo Schiavone, 87 anni portati con dignitosa baldanza, la stessa che gli ha permesso di montare in palcoscenico, salita non propriamente agevole, senza particolare difficoltà. 80 anni vissuti all'insegna del teatro, una passione unica e totale. Mimmo Schiavone nasce come imitatore e rumorista, prosegue giovanissimo come presentatore ed attore di teatro di prosa e "riviste" dell'epoca, nel 1945 fonda, insieme a Franco Angrisano ed Enzo Tafuri, il "Trio Spritz", famoso trio "umoristico" salernitano. Negli anni 60 dà vita alla stabile del "Teatro Verdi" con Mario Maysse e negli anni 70 nasce il "Cab 70", primo cabaret salernitano, che lo vede protagonista sempre insieme all'inseparabile amico, attore Franco Angrisano e all'indimenticabile grande musicista Franco Deidda. Dopo lunghi anni dedicati al teatro sia comico che drammatico, approda al teatro di Eduardo con la "Compagnia di prosa Maria Melato" diretta da Tina Trapassi e dall'attrice Annabella Schiavone, riscuotendo successi ovunque, in Italia e soprattutto all'estero. Da ben 25 anni è "Ponzio Pilato", nella storica "Via Crucis" che si rappresenta in città. E' anche attore cinematografico e regista teatrale, ed attualmente è direttore artistico della compagnia di prosa "Annabella Schiavone", da lui fondata, in memoria della compianta cugina.
Un pezzo di storia del teatro salernitano e non solo, la sua presenza in palcoscenico. Occhi grandi e vivi, viso aperto, mobile nelle espressioni, non accusa nessuna difficoltà a stare al centro dell'attenzione, anzi sebbene non abbia l'udito alla perfezione, cerca di essere regista di se stesso, aggiustandosi le battute di rimando all'intervista. Una bella figura, un signore d'altri tempi, un uomo di passione: il teatro, che ancora oggi lo sorregge.
Prima di lui il premio "Mario Perrotta", che prende il nome dal giornalista salernitano degli anni '60, scomparso nel 2001, nonché sovrintendente del Teatro Verdi della città, che dal 2002 è un riconoscimento alla carriera, è stato assegnato a Flavio Bucci, Mariano Rigillo, Agostino Rizzo, i fratelli Ferraioli, Giuseppe Cacciatore, Mario Di Gilio, Luigi Giordano, Sandro Nisivoccia e Regina Senatore, Vincenzo De Luca e Orazio Boccia. La motivazione del premio ad ognuno è accompagnato da una splendida scultura realizzata dal pregevole artista "Nello Ferrigno", un vanto tutto salernitano, che rappresenta in tensione ed in sella un fiero guerriero longobardo, nell'atto di apprestarsi alla guerra. Il resto della serata è stato affidato alla comicità furbesca ed accattivante di Angelo Di Gennaro, un'affettuosa conoscenza del pubblico salernitano, che lo scopre anche dolcissimo e sensibile poeta, alla voce splendida di Mario Maglione, giusto erede di Roberto Murolo ed a "Spalletta", ovvero Caudio Tortora. Killér (con accento sulla "e") di professione, Spalletta, è una macchietta irresistibile che lo stesso Tortora si diverte a portare in scena, ogni tanto anche se per molti anni non l'ha esibito più. Lo fa adesso ed è piacevole ascoltarlo per bravura ed acutezza dei testi che lui stesso elabora.
 
Maria Serritiello
 
 

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